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giovedì 27 aprile 2023

mi si è gelato il sangue

Mi si è gelato il sangue. Per un secondo. Perché sapevo già, in cuore mio, che tu stavi con lui. Era solamente questione di tempo. Il fatto di saperlo con certezza. Ed ora lo so.

Anche avendolo intuito mesi fa, mi si è gelato il sangue lo stesso. Anche se poi ha ripreso a fluire come sempre.

Perché, mi domando, deve andare sempre in questo modo? Dove mai sbaglierò?

È proprio la malattia, l'ansia sociale, che mi porta a tutto ciò. E non ho scappatoia o vie di fuga. Semplicemente, è così. Continuo a starmene da solo. E la cosa non mi aggrada.

Ma così è, anche se non vi pare. Cioè il fatto che mi pesi stare solo. Al risolvere un problema se ne presentano altri cento. E non riesco a venirne a capo di uno, figuriamoci di cento.... L'altra malattia mentale, l'orso nero , è ormai sotto controllo. Resta il cane bianco, da lasciare libero. Ma questo è uno dei problemi, nel mio caso, più grandi da superare. Il motivo è semplice, cioè che devo agire io in prima persona. Non bastano i farmaci, come per arginare l'orso nero, o meglio incatenare, in modo che non rechi più alcun danno. Col cane bianco è diverso. Con lui non servono le catene, anzi, sono controproducenti. Lui ha bisogno di essere rassicurato, di comprensione. Perché se non la trova si rintana nella cuccia, e non Ne esce più. Perciò la tattica deve essere diversa. Devo spronarlo ad uscire, e non legarlo. Perché uno è il contrario dell'altro. Di sicuro il modo in cui ho agito fino a ora è completamente sbagliato. Mi dico: agisci! Mi rispondo: come? Come devo agire?

Bah , la consueta riflessione della sera. Ora vado a letto, che come diceva il max, troverò dormito. Bye bye.

Ricomincio a scrivere intanto che si aggiorna il telefono.

Tu, che sei donna, se un ragazzo non ti parla, come lo consideri? Semplicemente, non lo consideri. Perché , se un ragazzo non viene da te, sei abituata a considerare solo le persone con cui hai rapporti umani. Perciò pensi, se non mi parla è perché non gli interessi. Brava, è proprio così, in circostanze normali. Se un ragazzo non ha problemi di comunicazione è proprio così, non ti parla se non gli interessi. È quando sorge l'ansia sociale che nascono i problemi. Se piaci ad un ragazzo, e per problemi di ansia non riesce nemmeno a dirti una singola parola, se a lui piaci talmente tanto che non riesce a rivolgerti la parola, allora nascono i problemi. Non per te, che non lo saprai mai, ma per lui. Come posso fare a parlarle, se non riesco a nemmeno salutarla? Come posso salutarla, se quella volta che mi saluta non riesco nemmeno a risponderle, perché mi sembra un sogno il fatto che lei mi possa salutare?

Sono stufo di soffrire.

Nel caso in cui non mi dica niente una persona ( non mi interessi) posso passarci sopra, ma se mi piace, e per questo non riesco a parlarle, non riesco a fare finta di niente. Ci soffro e sto male, come adesso, e non servono psicofarmaci per la stupidità di una persona. In quel caso serve solamente un bel calcio nel culo e basta. Sto male per quello che ho scritto e sono stufo di stare solo. Ma la vita è anche questo. Passerà, prima o poi. Ma per ora sto così. Vado a dormire davvero, che ora mi serve solo un buon sonno, altro che la notte dei pensieri e degli amori... Ma vaffanculo.cristian.

Ha finito gli aggiornamenti.

vuoi andare in vacanza? lavora tutto l'anno!

Come puoi pretendere che se tu, per educare un cane, usi Pavlov, e per educare tuo figlio usi uno psicologo, come puoi pretendere che chi è più in alto di te, chi ha potere su di te, non usi gli stessi mezzi?

Se tu per dire al cane seduto! dopo gli dai una ricompensa, se tu , per far studiare tuo figlio gli dai una ricompensa come puoi non pensare che chi ti comanda ( il tuo datore di stipendio - perché nell'attuale concezione chi ti dà uno stipendio è il tuo padrone) non usi lo stesso mezzo con te?

Esempio

Vuoi che il tuo cane stia seduto? Gli dai un biscotto ( ricompensa).

Vuoi che tuo figlio studi? Gli dai accesso ad internet per un periodo di tempo limitato ( ricompensa).

Vuoi andare in vacanza? Lavora tutto l'anno!

