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domenica 19 settembre 2021

lo scettrovirus

Ieri ho fatto la prima dose del vaccino, e oggi mi è saltato agli occhi una vecchia e-mail di fine agosto di Dantebus, sito a cui avevo inviato un racconto ( lo scettrovirus). Copio incollo la email, in questo modo vi mostro la mia incoerenza ( e potrò vedere se avevo previsto o sbagliato in pieno in un prossimo futuro). Grazie, presidente del consiglio Draghi!



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Lo scettrovirus
Fino ad adesso i vaccini erano vaccini. Ora non più. Sono diventati strumenti delle case farmaceutiche per tenerci legati a loro. E chi non fa il vaccino muore di scettrovirus. Non perché lo scettrovirus sia letale, anzi, è un banale raffreddore. Ma perché, se non fai il richiamo del vaccino, ti indebolisci a tal punto che muori anche se prendi un banale raffreddore. E questo lo chiamano progresso! È solamente un giocare con la vita umana. O meglio: un giocare sulla salute delle persone per potersi accaparrare il maggior numero possibile di denaro. È questa l' essenza più marcia del capitalismo. E noi ne stiamo pagando le conseguenze. Pur essendo, chi ha fatto il vaccino, tutti in buona fede. E pensare che sarebbe bastato non fare il vaccino dello scettrovirus! Ma ci hanno preso col terrore e con la paura. E con la convinzione, da parte dei più, che andasse fatto per il bene nostro e di chi ci sta accanto. Per proteggerci tutti, dicevano. E invece... Siamo tutti legati alle grandi case farmaceutiche, che hanno il monopolio sui vaccini. Non sapevamo quali fossero gli effetti collaterali di questi fantomatici vaccini! Per nove mesi stavi bene, poi ti calavano le difese immunitarie e dovevi fare un richiamo. Poi, dopo nove mesi un altro. E un altro ancora. Poi sono andate esaurendosi le dosi, e solo i ricchi hanno potuto farsi la loro dose. E ormai era tardi. Tutti eravamo a rischio di morire, non per lo scettrovirus, ma per non avere fatto il richiamo del vaccino. E così la popolazione mondiale si è dimezzata. Per l' avidità di pochi ci abbiamo rimesso tutti. E non poco. Del resto, la medicina, non dico ai tempi di Gesu, ma 300 anni fa era una tortura. Ti facevano, i rinomati medici, i salassi con le sanguisughe. E ti dicevano: vedrai che starai meglio. Nulla è cambiato. Anzi, è cambiato, si, ma in peggio. Almeno un tempo avevano la scusa dell' ignoranza, i medici, ma oggi... Sono ancora più ignoranti. Perché credono alle case farmaceutiche, che impongono il vaccino ai sani per tutelare i deboli. Ma non sanno che, ( o non vogliono ricordare) dai tempi più remoti, l' essere umano è sempre sopravvissuto. A tutti i tipi di virus. È vero, molti morivano, ma la specie sopravviveva. E siamo andati avanti fino ad oggi. Ma se guardi nel microscopio non puoi vedere il sole, la luna e neanche le stelle, ed è proprio quello che è successo. Siamo stati ciechi a noi stessi. Abbiamo considerato la vita del singolo più importante della sopravvivenza della specie. E questo è il risultato. 
Ricapitoliamo
All'inizio c' è stata una epidemia di un nuovo tipo di raffreddore. Lo scettrovirus, appunto. Non si capisce se creato in laboratorio o passato dall'animale all'uomo. Beh, ormai non ha più molta importanza. Nessuno sa se sia stato creato in laboratorio con queste caratteristiche per poter vendere i vaccini ( e quindi sottomettere alle case farmaceutiche l'intera popolazione mondiale). Fiutando il business, comunque, le case farmaceutiche hanno iniziato a produrre vaccini e, dopo circa due anni, i primi vaccini sono stati dati alla popolazione. Intanto il virus mutava, e si sono generate delle varianti. Dalla variante a ( il virus originale) alla variante d, quella più virulenta. Fino a cento volte più contagiosa, dicevano. Ma non cento volte più letale. Ed io dico, se ti eri beccato il virus originale, i tuoi anticorpi si erano già formati. Ed in Lombardia, durante la prima ondata, si diceva che i contagiati fossero addirittura 5 volte il numero stimato. Poi c'era il fatto che fino ai quaranta anni di età la percentuale di morti era uguale a quella di una banale influenza. Ma i luminari della scienza iniziarono a consigliare a partire dai dodici anni di farsi le due dosi di un vaccino ancora sperimentale. E lì è stato il primo disastro. I genitori, preoccupati della salute loro e dei loro figli, li portavano al centro vaccinale per farsi fare la famosa punturina.
Non sapendo ancora che, al posto di aiutarli, li stavano portando al macello con le loro mani.
Comunque le mutazioni più virulente si fermarono alla variante d. Poi, per il fatto di aver usato sempre antibiotici per curare gli anziani ammalati di scettrovirus ( le complicazioni comportavano una polmonite che, se non curata, ti portava alla morte in pochi giorni) il virus, mutando, iniziò ad essere resistente anche agli stessi antibiotici. E lì fu il delirio. Masse di persone che si affollavano ai centri di vaccinazione. E col vaccino sembrò che le cose andassero meglio. Fino a che, come dicevo all' inizio, si ebbe un calo di vaccini prodotti e solo i ricchi poterono curarsi. E lì si scoprì che, se non facevi il richiamo del vaccino, eri morto. Nel vero senso della parola. E tre miliardi di persone morirono così, in un paio di mesi, come fossero state tre miliardi di dollari volatilizzatosi in borsa (considerando ogni singolo essere umano avere il valore di un fottuto dollaro). Ma la colpa delle morti venne data allo scettrovirus, che fungeva bene come capro espiatorio. E non al non aver fatto il richiamo. Si disse che lo scettrovirus aveva causato i 3 miliardi di morti, e la popolazione restante ci credette. E venne detto che la causa era una mutazione dovuta a chi non si era vaccinato, che aveva messo in crisi il sistema sanitario mondiale. E le masse, cieche, iniziarono a dare la caccia a chi non avesse effettuato il vaccino. Così i governi pubblicarono le liste di persone che si erano vaccinate, divise per stato e regioni e città. In questo modo sorsero spontaneamente delle pattuglie punitive che braccarono i pochi non vaccinati rimasti.
Fortunatamente io sono uno di quelli non vaccinati. Ma stanno venendo a prendermi. Perché i non vaccinati fanno paura. Poiché sono liberi. Sono pericolosi per il sistema perché non devono sottostare ai ricatti delle case farmaceutiche. Scrivo questa lettera sperando che, in un futuro prossimo, venga ritrovata da qualcuno che testimonii ciò che è successo. Io credo fermamente che il ricordo di ciò che è accaduto debba essere tramandato, perché non si verifichi mai più una cosa così terrificante voluta dall'uomo sull' uomo. Sono alla porta, ormai è tardi. Addio, e se riuscirete a creare un futuro, fatelo migliore di questo presente. Un abbraccio. Peli Cristian.

