Più ci penso meno arrivano i pensieri
Siccome ho lanciato una sfida a me stesso di
"Scrivere almeno un post al giorno fino a quando riesco" dovrei pur trovate qualcosa ( e non spero che qualunque cosa io dica sia interessante, magari per qualcuno potrebbe anche esserlo, ma per i più non lo sarà) da scrivere in questo post.
E forse ci sono già riuscito.
Ma anche se fosse, voglio continuare. Che, avendo tempo libero, ( 6 ore lavoro, 6 ore (? Di più!) dormo e ho 12 ore per fare ciò che più mi aggrada) posso dedicare mezz'ora a pensare a ciò che voglio scrivere...
Pensare, non è proprio che mi metto lì a pensare ... Che quello che mi arriva, quando e se arriva, lo fisso su uno schermo. L'importante è sapere cogliere il momento, in cui arriva qualcosa. Come adesso. O meglio, prima. Perché non so mai dove andrò a parare, quando inizio. È alla fine che si vede il risultato, non all'inizio. Come in tutte le cose.
Comunque, scrivere per tenersi allenato è un buon modo per staccare ed essere nel momento presente.
Anche se non ho fatto le scuole alte.
O forse proprio per questo. Beh, è superfluo ma agli Artigianelli, nell'ormai lontano 96-99, ero al secondo piano. Posso anch'io dire, allora, di aver fatto le scuole alte? (Questa è vecchia...)
No! E ne vado fiero.
E scrivere per un pubblico è un allenamento che ti permette di mantenere l'impegno, ti aiuta a non mollare, e ti dà quello stimolo in più per provare ogni giorno a fare qualcosa di nuovo. Non fare, ma pensare. Anche se il pensiero è qualcosa di volubile, almeno nel mio caso.
Ed ecco che all'inizio non sapevo cosa scrivere ed ora mi ritrovo con almeno una quindicina di righe scritte. Se solo sapessi parlare come so scrivere!
Ma una cosa non esclude l'altra. Che si può sempre imparare a parlare, anche alla mia età ( come se avessi 80 anni e non 40...)
Comunque non è una gara né una sfida, ma solo per poter vedere fino a quando resisto senza stufarmi.
Perché di solito mi stufo presto di fare qualsiasi cosa, mentre in questo momento mi sto divertendo ( altrimenti non starei scrivendo e avrei già mollato lo smartphone per fare qualcos'altro).
È come per tutte le cose. Quando inizio sono scettico, poi proseguo ( a volte anche a malincuore) e mi trovo bene, poi vado avanti e mi trovo meglio e poi non mi fermo più.
Ma torniamo agli artigia.
Che è l' esperienza che ti forma, e non intendo dire ti dà una forma, ma una formazione.
Anche se non tutte le esperienze sono gradevoli e quello che ti lasciano è solo un retrogusto amaro, sono esperienze. E questo fa sì che, quando ci ripensi, ( ma vale la pena ripensare ad un'esperienza passata? Non vale la pena farne di nuove? ( Quando voglio fare una domanda con una risposta negativa uso una affermazione. Quando voglio fare una domanda con una risposta affermativa uso una negazione. Interessante.)). Mi sono perso nei meandri della mente.
Quando ci ripensi??? Come stavo proseguendo???
Comunque ho notato qualcosa di interessante e ne ho preso nota. Si vede che quello che stavo dicendo non valeva la pena scriverlo.
Mhhh per ora ti saluto. Che ho già scritto abbastanza. Bye bye
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