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martedì 31 gennaio 2023

incontro

Incontro
Sei cambiata moltissimo
da come ti ricordavo
eppure sei sempre tu, Andrea 
con gli occhi di... di una Dea.
Sbocciata come una rosa a maggio
e questo è il solo omaggio
che posso dare alla tua bellezza
al posto di una carezza.
Non credo di aver più alcun diritto
di poter chiamarti "gattina"
sei ancora più carina
di quando di te ero cotto.
Ti ho vista più d' una volta
ma non ti ho riconosciuta
ora ripenso a te 
scrivendo quel che mi viene in mente.
Mi hai colpito, lo ammetto
mi ha fatto davvero un certo effetto
l'averti rincontrata
ma ora tu sei sfumata.
Prendi queste frasi 
per quello che sono, fanne ciò che vuoi;
è solo lo svago
di una notte insonne a pensare a te.
16-12-2009

scrivere per scrivere

È meglio scrivere per essere letti o scrivere per essere comprati?

Perché se la risposta è la prima, allora tanto vale postare in Internet, che forse qualcuno un giorno leggerà. Altrimenti, se vuoi scrivere per essere comprato, pubblica un libro col print on demand ( o con un editore) e vedrai se ti legge qualcuno...
... In base al rientro economico che avrai.

Ho già scelto la seconda strada (editoria) e non è andata bene, ora scelgo la prima ( postare) e vedremo...

Ma forse sto sbagliando e lo scrivere per scrivere, è la risposta alla domanda.

Se vieni letto oppure no è solo un trip dell'ego,
E allora? Scrivi per te stesso, no?
Sono quasi vent'anni che scrivo per me stesso e, nonostante questo ( o proprio per questo) non ho fatto molti progressi.

Vedrò se, prima di tutto, verrò letto da qualcuno. Poi, se quel qualcuno esiste, leggerò le sue opinioni ( se me le fornirà...). Mi rendo conto adesso che ho bisogno di feedback, non per scrivere, che quello lo faccio ne più ne meno, ma per eventualmente poter migliorare con la scrittura. È un riscontro negativo, quello che mi manca. Ed una critica costruttiva per poter migliorare. Chissà se la fuori ci sia qualcuno disposto a farmela, sta critica. Positiva o negativa che sia.

lunedì 30 gennaio 2023

non capisco perché ripostare

Non capisco perché ripostare cose che mi fanno male... Ma è per rileggerle, che altrimenti non mi ricorderei manco di averle scritte queste cose, come in questo caso.... Mi vergogno. Ma voglio ripubblicare ciò che avevo scritto per poterlo rileggere. Almeno questo...

Non so cosa dire. È che scrivo di impulso, e poi mi pento. Ma allora non scrivere addirittura, che fai prima... No, voglio sbatterci la testa. E vedere se ho la testa più dura del muro.

Se sono scemo... E il bello è che continuo a scrivere... Bah

Alla stupidità non c'è mai fine... Almeno credo.

Perché mi devo innamorare

Perché mi devo innamorare di persone di cui non gliene frega assolutamente niente di me, mentre quelle a cui frega di me non le trovo nemmeno col lanternino?
Oppure non le riconosco minimamente.

Bah. Non capisco perché io dovrei prendere continuamente pali in faccia proseguendo sulla mia strada mentre chi mi piace non fa altro che dire: beh, hai 40 anni, sei vecchio...
Grazie al cazzo che sono vecchio, lo so benissimo anch'io... Resta comunque il fatto che mi piaci.

E non sto più parlando di Andrea, adesso, ma di te che mi hai rifiutato.

Parole al vento, o meglio su Facebook. Che è la stessa roba.

Perché tu non leggerai sicuramente ciò che ho scritto. Ma io lo scrivo lo stesso. Perché sono un idiota.