martedì 7 settembre 2021

Credo nella scrittura

Credo nella scrittura capace di veicolare pensieri, non nelle immagini capaci di veicolare emozioni. Eppure le immagini sono più potenti della scrittura.

lunedì 6 settembre 2021

Il lavoro e la consapevolezza

Non è, come credevo, il lavoro la causa dello stare male: "io sto male perché il lavoro che svolgo non mi piace" Bensì l'inconsapevolezza: io sono inconsapevole, quindi non riesco a cambiare lavoro, quindi sto male. Se fossi consapevole mi darei da fare, cercherei un modo per trovare un lavoro che mi dia soddisfazione, invece provo fastidio nel lavorare e non riesco a cambiare le cose. Era così che la pensavo quindici anni fa. Davo la colpa al lavoro, ma se dai la colpa a qualcos'altro o a qualcun' altro vuol dire che non stai guardando dentro te stesso. E perciò non riuscirai a cambiare le cose. Devi prenderti la responsabilità ( responso-abilità, cioè l' essere in grado (abilità) di darti una risposta( responso) ) di cambiare la tua vita in meglio. Anche se costa fatica. Insomma devi riuscire a cambiare atteggiamento di fronte alle cose. Anche se questo significa andare contro te stesso, le tue convinzioni. Avevo la convinzione che il lavoro in sé, in generale mi facesse stare male. Ma non era così. Era la mia inconsapevolezza a farmi stare male. E la prova è che cambiando lavoro non ho più provato quello che provavo prima.
Che sia così anche per il covid?

mercoledì 1 settembre 2021

acrostici 2

acrostici 2

Elevo
Lodi
Essendo
Nato
Amore

Cadendo
Rotolo
Indistintamente
Sopra
Trifoglio
Ibisco
Angurie
Nostrani

Potrò
Essere
Libero
Io?

