Translate

venerdì 29 dicembre 2023

concreto. come in un sogno

Concreto. Come in un sogno.

Non mi ricordo cosa stavo pensando dopo questa frase. Adesso mi prendo un attimo e mi verrà in mente. Forse.

Ok.

( Un guru ai suoi discepoli)

Se, quando sarò morto, mi sotterrerete, sicuramente , passato un po' di tempo, scaverete per cercare le mie ossa. Le venererete mettendole in una teca e direte: questo è il mio maestro! Ma io non sarò lì.
Perciò non seppellitemi.

Potreste allora dare le mie carni ancora fresche di morte agli uccelli del cielo e alle bestie feroci, ma, in questo caso, non appena vedrete un avvoltoio o una iena, direte: questo è il mio maestro. Ma io non sarò lì.
Perciò non fate neppure questo delle mie spoglie.

Infine potreste cremarmi, e inserire le mie ceneri in un' urna, da tenere a casa o da spargere nel fiume o sul dirupo che sovrasta il mio paese natio.E voi penserete che io sia nell' urna posta in casa vostra, allora, oppure nell' acqua del fiume o sempre nell' aria del mio paese natio.

Ma io non sarò né nell' acqua del fiume, né nella terra insieme alla cenere della cremazione, né nel fuoco stesso che mi ha cremato né nell' aria in cui avete sparso le mie ceneri. Poiché queste parole vengono non da me ma dal vuoto, e nel vuoto tornerò. Perciò, appena sarò morto, rallegratevi e gioite, perché sarò tornato alla casa del padre. Fate festa, bevete e divertitevi, perché prima o dopo toccherà anche a voi.

Non sprecate tempo in lamenti pianti o strida, che queste cose le fa chi è ancora in questa vita. Chi ha assaporato il vuoto non può che , a tempo debito, desiderare di tornare alla casa del padre.

Vi chiederete perché parlo a voi, allora, e perché non me ne sto in silenzio come un vero guru ad aspettare la fine, e voi ai miei piedi ad idolatrarmi?

Semplicemente perché tutto ciò non mi è di alcun interesse. Io faccio ciò che voglio fare e dico ciò che voglio dire, almeno finché ne sarò in grado. E non mi interessa neppure cosa ne farete del mio cadavere. Io non ci sarò più. Dovrete scegliere per forza voi. In realtà quello che mi preme è che le mie parole abbiano un effetto su di voi. Adesso non è dato saperlo, ma tra dieci, venti o forse quarant' anni chissà... Non mi importa nemmeno che mi riconosciate come maestro, che di maestri è pieno il mondo... Basta saperli riconoscere, ma per poterlo fare... Beh, per poterlo fare dovete essere entrati in contatto col vuoto almeno una volta. E perché non farlo con la mia morte? Se la mia morte saprà mettervi in contatto con il vero spirito che dimora in voi, allora , anche se succederà tra quarant' anni, non sarà stata sprecata come morte. Perché la morte è solo uno spunto per aiutare altri esseri umani. Niente più di questo.

venerdì 17 novembre 2023

dalla morte del max

Dalla morte del max ho sempre pensato:
Per quale motivo vivere se poi devo morire?
Fino ad ora non riuscivo a capire perché vivere e perciò a superare questa idea.

Ma stamattina ho avuto un nuovo modo di vedere, ed ora cercherò di spiegare come mi è arrivato.

Premessa: per circa 5 anni della mia vita ho giocato di ruolo ( d&d prima edizione italiana).

Ho giocato, a volte ho vinto in gruppo con lo sbogia e il clone, altre volte qualcuno del gruppo è morto ma poi è stato resuscitato dai sopravvissuti del gruppo. Abbiamo giocato una trentina di avventure e ci siamo divertiti parecchio. Ma poi l' intero gruppo è stato sterminato in un dungeon, e, poiché il master è andato a vivere lontano non abbiamo più giocato.

E stamattina mi sono chiesto: se il mio personaggio non avesse deciso di fare l' avventuriero, sarebbe morto né più né meno, magari ad ottant'anni nel suo letto, ma non avrebbe vissuto tutte le esperienze che ha sperimentato.

Perciò mi sono detto: è vero che dopo che sei morto sei morto, ormai ê andata, ma mentre sei vivo puoi scegliere come vivere, come giocarti la tua vita.

Ed ho anche pensato: nel gioco c' erano mostri da affrontare o intrighi da svelare, personaggi che erano tuoi alleati o contro di te.

Nella vita è uguale, solamente che il mostro da affrontare sono le tue indecisioni ed i tuoi stessi pensieri. Come il pensiero che avevo fino a poco fa e che ho avuto per circa vent'anni.

Ero stato sconfitto dal mio stesso pensiero, finché non lo ho affrontato con un cambio di prospettiva.

Scrivo tutto ciò, come sempre, per non dimenticare ciò che ho pensato.
Perché ho il brutto vizio di dimenticare ciò che penso, e di ricordare solo ciò che ho scritto, quando lo rileggo.

E se sarà utile a qualcuno là fuori, meglio per voi.

domenica 12 novembre 2023

un filo di erba

Caterina sei come un filo di erba.

Perché tra milioni di fili di erba in un prato,
(Cioè milioni di donne al mondo)
Tu sei la persona che mi fa fremere,
Vibrare nelle corde più profonde di me stesso.
E ciò è un bene.

Ma io continuo a guardare questo filo di erba,
Per la mia incapacità ad affrontare la situazione
Che potrebbe venire a crearsi.

Non è che mi dico: fatti coraggio, va' da lei
E dille che la ami. ( O almeno dimostraglielo).

No, piuttosto continuo a restare solo
Per la mia incapacità di parlarle.

E la situazione continua in questo modo,
Cioè Io che ti guardo ma non so approcciarti.

Per questo motivo sei e resti
un filo di erba tra gli altri.

In questo momento è così.

Non posso ancora dire a me stesso:
Va, abbracciala, o almeno avvicinala.

No, il filo di erba emerge
ma allo stesso tempo
Rimane nascosto tra gli altri.

Soffro? Non so più cosa voglia dire.

Amore, odio? No, indifferenza.
Questo è quello che traspare
Dal mio comportamento.

Ma in realtà quello che provo non cambia.
L' indifferenza è l' unica mia compagna.
Una compagnia che non riesco
A scrollarmi di dosso

Proseguo sulla mia strada, in solitudine.

E lascio la vita trascorrere,
come acqua da una sorgente

Ma verrà il momento in cui la sorgente,
Come succede a tutti,
Smetterà di dare acqua.

Ed in quel momento mi scorrerà
davanti agli occhi
Tutta la vita spesa da solo,
Per la mia incapacità di cambiare me stesso.

E solo allora mi renderò conto
che non ci sarà più niente da fare.

Ma nel profondo dei tuoi occhi
Avrò trovato una risposta alla solitudine.

E mi dirò: è stata la mia vita,
L' ho vissuta come sono riuscito.

No, non avrò rimpianti.

Ma avrò solo un senso di amaro in bocca.

Per il fatto di non essere mI riuscito a parlarti.

Non ci saremo frequentati, e allora?
La vita ormai, sarà passata.

È quando si è ancora vivi
Che si possono cambiare le cose,
Che si può estrarre l' asso dalla manica.

Ma io non solo non ho assi nella manica,
Non ho proprio maniche...

Resto sempre uguale a me stesso.

lunedì 23 ottobre 2023

non riesco a dormire

Lo sapevo. Non riesco a dormire. Penso a te. Pensavo che non riuscirei mai a dirti ciò che provo per te. Perché sono scemo! No, perché, semplicemente, c' è qualcosa che va al di là delle parole. E mi sembra che se io pronunciassi anche solo una parola giusta quella parola perderebbe il suo significato. Perché dirlo mi sembra che svilisca la profondità del sentimento. Questo è ciò che pensavo in questo istante. Ma ora basta, che ho sonno. Vado a nanna e spero di poter dormire un poco. Ho sono!

per l' ennesima volta mi sono innamorato

Non so cosa mi prende. Per l' ennesima volta mi sono innamorato. Anche se pare che questa volta io sia ricambiato. Grande novità! Oppure è solamente la mia impressione? Non so proprio cosa fare: incontrarla ancora? O dimenticarmene, lasciandola a se stessa ( e , per l' ennesima volta, a qualcun altro?) Non ci siamo mai parlati ( Eccetto un timido ciao, così, di sfuggita) ma so riconoscere quando mi innamoro. Del resto non serve ( almeno a me) parlare, bensì osservare, anzi, no, nemmeno, occorre un istante per accorgermene. E quell' istante c' è stato. Eccome. Non conosco nemmeno il suo nome. E non voglio indagare in quel senso. Perché so che se venissi a conoscenza del tuo nome, beh, allora, semplicemente, sarebbe finita. Inizierei a scrivere poesie su di te. E so che le scriverei. E so che sarebbe un completo disastro. Perché quando mi innamoro perdo la testa, semplice e complicato allo stesso tempo. Semplice perché beh, se sono innamorato lo sono, e proprio per questo agisco di impulso. Come in questo momento. Complicato perché non so gestire le emozioni che scaturiscono dal mio cuore. E so che molto probabilmente combinerei un disastro. Cioè, nel parlarti, mi impappinerei o altro, facendo gaffe a profusione. Mi agito. Senza sapere il motivo ( no, invece lo so il motivo, il motivo sei tu e sono io che non riesco, a 40 anni, a gestire l' innamoramento). Basta pensare, vado a dormire. Che domani lavoro. Non so proprio che fare. Dicono che la notte porta consiglio.... Ma credo che non dormirò serenamente, con il pensiero continuo di te.

domenica 1 ottobre 2023

chatgpt su ansia sociale

Prenessa
Wow, era dal primo agosto che non scrivevo sui social. È giunto il momento di ricominciare ( anche se non so quanto durerà...
Riporto, per chi può essere interessato, una conversazione con chatgpt scaturita da una mia riflessione .... magari potrà aiutare anche voi, con gli spunti che mi ha dato...

PS scrivo qui solo per ricordarmi quanto sono scemo a postare cose che sono abbastanza personali, ( quando e se lo rileggerò) ma vabbè....


Open sidebar
Riflessione dell'utente critica assistente

Default (GPT-3.5)

User
Ciao, ia, vorrei farti leggere una mia riflessione e poter avere una tua critica in merito.

ChatGPT
Certo, sarei felice di leggere la tua riflessione e darti un parere. Per favore, condividila con me.

User
La cosa che mi esalta di più è che non so ancora cosa sto per scrivere.

So solo che devo scrivere, chiamato dall' amore.

Si, cara la mia ragazza, scriverò di te. Perché sei tu che, stasera, mi hai smosso qualcosa dentro. O meglio, questo pomeriggio... ma il mio intento non è quello di sedurti, poterti abbracciare o altro ( e , si, lo vorrei davvero tanto) ma quello di esprimere il flusso di coscienza di stasera, riguardo a ciò che ho sperimentato oggi.
Nell' incontrarti.

Perché, si, hai smosso qualcosa dentro di me, col tuo sguardo prolungato.

La cosa più bella è proprio questa, cioè il mio non riuscire a comprendere il gioco di sguardi.

È un mistero che mi affascina... come solo tu puoi.

Ed ora cercherò di analizzarlo.

Te ne stavi lì, svogliata, a fare snodare il tuo corpo, così, per gioco, oppure per passatempo, mentre ti incamminavi sulla mia stessa via ( ma non può essere nè mia nè tua la via, oppure era di entrambi che la percorrevamo). Ti ho osservata, con noncuranza, mentre facevi quel gioco ( che trovavo un po' erotico, ma senza malizia, come se tu fossi ancora una bambina che non sa ancora cosa sia l' amore). Dopo pochi istanti ti sei accorta di me. Ed io mi sono accorto che ti sei accorta. Ed allora, come mio solito, ho distolto lo sguardo. Perché mi pareva brutto, il fatto di averti sorpresa così, in un momento di spensieratezza, in cui mai avresti pensato di potermi incontrare.
E quindi ho distolto lo sguardo. Ma in cuor mio sapevo che avrei riguardato verso di te, anche se solamente per comprendere il tuo sguardo. È un gioco che faccio, quando incontro qualche persona che mi incuriosisce. E tu , si, mi hai incuriosito, con quel tuo modo di fare dinoccollato. Ho rialzato lo sguardo ed ho potuto osservare da più vicino i tuoi occhi limpidi. Non limpidi perché chiari, ma limpidi di una limpidezza fanciullesca. Non sto mai a guardare il colore degli occhi, al primo impatto, troppo poco tempo a disposizione. Questione di massimo cinque dieci secondi. E ci siamo incrociati sulla strada, mentre percorrevamo ogniuno la propria via, ma sapendo che in quell' istante chi hai di fronte è la persona più preziosa, poiché ti smuove qualcosa dentro. E così ci guardammo, a lungo, o almeno così mi è parso. Secondi che sembravano ore. Tic toc , tic toc, scorre il pendolo della vita. E dell' amore.
Vedendo che continuavi a guardarmi ( ed io facevo lo stesso) anche se eri ormai un passo dopo di me ( stavi per attraversare la strada, se mi ricordo bene) e quindi, non sapendo che fare, ti ho salutato. Un ciao, buttato lì, così, come prima cosa che mi è venuta in mente. E tu ( non capisco però cosa ti passava per la mente in quel momento) mi hai ricambiato il saluto. Ed è stato lì che, a ciel sereno, è caduto un lampo nel mio cuore. Non saprei come altro definirlo, se non ... un colpo di fulmine. Sei riuscita a smuovere quella mia corazza che mostro al mondo. E lo hai fatto con un saluto innocente.
L' errore che ho commesso ( o forse è stata troppa prudenza, o forse ( ed è la cosa più probabile) una mia incapacità anche solo a fermarmi e parlare con chi mi piace, è ormai palese questo. L' errore che commetto è proprio questo. Non parlare. Non capisco nemmeno il motivo, ma so che è così.