Ed inoltre perché non mi rassegno a questo rifiuto. Ma non posso assolutamente dirtelo. Perché, nonostante tutto, rispetto il tuo sentire. Anche se mi fa male. Qualcuno direbbe ho le spalle larghe. Ma io dico: Ho mal d'amore. E non mi passa più!

domenica 29 gennaio 2023

Comincio a ripostare i vecchi contenuti

Comincio a ripostare i vecchi contenuti. Anzi, ho già cominciato.
Uno al giorno. In modo da poterli rileggere quando mi capitano sotto mano. Del resto... Non mi è mai interessato se qualcuna leggesse per sbaglio i miei post. Sarà dura riconoscerli dai nuovi! Questo si. Comunque la cosa non mi riguarda. Siete voi che li leggere mescolati, non io. E a me non interessa minimamente.

È semplice. È la differenza tra amare ed innamorarsi

È semplice. È la differenza tra amare ed innamorarsi. Mentre quando ami condividi con la persona amata quando sei innamorato sei tu solo. Sei innamorato dell'altra persona ma pensi ancora a te. Mentre quando ami pensi all'altra persona prima che a te. Ora questa cosa mi è chiara proprio per il rifiuto che ho preso. Prima, invece, non avevo chiaro questo concetto. E continuavo a sbattere la testa contro un muro. E il muro non si rompeva. E più sbattevo la testa contro il muro, più questo restava solido davanti ai miei occhi. Innamorarsi o amare. Ed ora voglio amare. Non prendevo nemmeno in considerazione l'essere amato, perché non era ciò che mi interessava. Ciò che ora mi interessa è l'amore, e credo che senza quel rifiuto non avrei mai capito ciò che ho appena scritto. Perciò quel rifiuto è stato illuminante. È proprio perché non prendevo in considerazione l'essere amato, che mi innamoravo. Ma ora non è più l' innamorarmi e basta, come facevo prima, ma amare chi mi ricambia. È un cambio di prospettiva totale.

Lasciate che i bambini

Lasciate che i bambini ( MT 19,14)

14 Ma Gesù disse: «Lasciate i bambini, non impedite che vengano da me, perché il regno dei cieli è per chi assomiglia a loro». 
Traduzione nuova riveduta 

14  Gesù però disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli»
Traduzione Cei

14Gesù però disse: "Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli".
Traduzione Cei 2008

Cosa si intende con a chi è come loro? Chi si affida a qualcun altro, come fa un bambino? O a chi è innocente e senza malizia? O ancora a chi è ingenuo? 

Perciò in senso figurato, avvicinarsi a Gesù equivale ad entrare? Ma dove? In un regno, cioè una istituzione con delle leggi, dei ruoli e dei capi? Dei cieli, cioè non di questo mondo? O meglio, che sta in alto, non è di questa terra. 

Appartiene. Cioè fa parte? Perché se fa parte, allora chiunque può farne parte. Basta che rispetti le condizioni poste da Gesù. Ad esempio, Buddha, fa parte del regno dei cieli? E krishnamurti? O solo chi è cristiano può farne parte? Perché Gesù non dice: "chi mi segue ne farà parte" , ma , " a chi è come loro appartiene" cioè se sei come un bambino ti appartiene già, non devi fare altro per entrarci, non te lo devi meritare, non è nel futuro, ma nel qui e ora.

Perciò se sei come un bambino ti appartiene. Ci sei già dentro, mentre se sei diverso da un bambino non ci sei dentro. Non ne fai parte. E l'unico modo per farne parte è cercare di essere come bambini. Altrimenti sei fuori.

Leopardi

Ci son quattro protagonisti del canto notturno di un pastore errante dell'Asia di Leopardi

A la greggia
B il pastore
C il poeta
D la luna.
( In questo ordine)

La luna è l'essere umano illuminato, che ormai ha compreso (e perciò non ha nessun interesse nel guidare altri) . È luce a se stesso. E proprio per questo guida gli altri. Anche se non vuole.

Il pastore è l'essere umano che vuole guidare gli altri, ma in realtà non ha compreso la vita. E perciò non sa dove andare, ma vuole guidare le pecore, che sono più in basso di lui.

Il poeta, che è quello più vicino alla luna, che si domanda il perché di tanta sofferenza nella vita ( e perciò neanche lui, come il pastore ha compreso la vita) ma ha fatto un passo più in là, ha abbandonato l'ambizione di guidare le pecore e si è rivolto all' interno di se stesso a cercare un senso

e la greggia, che non si pone manco il problema, lei pascola beatamente e quando verrà l'ora morirà, senza nemmeno mai avere avuto una briciola di consapevolezza.