Cantavi
Ridendo:
Io
Sono
Tanto
Innamorato.
Anche
No.

Però
Esiste
L'
Infinito

Camminando
Rubo
Il
Soprabito
Tenendo
Ilaria
Ancora
Nuda

Piadina
E
Liquori
Insieme

chi si sbaglia

E se il mondo fosse davvero come diceva quel mio "amico"? Lui diceva questo: il mondo si divide tra maschio-femmina attivo-passivo dominante-dominato violentante-violentato. E se avesse ragione? Io gli risposi che ovviamente non poteva essere così, che quella era una scusa per non ammettere a se stesso che, essendo lui dalla parte dei "sadici", sottometteva le altre che erano nella parte delle "masochiste". Ma se la scusa fosse mia? Se io, non volendo vedere che il mondo fosse realmente così, mi prendevo la scusa che lui avesse usato tutti ciò come scusa, ma in realtà fosse davvero così?
Io pongo domande, non trovo risposte. Anche se la risposta è insita nella domanda (vedi j Krishnamurti). Comunque preferisco un mondo dove chi si sbaglia sia lui, non io. Di gran lunga.

specchio, muro, vetro

Uno specchio riflette tutto ciò che gli si avvicina, che sia bello o brutto. Un muro non riflette niente, anzi, assorbe l'immagine e non la rimanda indietro. Mentre un vetro non assorbe ma lascia passare l'immagine e se tu sei dall'altra parte del vetro puoi vedere tutto. Tu cosa sei? Un vetro, che lasci vedere tutto di te, ma non permetti a nessuno di passare, di arrivare alla tua vera essenza? Oppure un muro, che non lascia vedere niente e perciò l' altra persona non sa mai chi ha di fronte? O uno specchio, che rimanda all'altro la sua stessa figura, e perciò chi hai di fronte non avrà mai spunti oltre a quelli che ti da lui stesso? O non sei nessuno di questi? O li sei a seconda di chi hai davanti? Perché, secondo me, esistono solamente queste 5 possibilità. L' essere umano muro, vetro, specchio , trasformista o nessuno di questi.

Lo specchio è il primo, non ti dirà mai cosa pensa di te.
Il muro è il secondo, che non lascia trapelare niente di se, perciò con questi due è inutile avere un dialogo perché non potrai confrontarti, perché uno ti rimanderà quello che tu pensi, il secondo non ti darà appigli, troncherà il discorso per non scoprire le sue carte.
Il terzo è il vetro, che ti permette di vedere tutto di lui, ma è fragile, e perciò cercherà di tenerti a sé per non dover vedere l' immensità dietro di te quando non ci sei, perché ha paura della solitudine.

Tutti e tre, questi, sono incompleti, poiché hanno solo un aspetto da utilizzare, una sola modalità di approccio.

Il quarto è multidimensionale, dipende da chi ha di fronte il modo in cui si pone, poiché conosce l'animo di tutti e tre i tipi e li usa a suo vantaggio.

Ma il quinto conosce l' immensità dell'animo umano e perciò non usa i vari tipi diversi, ma , essendo libero, non si pone in modo fisso con nessuno, è come aria, che non la vedi ma senza moriresti. È semplicemente se stesso, senza schemi fissi davanti o da interpretare. È un vero essere umano.e in quanto tale completamente libero.

