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venerdì 31 marzo 2023
lasciare fluire
chi non sta dormendo
Chi non sta dormendo
Non potrà mai essere svegliato.
Perché chi non sta dormendo
Finge solo di dormire.
E quindi non vorrà mai svegliarsi.
È una prospettiva diversa:
Chi dorme può essere svegliato dal sogno,
Mentre chi è già sveglio, e finge di dormire,
Come potrà mai svegliarsi?
Se è egli stesso che finge di dormire
Nemmeno le cannonate potranno mai svegliarlo
Perché egli non dorme,
ma vuole continuare a stare circondato
Da chi è profondamente addormentato.
Perché ha paura di sé stesso
e del suo essere sveglio.
Quale contraddizione!
Chi dorme vorrebbe essere sveglio
e continua a sognare,
Mentre chi è sveglio non vuole alzarsi
ed iniziare a vivere.
sabato 25 marzo 2023
game night
Ma ora, tra meno di un ora giocheranno a dnd. E quindi, che fare? Andare giù, magari a divertirsi, o andare a dormire, e svegliarsi domani? È un grande dilemma, almeno per me. Per quello che mi riguarda non andrei, che so giá... Che cosa, so già? Stavo scrivendo che non mi divertirei, ma come faccio a saperlo se non ci vado? Bah. Non vedo il senso di fare tutto questo. Perché rompersi le balle a sbattersi quando puoi semplicemente startene a casa? È un grande mistero, il perché la pensi sempre in questo modo. Vado o non vado? Non so cosa rispondermi.... E quindi so che starò a casa. Parto sconfitto, ma non è tanto il perché, che non me ne frega del perché, è il motivo che c'è dietro che non riesco a risolvere. Partire sconfitto in partenza. Se vuoi fare una cosa la fai, altrimenti fai a meno. Semplice, no? E invece no. Non è così semplice. Non riesco a decidermi. E sto qui a scrivere di un qualcosa che mai farò.
il respiro
il percorso
Anche lo sbagliare strada fa parte del percorso.
Ma se non percorri un' altra via non potrai mai avere una visione generale. Uno sguardo di insieme lo avrai solamente alla fine del percorso. Non prima.
È necessario percorrere il sentiero battuto come crearsi il sentiero da soli. Le due cose non sono in contraddizione né in competizione. Semplicemente quando sarai più esperto la cosa verrà da sé.
È più importante la meta, cioè tornare a punto di partenza, oppure godersi il percorso? Entrambe le cose devono essere portate a termine ma non deve prevalere l'una sull'altra.
giovedì 23 marzo 2023
3 mesi
Bah, non so bene neancora cosa scriverò. So solamente che dopo più di 3 mesi, ti ho rivista. Come al solito non ho reagito ( oppure ho solamente finto?) Sta di fatto che, per l'occhiata veloce che ti ho dato, mi sei parsa bellissima.
Sorrido rileggendo queste poche righe, ma è proprio così. Del resto, almeno per me, non ha importanza l'età. Ha importanza ciò che provo per una determinata persona. E nemmeno quello che sto scrivendo ha importanza. Perché se ragionassi con la testa, e non con il cuore, so che non dovrei scrivere niente di tutto ciò. Ma a me ciò che pensa la gente non importa granché. Perciò continuo su questa strada, che è la strada che ho scelto. E non me ne pento affatto.
Conseguenze, quali conseguenze, quelle di amare, di amarti? Non so di cosa farmene. Del resto manco ti rivolgo la parola... Come con tutte quelle che mi piacciono. È così e così resta, perché, anche se sembra che io sia indifferente... Sono fatto così.
lunedì 20 marzo 2023
sarò un minchione
Sarò un minchione...
È lì a due passi e non riesco nemmeno a parlarle.
Che carattere incomprensibile perfino a me stesso!
È già tanto se riesco a stare a non più di tre metri da lei... Senza pensare. E senza parlarle.