La greggia e la luna sono collegate, perché entrambe sono realizzate ed in pace con se stesse, ma la greggia è inconsapevole mentre la luna lo è.

Un'altra interpretazione potrebbe essere questa:

1 chi lavora e ha la pancia piena
2 chi lavora e ha la pancia vuota
3 chi non lavora e ha la pancia piena
4 chi non lavora e ha la pancia vuota

1 è la luna
2 è il pastore
3 è il poeta
4 è la greggia

O un'altra questa:

1 Lavora ed è contento di sé
4 Non lavora ed è contento di sé
2Lavora e non è contento di sé
3 Non Lavora e non è contento di sé.

Questo sono solo spunti che mi sono venuti in mente, vi metto un link alla poesia su internet.

Leopardi

"Avverte la superiorità del proprio pessimismo sull'ottimismo dei più "

Confuto questa tesi. E ti spiego il perché, ricorrendo ad una poesia dello stesso Leopardi, al canto di un pastore errante dell'Asia.

Il poeta, si, pensa di essere l'arrivato, ma perché non ha neancora conosciuto la luna, ne ha solo sentito parlare e pensa che sia la greggia, poiché luna e greggia hanno lo stesso atteggiamento, poiché sono agli antipodi, e gli opposti si toccano.

La greggia conosce solo se stessa. E non si pone il problema. Vive e, quando muore, non si dà pene.

Il pastore, invece, conosce la greggia ma dice: almeno io non sono la greggia, che non sa nemmeno di essere al modo. Anche se vivo negli stenti almeno io so di essere vivo, ma si preoccupa solo di mangiare il giorno dopo.

Poi viene il poeta col suo pessimismo, che crede di essere l'ultimo stadio. Vede letteralmente tutto nero "a chi nasce è funesto il di natale" e pensa di sapere, solo lui, il motivo della sofferenza, poiché vive giorno per giorno la propria sofferenza. E si crede superiore alla greggia e al pastore, perché pensa della greggia come il pastore, e pensa del pastore: non devo tirare la carretta giorno per giorno. Non ripeto l'esistenza come la greggia, inconsapevole, né come il pastore, anche lui inconsapevole di sé. Inizia ad essere consapevole della sofferenza, ma tutto ciò viene superato nella luna

E c'è anche la luna, che si bea ed è contenta di sé, ma non come la greggia, che è inconsapevole, ma come luna. Cioè sa che la sofferenza è finita, poiché ha trovato la pace, l'illuminazione. È luce a se stessa. Al contrario del pastore, prima, che crede di guidare la greggia che lo segue perché non sa dove andare, e del poeta, che crede di illuminare la strada agli altri con la sua personale sofferenza.

Ma ci sono anche le sfumature, di passaggio tra greggia e pastore, tra pastore e poeta e tra poeta e luna. Sono gli stati intermedi, di chi non ha ancora raggiunto il successivo stadio e ricade nello stato precedente.

Ho unito due riflessioni in una che riguardano la stessa poesia di Leopardi 

Ecco il link alla poesia: 
https://www.giacomoleopardi.it/?page_id=6396

https://it.m.wikisource.org/wiki/Canti_(Leopardi_-_Donati)/XXIII._Canto_notturno_di_un_pastore_errante_dell%27Asia

domenica 22 gennaio 2023

frequentarti, stare con te

Frequentarti , stare con te.
Questo è quello che voglio.

Ma la mia incapacità anche solo a parlarti mi blocca in questa posizione di stallo.
E da qui non ne esco più.

Non riesco a fare quel singolo passo verso di te.

Non riesco nemmeno
a guardarti negli occhi
senza andare in estasi.

Perché ti amo come solo un bambino può fare.

Sono solo uno scemo.

Penso a te e non riesco
nemmeno a guardarti,
figuriamoci a parlarti...

Ma quello che provo, in questa vita,
si è solo intensificato...

Amare una persona in modo totale,
ma non riuscire a dirle niente
proprio per ciò che provo,
poiché ciò che provo è troppo intenso.

Quanto sono scemo! Che smacco! Che inetto!

Che innamorato....