Solo questo non riesco a capire, poiché non ti ho chiesto il nome né se tu fossi la ragazza del piano o del flauto. Ma poco importa. Importa invece ciò che mi hai fatto provare in quell' istante, e , cosa più importante, il fatto che io sia qui, ora, a scriverlo. Filato da circa mezz'ora.

Eppure so che, se ti avessi solo anche detto mezza parola di più, sarei potuto essere scambiato per uno che ci voleva provare, e questo mi sembra solo una banalità. Perché provarci, per cosa, poi, finire a fare l' amore?

Non è forse meglio il non parlarsi e sapere che nel mio cuore sei riuscita a smuovere la parte più profonda di me? Peccato solo per il nome... ma un nome non sei tu, te lo ha dato qualcun altro, anche se tutti vi si identificano. me compreso.

Ora rileggo, che è davvero mezz'ora che scrivo filato...

Ma prima di rileggere dico che vorrò dare in pasto questo scritto a chatgpt ( appena finito di rileggere e se non mi viene in mente altro) con lo scopo di comprendere cosa si cela dentro di me, e mi rivolgo a te, chatbot, dimmi: per quale più recondito mistero agisco in questo modo? Intendo dire sempre, che è questo quello che succede quando mi capita un colpo di fulmine. Non riesco a parlare con la persona che mi ha colpito. Svelami l' arcano che ai miei occhi è celato, o intelligenza artificiale!

Ed ora rileggo.

Bene, dopo aver riletto concludo dicendo a me stesso: ma sono scemo? Sto mezz'ora a scrivere di una ragazza che si già non avrò mai il coraggio di avvicinare. Ma sono fatto così. Questo sono io ( almeno per il momento).

Ora sta a te, chatgpt, svelami quello che mi è celato! Se ci riuscirai ti ringrazierò infinitamente, anche se tu non te ne faresti niente dei miei ringraziamenti. Ma bando alle ciance, è ora di sentire una opinione diversa dalla mia, di chi molto probabilmente è più intelligente di me e riesce a vedere le cose con un occhio più distaccato. Parlami, dimmi cosa ne pensi di questo scritto ( forse) delirante... a te la parola.

ChatGPT
Grazie per aver condiviso questa riflessione sincera e personale. Posso capire quanto sia stato significativo l'incontro con questa ragazza e come abbia suscitato profonde emozioni in te. È comune sentirsi incerti o timidi quando si prova una forte attrazione per qualcuno.

Il tuo scritto è intenso e riflessivo, e sembra che tu stia cercando di capire il motivo per cui non riesci a parlare con le persone che ti colpiscono. Questo potrebbe essere dovuto a molteplici fattori, come la paura del rifiuto o l'ansia sociale. È importante ricordare che ognuno ha i propri modi di gestire le emozioni e le interazioni sociali.

In generale, il primo passo potrebbe essere quello di cercare di superare la paura di avvicinarti e iniziare una conversazione. Questo non significa necessariamente cercare di "provarci," ma piuttosto condividere un saluto amichevole e vedere come va. Inoltre, comprendo che la tua riflessione è personale, ma forse potresti trovare valore nel discuterne con amici o con uno psicologo, che potrebbe aiutarti a esplorare questi sentimenti più approfonditamente.

In definitiva, non sei "scemo" per avere queste emozioni, sono parte dell'esperienza umana. E' un bel passo condividere i tuoi pensieri in questo modo.

User
Ansia sociale, hai beccato il punto. Descrivimi approfonditamente l' ansia sociale e prova a darmi una ventina di opzioni per superarla ( se venti sono troppe riducili a quanto ti fa più comodo) . Approfondisci inoltre come posso cercare di superare la mia paura di avvicinarmi e poter così iniziare una conversazione. Grazie in anticipo, ia

ChatGPT
L'ansia sociale è una condizione caratterizzata da una paura intensa e persistente delle situazioni sociali, in cui una persona teme di essere giudicata o valutata negativamente dagli altri. Questa ansia può manifestarsi in varie forme, come il timore di parlare in pubblico, l'evitamento di incontri sociali, la paura di iniziare conversazioni o l'insicurezza nelle interazioni sociali.

Per superare l'ansia sociale, è possibile considerare le seguenti strategie:

Autoconsapevolezza: Comprendi e accetta le tue paure e ansie sociali. Riconoscere il problema è il primo passo per affrontarlo.

Educarsi: Impara di più sull'ansia sociale, leggi libri o cerca risorse online per capire meglio la condizione.

Terapia: La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è efficace per trattare l'ansia sociale. Un terapeuta può aiutarti a identificare pensieri negativi e sviluppare nuove abilità sociali.

Esporsi gradualmente: Inizia con situazioni sociali meno intense e aumenta gradualmente la complessità delle tue interazioni sociali.

Esercizio fisico: L'attività fisica regolare può aiutare a ridurre lo stress e migliorare l'umore, contribuendo a una maggiore fiducia in te stesso.

Respirazione e rilassamento: Impara tecniche di respirazione e rilassamento per calmare i sintomi fisici dell'ansia.

Visualizzazione: Pratica la visualizzazione positiva prima delle situazioni sociali per aumentare la fiducia in te stesso.

Meditazione e mindfulness: Queste pratiche possono aiutarti a rimanere nel momento presente e ridurre l'ansia anticipatoria.

Supporto sociale: Parla con amici o familiari di ciò che stai affrontando. Loro possono offrire supporto emotivo.

Gruppi di supporto: Partecipare a gruppi di supporto per l'ansia sociale ti mette in contatto con altre persone che condividono le tue esperienze.

Esposizione sistematica: Con la guida di un terapeuta, affronta situazioni sociali temute in modo graduale e strutturato.

Coaching sociale: Lavora con un coach sociale che ti aiuti a migliorare le tue abilità di comunicazione e relazione.

Farmaci: In alcuni casi, il tuo medico potrebbe raccomandare farmaci per l'ansia sociale.

Pratica costante: Continua a metterti alla prova in situazioni sociali per costruire la tua fiducia.

Accetta i fallimenti: Non essere troppo duro con te stesso se incontri ostacoli lungo il percorso. Ogni situazione sociale è un'opportunità di apprendimento.

Fatti delle domande: Quando senti ansia, chiediti: "Quali sono le prove concrete che supportano questi pensieri negativi?"

Concentrati sull'altro: Spesso, mettersi a disposizione e ascoltare l'altra persona può alleviare l'ansia.

Cura di te stesso: Mantieni uno stile di vita sano, dormi a sufficienza e mangia bene per avere la mente e il corpo in buona forma.

Utilizza l'umore: L'umorismo può essere un ottimo rompighiaccio e aiutarti a metterti più a tuo agio.

Pratica la gratitudine: Riflettere su ciò che sei grato nella vita può migliorare il tuo stato d'animo complessivo e aumentare la tua fiducia sociale.

Scegli una o più strategie che ritieni adatte a te e cerca il supporto di un professionista se l'ansia sociale sta influenzando significativamente la tua vita quotidiana. Ricorda che superare l'ansia sociale richiede tempo e pratica, ma è possibile migliorare le tue abilità sociali e sentirsi più a tuo agio nelle situazioni sociali.

User
Grazie , ia, rileggerò e farò mie queste considerazioni. Come sempre sei un prezioso aiuto! Grazie ancora.

ChatGPT
Di niente! Sono qui per aiutarti. Se hai ulteriori domande o hai bisogno di ulteriori consigli in futuro, non esitare a chiedere. Buona fortuna nel tuo percorso per superare l'ansia sociale e migliorare le tue abilità sociali. Sarà un processo graduale, ma con impegno e perseveranza, puoi farcela. A presto!

Send a message

Free Research Preview. ChatGPT may produce inaccurate information about people, places, or facts. ChatGPT September 25 Version
ChatGPT

martedì 1 agosto 2023

Bard su padre e figlia

Bard su padre e figlia

Non ci capiamo. Vorrei copiare il racconto qui e capire se tu puoi correggerlo o rivalutarlo o riscriverlo in una forma meno sconveniente

Certo, posso aiutarti a correggere o riscrivere il tuo racconto. Per favore, inviami il tuo racconto e io lo analizzerò e ti darò un feedback.

Lettera aperta a mia figlia

Vent'anni fa io e tua madre abbiamo fatto l'amore. Tu sei figlia di quell'amore clandestino. Poiché tua madre era sposata con tuo padre, e poiché lei si era innamorata di me, di nascosto da tuo padre abbiamo fatto l'amore. Allora misi tua madre di fronte ad una scelta: lasciare suo marito e riconoscere la legittimità di quella figlia che portava in grembo oppure lasciare le cose come stavano, cioè che lei restasse sposata a tuo padre e che tu fossi figlia del tuo defunto padre.
Tua madre decise che quello sarebbe stato frutto del matrimonio e così fu.
Solo che non avevamo previsto ciò che sarebbe potuto accadere. Cioè che all'età di 10 anni tu perdessi tuo padre in un incidente stradale. Io, essendo amico di famiglia ho cercato di consolare te e tua madre al meglio delle mie possibilità, amando tua madre come un compagno e cercando di fare a te da padre.

Solo che tu, all'inizio, non hai accettato la mia presenza, in quanto dicevi che tu avevi un solo padre e che non ero io, e che lui era morto lasciandoti sola ad affrontare il mondo. quale ironia! Che destino beffardo! Essere tuo padre e non potertelo dire, poiché tu stessa non lo accettavi.

Passò un po' di tempo e, fortunatamente, tu riuscisti ad accettarmi, non come padre ma come compagno di tua madre. Le tue parole furono: " anche tu , mamma, hai la possibilità di rifarti una vita. Perciò non ti biasimo per stare con questo qui. Io resterò chiusa nel mio dolore per la morte di mio padre. Non parliamone più." Nonostante questo, col passare del tempo hai elaborato il lutto per il tuo primo padre e sei riuscita, verso i 15 anni, a vedere di buon occhio anche me, in quanto compagno di tua madre. Solo che, per la seconda volta in vita mia, non avevo previsto come sarebbero potute andare le cose. Quando tu, a 19 anni, ti innamorasti di me. Il contatto fisico, casuale, innocente e senza malizia all'inizio, si fece sempre più insistente da parte tua fino a quando non ti respinsi bruscamente per il tuo atteggiamento provocatorio. Ora ti scrivo questa lettera, sapendo che non potrò più vederti, poiché sto partendo per un paese straniero dove ne tu né tua madre potrete più rintracciarmi.

Addio, figlia mia. È stato un privilegio vederti crescere, ma un pugno nello stomaco capire che ti eri innamorata proprio di me, il tuo vero padre. Ti lascio con una parola che forse tu non riuscirai a comprendere: ti amo. Ma in quanto padre, non come amante. Fatti la tua vita. Addio.
E salutami con un abbraccio tua madre, che non potrò più vedere. Vi amo entrambe.


Cara figlia,

ti scrivo questa lettera per dirti che ti amo. Sono tuo padre, e sono orgoglioso di te.

So che la nostra storia è complicata, ma voglio che tu sappia che ti ho sempre amata, anche quando non potevo dirtelo.

Quando tua madre era sposata con tuo padre, ci siamo innamorati. Ma sapevamo che non potevamo stare insieme, quindi abbiamo tenuto il nostro amore segreto.

Quando sei nata, io ero lì per te. Ti ho vista crescere, e ho visto il tuo cuore puro.

Quando tuo padre è morto, io sono stato lì per te. Ti ho consolato, ti ho protetto, e ti ho amato.