Che vuoi farci, quando uno è scemo come me... Niente potrà cambiarlo. Nemmeno lo stare qui a scrivere alle 11 di sera, riuscirà a cambiarmi.
Quello che potrebbe cambiarmi, potrebbe essere solo il parlare con te. Ma niente da fare, più cocciuto di un mulo, sono.
Rimando?
No, evito. Di parlarti. Sono impaurito? E da cosa? Non da te. Ma da me. Paura di cambiare, anche se il cambiamento sarebbe in meglio.
Quanto sono scemo! Eppure provo timore, anche solo a starti vicino. E, nel caso tu leggessi queste parole, sarei ancora di più impaurito. Resterei impietrito, di sapere che tu abbia letto ciò che provo.
E allora perché scrivo? Solo per non perdere ciò che è l'attimo presente. E allora perché non le parlo? Per paura di vivere l'attimo presente.
Continuo sulla mia strada solitaria.
Che è l'unica cosa che so fare.
È inutile aspettarsi qualcosa dagli altri, se non sei capace nemmeno di prenderti ciò che più ti piace.
Ma la realtà è che non voglio farlo.
Se non sai nemmeno allungare una mano non meriti niente. Nemmeno una briciola di pane, che starai a pascolare i porci per l'eternità. Solo quando ti muovi dallo stato mentale in cui sei, puoi cambiare. Non prima. Te lo insegna Gesù a metà del figliol prodigo. Ed io sono ancora nella situazione del figlio che aspetta le carrube, ma nessuno gliene dà. Allunga la mano e prenditela, no, non voglio nemmeno fare quel piccolo gesto.
(Bisognoso. Non riesco ad uscire dal ruolo del figlio per diventare adulti? È questo che vuol dire essere adulti, prendersi ( anche con la forza) ciò che vuoi? No, non è questo esserlo. Non può essere questo. bensì avere la forza di superare i tuoi limiti. Che ti sei o ti hanno imposto No, che ti sei imposto. Perché non esiste niente che possa esserti imposto che tu non voglia accettare. La servitù è sempre volontaria , il contr' un. Etienne della boetie.
Parole. Soltanto parole.)
Ma la realtà è che non voglio. Quale è il motivo?
Ma ci vuole sempre un motivo?
Non so che fare.
Non voglio stare solo, ma non voglio nemmeno, non dire dichiararmi o altro, ma parlarle. Per quale motivo? Non lo so nemmeno io. So solamente che è così. E fino ad adesso è stato sempre così.
domenica 19 marzo 2023
cervello in pappa
che colore scegli?
R:Il trasparente.
D:Ma il trasparente non è un colore!
R:No, ma è luce.
Senza trasparente, cioè luce, non ci si potrebbe vedere.
Perciò scelgo la luce.
E non il buio.
Perché il buio assorbe tutti i colori, la luce li respinge. Perciò non scelgo nessun colore.
Se avessi scelto un colore, allora avrei escluso tutti gli altri. E se avessi scelto il buio li avrei scelti tutti. Però non sarei riuscito a vedere nulla.
Per questo scelgo la luce. Perché almeno così posso vederci chiaro
D: ma in questo modo resti senza alcun colore! Non ti peserà, alla lunga, tutto ciò?
R: e anche se fosse? Potrò sempre cambiare idea, in futuro. Ma se scegliessi sarei vincolato a questo o quel colore. E resterei ingabbiato nella scelta effettuata. È vero, potrei sceglierli tutti, che se ne mancasse uno resterei con tutti gli altri. Ma io sono cretino. Perciò scelgo di restare senza alcun colore. Questa è la mia indole. Quando cambierò sceglierò. Per ora va così.
venerdì 17 marzo 2023
se mi ruba il cuore non sono obiettivo
Se mi ruba il cuore non sono obiettivo.
Se non sono obiettivo non riesco a farmi andar bene il fatto che frequenti un' altra persona.
Per questo motivo sono geloso.
Essere geloso di una persona con cui non stai e con cui non riesci neanche a parlare?