Non so che fare, perché so che l' età....
No, sono tutte scuse.
Un mucchio di patetiche, insulse scuse.

Sono incapace a fare quel passo verso chi mi piace. So che in questo modo ti perderò, e so anche che io non sono felice di essere solo, ma, nonostante quello che provo non sia mutato negli anni, anzi, si sia intensificato, non riesco ad avvicinarti.

Non riesco nemmeno sforzandomi. Non riesco a dirti nemmeno ciao, come stai o altre banalità simili. E non capisco nemmeno il motivo. È qualcosa celato nel mio animo più profondo, inaccessibile perfino a me.

E non ne sono affatto fiero.

Ma se fino ad adesso ho agito in questo modo, non significa che debba agire così per sempre.

Razionalmente so tutto ciò , ma il mio istinto mi porta all'autoconservazione. Cioè a stare solo.

Perché è quello che ho sempre fatto.

Questa non è una scusa, ma una constatazione.

Ma quello che in questo momento constato è che cambiare, per me, è la cosa più difficile.

Perché il solo fatto di amarti, non basta.
Devo dirtelo, solo in questo modo potrai saperlo. Saperlo, so bene che la lingua è menzognera...
Ma se continuo a stare solo ,
come ho sempre fatto,
mi resterà solamente il rimpianto
di non avertelo mai detto,
e non il ricordo dei momenti passati con te.

E questo non riesco a sopportarlo.

mercoledì 18 gennaio 2023

perché mi guardi una volta poi più niente?

Perché mi guardi una volta e poi più niente?
Almeno non mi ignori!
Mi sei oscura e indecifrabile come un geroglifico.
Ma sei bella e luminosa come un raggio di sole.

L'arcobaleno nasce solo in un giorno di pioggia, e gli anni di pioggia sono trascorsi, riguardandomi indietro, molto veloci. Troppo.

Adesso resta solo che esca il sereno.

Ma poi, l'arcobaleno, alla fine, nascerà?

Niente è dato per certo.

Ringrazio per avermi fatto nascere l'emozione nel momento in cui ti ho vista, nei momenti in cui ricambi il mio sguardo.

Oltre questo non posso andare.

poiché quello a cui poco perdoni poco ama

Poiché quello a cui poco perdoni poco ama ( mia libera interpretazione)
LC 7,47

47  Perciò, io ti dico: i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui a cui poco è perdonato, poco ama». ( Traduzione Nuova Riveduta 2006)

47 Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco». ( Traduzione Cei 1974)

47 Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco".
( Traduzione Cei 2008)

È semplice perché se tu perdoni poco ad una persona, quella persona amerà poco. È proprio così, se non ti viene perdonato qualcosa che hai fatto allora tu sarai incapace di amare. Non è un giudizio di Gesù ma è una constatazione basata sui fatti. Perché Gesù non giudica, siamo noi che gli abbiamo attribuito questo.

Per lungo tempo credevo che Gesù si fosse sbagliato ( non arriviamo a tanto, credevo fosse sbagliata la traduzione) e che la scritta giusta
(perché non capivo) fosse al contrario cioè :
Ma a colui che poco ama, poco è perdonato.

Cioè, se ami poco, poco ti è perdonato

Perciò sarebbe un invito ad amare.
Ma solo in apparenza. Perché se sei obbligato ad amare, allora non amerai di tua spontanea volontà, ma starai seguendo una legge imposta da qualcun altro. E questo ti porta a non amare.

Inoltre questo è un giudizio e Gesù non giudica.

Sembra, ma sembra solamente, che se ami poco, allora ti viene perdonato poco, ma Gesù, giustamente, ribalta la scena dicendo che a chi non è stato perdonato qualcosa diventa incapace di amare. Perciò ti invita a perdonare, per amore di chi ha commesso un errore.

Il pallino lo mette in mano a te.
Sei tu che devi fare una scelta: perdonare o non perdonare. Ma se non perdoni sai che condanni l'altro al non amore.

E se non perdoni sai che ti incancrenisci dentro.

Perché resterai col risentimento verso chi ti ha, a tuo dire, fatto un torto.

Sta a te la scelta. Perdonare oppure no?

