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mercoledì 4 settembre 2024

la pioggia

Mi estraggo dalla corrente, dal flusso della pioggia battente. È strana, la pioggia, prima va in una direzione, poi ne prende un altra, improvvisamente. Fa ciò che si sente di fare. Prima è tanta, poi poca, poi di nuovo tanta, e il vento, il vapore, che scende insieme a lei. E continua imperterrita, come non ci fosse altro al mondo. Innaffia tutto, sia le auto posteggiate che le querce secolari. Le piante di cachi come le panchine. Ed io ne sono partecipe ma distaccato, in egual misura. La osservo scendere dal cielo, al riparo sotto un portico , a scrivere di Lei. Un passo in più e ne verrei sommerso, un passo in meno e non potrei assaporarla pienamente, poiché sarei al completo riparo. Ora sembra smettere, e il vento mi porta al contatto solo una leggera spuma, solo una pioggerellina. Ora, però, è giunto il momento di partire. E così, con la pioggia che mi bagna i piedi infradiciti, parto per la macchina. Un senso di pace mi pervade, e non so da dove arriva. So solo che lei agisce spontaneamente, e spontaneamente si acquieta. È pioggia, semplicemente.