C'è sicuramente qualcosa che non va.
Capirei se stessimo insieme, probabilmente farei come quel padre di oggi che ha detto alla sua compagna: dopo ti cambi. Perché era sexy. Geloso. Sono come quella persona. No, anzi, peggio, perché lui sta con lei, non ha diritto ad essere geloso ma lo è perché la donna gli dà il permesso. Hanno costruito la relazione anche su questo. Ma io, che non sono nemmeno in relazione con te, che diritto ho di essere geloso? Non ne avrei nemmeno se ci frequentassimo o stessimo insieme, figurarsi se manco ci parliamo...
Nonostante sappia tutto ciò continuo ad essere geloso. Non mi passa, è come , ad esempio, la rabbia. Se ti arrabbi non riesci ad essere calmo: o sei calmo, ed allora non c'è rabbia, o sei arrabbiato, ed allora non c'è calma. O sei in uno stato o sei nell'altro. Così è per la gelosia. O c' è gelosia, ed allora non c'è amore, ma possesso, senso di voler "comandare" l'altra persona, o c' è amore, e perciò il lasciare libera l' altra persona. Non ci sono scappatoie.
Voglio lasciarla libera con la mente ma col sentimento sono legato a lei. E da qui non posso scappare.
Anche se c' è chi scambia la gelosia con l'amore e la libertà con l'indifferenza.
giovedì 16 marzo 2023
il potere non te lo dà nessuno
Il potere non te lo dà nessuno , semplicemente te lo prendi. Che se aspetteresti anche 100 anni non te lo darebbe nessuno, se non te stesso e il cambio della tua mentalità. Perché, allora, non riesco a cambiare? Perché sfuggo alle logiche del potere. Ma è questo, veramente, potere? Non è forse potenza? Si, è potenza. Perciò riformulo la frase:
La potenza non te la dà nessuno, semplicemente te la prendi. Te la prendi? No, non te la prendi. O forse si, ma in un altro senso. Non è che mi prendo la potenza come mi prendo con la mano un bicchiere di coca Cola, ma è come se in me ci fosse già la coca Cola. Perciò ti prendi il bicchiere. E non compi nessuno sforzo. Perché la coca cola è gia dentro di te. Perciò riformulo ancora:
La potenza non te la dà nessuno. Semplicemente, deve essere già in te per potersi manifestare.
Questo è quello che penso. E proprio perché non è in me che non riesco a manifestarla. Oppure, semplicemente, non voglio?
martedì 14 marzo 2023
ti puoi preparare quanto vuoi
Ti puoi preparare quanto vuoi ma finché non provi non sarai mai pronto.
Puoi studiare finché vuoi sui manuali, ma quello che conta è l'esperienza.
Questo vale per la coppia, i figli, e, perché no, i GDR.
Sono un ipocrita? Faccio diverso da ciò che dico.
No, faccio proprio quello che dico. Cioè non provo.
Non puoi diventare esperto se non agisci. Nemmeno se leggi un manuale per vent'anni potrai diventare esperto. Solo se agisci lo diventerai.
Agire vuol dire sbagliare, correggersi e sbagliare ancora. Vuol dire aggiustare il tiro un po' per volta.
Perché l'esperienza del leggere e lo sperimentare sono esperienze diverse. Non puoi scambiare l' una con l'altra. Le esperienze le si fa in due, il.leggere lo si fa da soli.
Ed io evito accuratamente l'altro, e anelo la solitudine.