Sono impantanato ( ripensando a Caterina)

Sono impantanato.

Amo una persona ma non riesco nemmeno a rivolgerle la parola.
E non capisco nemmeno il perché di tutto ciò.

Del resto, se così non fosse, sarei stato con una persona nei miei anni passati. Invece soffro come un cane per la mia incapacità.

Ed il bello è che lo devo scrivere sul web.

Maledizione, è questo che mi lacera dentro.

Anni fa, se ti ricordi, eravamo al rinfresco dopo uno dei tanti concerti, e non sono stato in grado di rivolgerti la parola. Sono ancora così. Nulla è cambiato da allora. Solamente che tu sei cresciuta, ed io sono rimasto lì fermo al palo. Come sempre. Solo.

Sei giovane. Sei bella. Potresti stare con chiunque, se solo tu lo volessi. ( Ammesso che tu non stia già con un ragazzo, che non so niente di te)

Lo stesso vale per me. Anche se io non sono più né giovane né bello.

Comunque potrei stare con chiunque, almeno potenzialmente. E allora perché, perché mai continuo a pensare a te? Perché non riesco ad uscire con una ragazza qualsiasi? Perché penso a te. Anche se non riesco nemmeno a parlarti. Posso tentare di dichiararmi a qualcun' altra, ma faccio un buco nell'acqua grande come una casa. Ho toppato e non riesco a scrollarmi di dosso il mio fallimento.

Almeno riuscissi a dirtelo! Dovrei dirti:
"Amo te, ma non riesco a dirtelo. Però te lo sto dicendo". No, anzi, "è per questo che te lo sto dicendo".

È un po' contorta, come cosa.

Se non stai con me potrei mettermi con un altro. Lo so bene, non c'è bisogno che me lo ricordi da solo, ma nonostante questo non riesco a dirti quelle benedette parole.

Troppe menate. Agisci! Non posso agire. Perché? Quale è il motivo del tuo non agire?
Non ne ho nemmeno idea.

Cosa devo fare, devo dirti che ti amo? E poi? Era ora che me lo dicessi, potresti rispondermi.

La mia poca sanità mentale sta crollando miseramente. E non ne comprendo il motivo.

È tutto il tempo di questo scritto che sto piangendo. Ed anche da prima di iniziare a scrivere.

Credo sia un discorso sconclusionato ma questo è quello che mi è venuto un mente mentre piangevo. Ed è quello che sono riuscito a scrivere negli spazi tra un pianto e l'altro.

lunedì 16 gennaio 2023

lettera aperta

Ho riflettuto molto sul pubblicare questa lettera aperta. Ed ora lo faccio. Perché sul mio blog scrivo ciò che mi pare. E nessuno può impedirmelo.

Avrei preferito non dover parlare con te. Perché c'è qualcosa che va oltre le parole.
Ed è ciò che provo. Ma se sei qui è perché anche tu hai provato o provi qualcosa.
(Oppure è solo per curiosità?)
E, nel caso in cui fosse così, ti dico semplicemente: non pensare più a me. Almeno per i prossimi 4 anni. So che è un tempo che a te può sembrare lunghissimo, quasi infinito, ma lo dico per il tuo bene. Perché, se non fossi io, ed io so chi sono , chiunque altro potrebbe circuirti, illuderti o peggio. Per questo ti dico che tua madre ha ragione. Non possiamo più vederci né sentirci, almeno finché non sarai maggiorenne. So che posso sembrarti duro, a dirti tutto ciò, ma fidati, è per il tuo bene. Non puoi ancora entrare nel mondo degli adulti, ed io non voglio che ciò accada. Perché so che ti rovinerei l'adolescenza, e non voglio rubarti una cosa così preziosa che non tornerà mai più nella tua vita. Non sprecare la tua adolescenza cercandomi, perché non ti risponderò. Invece, se provi qualcosa per me, almeno la metà di ciò che provo io, gettati anima e corpo nel basso. Studia, cerca di mettere ciò che provi per me ( se lo provi - ma non ti starei facendo leggere tutto ciò se tu non mi avessi cercato) nello studio del tuo strumento.