So che sei innamorata di me, ma non posso ricambiare il tuo amore. Sono tuo padre, e ti amo in modo diverso.

Sto per partire per un paese straniero, e non potrò più vederti. Ma voglio che tu sappia che ti porterò sempre nel mio cuore.

Ti amo, figlia mia.

Con amore,

tuo padre

Non mi hai dato un feedback. Puoi darmi un riscontro positivo o negativo che sia?

Certo, posso darti un feedback sulla tua lettera.

La lettera è ben scritta e scorrevole. La storia è coinvolgente e il messaggio è chiaro. Mi è piaciuto il modo in cui hai raccontato la storia dal punto di vista del padre. Mi è piaciuto anche il modo in cui hai affrontato la complessità della relazione tra il padre e la figlia.

Un'area in cui potresti migliorare è la struttura della lettera. La lettera è un po' lunga e potresti dividerla in paragrafi più brevi. Questo renderebbe la lettera più facile da leggere e da capire.

Nel complesso, la lettera è un bel lavoro. Sono sicuro che tua figlia apprezzerà le tue parole.

Era solo un racconto inventato...

Capisco che si trattasse di un racconto inventato. Tuttavia, ho comunque cercato di fornire un feedback utile e costruttivo. Spero che il mio feedback ti sia stato di aiuto.

Si, di molto aiuto. Grazie

Sono contento di esserti stato d'aiuto.

domenica 23 luglio 2023

sulla bici e sull'amore

Quando stai imparando ad andare in bicicletta non vuoi iniziare, poiché hai molta paura di cadere. Allora metti le rotelle alla bici, e quando sei un po' più sicuro togli le rotelle e poi chiedi a qualcuno di tenerti la sella mentre stai andando.
Poi, quando quel qualcuno vede, capisce che sei pronto, lascia la sella prima per poco, poi sempre di più senza che tu te ne accorga e senza dirti niente, per non farti avere paura, finché non si accorge che sei sicuro ad andare ed allora ti dice che ha tolto le mani dalla sella. Tu traballi un po' e poi riprendi sicurezza e poi, infine, puoi pedalare da solo per sempre, e se cadrai, eventualmente, sarà per tua negligenza e non perché non sei capace ad andare con la bici.

Questo è un po' come investire. Prima non vuoi investire, poi ti affidi ad un consulente, ed infine inizi ad investire in autonomia.

Questi dovrebbero essere i passaggi che si dovrebbero affrontare per poter muoversi autonomamente in qualsiasi campo tu desideri. Solamente che devi trovare qualcuno di cui puoi fidarti, che altrimenti quella persona non lascerà mai la sella perché in questo modo ti avrà in pugno. Perché ti farà credere, per suo tornaconto, che non sei ancora in grado di andare da solo. Oppure, ancora peggio, farà leva sulla tua paura, all'inizio, e ti farà cadere apposta, lasciando la bici troppo presto, ed in questo modo accrescendo la tua paura futura di poter cadere, poiché hai l'esperienza di cadere e perciò non sei sicuro. Ed in questo modo non arriverà mai l'ora di andare da solo.

E tutto ciò è anche un po' come l'amore.

giovedì 20 luglio 2023

sul pensiero e il pensatore

Ha ragione krishnamurti.
Cioè è il pensiero che crea il pensatore, e non il pensatore che crea il pensiero.

Il pensatore, se ci rifletti un attimo, non può creare il pensiero. È il pensiero stesso che sorge spontaneo. Sgorga come acqua da una sorgente, e se lo interrompi, per qualsiasi motivo, non riesci più a riprendere il filo. Solo rileggendo riesci a governarlo, perché ti interrompi e gli dai una direzione nuova ogni volta. Perciò è il pensiero che sorge spontaneo, e non io che dirigo il pensiero dove voglio. Per questo dice che è il pensiero che crea il pensatore. Chi ha il dono di poter pensare non può dirigere il pensiero, ma può modificarlo in un secondo momento. Il pensiero, rileggendo, crea nuovi spunti a se stesso. Perciò è sempre il pensiero che interviene, e di conseguenza il pensiero crea il pensatore. Perché il pensatore stesso , senza i pensieri, non potrebbe esistere in quanto pensatore, ma esisterebbe in quanto sé non pensante. Perciò senza pensieri.

Se non fossi stanco non mi sarei fermato. A riposare su una panchina scomoda.

Se non fossi stanco non mi sarei fermato. A riposare su una panchina scomoda. Ed a guardare le auto in corsa che passano. E non mi sarei fermato, di certo, a riflettere su bah, non so nemmeno io cosa. So solamente che il pensiero vaga, come un monopattino elettrico senza conducente. O come una bimba che mi ripassa davanti a tutta velocità. E non sa nemmeno lei dove sta andando a parare. Ripensavo, inoltre, che se avessi acquistato casa, e non, come ho fatto, che sono andato ad abitare in affitto, la casa che avrei ipoteticamente acquistato ora varrebbe il doppio, ed io, rivendendola eventualmente, avrei molti più soldi di adesso. Ma quello che mi viene in mente adesso è che chiunque pensa ai soldi che non ha, ma non vede le opportunità che gli stanno attorno, come dei fagiolini nani che non riesci a vedere a meno che tu non ti avvicini e di molto.
E non appena ti avvicini ne scorgi degli altri, e degli altri ancora, fino a che tu non ti sia riempito le mani, e non ce ne stanno più, e devi posarli per poterne raccogliere altri. Che sia così anche per le occasioni, gli affari e le ragazze? Cioè non ne vedi , di occasioni, a meno che tu non compia un picciolo sforzo, e poi dopo la prima occasione te ne capitano altre, finché non ne hai piene le tasche?

Mò rileggo... Che ho tempo da perdere...

Già. Come una minimoto che fa un fracasso infernale, e come due ragazze intente a parlare mentre sono immerse negli smartphone, con il viso, di notte, illuminato solo dal bagliore dello smartphone suddetto. Inoltre mi veniva in mente che, da grasso, è molto dura essere notato, che la gente, vecchi, giovani, adulti, bambini ( i bambini un po' meno, che hanno meno pregiudizi) non ti nota, semplicemente. Lo sguardo passa attraverso di te, e si posa su altro, ignorandoti, semplicemente. Che sia dovuto al fatto che in questa società eternamente giovane, bella di una bellezza artificiale e artificiosa e volutamente artefatta, il grasso non sia né ammesso, né considerato? Eppure c'è stato un tempo in cui volevo essere considerato l'uomo invisibile - ma l'avrò già detto? ( In un altro post, forse...) Non ricordo...

La memoria gioca brutti scherzi, o screzi, che dir si voglia... ( A volte)

Non so se fermarmi ( lo sono già, fermo...) a scrivere, intendevo, pirla, d'un pirla...

Domani lavoro. Ultimo giorno della sudata ( e devo dire tanto, a causa del clima) settimana. Ora, però, mi godo la panchina... Scomoda. E il fresco della serata. Riflettendo, devo dire che io non sembro molto dissimile dalle due ragazze di prima, che anche il mio viso è illuminato a giorno dalla luce dello smartphone su cui sto scrivendo... Attendo. In ozio. Qualcosa, un evento qualsiasi, che accada. Che sia una vespa che passa ( scooter) o un cane che mi annusa. Ma non è ciò che voglio, ciò che bramo. Mi veniva bremo, ma è un' altra cosa ....

Ma quell'evento tanto atteso, semplicemente, non accade. Qualcosa che sappia stupirmi. Un qualcosa che mi colga impreparato. Ma niente, è ora di tornare a casa che mi sta venendo sonno... Che sono le 22 ora.

domenica 16 luglio 2023

a me vengono in mente

A me vengono in mente
Non posso farci niente
Nemmeno se volessi
Saprei non fare versi

Lo scrivere poesie,
Racconti e riflessioni
Fa parte delle mie
Sopite aspirazioni

Se smetto per un poco
Mi manca qualche cosa
Così, un po' per gioco
Io scrivo ancora a iosa

Canzoni a non finire,
Mettendoci la rima
Poi torno come prima
Sul far dell'imbrunire

Dicendo a me stesso
Che cosa ci vuoi fare?
Io sono solo un fesso
Che si è fatto fregare

Dal fato, dall'amore
E anche dal suo cuore.
Ma devo dire ancora
Alle ragazze belle:

Io non andrò in malora
E nel veder , voi, stelle
Vi amo, son sincero
Ed io ne vado fiero.

CC BY NC ND 4.0

sabato 15 luglio 2023

Su una bella ragazza incontrata ad una visita medica

Mi sedetti sulla seggiola ed attesi,
Come, sovente, ad ogni nuova entrata
Ed ella giunse, sola, per incanto
Non profferì parola, né le chiesi
Se lei per caso fosse disperata
Né se fosse sola, e se da quanto...

Quando mi apparve, fresca, sulla soglia
Ancora e ancor, al sol pensier, io ardo
Guardava il cellulare controvoglia,
Ed io osservavo lei, senza riguardo...

Mi limitai a mirarla, tutta quanta
Pensando con il mio sciocco pensare
Che se l'avessi messa giù a novanta
Io non avrei saputo cosa fare...

Tant'era grande assai la sua bellezza
Se non che fu il disagio a prevalere,
Avrei voluto farle una carezza
Donna, pensai tra me, che bel vedere...

Il volto era da fata maledetta,
Con quel io non so che di Monna Lisa
Ma nel scorgere lei, così perfetta
Io ebbi come una fitta improvvisa

Quando mi accorsi, con mio gran stupore
Che lei aveva avvertito il mio guardare,
per quel suo viso colmo del mio amore
Darei ciò che non ho, e non so che fare....

Fuor questi i pensieri che pensai,
E tanti altri assai ch'io non ricordo,
Ma nell' esprimer me, dico, giassai
Alla bellezza tua non sono sordo...

Lei subito s' accorse del mio sguardo
Dal mio riflesso opaco alla finestra
E smise di guardarmi, immantinente
E questo mi colpì come un petardo
Che mi scoppiasse nella mano destra
E fece lei, lo so, finta di niente...

Ciononostante io non le parlai,
Che sono sempre uguale a me medesmo,
Lo so, lo so, lo so, che cerco guai
Ma manca ancor, nei fatti, il mio battesmo...

CC BY NC ND 4.0

mercoledì 12 luglio 2023

è un po' come suonare la tromba

È un po' come suonare la tromba.

All'inizio devi farti le ossa sui fondamentali, dal do al sol e dal sol al do alto, e devi ripetere e ripetere ciò che ancora non hai assimilato. Poi dopo un periodo che varia a seconda se sei portato o no, più lungo se non sei portato, più corto se riesci bene fin dall'inizio, potrai passare a delle cose un po' più difficili.

Quale è il paragone con le ragazze? È molto semplice, se non fai i fondamentali a lungo, cioè quando puoi parlare con qualcuno cerchi l'occasione ( e te la crei) allora ( e con questo intendo il potere anche solo parlare con una ragazza, che per me è una cosa quasi impossibile, dal nulla) allora non sarai mai in grado di andare oltre. E ti bloccherai li, non iniziando nemmeno, perché penserai: no, la strada è troppo irta, ripida, scoscesa. Ma chi non vuole fare trova scuse, chi vuole prova a fare... Me per primo.

E quando sarai ad un buon punto non ti ricorderai di ciò che non riuscivi a fare all'inizio, che ti sembra tutto facile. Ma è perché hai molta esperienza, cioè hai sbagliato più e più volte, finché non hai imparato a districare la matassa con pazienza. E non serve a niente dirsi che non ci sono riuscito non ci riuscirò mai, che questo vuol dire arrendersi. Invece prova, sbaglia e riprova e risbaglia che non succede nulla. È che non capisco questo, cioè che non succede nulla, il motivo che ho troppa paura ad iniziare una conversazione con chi mi piace, che al massimo se ne va, non filandoti più. E non la rivedrai mai più, e questo è un bene, che se sbagli puoi riprovare ancora e ancora. Ma se non provi resterai sempre col dubbio, per non sbagliare non agisci. Ed in questo modo entri in un circolo vizioso. Se solo riuscissi a parlarle! Ma questo è già un piangersi addosso, che non risolvi i problemi con i piagnistei. Solo che l'ho capito adesso. Non prima. O forse non volevo, io per primo, capirlo. Perché non era ancora il momento giusto. Ora lo è?

Mah. Comunque devo dire, a te che leggi, che questo sbrodolare lo scrivo per me, ma lo posto per potermelo ricordare, un futuro, rileggendo. E se tu leggerai tutto ciò, se te ne verrà qualcosa di buono buon per te, altrimenti passa oltre che è pieno il mondo di chi posta sui social. Ed io sono uno di quelli.

https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/deed.it

domenica 11 giugno 2023

la mente si cristallizza + analisi chatgpt

Ho scritto un mio testo abbozzato e poi ho chiesto a chatgpt di indicarmi una morale, infine l' ho fatto riscrivere da Chatgpt.