lunedì 13 marzo 2023
vederti ridere con lui mi ha un po' ferito
Vederti ridere con lui mi ha un po' ferito. Non ho nemmeno voglia di scrivere, ma tant'è ... Che sto qui a scrivere. Di te. E di lui. Ora capisco gatsu e il non guardare di caska. Ovviamente era violenza, da parte di grifis, ma da parte di caska c' era ancora amore verso grifis, tant'è è che ricambia il bacio. Ma lo capisco solo in parte, gatsu, intendo, poiché l'amore che provo io è solo platonico. So che non staremo mai insieme, ma almeno poter sognare ... No, non mi è concesso neppure quello. Fa male vedere la ragazza di cui sei innamorato ridere ed accarezzare un ragazzo che non sei tu. Questo è l'amore. Ho smesso, dopo aver sentito queste parole da Matteo, di pensare agli altri. Altro che l'importante è che sia felice... Balle. Le parole di Matteo suonavano più o meno così: si, ma quando penserai a te stesso? Capisco che lei adesso è felice con un'altro, ma tu, tu sei felice? E non sono più andate via. E la risposta è : no, non sono felice. E non sto più parlando di Caterina, adesso, ma di te che ti sei sposata senza nemmeno conoscermi. Ma è quello che ho voluto, che se avessi io voluto il contrario ( cioè che tu mi avessi conosciuto) sarei corso da te quando ci siamo incontrati, non so più nemmeno quanto tempo fa. Mentre quello che volevo ( almeno in quel periodo la pensavo così) la mia preoccupazione era, e ti sembrerà assurdo, che tu non sapessi ciò che provavo per te. Assurdo. Soffri in silenzio. La Franchi insegna. Amarti alla follia, nel vero senso della parola, ma non dirti niente, non perché hai scelto un altro al posto mio, ma perché mi è stato impedito di amare. 40 anni di sofferenza. Spero ( voglio) che i prossimi 40 siano diversi. Ma come fare? Avere fiducia nell'altro è la cosa meno naturale per me, che ho voluto ( ma non scelto) di restare sempre solo.
Basta lacrime, so già che mi addormenterò piangendo, stasera. Non è poi così diverso il sapore delle lacrime ( salate) dal sapore di En e Xanax. (al gusto di medicina amara
E chiodi di garofano). Già, ho solo sentito il sapore delle mie lacrime, non il sapore di un' altra persona.
Cosa vuol dire chiodo scaccia chiodo? Per ora non lo so. E quando si dice: eh, la tua ex... Ma quale ex, se sei sempre stato solo manco sai cosa vuol dire...
Lo sapevo che non devo scrivere quando sono in questo stato comatoso... Ma ormai è più forte di me.
Basta, posto e me ne frego, che domani è un altro giorno, si spera migliore.
domenica 12 marzo 2023
camminare ovvero le relazioni
alle medie ( perdere il segno)
Mi è venuto in mente questo: ero alle medie e qualcuno stava leggendo un testo ad alta voce. È che andava troppo lentamente. Perciò io, stufandomi, iniziai a leggere mentalmente, ignorando completamente chi leggeva ad alta voce. Arrivai che mancavano 3 o 4 pagine alla conclusione ed ero immerso nella lettura quando la profe mi inerpelló dicendomi:
profe: continua tu la lettura
Io: ( smarrito) scusa, ( rivolgendomi al mio vicino di banco e sfogliando le pagine all'indietro) dove siamo arrivati?
Vicino di banco : qui, non vedi?
Io: ho perso il segno
Profe: non sai nemmeno dove siamo? Cosa stavi facendo?
Io: eh, stavo leggendo...
Profe: ma se non sai nemmeno dove siamo...
Io: beh, perché siete troppo indietro
Profe: allora leggi da dove hai il segno tu, da dove sei arrivato
Io: ho perso il segno, non so più dove ero...
Ecco, perdere il segno è un po' come nella vita, quando fai una cosa, tipo dire ad una ragazza che lei ti piace, e lei ti fa aspettare. Poi ti stufi, prosegui cercandone un'altra, finché qualcuno ti dice: dove hai la testa? Non vedi che è lì che ti aspetta? Allora torni indietro da lei, perdendo il segno dove eri arrivato con un altra, e cerchi di stare con lei, ma lei non ti vuole perché sei andato a cercarne un' altra, e l'altra non ti vuole perché sei scappato da lei! È assurdo, ma è così. Hai perso oramai entrambi i segni. E non puoi farci proprio niente.
