Translate
martedì 31 gennaio 2023
incontro
scrivere per scrivere
lunedì 30 gennaio 2023
non capisco perché ripostare
Non capisco perché ripostare cose che mi fanno male... Ma è per rileggerle, che altrimenti non mi ricorderei manco di averle scritte queste cose, come in questo caso.... Mi vergogno. Ma voglio ripubblicare ciò che avevo scritto per poterlo rileggere. Almeno questo...
Non so cosa dire. È che scrivo di impulso, e poi mi pento. Ma allora non scrivere addirittura, che fai prima... No, voglio sbatterci la testa. E vedere se ho la testa più dura del muro.
Se sono scemo... E il bello è che continuo a scrivere... Bah
Alla stupidità non c'è mai fine... Almeno credo.
Perché mi devo innamorare
domenica 29 gennaio 2023
Comincio a ripostare i vecchi contenuti
Uno al giorno. In modo da poterli rileggere quando mi capitano sotto mano. Del resto... Non mi è mai interessato se qualcuna leggesse per sbaglio i miei post. Sarà dura riconoscerli dai nuovi! Questo si. Comunque la cosa non mi riguarda. Siete voi che li leggere mescolati, non io. E a me non interessa minimamente.
È semplice. È la differenza tra amare ed innamorarsi
Lasciate che i bambini
Leopardi
domenica 22 gennaio 2023
frequentarti, stare con te
Frequentarti , stare con te.
Questo è quello che voglio.
Ma la mia incapacità anche solo a parlarti mi blocca in questa posizione di stallo.
E da qui non ne esco più.
Non riesco a fare quel singolo passo verso di te.
Non riesco nemmeno
a guardarti negli occhi
senza andare in estasi.
Perché ti amo come solo un bambino può fare.
Sono solo uno scemo.
Penso a te e non riesco
nemmeno a guardarti,
figuriamoci a parlarti...
Ma quello che provo, in questa vita,
si è solo intensificato...
Amare una persona in modo totale,
ma non riuscire a dirle niente
proprio per ciò che provo,
poiché ciò che provo è troppo intenso.
Quanto sono scemo! Che smacco! Che inetto!
Che innamorato....
Non so che fare, perché so che l' età....
No, sono tutte scuse.
Un mucchio di patetiche, insulse scuse.
Sono incapace a fare quel passo verso chi mi piace. So che in questo modo ti perderò, e so anche che io non sono felice di essere solo, ma, nonostante quello che provo non sia mutato negli anni, anzi, si sia intensificato, non riesco ad avvicinarti.
Non riesco nemmeno sforzandomi. Non riesco a dirti nemmeno ciao, come stai o altre banalità simili. E non capisco nemmeno il motivo. È qualcosa celato nel mio animo più profondo, inaccessibile perfino a me.
E non ne sono affatto fiero.
Ma se fino ad adesso ho agito in questo modo, non significa che debba agire così per sempre.
Razionalmente so tutto ciò , ma il mio istinto mi porta all'autoconservazione. Cioè a stare solo.
Perché è quello che ho sempre fatto.
Questa non è una scusa, ma una constatazione.
Ma quello che in questo momento constato è che cambiare, per me, è la cosa più difficile.
Perché il solo fatto di amarti, non basta.
Devo dirtelo, solo in questo modo potrai saperlo. Saperlo, so bene che la lingua è menzognera...
Ma se continuo a stare solo ,
come ho sempre fatto,
mi resterà solamente il rimpianto
di non avertelo mai detto,
e non il ricordo dei momenti passati con te.
E questo non riesco a sopportarlo.
mercoledì 18 gennaio 2023
perché mi guardi una volta poi più niente?
poiché quello a cui poco perdoni poco ama
Poiché quello a cui poco perdoni poco ama ( mia libera interpretazione)
LC 7,47
47 Perciò, io ti dico: i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui a cui poco è perdonato, poco ama». ( Traduzione Nuova Riveduta 2006)
47 Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco». ( Traduzione Cei 1974)
47 Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco".