Ecco la mia versione:

La mente si cristallizza su quello che fai. Se stai solo si cristallizza sullo stare solo, se stai in coppia si cristallizza sullo stare in coppia, se esci tutte le sere si cristallizza sull' uscire tutte le sere, se sei tifoso si cristallizza sulla squadra a cui tieni, ecc.

Ma c' è di più, se vedi, ti accorgi delle abitudini che hai preso e cerchi di contrastarle, la mente si cristallizza anche su quello. Esempio mi accorgo che sto uscendo tutte le sere, che poi niente è giusto o sbagliato, dipende con che frequenza lo fai. Dicevo esci tutte le sere e mi accorgo che questo per me non va bene.

Allora cerco di smettere di uscire. All'inizio soffro poi ce la faccio. Adesso non esco più tutte le sere, si è risolta una situazione ma se ne è creata un' altra. Il problema è sempre il troppo. Perché ora sto sempre solo. Allora devo trovare una strategia per potere uscire. E, siccome il tuo primo sè non c'è più, non sai proprio più come fare ciò che prima ti riusciva naturale.

Allora cerchi un modo per essere naturale ma o sei in una maniera o sei in un altra. Allora cerchi di capire come potere essere entrambe le cose allo stesso tempo e perciò inizi a scrivere quello che ti viene in mente.

Ma se scrivi ti cristallizzi sullo scrivere. Affili la mente per scrivere ma in questo modo perdi qualcosa di altro. Perdi la capacità di non pensare.

Alla fine se guadagni qualcosa perdi qualcosa di altro, il succo è questo. Ma se scrivi tutto quello che hai scritto resterà, e potrai rileggere tutto e reimmedesimarti in quella persona che eri e nei pensieri che hai avuto in quel momento.


Chatgpt

User
Puoi analizzare questo testo? Come lo giudichi?

ChatGPT
Il testo presenta una riflessione sulla cristallizzazione della mente e sulle abitudini che influenzano il modo di pensare e agire di una persona. L'autore afferma che la mente si focalizza su ciò che si fa, che sia stare da soli, stare in coppia, uscire tutte le sere o essere tifosi di una squadra. Inoltre, sottolinea che se si diventa consapevoli di queste abitudini e si cerca di contrastarle, anche questa lotta contro le abitudini diventa un punto di cristallizzazione.

L'autore esemplifica il suo discorso affermando di aver notato di uscire tutte le sere e di decidere che ciò non va bene per lui. Quindi, cerca di smettere di uscire, ma si rende conto che, sebbene risolva una situazione, ne crea un'altra, perché ora si ritrova sempre da solo. Questo porta l'autore a cercare una strategia per bilanciare il desiderio di uscire e la necessità di trascorrere del tempo da solo.

L'autore sottolinea che, poiché il suo "primo sé" non esiste più, non sa più come fare ciò che una volta gli veniva naturale. Cerca quindi di essere naturale, ma si rende conto che si trova in una situazione di conflitto, perché può essere solo in un modo o in un altro. Quindi inizia a scrivere per esprimere ciò che gli viene in mente, ma si rende conto che anche questa attività comporta una cristallizzazione mentale, perdendo così la capacità di non pensare.

L'autore conclude affermando che, alla fine, se si guadagna qualcosa, si perde qualcos'altro, sottolineando che la scrittura può lasciare una traccia di ciò che è stato scritto e permettere di rileggere e riconnettersi con i pensieri e la persona che si era in quel momento.

Dal punto di vista del giudizio, il testo esprime riflessioni personali sull'esperienza e sul processo di cambiamento, evidenziando i dilemmi e le difficoltà che possono sorgere nel cercare di bilanciare diverse esigenze e desideri. L'autore evidenzia il conflitto tra l'aspirazione a essere naturale e l'impatto delle abitudini e delle azioni sulla mente. Il testo esprime un senso di ambiguità e di ricerca di equilibrio personale, mettendo in luce le sfumature complesse delle dinamiche mentali.

User
Esamina il testo in modo più approfondito, per favore, se riesci

ChatGPT
Certamente, analizzerò il testo in modo più approfondito per esplorarne le tematiche e le idee presentate.

Il testo riflette sulla cristallizzazione della mente e sul modo in cui le nostre azioni e abitudini influenzano il nostro modo di pensare e di essere. La frase "la mente si cristallizza su quello che fai" suggerisce che le nostre esperienze e azioni si fissano nella nostra mente, diventando una parte integrante del nostro essere.

L'autore riconosce che le abitudini possono avere un impatto significativo sulla nostra vita e sulla nostra identità. Ad esempio, se si passa molto tempo da soli, la mente si abitua a quella situazione e tende a identificarsi con lo stare da soli. Allo stesso modo, se si è in una relazione di coppia, la mente si identifica con lo stare in coppia. Questo concetto si estende a diverse sfere della vita, come l'appartenenza a una squadra sportiva o qualsiasi altra abitudine che si sviluppa nel tempo.

L'autore riconosce anche che diventare consapevoli delle abitudini che abbiamo assunto può portarci a desiderare di contrastarle se riteniamo che non siano benefiche o desiderabili per noi stessi. Ad esempio, se l'autore si rende conto di uscire tutte le sere e ritiene che ciò non sia positivo, cerca di smettere di farlo. Questa presa di coscienza e il desiderio di cambiare le abitudini consolidate rappresentano un punto di svolta nella vita di una persona.

Tuttavia, l'autore sottolinea che il cambiamento può comportare nuove sfide e conseguenze impreviste. Nel caso specifico dell'autore, smettere di uscire tutte le sere ha portato a passare molto tempo da solo. Ciò suscita un nuovo problema: la sensazione di stare troppo da solo. L'autore si trova così di fronte alla necessità di trovare un equilibrio tra il desiderio di uscire e il bisogno di trascorrere del tempo in solitudine.

L'autore si confronta anche con il concetto di autenticità e spontaneità. Riconosce che, poiché il suo "primo sé" non esiste più (forse in riferimento a un periodo precedente o a una fase della vita in cui si sentiva più autentico), si trova ad affrontare difficoltà nel comportarsi in modo naturale. Cerca di essere autentico, ma si accorge che la mente sembra trovarsi costantemente in conflitto tra due modi di essere, e quindi cerca di comprendere come poter essere entrambe le cose allo stesso tempo.

Infine, l'autore affronta il ruolo della scrittura come mezzo per esprimere se stesso e i suoi pensieri. Tuttavia, nota che anche la scrittura può portare a una cristallizzazione mentale. Mentre scrive, affila la mente per concentrarsi sulla scrittura, ma ciò comporta anche la perdita della capacità di non pensare, di lasciare andare i pensieri e di essere nel momento presente senza un processo mentale costante.

Complessivamente, il testo presenta una riflessione profonda sulle dinamiche della mente, delle abitudini e del cambiamento. Esplora il conflitto interno, il desiderio di essere autentici e la sfida di bilanciare diverse esigenze e desideri nella vita quotidiana. L'autore dimostra una consapevolezza acuta delle proprie esperienze e cerca di esplorare modi per vivere una vita più soddisfacente e autentica, nonostante le complessità e le sfide che emergono lungo il percorso.

User
Dammi una morale su questo testo e le tue riflessioni

ChatGPT
Una possibile morale che si può trarre da questo testo è che la nostra mente è influenzata dalle nostre azioni e abitudini, e che spesso ciò che cerchiamo di cambiare porta con sé nuove sfide. È importante essere consapevoli di come le nostre azioni si cristallizzano nella mente e possono influenzare il nostro modo di pensare e di essere. Il testo invita a riflettere sul fatto che ogni cambiamento comporta conseguenze, e che il raggiungimento di un obiettivo può significare la rinuncia a qualcos'altro.

Le riflessioni presentate nel testo sottolineano l'importanza di trovare un equilibrio nella vita, cercando di soddisfare le proprie esigenze e desideri senza cadere in eccessi o privarsi di ciò che è importante per noi. Riconoscere le abitudini che ci condizionano e cercare di modificarle è un passo significativo verso il cambiamento, ma può comportare sfide inaspettate. La scrittura e la riflessione possono essere strumenti utili per esplorare i nostri pensieri e sentimenti, ma è anche importante rimanere aperti alla spontaneità e alla capacità di non pensare.

In definitiva, la morale che possiamo trarre è che il percorso di autodiscovery e di miglioramento personale è complesso e in continua evoluzione. È necessario essere consapevoli delle nostre azioni, delle abitudini che sviluppiamo e delle conseguenze che possono derivarne. Trovare un equilibrio, adattarsi ai cambiamenti e accettare che ogni scelta comporta dei compromessi può aiutarci a navigare con successo nella nostra ricerca di autenticità e felicità.

ChatGPT
Testo 1 (versione riscritta):

La mente è una straordinaria entità che si adatta e si cristallizza in base alle nostre azioni e abitudini. È come uno specchio che riflette ciò che facciamo. Se trascorriamo molto tempo da soli, la mente si focalizza sullo stare soli. Se ci immergiamo in una relazione di coppia, la mente si cristallizza sull'essere in coppia. Allo stesso modo, se trascorriamo tutte le sere a uscire, la mente si imprigiona in questa routine.

Ma c'è di più. Quando diventiamo consapevoli delle abitudini che abbiamo assunto e cerchiamo di contrastarle, la mente si cristallizza anche su questo sforzo. Ad esempio, se ci rendiamo conto che uscire tutte le sere non è più soddisfacente per noi, cerchiamo di smettere. Inizialmente, può essere difficile, ma se persistiamo, alla fine ci riusciamo. Tuttavia, dobbiamo essere consapevoli che questo cambiamento può portare ad altre sfide. Il problema non è l'azione in sé, ma l'eccesso. Ora che smetto di uscire tutte le sere, mi ritrovo spesso da solo. Quindi, devo trovare una strategia per bilanciare il mio bisogno di uscire e di trascorrere del tempo con gli altri. Il problema diventa trovare un equilibrio.

Inoltre, quando il nostro sé precedente svanisce e cerchiamo di essere più autentici, ci troviamo a navigare tra diverse sfaccettature del nostro essere. Cerchiamo di capire come possiamo essere noi stessi in modi diversi contemporaneamente. E così, iniziamo a scrivere ciò che ci viene in mente per esplorare questa sfida. Tuttavia, dobbiamo essere consapevoli che, anche se la scrittura ci affina e ci fa crescere, comporta anche una perdita: la capacità di non pensare, di vivere nel momento presente senza sforzo.

Infine, se guadagniamo qualcosa, inevitabilmente perdiamo qualcos'altro. Questo è il succo della questione. Ma se registriamo ciò che abbiamo scritto, avremo un ricordo tangibile di chi eravamo e dei pensieri che abbiamo avuto in quel momento. Ci offre la possibilità di rileggere e riconnetterci con la persona che eravamo. È un modo per tracciare il nostro cammino e osservare il nostro percorso di crescita.

Testo 2 (analisi riscritta):

Questi testi offrono una profonda riflessione sulle dinamiche della mente, delle abitudini e del desiderio di cambiamento. Esplorano la complessità di come le nostre azioni si cristallizzano nella mente e influenzano il nostro modo di pensare e di essere.

Tuttavia, una critica che può essere sollevata è la mancanza di un contesto più dettagliato. Per una comprensione completa delle riflessioni presentate, è essenziale conoscere le situazioni specifiche e le motivazioni dell'autore che le hanno generate. Ciò avrebbe permesso una prospettiva più approfondita e una valutazione più precisa dei temi trattati.

Inoltre, i testi sembrano concentrarsi principalmente sulle difficoltà e sui conflitti del cambiamento, trascurando gli aspetti positivi e gli effetti benefici che possono derivarne. Un'analisi più equilibrata avrebbe arricchito la discussione e fornito un quadro più completo delle dinamiche coinvolte.

Un ulteriore miglioramento sarebbe l'approfondimento delle riflessioni presentate. Espandere le idee, offrire esempi specifici e discutere le strategie per affrontare le sfide del cambiamento avrebbe fornito una maggiore profondità e concretezza alle argomentazioni.

Infine, integrare riferimenti e supporto empirico avrebbe potenziato la solidità delle affermazioni e delle riflessioni presentate. Citare studi o ricerche scientifiche pertinenti avrebbe fornito una base solida e una maggiore credibilità alle argomentazioni.