sabato 11 marzo 2023
l' idea nasce da un germoglio
Ma non piangere ( kamelot) don't you cry
Ma non piangere ( kamelot) don't you cry
Solo per poco
Sono ancora qua
E sto ancora cercando il mio posto
Ti ho perso presto
ogni giorno volava
ma non sai che pregavo per te
Versi per ricordo
Versi per oblio
Non saprai ciò ch'io provai
Ad onorarti e a renderti fiero
Ma non mi hai mai detto addio
Ora che sei via
Giungon ombre dal passato
Tutti i tuoi ricordi resteranno
Ma non piangere
O affliggerti per me
Ti aspetterò sempre sai
Ma non piangere
Un angelo non cadrà mai
Veglierò su di te
Nel mio sonno
Ormai sono un uomo
E penso a te
forse tu sei ancora lì
Tempo per arrendersi
E per il perdono
Questi versi dan sollievo al mio cuore
Ora che sei via
Giungono ombre dal passato
Nei miei sogni sento la tua voce
Ma non piangere
O affliggerti per me
Ti aspetterò sempre sai
Ma non piangere
Un angelo non cadrà mai
Veglierò su di te
Io ti vedo stasera
Dentro il sole invernale
Padre e figlio ancora
Il vincolo non finirà...
Ma non piangere
O affliggerti per me
Ti aspetterò sempre sai
Ma non piangere
Un angelo non cadrà mai
Veglierò su di te
Ma non piangere
O affliggerti per me
Ti aspetterò sempre sai
Ma non piangere
Un angelo non cadrà mai
Veglierò su di te
Nel mio sonno
venerdì 10 marzo 2023
Non è che scegli, in realtà agisci
Non è che scegli, in realtà agisci, che lo scegliere ogni volta sarebbe troppo stressante, agisci, in base alle condizioni che si vengono a creare in quel momento.
È quando, come nel mio caso, la scelta è una scelta obbligata, che la cosa non funziona.
E non serve nemmeno che, trovato il momento in cui agisci predeterminatamente , modifichi l'attimo precedente in un senso opposto, diciamo come fare scattare una molla in un senso invece che nell'altro, perché, ancora, altrimenti, non ci sarebbe scelta. Perché la scelta, per sua natura, implica il poter andare in più direzioni, o il fermarsi e riflettere, che è una scelta anch' essa.
Ma se non inizi modificando il nodo centrale non riuscirai mai a cambiare direzione, che, in quel caso, resterà sempre la stessa, ripetendosi all' infinito nonostante tutte le possibilità che ti si presentassero. Perciò è bene modificare la spinta nella direzione opposta, ma non è bene fermarsi a quello.
più voli in alto
giovedì 9 marzo 2023
il desiderio di te
E se lei fosse come me?
mercoledì 8 marzo 2023
sul gioco e le sue regole in amore
Non capisco perché avvicinarsi ed allontanarsi continuamente. Che sia questa la regola del gioco - o una delle sue regole? Quando una parte si sbilancia verso l' altra - allora c' è un ritrarsi dall'altra parte.
E quando la parte si ritrae - allora l'altra si avvicina. È un gioco eterno che porta allo scoprirsi a vicenda man mano che si gioca.
Ma perché giocare? Va bè che è meglio giocare che fare sul serio... Perché se fai sul serio poi ci puoi restare male, se ci metti tutto te stesso e l'altra parte scappa - e forse scappa proprio perché hai preso le cose troppo seriamente... - non capisco. Se ti impegni resti ferito, perché l'altra parte, se non è pronta ad impegnarsi, si spaventa se vuole solo giocare, e allora scappa. E tu soffri e ci resti male. Ma quello che non capisco è : perché giocare? E perché fare sul serio? Non si può solamente essere se stessi, e scoprirsi con l'altro, senza la paura di restarne feriti?