Amore senza libertà

Amore senza libertà non può esserci, semplicemente. Non puoi dire: sei libero fino a qui, ma da qui in poi non lo sei più. Non è possibile. Se sei libero sei libero sempre. Non un po' si è un po' no. E non può esistere amore senza libertà. Perché l'amore si basa sulla libertà. Se non sono libero di amare chi voglio, allora chi devo amare, chi vuoi tu? Non esiste! Ma il bello è che neanche io amo chi voglio, ma amo chi sento di amare. E perciò, se sento di amare una sola persona , la amerò, ma non tutti sono uguali. Perché io ne amo 100, 1000 di persone. Non 1. E allora che si fa? Ha ragione chi è monogamo, o chi non vuole sposarsi per restare libero? E ogni persona che amo la amo ognuna in modo diverso, perché non esistono due persone uguali. È vero che se voglio uscire con qualcuna non devo per forza amarla, ma è anche vero che se mi viene da amare, se nasce l' amore, allora devo essere libero di poter esprimere me stesso, e non dire tra me: no, amo già pinca pallina, non è giusto amare qualcun'altra. Che cazzo ti dici! Se sboccia, l' amore va assecondato ( se anche l'altra persona è sulla tua stessa lunghezza d'onda) e non represso. E qui mi direte: no, perché se ami veramente una persona allora non puoi amare qualcun'altra. E qui mi incazzo. Perché non è la mia esperienza. Posso amare, come ho già detto prima, non 100 ma 1000 persone diverse, poiché quello che sento è quello che sento. E non posso ingannarmi su questo. Ma capisco anche che io la vedo in un modo, ma c' è anche chi la vede in un altro modo. Che io rispetto. Ma prova a chiedere se lui ( o lei) rispetta me! No, sei un puttaniere, vai con tutte. E allora che dire? Solo che tu, che ti dichiari monogamo, fai, molto probabilmente e se ti capita l'occasione, una trasgressione che chiami tradimento con un'amante. Che squallore! Ma fai le cose alla luce del sole! Che senso ha, se incontri qualcuna che ti colpisce e sei in coppia, provarci con lei e dire a te stesso: beh, se ci sta perché no? Togliti la maschera! Stai tradendo la fiducia che l'altra persona ripone in te, sarebbe meglio dirglielo, alla tua dolce metà, per usare una frase fatta, che poi se glielo dici chissà che non diventa la tua amara metà! Perché se tu ti vuoi innalzare, ci sarà sempre l'altra che ti tirerà giù, sulla terra, che ti dirà: eh, ma tu stai con me, non puoi lasciarmi per un altra! Ma chi ti vuole lasciare? Io voglio solamente essere libero, e non con una zavorra che mi tira giù appena cerco di librarmi nel cielo dell'amore!

Esempio di dialogo:
F: Noi stiamo insieme.
M: da quando?
F: da adesso!
M: decidi tutto te da sola?
F: perché, non ti piaccio?
M: mi piaci, ma non voglio essere il tuo amore esclusivo. Come penso che tu non lo sei per me.
F: ah, allora è così!
M: così cosa?
F: tu non mi ami!
M: non farti viaggi mentali, se ti dico che ti amo cosa vuol dire, secondo te, il contrario?
F: sei uno stronzo!
M: grazie, ma ho già fatto il pieno di rompiballe. Ti saluto.

E anche stavolta è andata.

Se ci pensi, di solito non si è mai stati solamente con una persona, si hanno delle "ex" , o delle " amanti" per cui ti puoi innamorare di più persone. Solo che non è accettabile socialmente lo stare con più persone contemporaneamente. Il che, viste le premesse, mi sembra una assurda ipocrisia.

mal mes

T' o encuntrada amò, e ta disarò
Che sta olta, però, sie mia dre a na a copam.
Quindes agn fa, dopo che l'è mort El Max,
l'ia stat en caso, e ades, ac.
Ta siet le, de nach dei me öcc,
co la to fiöla per ma, a na a spas.
Prope come l' otra olta,
ma ta ghiet mia 'na fiöla,
ta siet sula, alura, e me che sie re
a na al camposant a troà el Max.

E ta me vardat coi to öcc,
e me sie nat a ca, come en ca en ca
cola cua tra le sanfe quan chel piöf
e ghè 'n bröt temporal.

E isè so amò che, ma to dit negot,
che chel che gares de dit
l'è amò che, serat sö 'n del me cör,
come dele galine che le va a dormer
en d'en poler mal mes, come me 'na olta.