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venerdì 29 dicembre 2023

concreto. come in un sogno

Concreto. Come in un sogno.

Non mi ricordo cosa stavo pensando dopo questa frase. Adesso mi prendo un attimo e mi verrà in mente. Forse.

Ok.

( Un guru ai suoi discepoli)

Se, quando sarò morto, mi sotterrerete, sicuramente , passato un po' di tempo, scaverete per cercare le mie ossa. Le venererete mettendole in una teca e direte: questo è il mio maestro! Ma io non sarò lì.
Perciò non seppellitemi.

Potreste allora dare le mie carni ancora fresche di morte agli uccelli del cielo e alle bestie feroci, ma, in questo caso, non appena vedrete un avvoltoio o una iena, direte: questo è il mio maestro. Ma io non sarò lì.
Perciò non fate neppure questo delle mie spoglie.

Infine potreste cremarmi, e inserire le mie ceneri in un' urna, da tenere a casa o da spargere nel fiume o sul dirupo che sovrasta il mio paese natio.E voi penserete che io sia nell' urna posta in casa vostra, allora, oppure nell' acqua del fiume o sempre nell' aria del mio paese natio.

Ma io non sarò né nell' acqua del fiume, né nella terra insieme alla cenere della cremazione, né nel fuoco stesso che mi ha cremato né nell' aria in cui avete sparso le mie ceneri. Poiché queste parole vengono non da me ma dal vuoto, e nel vuoto tornerò. Perciò, appena sarò morto, rallegratevi e gioite, perché sarò tornato alla casa del padre. Fate festa, bevete e divertitevi, perché prima o dopo toccherà anche a voi.

Non sprecate tempo in lamenti pianti o strida, che queste cose le fa chi è ancora in questa vita. Chi ha assaporato il vuoto non può che , a tempo debito, desiderare di tornare alla casa del padre.

Vi chiederete perché parlo a voi, allora, e perché non me ne sto in silenzio come un vero guru ad aspettare la fine, e voi ai miei piedi ad idolatrarmi?

Semplicemente perché tutto ciò non mi è di alcun interesse. Io faccio ciò che voglio fare e dico ciò che voglio dire, almeno finché ne sarò in grado. E non mi interessa neppure cosa ne farete del mio cadavere. Io non ci sarò più. Dovrete scegliere per forza voi. In realtà quello che mi preme è che le mie parole abbiano un effetto su di voi. Adesso non è dato saperlo, ma tra dieci, venti o forse quarant' anni chissà... Non mi importa nemmeno che mi riconosciate come maestro, che di maestri è pieno il mondo... Basta saperli riconoscere, ma per poterlo fare... Beh, per poterlo fare dovete essere entrati in contatto col vuoto almeno una volta. E perché non farlo con la mia morte? Se la mia morte saprà mettervi in contatto con il vero spirito che dimora in voi, allora , anche se succederà tra quarant' anni, non sarà stata sprecata come morte. Perché la morte è solo uno spunto per aiutare altri esseri umani. Niente più di questo.