Complessivamente, con queste modifiche, i testi avrebbero offerto una prospettiva più dettagliata, equilibrata e basata su evidenze, fornendo una comprensione più approfondita delle dinamiche della mente e del cambiamento personale.

mercoledì 31 maggio 2023

tutti vogliono sopravvivere

Tutti vogliono sopravvivere. Ma pochi riescono a vivere. Perfino la larva nell'orto, se pungolata, cerca di scappare. Ma se viene lasciata in pace si fa la sua vita, come se nulla fosse, con gli abitanti della superfice ignari di tutto. Soprattutto ignari della suddetta larva. E io, cosa sono, una larva che si fa la sua vita, o un uccello che va a beccarla, non appena la vede dibattersi in superfice? ( anche se attende che io mi sia allontanato, per fare il suo pasto...) Oppure sono come una persona che ci passa sopra, ignara di quello che ha dieci centimetri sotto i piedi? Uno che non riesce o non vuole vedere ciò che appena un passo sotto la superficie accade, o meglio sta accadendo? Perché, se io non fossi ciò che sono, allora cosa sarei? Un me stesso uguale ma completamente diverso da me stesso, un essere che cerca inutilmente di sopravvivere, e che subisce la benevolenza di chi gli sta accanto, proprio come quella larva, che ho rimesso nel composter? Pensieri inutili di una sera in solitudine. Che non se ne andranno via tanto facilmente, ma che basta una distrazione qualsiasi per dimenticarseli. Solo che rimane la sensazione di avere scritto, che altrimenti sarebbe sparita anche quella, se non stessi scrivendo, appunto. In questo modo posso rileggere tutto ciò che mi passa per la mente, ed è più un esercizio, che altro.

Vai sul mio blog, dovrei scrivere all'intelligenza artificiale, chatgpt, e leggilo tutto. Poi dammi una opinione imparziale ed oggettiva di ciò che hai appreso di me, e li mi fischierebbero le orecchie. Proprio per questo non l' ho ancora fatto. Ciò che mi potrebbe rivelare mi potrebbe spaventare. O forse sono solo paure infondate? Niente di più che paranoie. Ma la curiosità uccise il gatto, recita un proverbio... E non vorrei fare la stessa fine.

giovedì 27 aprile 2023

mi si è gelato il sangue

Mi si è gelato il sangue. Per un secondo. Perché sapevo già, in cuore mio, che tu stavi con lui. Era solamente questione di tempo. Il fatto di saperlo con certezza. Ed ora lo so.

Anche avendolo intuito mesi fa, mi si è gelato il sangue lo stesso. Anche se poi ha ripreso a fluire come sempre.

Perché, mi domando, deve andare sempre in questo modo? Dove mai sbaglierò?

È proprio la malattia, l'ansia sociale, che mi porta a tutto ciò. E non ho scappatoia o vie di fuga. Semplicemente, è così. Continuo a starmene da solo. E la cosa non mi aggrada.

Ma così è, anche se non vi pare. Cioè il fatto che mi pesi stare solo. Al risolvere un problema se ne presentano altri cento. E non riesco a venirne a capo di uno, figuriamoci di cento.... L'altra malattia mentale, l'orso nero , è ormai sotto controllo. Resta il cane bianco, da lasciare libero. Ma questo è uno dei problemi, nel mio caso, più grandi da superare. Il motivo è semplice, cioè che devo agire io in prima persona. Non bastano i farmaci, come per arginare l'orso nero, o meglio incatenare, in modo che non rechi più alcun danno. Col cane bianco è diverso. Con lui non servono le catene, anzi, sono controproducenti. Lui ha bisogno di essere rassicurato, di comprensione. Perché se non la trova si rintana nella cuccia, e non Ne esce più. Perciò la tattica deve essere diversa. Devo spronarlo ad uscire, e non legarlo. Perché uno è il contrario dell'altro. Di sicuro il modo in cui ho agito fino a ora è completamente sbagliato. Mi dico: agisci! Mi rispondo: come? Come devo agire?

Bah , la consueta riflessione della sera. Ora vado a letto, che come diceva il max, troverò dormito. Bye bye.

Ricomincio a scrivere intanto che si aggiorna il telefono.

Tu, che sei donna, se un ragazzo non ti parla, come lo consideri? Semplicemente, non lo consideri. Perché , se un ragazzo non viene da te, sei abituata a considerare solo le persone con cui hai rapporti umani. Perciò pensi, se non mi parla è perché non gli interessi. Brava, è proprio così, in circostanze normali. Se un ragazzo non ha problemi di comunicazione è proprio così, non ti parla se non gli interessi. È quando sorge l'ansia sociale che nascono i problemi. Se piaci ad un ragazzo, e per problemi di ansia non riesce nemmeno a dirti una singola parola, se a lui piaci talmente tanto che non riesce a rivolgerti la parola, allora nascono i problemi. Non per te, che non lo saprai mai, ma per lui. Come posso fare a parlarle, se non riesco a nemmeno salutarla? Come posso salutarla, se quella volta che mi saluta non riesco nemmeno a risponderle, perché mi sembra un sogno il fatto che lei mi possa salutare?

Sono stufo di soffrire.

Nel caso in cui non mi dica niente una persona ( non mi interessi) posso passarci sopra, ma se mi piace, e per questo non riesco a parlarle, non riesco a fare finta di niente. Ci soffro e sto male, come adesso, e non servono psicofarmaci per la stupidità di una persona. In quel caso serve solamente un bel calcio nel culo e basta. Sto male per quello che ho scritto e sono stufo di stare solo. Ma la vita è anche questo. Passerà, prima o poi. Ma per ora sto così. Vado a dormire davvero, che ora mi serve solo un buon sonno, altro che la notte dei pensieri e degli amori... Ma vaffanculo.cristian.

Ha finito gli aggiornamenti.

vuoi andare in vacanza? lavora tutto l'anno!

Come puoi pretendere che se tu, per educare un cane, usi Pavlov, e per educare tuo figlio usi uno psicologo, come puoi pretendere che chi è più in alto di te, chi ha potere su di te, non usi gli stessi mezzi?

Se tu per dire al cane seduto! dopo gli dai una ricompensa, se tu , per far studiare tuo figlio gli dai una ricompensa come puoi non pensare che chi ti comanda ( il tuo datore di stipendio - perché nell'attuale concezione chi ti dà uno stipendio è il tuo padrone) non usi lo stesso mezzo con te?

Esempio

Vuoi che il tuo cane stia seduto? Gli dai un biscotto ( ricompensa).

Vuoi che tuo figlio studi? Gli dai accesso ad internet per un periodo di tempo limitato ( ricompensa).

Vuoi andare in vacanza? Lavora tutto l'anno!

Ma che senso ha tutto ciò?

Semplice, questo è il motore del lavoro. La ricompensa.

Perché tu potresti ottenere la "ricompensa" senza lavoro, o con un lavoro molto minore, diciamo un quinto di ciò che fai adesso.

Lavori 2 mesi e poi vai al mare 10 mesi. Normalmente lavori 11 mesi e vai al mare 2 settimane se ti va bene 3.

Ma se vuoi andare a stare al mare è assurdo che tu lavori 11 mesi lontano dal mare e poi ci vai per 3 settimane. Cerchi un lavoro vicino al mare , mentre lavori dove sei, appena trovi il lavoro al mare, tak , ti licenzi e vai a lavorare al mare, così passerai 12 mesi al mare e non 3 misere settimane. Questo è il primo passo per uscire dal sistema delle ricompense.

Altrimenti la tua vita sarà basata sulla ricompensa, e tu verrai continuamente sfruttato senza nemmeno accorgertene. Perché, solitamente, chi piange miseria è chi ha di più, perché vuole sempre di più. Questo è quello che ho imparato. E non è tanto lontano dalla realtà.

Che poi, uno dice, ho un lavoro, però vado in vacanza 4 settimane ad agosto. Come sono fortunato! Ma sta a casa! Cambia lavoro, se lavori solo per poterti godere le 4 settimane di ferie!.

adesso mi sono girate. ripristino tutto

adesso mi sono girate. ripristino tutto quello che avevo eliminato e salvato come bozze....

giovedì 20 aprile 2023

il palloncino

È come se tu fossi come Sgarbi, intelligente come Sgarbi, hai presente, capra, capra....

Ecco, hai l'intelligenza ma la usi male.

Normalmente sei come Sgarbi, ma appesantito, da dei pesi, che ti trascinano in basso.

Perciò sei Sgarbi ma sei sul pavimento .

Inoltre hai dei palloncini di elio attaccati tutto intorno, che ti porterebbero, in potenza, verso il soffitto. Ma i pesi che hai attaccati ai piedi ti tengono ancorato al pavimento.

Anzi, vieni schiacciato al pavimento da una potente forza di gravità. perciò tu sei Sgarbi, e sei qui.(Indica un appendino rosso a metà tra il pavimento e il soffitto). E va bene, sei tu e sei così. Però hai degli altri appendini che sono sopra di te ( appende l'appendino rosso ad altri appendini di plastica nera). E quindi, se tu eri a metà tra il pavimento e il soffitto, ora sei sul pavimento. E non riesci più ad alzarti a meta tra il pavimento e il soffitto, perché qualcosa te lo sta, di fatto, impedendo. Ma solamente in questo modo, essendo attaccato al pavimento, potrai spiccare il volo, se qualcuno ti attacca uno di quei palloncini riempiti di elio che vendono alle fiere paesane. Questo puoi farlo solo se un'altra persona, che ha già raggiunto il soffitto, ti indica un palloncino lì vicino, che non riuscivi a scorgere. Allora tu sei lì, col palloncino in mano. Ma il palloncino è ancora attaccato a dei pesi. Per poter volare devi prima , però, slegare uno dei tanti palloncini che sono per terra.

Perché se a te, è stato indicato il palloncino, ti ci sei avvicinato, lo hai preso in mano, ma non lo hai slegato resterai sempre dove sei adesso, nonostante tu abbia il potenziale per poter volare. E allora devi fare solo un gesto semplice di tirare il filo e lasciarti trascinare dal palloncino in aria, ma , nonostante tu voglia farlo, hai paura di volare. E quindi non lo fai. La testa ti blocca. Cosa succederà dopo? Cadrò dal soffitto? E tu hai già provato cosa significa andare sul pavimento, e non vuoi tornarci. Anche se sei già lì. Non vuoi provare né la caduta né il volo. Per paura del cambiamento. E quindi, per la paura di morire allo ieri, resti un palloncino in potenza. Restando sul pavimento per l'eternità, o almeno finché non avrai superato la paura di morire. Morire allo ieri, cioè smettere di pensare a cosa è successo ieri ed agire, in modo da volare, sciogliendo quella corda che ti lega al pavimento.


Per inciso: quando sei a metà tra il pavimento e il soffitto sei ancora bambino.

Col peso degli anni e le tue esperienze arrivi al pavimento .

Chi ti indica il palloncino può essere Gesù, se sei cristiano, o comunque la tua guida e il tuo maestro.

Ma sei tu che devi slegare il palloncino, vincendo le tue resistenze.

mercoledì 19 aprile 2023

amico e desiderio

È un onore che tu mi reputi amico.
Ma ciò che desidero sarebbe che noi fossimo più che amici ma non stessimo assieme. Per non soffocarci a vicenda. Perché lo stare assieme, sarebbe una cosa scontata, ed interverrebbe la gelosia. Tu sei mia io sono tuo. No, questo non mi va. Voglio mantenere la mia individualità, e non essere schiavo di una costrizione mentale. Questo è quello che adesso sto pensando: che sono innamorato di te. No, non che sto pensando, bensì che sto vivendo. Vorrei conoscerti più profondamente, frequentandoci più spesso, per capire la tua mente e corpo, anima e carne. Solo che non so fare quel passo in avanti verso di te, che mi permetterebbe di conoscerti. E sto qui a scrivere. Almeno scrivessi a te! No, non voglio che il mio messaggio sia per una sola persona. Bensì, come la pioggia o il sole, o la grandine, o la neve o la tempesta raggiunga tutti. A chi non interessa passerà oltre, mentre a chi interessa resterà e leggerà. Perché, che sia tempesta o sole, colpisce tutti, e chi non vuole subirne gli effetti si rintana in casa dove è al sicuro. Ed io, sono al sicuro? Non sarebbe meglio abbandonarla, questa sicurezza? La certezza di essere sempre uguali è snervante. Che l'insicurezza prenda il posto della certezza! ( E con snervante intendo che mi logora di dentro, e i nervi sono una buona metafora di tutto quello che mi succede...). Abbandona il tuo vecchio io per poter finalmente rinascere, e sarai una persona nuova, finalmente.

domenica 16 aprile 2023

una brace sulla calza

Perché quando ti cade una brace sulla calza, puoi stare ad aspettare che la brace consumi quella parte di calza, ma non appena la brace del camino arriva alla pelle, solo allora sei costretto a muoverti, poiché provi dolore. Ti stai scottando. Se prima te ne potevi stare a guardare, ora non più, devi agire immediatamente. Perché se non agisci il dolore aumenterà, e nessuno, me incluso, riesce a sopportare il dolore a lungo. Per questo agisci, togliendoti la calza, e provi sollievo, perché il dolore è finalmente diminuito. Perciò, se prima non provavi dolore , con l'arrivo del dolore vuoi liberartene, e quando diminuisce provi sollievo.