( Traduzione Cei 2008)
È semplice perché se tu perdoni poco ad una persona, quella persona amerà poco. È proprio così, se non ti viene perdonato qualcosa che hai fatto allora tu sarai incapace di amare. Non è un giudizio di Gesù ma è una constatazione basata sui fatti. Perché Gesù non giudica, siamo noi che gli abbiamo attribuito questo.
Per lungo tempo credevo che Gesù si fosse sbagliato ( non arriviamo a tanto, credevo fosse sbagliata la traduzione) e che la scritta giusta
(perché non capivo) fosse al contrario cioè :
Ma a colui che poco ama, poco è perdonato.
Cioè, se ami poco, poco ti è perdonato
Perciò sarebbe un invito ad amare.
Ma solo in apparenza. Perché se sei obbligato ad amare, allora non amerai di tua spontanea volontà, ma starai seguendo una legge imposta da qualcun altro. E questo ti porta a non amare.
Inoltre questo è un giudizio e Gesù non giudica.
Sembra, ma sembra solamente, che se ami poco, allora ti viene perdonato poco, ma Gesù, giustamente, ribalta la scena dicendo che a chi non è stato perdonato qualcosa diventa incapace di amare. Perciò ti invita a perdonare, per amore di chi ha commesso un errore.
Il pallino lo mette in mano a te.
Sei tu che devi fare una scelta: perdonare o non perdonare. Ma se non perdoni sai che condanni l'altro al non amore.
E se non perdoni sai che ti incancrenisci dentro.
Perché resterai col risentimento verso chi ti ha, a tuo dire, fatto un torto.
Sta a te la scelta. Perdonare oppure no?
Sono impantanato ( ripensando a Caterina)
lunedì 16 gennaio 2023
lettera aperta
Ed anche stasera ti ho rivista...
anche in gattino spaventato
Anche un gattino spaventato da un cane che gli abbaia ( anche se è al sicuro in cima ad un albero) graffia chi lo soccorre, poiché ha ancora addosso la paura del cane che lo stava, fino a poco tempo prima, minacciando ( e che ho scacciato). Questo vuol dire che non dovrò soccorrere quel gattino?
(A proposito di gattino, sei diventata una leonessa, oppure una pantera, altro che gattina! Ma, in questo modo, hai perso il candore che ti distingueva per guadagnare una falsa immagine da mostrare ai più, ma in fondo so che la gattina di un tempo vive sempre dentro te - oppure sto sbagliando tutto non capendo niente?)
Torniamo al gattino.
Dovrò soccorrerlo, il gattino spaventato, oppure lasciarlo al suo destino? Io ho deciso di soccorrerlo, poiché ho scelto di non fare ciò che altri hanno fatto a me, cioè essere lasciato a se stesso. E lasciarlo a leccarsi le ferite da solo.
E perciò sono stato ferito ( fisicamente) dalle unghie di quel gattino, ma poi, accarezzandolo, si è calmato ed ha iniziato a tremare.
Perché, se vieni lasciato a te stesso non saprai mai cosa voglia dire ricevere ( e soprattutto donare) un po' d' affetto. Resterai sempre solo, come quella gatta randagia che ha vissuto vent'anni e poi è morta di vecchiaia, mangiando ciò che trovava e stando sempre lontana dalle persone che la avvicinavano, soffiando come solo i gatti sanno fare quando vedono un pericolo.
Mentre il gattino di cui stavo parlando, beh, quello, semplicemente, un giorno si è dileguato. Chissà se ho fatto male a soccorrerlo, quella volta, e, poiché si è fidato una volta , lo ha fatto anche una seconda, non con me, sbagliando?
Perché oltre che fidarsi bisogna anche sapere distinguere chi da chi, e non fidarsi del primo che passa.
Invece tu, che stai leggendo, che scelta farai?