Sarebbe la soluzione più semplice, che non creerebbe problemi. Tu ti scopri, e metti in conto di restarne ferito, che non sai come l'altra persona reagirà. Ma questo vuol dire che stai prendendo le cose seriamente! Che sia anche questa una regola del gioco? O giochi o sei serio, questa è la regola?
Ma qui ritorno all'inizio. Se queste sono le regole del gioco, e non sono io ad averle scritte, che poi scritte non sono... Sto solo cercando di coglierle al volo, prima che mi sfuggano. Dicevo se queste sono le regole del gioco allora non c'è scampo.
Perché è sia un gioco che l' essere seri. Allo stesso tempo. E tu non puoi capire cosa pensi l'altra persona. È questa, in realtà, la regola principale.
martedì 7 marzo 2023
sesso e disordine
innamorata
A quanto vedo sei innamorata.
Parli con lui , cerchi il contatto fisico, e ti diverti, stai bene con lui.
Mi accontento di una briciola di finta felicità.
E non so come fare per cambiare.
È questo il problema più grave: non sapere come cambiare.
Ma sono io che ho voluto questa situazione.
Non dicendoti quello che provavo per te.
Anche se so che tu, non ricambiando i miei sentimenti, non avresti fatto altro che dirmi di no.
Sono contento per te (o perlomeno dovrei esserlo...)
Perché almeno tu, anche se per un istante, sei felice. Al contrario di me che non so cosa fare.
Invidia? È questo quello che provo?
No.
Beh, un po'... Ma solo un pochino.
Perché tu puoi parlare quando vuoi con lei, ed invece io non riesco nemmeno a rivolgerle la parola...
E per questo ti invidio un po'.
Dovrei essere a pezzi. Dovrei, per il motivo che ho scritto prima, essere distrutto. Invece eccomi qui, senza la minima increspatura. Per il fatto che ho smesso di essere innamorato di te.
Per questo non provo la distruzione mentale che credevo al solo pensarti con qualcun' altro. Gelosia? Era gelosia in anticipo. Ma adesso che dovrei esserlo, non provo questo sentimento. Invece provo amore, ed una accettazione dei fatti. Perché considero giusto il fatto che tu possa frequentare ragazzi della tua età.
E perché so che questo è il percorso giusto che una persona deve affrontare. E su questo punto non dirò di più.
Piuttosto dico che il momento in cui ho smesso di essere innamorato di te è stato quando ti sei seduta a fianco a me per poter parlare con lui, voltandomi la schiena. Ecco, lì mi sono sentito un po' spaesato. ma solo per un attimo. perchè avevo già intravisto il feeling che c'era tra voi, e sapevo che io non avevo possibilità. Nonostante questo, per un attimo, devo dire che ci sono rimasto un po' male. Poi ci ho sorriso sopra. O meglio, ho sorriso di me stesso, guardandomi da fuori. Con che diritto pensavo che tu mi avresti, non dico dato spago, ma solo iniziato a rivolgermi la parola, se io per primo, non l'ho fatta mai, questa cosa?
Perciò ti devo ringraziare. Per il semplice motivo che sono cresciuto, senza questa opportunità sarei restato fermo, non avrei avuto la possibilità di evolvere il mio pensiero. Vivere appieno le emozioni porta beneficio, a quanto pare...
... Anche se non so cogliere appieno le sfumature. Ad esempio non riesco ancora a rivolgerti la parola, ma ora è una scelta, non un destino ineluttabile, dettata dal tuo essere attratta da un'altra persona. Rispetto il tuo sentimento e non lo condanno, poiché so che è giusto così. Per questo voglio non parlarti. So che combinerei solo un disastro... E poi non sono più innamorato di te. Amare cosa significa? Accettare che la persona che ami decida di non stare con te, poiché ha scelto un altro al posto tuo. Parole che ritornano... Sempre uguali. Scelgo sempre di tirarmi indietro, quando è il momento di fare sul serio. Beh, sono fatto così. E non mi condanno per questo. Ma so che, nella parte più nascosta di me, c'è un altro me. Ma non emerge ancora...
sabato 4 marzo 2023
persino un bambino
Persino un bambino delle elementari è riuscito a rivolgermi la parola. Cosa che io non riesco a fare neanche lontanamente con te, Caterina. O forse non riuscivo? Perché adesso l'ansia di parlare con te, a quanto pare, è sparita. E non capisco se è sparito l' innamoramento o forse è sparita solo l'ansia. Fatto sta che ora credo di poter riuscire a parlarti. Cosa che non sarei riuscito a fare fino a qualche settimana fa. Comunque il punto non è questo: il punto è che
1 credo di non essere più innamorato di te.