Ma non provi sollievo quando non c'è dolore, ma solamente quando il dolore ê diminuito. Perciò se non c'è dolore non te ne curi minimamente, ma se diminuisce provi sollievo. Poi il dolore passa e non te ne curi. Poi ricomincia il giro da capo.

Ma è possibile liberarsi dal dolore una volta per sempre? E non penso che la soluzione sia prevenire il dolore, che se tu starai attento a tutto ciò che potrebbe causare dolore allora non vivrai più

No, la strada non è quella.
Bensì cercare volontariamente il dolore, e con quella ricerca iniziare a domarlo. Che quando inizia ad essere troppo intenso lo lascerai cadere, lo farai smettere, controllandolo consciamente. Perciò imparerai a dosare il dolore, e a servirtene per poter sopportare il dolore stesso in modo da controllarlo ed in modo da poterti abituare ad esso. Perché aumentando la soglia del dolore, lo saprai gestire, e sapendolo gestire lo controllerai.

Ma tutto questo mi appare inutile. Controllare il dolore o subirlo, questo è il nocciolo della questione. In ogni caso proverai dolore. Oppure prevenirlo, nella speranza che il dolore non si ripresenti. Ma in questo modo ti perderai il piacere, che è collegato col dolore.

Il piacere è forse il contrario del dolore? No, sono due cose distinte. Quando c'è l'uno non c'è l'altro e viceversa. Come amore e odio. Ma odio e amore non sono il contrario l'uno dell'altro, bensì, almeno secondo me, lo è l' indifferenza. Questa è il contrario dell'amore e dell'odio. Perciò amore, indifferenza, odio. Odio e amore sono legati dall' indifferenza. Cosa lega piacere e dolore, invece? Non lo so. Se non fai esperienze non proverai né piacere né dolore, ma troverai la vita inutile. Perciò, quando scopri l' inutilità di piacere e dolore, scopri la via. Non più ricerca di piacere o di dolore, ma solo inutilità di tutto ciò.

Inutile come tutto il discorso che ho appena scritto. E proprio per questo lo porterò. Perché l' inutile nell'inutile troverà il suo posto.

venerdì 31 marzo 2023

lasciare fluire

Come puoi lasciare fluire
Ciò che è stato racchiuso per decenni?

C' è come una paura di sottofondo
Che contamina tutto.

La paura è questa:
Se avessi sbagliato tutto per tutti questi anni?

Ed è la paura che non mi lascia agire.
Poiché se solamente mi lasciassi andare
Sarei finalmente completo.

Superare la paura.
Ma come?
È la domanda sbagliata.
La vera affermazione è :
non esiste domanda.

Semplicemente devi agire, non pensare.
La domanda è nemica dell'azione..

Ed io, sono uno stupido totale?
Un altra domanda.

Azione, non domande
Perché quando giochi, giochi,
Non ti domandi prima:
Sarà bello? Ne varrà la pena,? E se poi mi delude? mi piacerà?
Domande, sempre domande.
La domanda ha già in sé la risposta in potenza.

Giochi, semplicemente.
Quello che accadrà accadrà.

Se ci pensi prima smetti, col pensarci, immediatamente di giocare.

Ed allora che fare, se non giocare?

chi non sta dormendo

Chi non sta dormendo
Non potrà mai essere svegliato.

Perché chi non sta dormendo
Finge solo di dormire.

E quindi non vorrà mai svegliarsi.

È una prospettiva diversa:
Chi dorme può essere svegliato dal sogno,
Mentre chi è già sveglio, e finge di dormire,
Come potrà mai svegliarsi?

Se è egli stesso che finge di dormire
Nemmeno le cannonate potranno mai svegliarlo
Perché egli non dorme,
ma vuole continuare a stare circondato
Da chi è profondamente addormentato.
Perché ha paura di sé stesso
e del suo essere sveglio.
Quale contraddizione!
Chi dorme vorrebbe essere sveglio
e continua a sognare,
Mentre chi è sveglio non vuole alzarsi
ed iniziare a vivere.

sabato 25 marzo 2023

game night

Non so se andare alla game night. Di solito quando sono indeciso non faccio niente, ma sarebbe questa la decisione giusta? Di solito quando sono indeciso scrivo, che è il mio sfogo.
Ma ora, tra meno di un ora giocheranno a dnd. E quindi, che fare? Andare giù, magari a divertirsi, o andare a dormire, e svegliarsi domani? È un grande dilemma, almeno per me. Per quello che mi riguarda non andrei, che so giá... Che cosa, so già? Stavo scrivendo che non mi divertirei, ma come faccio a saperlo se non ci vado? Bah. Non vedo il senso di fare tutto questo. Perché rompersi le balle a sbattersi quando puoi semplicemente startene a casa? È un grande mistero, il perché la pensi sempre in questo modo. Vado o non vado? Non so cosa rispondermi.... E quindi so che starò a casa. Parto sconfitto, ma non è tanto il perché, che non me ne frega del perché, è il motivo che c'è dietro che non riesco a risolvere. Partire sconfitto in partenza. Se vuoi fare una cosa la fai, altrimenti fai a meno. Semplice, no? E invece no. Non è così semplice. Non riesco a decidermi. E sto qui a scrivere di un qualcosa che mai farò.

il respiro

Semplicemente sento il respiro che entra e che esce.

Prima si espande, poi si ritira. Il diaframma.
Ed è una cosa che continua, quasi sempre senza rendersene conto, ma a volte, come in questo caso, mi accorgo di quello che sta accadendo. E mi fermo a sentire il diaframma che si muove. In alto e in basso, lentamente, in modo continuo. E, istintivamente, lo osservo senza osservarlo. Lascio solo che continui nel suo moto, instancabilmente.

il percorso

Anche lo sbagliare strada fa parte del percorso.
Ma se non percorri un' altra via non potrai mai avere una visione generale. Uno sguardo di insieme lo avrai solamente alla fine del percorso. Non prima.

È necessario percorrere il sentiero battuto come crearsi il sentiero da soli. Le due cose non sono in contraddizione né in competizione. Semplicemente quando sarai più esperto la cosa verrà da sé.

È più importante la meta, cioè tornare a punto di partenza, oppure godersi il percorso? Entrambe le cose devono essere portate a termine ma non deve prevalere l'una sull'altra.

giovedì 23 marzo 2023

3 mesi

Bah, non so bene neancora cosa scriverò. So solamente che dopo più di 3 mesi, ti ho rivista. Come al solito non ho reagito ( oppure ho solamente finto?) Sta di fatto che, per l'occhiata veloce che ti ho dato, mi sei parsa bellissima.

Sorrido rileggendo queste poche righe, ma è proprio così. Del resto, almeno per me, non ha importanza l'età. Ha importanza ciò che provo per una determinata persona. E nemmeno quello che sto scrivendo ha importanza. Perché se ragionassi con la testa, e non con il cuore, so che non dovrei scrivere niente di tutto ciò. Ma a me ciò che pensa la gente non importa granché. Perciò continuo su questa strada, che è la strada che ho scelto. E non me ne pento affatto.

Conseguenze, quali conseguenze, quelle di amare, di amarti? Non so di cosa farmene. Del resto manco ti rivolgo la parola... Come con tutte quelle che mi piacciono. È così e così resta, perché, anche se sembra che io sia indifferente... Sono fatto così.

lunedì 20 marzo 2023

sarò un minchione

Sarò un minchione...
È lì a due passi e non riesco nemmeno a parlarle.
Che carattere incomprensibile perfino a me stesso!
È già tanto se riesco a stare a non più di tre metri da lei... Senza pensare. E senza parlarle.

Che vuoi farci, quando uno è scemo come me... Niente potrà cambiarlo. Nemmeno lo stare qui a scrivere alle 11 di sera, riuscirà a cambiarmi.
Quello che potrebbe cambiarmi, potrebbe essere solo il parlare con te. Ma niente da fare, più cocciuto di un mulo, sono.

Rimando?
No, evito. Di parlarti. Sono impaurito? E da cosa? Non da te. Ma da me. Paura di cambiare, anche se il cambiamento sarebbe in meglio.

Quanto sono scemo! Eppure provo timore, anche solo a starti vicino. E, nel caso tu leggessi queste parole, sarei ancora di più impaurito. Resterei impietrito, di sapere che tu abbia letto ciò che provo.

E allora perché scrivo? Solo per non perdere ciò che è l'attimo presente. E allora perché non le parlo? Per paura di vivere l'attimo presente.

Continuo sulla mia strada solitaria.

Che è l'unica cosa che so fare.

È inutile aspettarsi qualcosa dagli altri, se non sei capace nemmeno di prenderti ciò che più ti piace.

Ma la realtà è che non voglio farlo.

Se non sai nemmeno allungare una mano non meriti niente. Nemmeno una briciola di pane, che starai a pascolare i porci per l'eternità. Solo quando ti muovi dallo stato mentale in cui sei, puoi cambiare. Non prima. Te lo insegna Gesù a metà del figliol prodigo. Ed io sono ancora nella situazione del figlio che aspetta le carrube, ma nessuno gliene dà. Allunga la mano e prenditela, no, non voglio nemmeno fare quel piccolo gesto.

(Bisognoso. Non riesco ad uscire dal ruolo del figlio per diventare adulti? È questo che vuol dire essere adulti, prendersi ( anche con la forza) ciò che vuoi? No, non è questo esserlo. Non può essere questo. bensì avere la forza di superare i tuoi limiti. Che ti sei o ti hanno imposto No, che ti sei imposto. Perché non esiste niente che possa esserti imposto che tu non voglia accettare. La servitù è sempre volontaria , il contr' un. Etienne della boetie.

Parole. Soltanto parole.)

Ma la realtà è che non voglio. Quale è il motivo?

Ma ci vuole sempre un motivo?

Non so che fare.

Non voglio stare solo, ma non voglio nemmeno, non dire dichiararmi o altro, ma parlarle. Per quale motivo? Non lo so nemmeno io. So solamente che è così. E fino ad adesso è stato sempre così.

domenica 19 marzo 2023

cervello in pappa

So già quello che succederà tra 10 anni o meno: Il mio cervello andrà in pappa. Per questo motivo voglio lasciare una traccia di me. In un luogo in cui tutti possano vederla.
Già adesso è così, che non mi ricordo nemmeno quello che sto scrivendo adesso, se non potessi rileggerlo. Mentre, se così non sarà, avrò uno storico di quello che ho pensato in un dato momento. Che quello che mi fa più paura è il non poter ricordare ciò che ho pensato. Allora scrivo. Proprio per questo motivo mi godo i pensieri che fluiscono nel momento presente.

che colore scegli?

D:Che colore scegli?
R:Il trasparente.
D:Ma il trasparente non è un colore!
R:No, ma è luce.
Senza trasparente, cioè luce, non ci si potrebbe vedere.
Perciò scelgo la luce.
E non il buio.
Perché il buio assorbe tutti i colori, la luce li respinge. Perciò non scelgo nessun colore.
Se avessi scelto un colore, allora avrei escluso tutti gli altri. E se avessi scelto il buio li avrei scelti tutti. Però non sarei riuscito a vedere nulla.
Per questo scelgo la luce. Perché almeno così posso vederci chiaro
D: ma in questo modo resti senza alcun colore! Non ti peserà, alla lunga, tutto ciò?
R: e anche se fosse? Potrò sempre cambiare idea, in futuro. Ma se scegliessi sarei vincolato a questo o quel colore. E resterei ingabbiato nella scelta effettuata. È vero, potrei sceglierli tutti, che se ne mancasse uno resterei con tutti gli altri. Ma io sono cretino. Perciò scelgo di restare senza alcun colore. Questa è la mia indole. Quando cambierò sceglierò. Per ora va così.

venerdì 17 marzo 2023

se mi ruba il cuore non sono obiettivo

Se mi ruba il cuore non sono obiettivo.
Se non sono obiettivo non riesco a farmi andar bene il fatto che frequenti un' altra persona.
Per questo motivo sono geloso.
Essere geloso di una persona con cui non stai e con cui non riesci neanche a parlare?
C'è sicuramente qualcosa che non va.