Sarai come il gattino che si è fidato, e non ha saputo riconoscere le diverse persone, o farai come quella gatta, che non ha mai conosciuto il calore umano, poiché si è scottata una volta?
Ed io? A che punto sono io?
Di certo il tempo di stare solo è finito, il tempo del gatto randagio è terminato.
Ma so riconoscere le persone che mi stanno attorno? So lasciarmi accarezzare? Permetto agli altri di avvicinarsi a me?
Posso solo dire di averle vissute entrambe, quelle vite, ma c'è una terza vita che ancora ignoro?
C'è qualcosa che ancora non conosco? Si, c'è, ed è lo stare in coppia. Quello è ciò che mi manca.
Non mi interessa che io abbia fatto una figura barbina ( me tapino) ed è per questo che ho cancellato tutto e smesso di scrivere per un poco.
Ma l'impulso a scrivere è più forte della mia stupidità. E solo a quella non c'è rimedio.
mercoledì 4 gennaio 2023
È andata
È andata.
Non credevo, fino all'ultimo, che l'avrei fatto. Ma il messaggio, alla fine, l' ho mandato. Ho faticato un bel po' prima di premere quel dannato pulsante, ma alla fine l'ho premuto. Più per incoscienza che per altro. Ma ormai quello che è fatto è fatto. Non ho rimpianti. ( O si dice rimorsi? Mi sbaglio sempre..).
Comunque è andata. Vedrà lei se rispondere o meno.
Io il mio tanto l'ho fatto. E , almeno per il momento, non me ne pento.
Un sorriso di cortesia? Di circostanza? Se vorrà me lo dirà lei, ora ne ha l'occasione. Sono stufo di pensare quello che possono rispondere gli altri senza mai agire. Ora le cose sono cambiate ( ma sarà veramente così?). Per oggi basta, che tra poco devo andare a lavoro, cerchiamo, se non di dormire, almeno di riposare...
A proposito di una ragazza che suona il basso incontrata ad un recupero di chitarra ( composizione) mercoledì sera
A proposito di una ragazza che suona il basso incontrata ad un recupero di chitarra ( composizione) mercoledì sera.
Avrei potuto dirle qualunque cosa. Ed invece, io, come al solito, non ho detto niente. Almeno quando ha sorriso, dille: bel sorriso, complimenti, dovresti sorridere più spesso. Ma io niente. Scelgo sempre di restare in silenzio. Potrei aspettarla prima della minibanda e dirle: perché quando ci siamo visti hai sorriso? ( Si, così faccio la figura dello stalker) Potrei mandarle un messaggio, cioè: ciao, sono quel tipo che ha fatto lezione prima di te, vorrei sapere una cosa, se questo non ti importuna, ma per quale diamine di motivo hai sorriso? A me, poi! Potrei persino pubblicarlo su facebook , come mio solito ( e so che così mai lo vedrebbe - anche perché all' inizio dell' anno ho fatto pulizia, su facebook....), ma il punto è : perché diavolo non le ho sorriso anche io? Perché sono rimasto impietrito. Impietrito dal fatto che una ragazza potesse sorridere a me. Una bella ragazza. E il bello è che mi sto tirando le storie alle 3 di notte che domani ( ormai oggi, tra quattro ore) devo andare a lavoro !
Alla stupidità non c'è mai rimedio. Scusami se ti disturbo ma volevo che sapessi cosa ho pensato, no , provato in quel momento ( anche se può darsi che a te non importi granché). Lo faccio per me, perché dovrei cambiare. E questo è un piccolo passo in quella direzione. Faccio entrambe le cose: glielo mando ( non prendermi per stalker o roba simile) e lo metto su facebook. E tutto finisce lì. Sempre se non mi risponderai. In quel caso la cosa sarebbe diversa. Ma non mi faccio alcuna illusione. Mi limito a fare ciò che ho detto. Perché
( Non so neanche come ti chiami) mi interessi.
Almeno apprezza l'originalità....