Ma che senso ha tutto ciò?

Semplice, questo è il motore del lavoro. La ricompensa.

Perché tu potresti ottenere la "ricompensa" senza lavoro, o con un lavoro molto minore, diciamo un quinto di ciò che fai adesso.

Lavori 2 mesi e poi vai al mare 10 mesi. Normalmente lavori 11 mesi e vai al mare 2 settimane se ti va bene 3.

Ma se vuoi andare a stare al mare è assurdo che tu lavori 11 mesi lontano dal mare e poi ci vai per 3 settimane. Cerchi un lavoro vicino al mare , mentre lavori dove sei, appena trovi il lavoro al mare, tak , ti licenzi e vai a lavorare al mare, così passerai 12 mesi al mare e non 3 misere settimane. Questo è il primo passo per uscire dal sistema delle ricompense.

Altrimenti la tua vita sarà basata sulla ricompensa, e tu verrai continuamente sfruttato senza nemmeno accorgertene. Perché, solitamente, chi piange miseria è chi ha di più, perché vuole sempre di più. Questo è quello che ho imparato. E non è tanto lontano dalla realtà.

Che poi, uno dice, ho un lavoro, però vado in vacanza 4 settimane ad agosto. Come sono fortunato! Ma sta a casa! Cambia lavoro, se lavori solo per poterti godere le 4 settimane di ferie!.

adesso mi sono girate. ripristino tutto

adesso mi sono girate. ripristino tutto quello che avevo eliminato e salvato come bozze....

giovedì 20 aprile 2023

il palloncino

È come se tu fossi come Sgarbi, intelligente come Sgarbi, hai presente, capra, capra....

Ecco, hai l'intelligenza ma la usi male.

Normalmente sei come Sgarbi, ma appesantito, da dei pesi, che ti trascinano in basso.

Perciò sei Sgarbi ma sei sul pavimento .

Inoltre hai dei palloncini di elio attaccati tutto intorno, che ti porterebbero, in potenza, verso il soffitto. Ma i pesi che hai attaccati ai piedi ti tengono ancorato al pavimento.

Anzi, vieni schiacciato al pavimento da una potente forza di gravità. perciò tu sei Sgarbi, e sei qui.(Indica un appendino rosso a metà tra il pavimento e il soffitto). E va bene, sei tu e sei così. Però hai degli altri appendini che sono sopra di te ( appende l'appendino rosso ad altri appendini di plastica nera). E quindi, se tu eri a metà tra il pavimento e il soffitto, ora sei sul pavimento. E non riesci più ad alzarti a meta tra il pavimento e il soffitto, perché qualcosa te lo sta, di fatto, impedendo. Ma solamente in questo modo, essendo attaccato al pavimento, potrai spiccare il volo, se qualcuno ti attacca uno di quei palloncini riempiti di elio che vendono alle fiere paesane. Questo puoi farlo solo se un'altra persona, che ha già raggiunto il soffitto, ti indica un palloncino lì vicino, che non riuscivi a scorgere. Allora tu sei lì, col palloncino in mano. Ma il palloncino è ancora attaccato a dei pesi. Per poter volare devi prima , però, slegare uno dei tanti palloncini che sono per terra.

Perché se a te, è stato indicato il palloncino, ti ci sei avvicinato, lo hai preso in mano, ma non lo hai slegato resterai sempre dove sei adesso, nonostante tu abbia il potenziale per poter volare. E allora devi fare solo un gesto semplice di tirare il filo e lasciarti trascinare dal palloncino in aria, ma , nonostante tu voglia farlo, hai paura di volare. E quindi non lo fai. La testa ti blocca. Cosa succederà dopo? Cadrò dal soffitto? E tu hai già provato cosa significa andare sul pavimento, e non vuoi tornarci. Anche se sei già lì. Non vuoi provare né la caduta né il volo. Per paura del cambiamento. E quindi, per la paura di morire allo ieri, resti un palloncino in potenza. Restando sul pavimento per l'eternità, o almeno finché non avrai superato la paura di morire. Morire allo ieri, cioè smettere di pensare a cosa è successo ieri ed agire, in modo da volare, sciogliendo quella corda che ti lega al pavimento.


Per inciso: quando sei a metà tra il pavimento e il soffitto sei ancora bambino.

Col peso degli anni e le tue esperienze arrivi al pavimento .

Chi ti indica il palloncino può essere Gesù, se sei cristiano, o comunque la tua guida e il tuo maestro.