Inoltre fatti una vita amorosa. Perché so ciò che significa vivere soli, in solitudine. Fidati, non ne vale la pena. Frequenta ragazzi della tua età, facendo ciò che ritieni giusto. Non sarò io a dirti cosa devi fare con loro, ma su questo punto ascoltami, non te ne pentirai. Esci con chi ti piace, chi ti smuove qualcosa dentro, allo stesso modo che tu hai fatto con me. Perché, in ogni caso, a posteriori ti rimarrà il ricordo del bene che hai voluto ad una persona. E all' inizio di una storia non preoccuparti se pensi che l'altra persona ti vorrà solo usare, l'importante è ciò che tu senti per quella persona. Se sei ricambiata meglio, ma non lasciare una possibile storia d' amore perché hai paura che l'altro non ti possa amare. Invece vivi l'amore appieno, e alla fine non resterai delusa dall'amore. Perché l'amore è ciò che ci fa muovere.

Ora va, e non pensare più a me.

Ci rivedremo ancora nei nostri sogni.

Per il momento, addio.

Ed anche stasera ti ho rivista...

Ed anche stasera ti ho rivista...
E allora?
Un'altra sera sprecata.
A non parlarti.
A non dirti niente.
Nemmeno: ciao, come stai.
Niente
Inutile.
Sono solo inutile.
Non riesco nemmeno
A rivolgere la parola
alla persona che amo.
Da troppo tempo.

Perché, poi?
Non so spiegarmelo.
Non so nemmeno rispondere
a questa domanda.

So solamente che
Mi fai vibrare dentro qualcosa,
E quel qualcosa che si trasforma
In malinconia,
mi fa rintanare in casa a scrivere,
sotto l' effetto di questa droga.

Questa droga chiamata amore.

Penso che quel tuo sguardo
Sia stato un raggio di luce
In una sera depressa
Ma se non riesco neanche a dirti ciao
Come posso sperare di uscire con te,
Un giorno?
Mi sembra di ripetere e ripetere invano
Questo circolo vizioso
Che mi porta ad isolarmi.

E questo non mi fa bene.
Per niente.

Solo l'ispirazione a scrivere
È qualcosa che rimane,
Dopo l' averti incontrata.

E ripensando a te
Mi sgorgano spontanei
I pensieri.

Anche se so che,
se fosse per me,
Resterei col naso in aria
A guardarti,
Tutta la sera,
Invece di rivolgerti la parola.

Ti guardo ma non ti parlo
Perché l'emozione è troppa.

anche in gattino spaventato

Anche un gattino spaventato da un cane che gli abbaia ( anche se è al sicuro in cima ad un albero) graffia chi lo soccorre, poiché ha ancora addosso la paura del cane che lo stava, fino a poco tempo prima, minacciando ( e che ho scacciato). Questo vuol dire che non dovrò soccorrere quel gattino?

(A proposito di gattino, sei diventata una leonessa, oppure una pantera, altro che gattina! Ma, in questo modo, hai perso il candore che ti distingueva per guadagnare una falsa immagine da mostrare ai più, ma in fondo so che la gattina di un tempo vive sempre dentro te - oppure sto sbagliando tutto non capendo niente?)

Torniamo al gattino.

Dovrò soccorrerlo, il gattino spaventato, oppure lasciarlo al suo destino? Io ho deciso di soccorrerlo, poiché ho scelto di non fare ciò che altri hanno fatto a me, cioè essere lasciato a se stesso. E lasciarlo a leccarsi le ferite da solo.

E perciò sono stato ferito ( fisicamente) dalle unghie di quel gattino, ma poi, accarezzandolo, si è calmato ed ha iniziato a tremare.

Perché, se vieni lasciato a te stesso non saprai mai cosa voglia dire ricevere ( e soprattutto donare) un po' d' affetto. Resterai sempre solo, come quella gatta randagia che ha vissuto vent'anni e poi è morta di vecchiaia, mangiando ciò che trovava e stando sempre lontana dalle persone che la avvicinavano, soffiando come solo i gatti sanno fare quando vedono un pericolo.

Mentre il gattino di cui stavo parlando, beh, quello, semplicemente, un giorno si è dileguato. Chissà se ho fatto male a soccorrerlo, quella volta, e, poiché si è fidato una volta , lo ha fatto anche una seconda, non con me, sbagliando?