2 non capisco se l' innamoramento si è trasformato in amore o se è sparito, semplicemente.
3 mentre cammino sono qui che mi tiro ancora le menate su di te. Questo cosa significa? Semplicemente che penso ancora a te. E perciò non esci dai miel pensieri. E perciò sono ancora innamorato di te?
Questo è solo un flusso di coscienza. Il pensiero vaga, continuamente, alla ricerca di non so cosa. È come della polvere smossa da una scopa, e più continui a pulire per terra, pensando di fare pulizia, più smuovi la polvere più la polvere si innalza e resta nebulizzata nell'aria, impedendoti di respirare normalmente. E non ti crea beneficio, ma solo danno.
Ho fatto per tre anni ( o erano forse quattro?) quel lavoro di merda. Ed alla fine mi sembravano passati trent'anni, non tre. Respiravo polvere di ghisa dalla mattina alla sera, letteralmente. Solo quando andavo a dormire non la respiravo.
Per non parlare del nero che ti restava addosso, e quando facevo la doccia il piatto bianco della doccia si arruggininiva, per via della ghisa polverizzata che mi era restata addosso , che col contatto con l'acqua si trasformava in ruggine.
Ma la responsabilità era solo mia. Perché non avevo l' abilità di rispondere ( respons-abilità cioè abilità di rispondere ) in modo adeguato al tipo di lavoro, cambiandolo. Non riuscivo a cambiare lavoro perché pensavo di essere uomo da officina meccanica. Ma non era così. Era così solo perché lo volevo io, non rendendomene conto.
Il pensiero interferiva con ciò che era il mio benessere. E mi impediva di cambiare lavoro attuando la scelta giusta.
Che sia lo stesso anche con te? Il pensiero che mi impedisce di dichiararmi?
Perché se non ci fosse il pensiero lo avrei già fatto da molto tempo. Invece sono ancora qui che non agisco. Per il momento è così, quando riuscirò a superare l'ostacolo credo che non sarà più così. O almeno lo spero.
venerdì 3 marzo 2023
Perché anche il bambino
Perché anche il bambino piccolo, quando sta per imparare a camminare, barcolla, cade, si rialza, barcolla e ricomincia tutto da capo. Finché non riesce a trovare l' equilibrio. Ed in amore, allora, cos' è l'equilibrio? È quella cosa che ti fa dire: wow, mi ha risposto al messaggio! E nonostante tutto, non si è offesa o risentita. E poi, un giorno, dopo che il bimbo ha trovato l' equilibrio, va per la sua strada senza più ripensare a tutta la fatica fatta per stare in piedi. Semplicemente cammina, e non se ne cura minimamente.
Ma quando è ancora insicuro e malfermo sulle gambe tremanti gli serve un sostegno, un appiglio a cui aggrapparsi. E quando lo trova, per un po' ci si appoggia, ma poi, una volta che si è fatto forza, ricomincia il percorso fino a quando si sente sicuro. Ed io sono un po' come quel bambino.
Voglio dire che il tuo sorriso è stato un brillare di colori nel cielo, un po' come i botti a Capodanno. Ma molto più intenso.
Grazie, mi hai reso felice, tanto che il mio sguardo era in imbarazzo e non sono riuscito a sostenere il tuo, di sguardo. Così è andata e così doveva andare, a quanto pare. Ma una cosa è rimasta: quello che ho provato guardandoti e che non se ne va. Almeno per ora.