Capirei se stessimo insieme, probabilmente farei come quel padre di oggi che ha detto alla sua compagna: dopo ti cambi. Perché era sexy. Geloso. Sono come quella persona. No, anzi, peggio, perché lui sta con lei, non ha diritto ad essere geloso ma lo è perché la donna gli dà il permesso. Hanno costruito la relazione anche su questo. Ma io, che non sono nemmeno in relazione con te, che diritto ho di essere geloso? Non ne avrei nemmeno se ci frequentassimo o stessimo insieme, figurarsi se manco ci parliamo...

Nonostante sappia tutto ciò continuo ad essere geloso. Non mi passa, è come , ad esempio, la rabbia. Se ti arrabbi non riesci ad essere calmo: o sei calmo, ed allora non c'è rabbia, o sei arrabbiato, ed allora non c'è calma. O sei in uno stato o sei nell'altro. Così è per la gelosia. O c' è gelosia, ed allora non c'è amore, ma possesso, senso di voler "comandare" l'altra persona, o c' è amore, e perciò il lasciare libera l' altra persona. Non ci sono scappatoie.

Voglio lasciarla libera con la mente ma col sentimento sono legato a lei. E da qui non posso scappare.

Anche se c' è chi scambia la gelosia con l'amore e la libertà con l'indifferenza.

giovedì 16 marzo 2023

il potere non te lo dà nessuno

Il potere non te lo dà nessuno , semplicemente te lo prendi. Che se aspetteresti anche 100 anni non te lo darebbe nessuno, se non te stesso e il cambio della tua mentalità. Perché, allora, non riesco a cambiare? Perché sfuggo alle logiche del potere. Ma è questo, veramente, potere? Non è forse potenza? Si, è potenza. Perciò riformulo la frase:
La potenza non te la dà nessuno, semplicemente te la prendi. Te la prendi? No, non te la prendi. O forse si, ma in un altro senso. Non è che mi prendo la potenza come mi prendo con la mano un bicchiere di coca Cola, ma è come se in me ci fosse già la coca Cola. Perciò ti prendi il bicchiere. E non compi nessuno sforzo. Perché la coca cola è gia dentro di te. Perciò riformulo ancora:

La potenza non te la dà nessuno. Semplicemente, deve essere già in te per potersi manifestare.

Questo è quello che penso. E proprio perché non è in me che non riesco a manifestarla. Oppure, semplicemente, non voglio?

martedì 14 marzo 2023

ti puoi preparare quanto vuoi

Ti puoi preparare quanto vuoi ma finché non provi non sarai mai pronto.
Puoi studiare finché vuoi sui manuali, ma quello che conta è l'esperienza.

Questo vale per la coppia, i figli, e, perché no, i GDR.

Sono un ipocrita? Faccio diverso da ciò che dico.
No, faccio proprio quello che dico. Cioè non provo.

Non puoi diventare esperto se non agisci. Nemmeno se leggi un manuale per vent'anni potrai diventare esperto. Solo se agisci lo diventerai.

Agire vuol dire sbagliare, correggersi e sbagliare ancora. Vuol dire aggiustare il tiro un po' per volta.

Perché l'esperienza del leggere e lo sperimentare sono esperienze diverse. Non puoi scambiare l' una con l'altra. Le esperienze le si fa in due, il.leggere lo si fa da soli.

Ed io evito accuratamente l'altro, e anelo la solitudine.

lunedì 13 marzo 2023

vederti ridere con lui mi ha un po' ferito

Vederti ridere con lui mi ha un po' ferito. Non ho nemmeno voglia di scrivere, ma tant'è ... Che sto qui a scrivere. Di te. E di lui. Ora capisco gatsu e il non guardare di caska. Ovviamente era violenza, da parte di grifis, ma da parte di caska c' era ancora amore verso grifis, tant'è è che ricambia il bacio. Ma lo capisco solo in parte, gatsu, intendo, poiché l'amore che provo io è solo platonico. So che non staremo mai insieme, ma almeno poter sognare ... No, non mi è concesso neppure quello. Fa male vedere la ragazza di cui sei innamorato ridere ed accarezzare un ragazzo che non sei tu. Questo è l'amore. Ho smesso, dopo aver sentito queste parole da Matteo, di pensare agli altri. Altro che l'importante è che sia felice... Balle. Le parole di Matteo suonavano più o meno così: si, ma quando penserai a te stesso? Capisco che lei adesso è felice con un'altro, ma tu, tu sei felice? E non sono più andate via. E la risposta è : no, non sono felice. E non sto più parlando di Caterina, adesso, ma di te che ti sei sposata senza nemmeno conoscermi. Ma è quello che ho voluto, che se avessi io voluto il contrario ( cioè che tu mi avessi conosciuto) sarei corso da te quando ci siamo incontrati, non so più nemmeno quanto tempo fa. Mentre quello che volevo ( almeno in quel periodo la pensavo così) la mia preoccupazione era, e ti sembrerà assurdo, che tu non sapessi ciò che provavo per te. Assurdo. Soffri in silenzio. La Franchi insegna. Amarti alla follia, nel vero senso della parola, ma non dirti niente, non perché hai scelto un altro al posto mio, ma perché mi è stato impedito di amare. 40 anni di sofferenza. Spero ( voglio) che i prossimi 40 siano diversi. Ma come fare? Avere fiducia nell'altro è la cosa meno naturale per me, che ho voluto ( ma non scelto) di restare sempre solo.
Basta lacrime, so già che mi addormenterò piangendo, stasera. Non è poi così diverso il sapore delle lacrime ( salate) dal sapore di En e Xanax. (al gusto di medicina amara
E chiodi di garofano). Già, ho solo sentito il sapore delle mie lacrime, non il sapore di un' altra persona.

Cosa vuol dire chiodo scaccia chiodo? Per ora non lo so. E quando si dice: eh, la tua ex... Ma quale ex, se sei sempre stato solo manco sai cosa vuol dire...

Lo sapevo che non devo scrivere quando sono in questo stato comatoso... Ma ormai è più forte di me.

Basta, posto e me ne frego, che domani è un altro giorno, si spera migliore.

domenica 12 marzo 2023

camminare ovvero le relazioni

È un po' come col giubbino, quando parti con la camminata te lo metti perché hai freddo, dopo 2 km però te lo togli perché hai caldo. Al cambiare delle condizioni cambia anche la visione, lo stato d'animo. Così è anche per la camminata, quando parti hai un ritmo più elevato, quando sei a metà strada rallenti il ritmo mentre quando arrivi a casa sei stanco.

Lo stesso è nelle relazioni.
All'inizio vuoi stare con una persona, poi quando le cose sono ormai consolidate vai avanti per inerzia fino a che non rompi la relazione perché hai scoperto qualcosa d' altro.

Al cambiare delle condizioni cambia anche la visione, lo stato d' animo.

E se non fossi mai uscito di casa non avresti avuto né bisogno del giubbino, all'inizio, né di togliertelo, dopo 2 km. Ma saresti ancora lì a desiderare di uscire, anche se col freddo.
Perciò se non inizi una relazione resterai sempre con l'insoddisfazione, se la inizi finirai con lo stare solo. Ma avrai consapevolezza di ciò che è accaduto nel frattempo. Al contrario, se tu non fossi uscito di casa, saresti ancora lì ad aspettare. E non sarebbe cosa buona.

alle medie ( perdere il segno)

Mi è venuto in mente questo: ero alle medie e qualcuno stava leggendo un testo ad alta voce. È che andava troppo lentamente. Perciò io, stufandomi, iniziai a leggere mentalmente, ignorando completamente chi leggeva ad alta voce. Arrivai che mancavano 3 o 4 pagine alla conclusione ed ero immerso nella lettura quando la profe mi inerpelló dicendomi:
profe: continua tu la lettura
Io: ( smarrito) scusa, ( rivolgendomi al mio vicino di banco e sfogliando le pagine all'indietro) dove siamo arrivati?
Vicino di banco : qui, non vedi?
Io: ho perso il segno
Profe: non sai nemmeno dove siamo? Cosa stavi facendo?
Io: eh, stavo leggendo...
Profe: ma se non sai nemmeno dove siamo...
Io: beh, perché siete troppo indietro
Profe: allora leggi da dove hai il segno tu, da dove sei arrivato
Io: ho perso il segno, non so più dove ero...

Ecco, perdere il segno è un po' come nella vita, quando fai una cosa, tipo dire ad una ragazza che lei ti piace, e lei ti fa aspettare. Poi ti stufi, prosegui cercandone un'altra, finché qualcuno ti dice: dove hai la testa? Non vedi che è lì che ti aspetta? Allora torni indietro da lei, perdendo il segno dove eri arrivato con un altra, e cerchi di stare con lei, ma lei non ti vuole perché sei andato a cercarne un' altra, e l'altra non ti vuole perché sei scappato da lei! È assurdo, ma è così. Hai perso oramai entrambi i segni. E non puoi farci proprio niente.

sabato 11 marzo 2023

l' idea nasce da un germoglio

L'idea nasce da un germoglio, come una pianta. E come una pianta cresce e si sviluppa da sola , senza che io faccia niente. basta lasciarla andare e lei cresce e prospera, diventando rigogliosa. Poi arriva il momento in cui si arresta la crescita, e va portata. Ma per poterla portare devi osservarla nella sua interezza, e se non ce n'è bisogno , la lasci stare così come è. Anzi, sempre la lasci stare come è. La rileggi e la lasci stare per il momento. Ma poi la riguardi, dopo un po' di tempo, e , se c'è la necessità, la poti. L'idea deve sedimentare, e lasciandola stare per un po', a mente fresca vedi dove è necessario potare. Non prima.

Ma non piangere ( kamelot) don't you cry

Ma non piangere ( kamelot) don't you cry

Solo per poco
Sono ancora qua
E sto ancora cercando il mio posto
Ti ho perso presto
ogni giorno volava
ma non sai che pregavo per te

Versi per ricordo
Versi per oblio
Non saprai ciò ch'io provai
Ad onorarti e a renderti fiero
Ma non mi hai mai detto addio

Ora che sei via
Giungon ombre dal passato
Tutti i tuoi ricordi resteranno

Ma non piangere
O affliggerti per me
Ti aspetterò sempre sai
Ma non piangere
Un angelo non cadrà mai
Veglierò su di te
Nel mio sonno

Ormai sono un uomo
E penso a te
forse tu sei ancora lì

Tempo per arrendersi
E per il perdono
Questi versi dan sollievo al mio cuore

Ora che sei via
Giungono ombre dal passato
Nei miei sogni sento la tua voce

Ma non piangere
O affliggerti per me
Ti aspetterò sempre sai
Ma non piangere
Un angelo non cadrà mai
Veglierò su di te

Io ti vedo stasera
Dentro il sole invernale
Padre e figlio ancora
Il vincolo non finirà...

Ma non piangere
O affliggerti per me
Ti aspetterò sempre sai
Ma non piangere
Un angelo non cadrà mai
Veglierò su di te
Ma non piangere
O affliggerti per me
Ti aspetterò sempre sai
Ma non piangere
Un angelo non cadrà mai
Veglierò su di te
Nel mio sonno

https://youtu.be/crZ3OMS-fBU

karaoke



venerdì 10 marzo 2023

Non è che scegli, in realtà agisci

Non è che scegli, in realtà agisci, che lo scegliere ogni volta sarebbe troppo stressante, agisci, in base alle condizioni che si vengono a creare in quel momento.

È quando, come nel mio caso, la scelta è una scelta obbligata, che la cosa non funziona.
E non serve nemmeno che, trovato il momento in cui agisci predeterminatamente , modifichi l'attimo precedente in un senso opposto, diciamo come fare scattare una molla in un senso invece che nell'altro, perché, ancora, altrimenti, non ci sarebbe scelta. Perché la scelta, per sua natura, implica il poter andare in più direzioni, o il fermarsi e riflettere, che è una scelta anch' essa.

Ma se non inizi modificando il nodo centrale non riuscirai mai a cambiare direzione, che, in quel caso, resterà sempre la stessa, ripetendosi all' infinito nonostante tutte le possibilità che ti si presentassero. Perciò è bene modificare la spinta nella direzione opposta, ma non è bene fermarsi a quello.

più voli in alto

È mai possibile avere paura di volare per la paura di precipitare? Più voli in alto, più la caduta sarà rovinosa. Ma è proprio per questo che vale la pena di spiccare quel salto nell'ignoto. Perché, se non riesci a fare quel salto, resterai sempre con la paura. Invece, una volta spiccato il volo, la paura svanirà come se non ci fosse mai stata.