Perché oltre che fidarsi bisogna anche sapere distinguere chi da chi, e non fidarsi del primo che passa.

Invece tu, che stai leggendo, che scelta farai?
Sarai come il gattino che si è fidato, e non ha saputo riconoscere le diverse persone, o farai come quella gatta, che non ha mai conosciuto il calore umano, poiché si è scottata una volta?

Ed io? A che punto sono io?

Di certo il tempo di stare solo è finito, il tempo del gatto randagio è terminato.

Ma so riconoscere le persone che mi stanno attorno? So lasciarmi accarezzare? Permetto agli altri di avvicinarsi a me?

Posso solo dire di averle vissute entrambe, quelle vite, ma c'è una terza vita che ancora ignoro?
C'è qualcosa che ancora non conosco? Si, c'è, ed è lo stare in coppia. Quello è ciò che mi manca.

Non mi interessa che io abbia fatto una figura barbina ( me tapino) ed è per questo che ho cancellato tutto e smesso di scrivere per un poco.
Ma l'impulso a scrivere è più forte della mia stupidità. E solo a quella non c'è rimedio.

mercoledì 4 gennaio 2023

È andata

È andata.
Non credevo, fino all'ultimo, che l'avrei fatto. Ma il messaggio, alla fine, l' ho mandato. Ho faticato un bel po' prima di premere quel dannato pulsante, ma alla fine l'ho premuto. Più per incoscienza che per altro. Ma ormai quello che è fatto è fatto. Non ho rimpianti. ( O si dice rimorsi? Mi sbaglio sempre..).
Comunque è andata. Vedrà lei se rispondere o meno.
Io il mio tanto l'ho fatto. E , almeno per il momento, non me ne pento.
Un sorriso di cortesia? Di circostanza? Se vorrà me lo dirà lei, ora ne ha l'occasione. Sono stufo di pensare quello che possono rispondere gli altri senza mai agire. Ora le cose sono cambiate ( ma sarà veramente così?). Per oggi basta, che tra poco devo andare a lavoro, cerchiamo, se non di dormire, almeno di riposare...

A proposito di una ragazza che suona il basso incontrata ad un recupero di chitarra ( composizione) mercoledì sera

A proposito di una ragazza che suona il basso incontrata ad un recupero di chitarra ( composizione) mercoledì sera.

Avrei potuto dirle qualunque cosa. Ed invece, io, come al solito, non ho detto niente. Almeno quando ha sorriso, dille: bel sorriso, complimenti, dovresti sorridere più spesso. Ma io niente. Scelgo sempre di restare in silenzio. Potrei aspettarla prima della minibanda e dirle: perché quando ci siamo visti hai sorriso? ( Si, così faccio la figura dello stalker) Potrei mandarle un messaggio, cioè: ciao, sono quel tipo che ha fatto lezione prima di te, vorrei sapere una cosa, se questo non ti importuna, ma per quale diamine di motivo hai sorriso? A me, poi! Potrei persino pubblicarlo su facebook , come mio solito ( e so che così mai lo vedrebbe - anche perché all' inizio dell' anno ho fatto pulizia, su facebook....), ma il punto è : perché diavolo non le ho sorriso anche io? Perché sono rimasto impietrito. Impietrito dal fatto che una ragazza potesse sorridere a me. Una bella ragazza. E il bello è che mi sto tirando le storie alle 3 di notte che domani ( ormai oggi, tra quattro ore) devo andare a lavoro !

Alla stupidità non c'è mai rimedio. Scusami se ti disturbo ma volevo che sapessi cosa ho pensato, no , provato in quel momento ( anche se può darsi che a te non importi granché). Lo faccio per me, perché dovrei cambiare. E questo è un piccolo passo in quella direzione. Faccio entrambe le cose: glielo mando ( non prendermi per stalker o roba simile) e lo metto su facebook. E tutto finisce lì. Sempre se non mi risponderai. In quel caso la cosa sarebbe diversa. Ma non mi faccio alcuna illusione. Mi limito a fare ciò che ho detto. Perché
( Non so neanche come ti chiami) mi interessi.
Almeno apprezza l'originalità....