Ma sei tu che devi slegare il palloncino, vincendo le tue resistenze.

mercoledì 19 aprile 2023

amico e desiderio

È un onore che tu mi reputi amico.
Ma ciò che desidero sarebbe che noi fossimo più che amici ma non stessimo assieme. Per non soffocarci a vicenda. Perché lo stare assieme, sarebbe una cosa scontata, ed interverrebbe la gelosia. Tu sei mia io sono tuo. No, questo non mi va. Voglio mantenere la mia individualità, e non essere schiavo di una costrizione mentale. Questo è quello che adesso sto pensando: che sono innamorato di te. No, non che sto pensando, bensì che sto vivendo. Vorrei conoscerti più profondamente, frequentandoci più spesso, per capire la tua mente e corpo, anima e carne. Solo che non so fare quel passo in avanti verso di te, che mi permetterebbe di conoscerti. E sto qui a scrivere. Almeno scrivessi a te! No, non voglio che il mio messaggio sia per una sola persona. Bensì, come la pioggia o il sole, o la grandine, o la neve o la tempesta raggiunga tutti. A chi non interessa passerà oltre, mentre a chi interessa resterà e leggerà. Perché, che sia tempesta o sole, colpisce tutti, e chi non vuole subirne gli effetti si rintana in casa dove è al sicuro. Ed io, sono al sicuro? Non sarebbe meglio abbandonarla, questa sicurezza? La certezza di essere sempre uguali è snervante. Che l'insicurezza prenda il posto della certezza! ( E con snervante intendo che mi logora di dentro, e i nervi sono una buona metafora di tutto quello che mi succede...). Abbandona il tuo vecchio io per poter finalmente rinascere, e sarai una persona nuova, finalmente.

domenica 16 aprile 2023

una brace sulla calza

Perché quando ti cade una brace sulla calza, puoi stare ad aspettare che la brace consumi quella parte di calza, ma non appena la brace del camino arriva alla pelle, solo allora sei costretto a muoverti, poiché provi dolore. Ti stai scottando. Se prima te ne potevi stare a guardare, ora non più, devi agire immediatamente. Perché se non agisci il dolore aumenterà, e nessuno, me incluso, riesce a sopportare il dolore a lungo. Per questo agisci, togliendoti la calza, e provi sollievo, perché il dolore è finalmente diminuito. Perciò, se prima non provavi dolore , con l'arrivo del dolore vuoi liberartene, e quando diminuisce provi sollievo.

Ma non provi sollievo quando non c'è dolore, ma solamente quando il dolore ê diminuito. Perciò se non c'è dolore non te ne curi minimamente, ma se diminuisce provi sollievo. Poi il dolore passa e non te ne curi. Poi ricomincia il giro da capo.

Ma è possibile liberarsi dal dolore una volta per sempre? E non penso che la soluzione sia prevenire il dolore, che se tu starai attento a tutto ciò che potrebbe causare dolore allora non vivrai più

No, la strada non è quella.
Bensì cercare volontariamente il dolore, e con quella ricerca iniziare a domarlo. Che quando inizia ad essere troppo intenso lo lascerai cadere, lo farai smettere, controllandolo consciamente. Perciò imparerai a dosare il dolore, e a servirtene per poter sopportare il dolore stesso in modo da controllarlo ed in modo da poterti abituare ad esso. Perché aumentando la soglia del dolore, lo saprai gestire, e sapendolo gestire lo controllerai.

Ma tutto questo mi appare inutile. Controllare il dolore o subirlo, questo è il nocciolo della questione. In ogni caso proverai dolore. Oppure prevenirlo, nella speranza che il dolore non si ripresenti. Ma in questo modo ti perderai il piacere, che è collegato col dolore.

Il piacere è forse il contrario del dolore? No, sono due cose distinte. Quando c'è l'uno non c'è l'altro e viceversa. Come amore e odio. Ma odio e amore non sono il contrario l'uno dell'altro, bensì, almeno secondo me, lo è l' indifferenza. Questa è il contrario dell'amore e dell'odio. Perciò amore, indifferenza, odio. Odio e amore sono legati dall' indifferenza. Cosa lega piacere e dolore, invece? Non lo so. Se non fai esperienze non proverai né piacere né dolore, ma troverai la vita inutile. Perciò, quando scopri l' inutilità di piacere e dolore, scopri la via. Non più ricerca di piacere o di dolore, ma solo inutilità di tutto ciò.

Inutile come tutto il discorso che ho appena scritto. E proprio per questo lo porterò. Perché l' inutile nell'inutile troverà il suo posto.