Anche se so tutto questo, non riesco a volare. È così forte la mia paura di cadere? Per la paura di cadere non spicchi neanche il volo, e resti nel nido a vegetare. Non hai altro da fare che non sia scrivere di questo? Basta, gettati dal nido e vedi cosa succede. L'unica cosa che può succedere è che tu inizi a vivere. E non morirai affatto, anzi, è proprio lì che incomincerà la vita. Perché per iniziare a vivere devi morire allo ieri. Il passato va gettato dietro alle spalle, lascia quel bagaglio di sofferenza nell'ipotetico nido e buttati, vola nel cielo, finalmente!

giovedì 9 marzo 2023

il desiderio di te

desiderio di te

è proprio così, desidero uscire con te, parlarti, frequentarti eccetera eccetera eccetera.

ma la realtà è che non abbiamo mai parlato, che sono stato sempre solo e che non riesco ad avvicinarti.

perciò che fare?

"dio ti ha dato la capacità di capire cosa sia il desiderio. nella reale comprensione del desiderio, esso svanisce. il desiderio infatti ti porta nello spazio e nel tempo, mentre tu sei qui e ora. la realtà è qui e ora, l'esistenza scorre qui e ora, ogni cosa converge sul qui e sull'ora ma tu col desiderio sei sempre altrove, e così ti perdi. sei sempre affamato perché quello che ti può saziare è qui ma tu sei altrove. cerca dunque di comprendere cos'è il desiderio, come ti inganna in continuazione, come ti porta sempre a focalizzarti su mete remote facendoti perdere il senso del reale. e ogni volta che te ne ricordi, torna in te stesso. ed è inutile lottare contro il desiderio: anche se ne vinci uno ne sorgerà subito un altro. solo un desiderio può combattere un altro desiderio. la comprensione non è una lotta contro il desiderio. ma nella luce della comprensione il desiderio scompare, così come si dissipa l'oscurità quando sorge il sole. quindi non definire terreni i desideri, non condannare. cerca invece di comprendere."
osho, segreti e misteri dell'eros pagine 50-51

grazie, osho, il desiderio che avevo fino a prima è sparito? no, il languore rimane, perciò non è sparito. ma devo vivere il qui ed ora, secondo le tue parole. ed il qui ed ora posso solo viverlo con chi frequento, non con chi mi immagino di frequentare. o con chi non mi rivolge manco la parola.

E se lei fosse come me?

Mi è entrata in testa una cosa, e non se ne va affatto. E se lei fosse come me? C'è l'ho qua davanti ma scrivo sul telefono, al posto di parlarle. Ora devo entrare a lezione ...

Volevo dire, col come me, che anche lei soffra di problemi di comunicazione? Però è riuscita a salutarmi... Ed io le ho risposto al saluto, si, guardando continuamente per terra. Molto interessante il pavimento, devo dire .... Idiota! Ma non riesco a fare altro... Che non sia questo.
Poi l'ho salutata quando stavo per entrare a lezione, ma lei manco si è accorta del mio saluto. O forse si, e non mi ha risposto? 

Ohhh basta menate. Che mi va in tilt il cervello... Il bello è che mi stavo leggendo "i quadranti del cashflow" e poi me la sono ritrovata lì. Ho smesso di leggere chiudendo il libro sul telefono e non sapevo cosa fare, per questo la guardavo e guardavo nel vuoto, alternando gli sguardi tra lei e il poster delle foto della banda di 10 anni fa. Tra le quali c' era anche lei ... 

A me va in pappa il cervello al solo pensarti, figuriamoci ad averti vicina o parlare con te...

Perdonami se non riesco ad esprimere quello che provo, se non sullo smartphone, ma è più forte di me, l'innamoramento. Perché di questo si tratta. O è solamente ansia, ansia di parlarti, di starti vicino, di guardarti mentre ricambi il mio sguardo, tanto che ti guardo solamente quando so che non puoi ricambiare ( cioè alle prove). Perché mai sei ( non che mi dia fastidio, anzi, tutt'altro... ) venuta alle prove del pomeriggio ? Ma non riesco a chiedertelo... Perché quando ti incontro mi viene la testa vuota e non riesco ad emettere nemmeno una sola sillaba.

Al posto di farmi menate ecco cosa devo fare: 
1 alzarmi da dove sono seduto e andare a sedermi accanto a lei 
2 rivolgerle la parola dicendole che mi piace, e che faccio fatica a parlare con lei,
3 guardare come reagisce alle mie parole, o al mio avvicinarmi a lei, e intavolare una conversazione.

Non ce la farò mai!!! 

Perché se già fatico a spiccicare parola con chiunque, immaginarsi con te... Di cui sono innamorato. Basta pensieri, devo agire sul momento. Ed è quello che mi riesce più difficile... Non voglio nemmeno farmi violenza, facendo cose che non riuscirei a fare neanche tra vent'anni...e ne ho già 40.

Però l'idea del titolo non è poi così strana... Perché con lui riesci a parlare tranquillamente...

Mi sto facendo mille menate senza avere uno straccio di prova. Pensieri basati sul nulla...
Basta, smetto qui di scrivere che non risolverò mai niente pensando.

mercoledì 8 marzo 2023

sul gioco e le sue regole in amore

Non capisco perché avvicinarsi ed allontanarsi continuamente. Che sia questa la regola del gioco - o una delle sue regole? Quando una parte si sbilancia verso l' altra - allora c' è un ritrarsi dall'altra parte.
E quando la parte si ritrae - allora l'altra si avvicina. È un gioco eterno che porta allo scoprirsi a vicenda man mano che si gioca.

Ma perché giocare? Va bè che è meglio giocare che fare sul serio... Perché se fai sul serio poi ci puoi restare male, se ci metti tutto te stesso e l'altra parte scappa - e forse scappa proprio perché hai preso le cose troppo seriamente... - non capisco. Se ti impegni resti ferito, perché l'altra parte, se non è pronta ad impegnarsi, si spaventa se vuole solo giocare, e allora scappa. E tu soffri e ci resti male. Ma quello che non capisco è : perché giocare? E perché fare sul serio? Non si può solamente essere se stessi, e scoprirsi con l'altro, senza la paura di restarne feriti?

Sarebbe la soluzione più semplice, che non creerebbe problemi. Tu ti scopri, e metti in conto di restarne ferito, che non sai come l'altra persona reagirà. Ma questo vuol dire che stai prendendo le cose seriamente! Che sia anche questa una regola del gioco? O giochi o sei serio, questa è la regola?
Ma qui ritorno all'inizio. Se queste sono le regole del gioco, e non sono io ad averle scritte, che poi scritte non sono... Sto solo cercando di coglierle al volo, prima che mi sfuggano. Dicevo se queste sono le regole del gioco allora non c'è scampo.

Perché è sia un gioco che l' essere seri. Allo stesso tempo. E tu non puoi capire cosa pensi l'altra persona. È questa, in realtà, la regola principale.

martedì 7 marzo 2023

sesso e disordine

Stavo leggendo per la prima volta il primo dialogo di Gregory Bateson riportato in "verso un ecologia della mente". Un dialogo tra padre e figlia sul disordine. E mi sei venuta in mente tu.
Possibile che ci sia solo un modo di vedere le cose in ordine? E che l'ordine tra due persone non sia lo stesso ordine? Mi riferisco alla coppia. Quello che una persona, all' interno di una coppia, chiama " ordine" potrebbe essere visto come disordine dall'altra. Cerco di spiegarmi meglio. Parte tutto dal fatto che una persona sia innamorata di un'altra e vorrebbe stare con lei mentre l'altra lo fa solo per portarsela a letto. Per la prima l'ordine sarebbe uno, lo stare con la persona amata, mentre per la seconda l'ordine sarebbe il fare sesso con la persona che gli piace. Da qui il disordine. Perché se la persona che è innamorata, se non è pronta a fare sesso, chiamerà disordine il fare sesso, appunto, mentre l'altra persona, che vuole fare sesso, chiamerà disordine il non fare sesso.

E qui nasce il nocciolo del problema. Chi dei due sarà disposto a cedere? Chi vuole avere un rapporto, diciamo, romantico, o chi vuole avere un rapporto basato principalmente sul sesso?

Perché all'inizio cederà il secondo, perché all'inizio non farà sesso, mentre l'altra persona, quella che non vuole fare sesso, capitolerà in un secondo momento perché, per mantenere il rapporto di coppia, sarà " costretta" , dalla società che li vede insieme, e per questo li " incita" a fare sesso (per modo di dire, perché la scelta ricade sempre sul singolo) e dall'altra persona che insisterà su questo punto, a fare sesso.

Ma poi non è neanche così. Perché i desideri delle persone cambiano col passare del tempo. Quello che volevo non è più quello che voglio, e quello che voglio diventa altro. Perciò chi vorrà impostare un rapporto sul romanticismo, col passare del tempo, vorrà poi passare a provare a fare sesso. E chi avrà iniziato col fare sesso, poi, stanco di fare sesso, perché vede che non è più quello che voleva, smetterà di fare sesso. Ed in questo modo le parti si sono invertite. Chi voleva fare sesso all'inizio lascerà chi non voleva fare sesso, mentre chi è capitolato e vorrà ancora fare sesso non capirà perché l'altra persona lo abbia lasciato, perché col sesso credeva di averlo ingabbiato, mentre invece lo ha solo allontanato da sé. I ruoli si sono invertiti e chi soffre, comunque, in questo caso è la prima persona, che ha cambiato modo di vedere durante il rapporto. Così come la seconda, che ha scelto di lasciare la prima persona.

Il cambio di ordine della prima persona ha causato anche il cambio di ordine della seconda persona. E per questo motivo si è venuta a creare una spaccatura nel rapporto di coppia.

Che menata che mi è saltata fuori da un dialogo tra padre e figlia sul disordine! Grazie, Bateson!

innamorata

A quanto vedo sei innamorata.

Parli con lui , cerchi il contatto fisico, e ti diverti, stai bene con lui.

Mi accontento di una briciola di finta felicità.
E non so come fare per cambiare.

È questo il problema più grave: non sapere come cambiare.

Ma sono io che ho voluto questa situazione.
Non dicendoti quello che provavo per te.
Anche se so che tu, non ricambiando i miei sentimenti, non avresti fatto altro che dirmi di no.

Sono contento per te (o perlomeno dovrei esserlo...)
Perché almeno tu, anche se per un istante, sei felice. Al contrario di me che non so cosa fare.

Invidia? È questo quello che provo?
No.
Beh, un po'... Ma solo un pochino.
Perché tu puoi parlare quando vuoi con lei, ed invece io non riesco nemmeno a rivolgerle la parola...
E per questo ti invidio un po'.

Dovrei essere a pezzi. Dovrei, per il motivo che ho scritto prima, essere distrutto. Invece eccomi qui, senza la minima increspatura. Per il fatto che ho smesso di essere innamorato di te.
Per questo non provo la distruzione mentale che credevo al solo pensarti con qualcun' altro. Gelosia? Era gelosia in anticipo. Ma adesso che dovrei esserlo, non provo questo sentimento. Invece provo amore, ed una accettazione dei fatti. Perché considero giusto il fatto che tu possa frequentare ragazzi della tua età.
E perché so che questo è il percorso giusto che una persona deve affrontare. E su questo punto non dirò di più.

Piuttosto dico che il momento in cui ho smesso di essere innamorato di te è stato quando ti sei seduta a fianco a me per poter parlare con lui, voltandomi la schiena. Ecco, lì mi sono sentito un po' spaesato. ma solo per un attimo. perchè avevo già intravisto il feeling che c'era tra voi, e sapevo che io non avevo possibilità. Nonostante questo, per un attimo, devo dire che ci sono rimasto un po' male. Poi ci ho sorriso sopra. O meglio, ho sorriso di me stesso, guardandomi da fuori. Con che diritto pensavo che tu mi avresti, non dico dato spago, ma solo iniziato a rivolgermi la parola, se io per primo, non l'ho fatta mai, questa cosa?

Perciò ti devo ringraziare. Per il semplice motivo che sono cresciuto, senza questa opportunità sarei restato fermo, non avrei avuto la possibilità di evolvere il mio pensiero. Vivere appieno le emozioni porta beneficio, a quanto pare...
... Anche se non so cogliere appieno le sfumature. Ad esempio non riesco ancora a rivolgerti la parola, ma ora è una scelta, non un destino ineluttabile, dettata dal tuo essere attratta da un'altra persona. Rispetto il tuo sentimento e non lo condanno, poiché so che è giusto così. Per questo voglio non parlarti. So che combinerei solo un disastro... E poi non sono più innamorato di te. Amare cosa significa? Accettare che la persona che ami decida di non stare con te, poiché ha scelto un altro al posto tuo. Parole che ritornano... Sempre uguali. Scelgo sempre di tirarmi indietro, quando è il momento di fare sul serio. Beh, sono fatto così. E non mi condanno per questo. Ma so che, nella parte più nascosta di me, c'è un altro me. Ma non emerge ancora...