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giovedì 30 giugno 2022
abitudine 2
abitudine
aborto
mercoledì 29 giugno 2022
canto notturno di un pastore errante dell'Asia
Ci son quattro protagonisti del canto notturno di un pastore errante dell'Asia di Leopardi
A la greggia
B il pastore
C il poeta
D la luna.
( In questo ordine)
La luna è l'essere umano illuminato, che ormai ha compreso (e perciò non ha nessun interesse nel guidare altri) . È luce a se stesso. E proprio per questo guida gli altri. Anche se non vuole.
Il pastore è l'essere umano che vuole guidare gli altri, ma in realtà non ha compreso la vita. E perciò non sa dove andare, ma vuole guidare le pecore, che sono più in basso di lui.
Il poeta, che è quello più vicino alla luna, che si domanda il perché di tanta sofferenza nella vita ( e perciò neanche lui, come il pastore ha compreso la vita) ma ha fatto un passo più in là, ha abbandonato l'ambizione di guidare le pecore e si è rivolto all' interno di se stesso a cercare un senso
e la greggia, che non si pone manco il problema, lei pascola beatamente e quando verrà l'ora morirà, senza nemmeno mai avere avuto una briciola di consapevolezza.
La greggia e la luna sono collegate, perché entrambe sono realizzate ed in pace con se stesse, ma la greggia è inconsapevole mentre la luna lo è.
Un'altra interpretazione potrebbe essere questa:
1 chi lavora e ha la pancia piena
2 chi lavora e ha la pancia vuota
3 chi non lavora e ha la pancia piena
4 chi non lavora e ha la pancia vuota
1 è la luna
2 è il pastore
3 è il poeta
4 è la greggia
O un'altra questa:
1 Lavora ed è contento di sé
4 Non lavora ed è contento di sé
2Lavora e non è contento di sé
3 Non Lavora e non è contento di sé.
Questo sono solo spunti che mi sono venuti in mente, vi metto un link alla poesia su internet.
(in)giustizia
l'intolleranza verso l'altro sesso
martedì 28 giugno 2022
L'innamoramento e l'amore
una storia seria
chi sta in alto dice:
perdonare non è facile
le capre e i due popoli
lunedì 27 giugno 2022
un mattone
Spettacolo i 2 nuovi capitoli di berserk
domenica 26 giugno 2022
Gesù scaccia un demonio a Capernaum
sabato 25 giugno 2022
così come d&d
Ma ancora più brutto è avere giocato il tanto che ti è piaciuto, e poi aver smesso perché il gruppo si è sciolto. E restare col rimpianto di giocare. Quella è la cosa peggiore. In assoluto. Ed anche la cosa più sciocca, inutile e dannosa che si possa fare.
la cosa più importante
giovedì 23 giugno 2022
non ho pensieri
mercoledì 22 giugno 2022
come due merli
il parco è deserto
Il parco è deserto.
L'altalena si muove col vento.
C'è solo il cinguettare dei passeri
Che si sente in lontananza.
Osservo in silenzio due bimbi
Appena arrivati.
Osservo anche la loro mamma,
Vestita di giallo.
Ininterrottamente continua
Il canto dei passeri.
La panchina su cui siedo
È molto comoda
Anche se fatta di ferro.
Svolge il suo compito.
Come io che, noncurante,
Scrivo il mio temino
Sullo Smartphone.
Pensavo che il parco fosse chiuso
Poiché non c'era anima viva.
Anima viva, un' anima, se c'è, deve essere morta. Per forza. Altrimenti non sarebbe un' anima.
Sarebbe una persona viva.
Il bimbo si muove sull'altalena.
"Mamma guarda".
Se penso a questa frase
Ogni bambino, credo,
l'abbia pronunciata.
Ma ora la noia si trasforma.
Cioè è la noia che guarda la noia.
E perciò non ci si annoia.
Ma ora basta, che il silenzio sovrasta se stesso.
il più schiavo tra gli schiavi
martedì 21 giugno 2022
È più interessante una statua o una persona in carne ed ossa?
vale la pena?
nel momento
Nel mezzo del cammin di nostra vita
Nel mezzo del cammin di nostra vita
Mi ritrovai nel mezzo a una radura
che la diritta via fu ritrovata
Ahi quanto a dir qual era la calura
Sotto quel sole che si m' abbagliava
Che tutte cose intorno aveano luce
Ed io mi dissi ancora seguitando
Che il fuoco si, che mi splendeva dentro
Trafisse in un momento il cieco buio
Di tutte cose, che ci sono al mondo
Nemmeno una parea lumare poco,
E rimirando dissi: o tu che temi,
Non tremar più, che quando il sole splende
Splende per tutti, attraverso di te.
Ciao vorrei conoscerti
Sul perché non sto più scrivendo
ciao voglio conoscerti
il libro
Il libro è la cosa più stupefacente che sia stata inventata.
Poiché se anche tu sai, ad esempio, costruire un aereo da solo, metti un Boing 747, ma non sai passare a qualcuno la tua conoscenza, quando tu morirai la tua conoscenza, a meno che tu non l'abbia tramandata oralmente, sarà andata perduta. Ma resterà l'aereo che hai costruito. E qualcuno interessato potrà smontarlo, per capire come è fatto. Ma se tu infondi la tua conoscenza in un libro, chiunque saprà leggere potrà capire i passi che hai messo in pratica per costruire l'aereo da zero. E se hai uno smartphone, potrai scannerizzarlo e distribuirlo su internet, vedi l'enciclopedia di matematica di Corrado Brogi, e da lì potenzialmente tutto il mondo potrà sapere i passaggi che hai fatto per costruire l'aereo.
Voglio dire che è una cosa molto utile, il libro, e nella sua versione digitale lo è ancora di più. Perché, secondo me, si dovrebbe poter condividere la conoscenza senza costi, o meglio, basterebbe tassare , mettere una tassa per tutti. Ad esempio: ti faccio pagare 5 euro al mese per poter leggere qualsiasi libro in digitale. In questo modo la conoscenza si espanderà a chi ha voglia di partecipare. Perché chi usa quella app condividerà recensioni, e così si creerà il passaparola della conoscenza. ( Coma succede già con goodreads) Perché è si importante compensare gli autori, ma lo è ancora di più fare girare la conoscenza.
Lo stesso potrei dire per YouTube o Audible.
Si vede che era mezzanotte che scrivevo....
lunedì 20 giugno 2022
fiorire
Perché un fiore fiorisce?
Perché ci sono le condizioni, perché è giunto il momento.
E allora, per me, nel mio caso, è la stessa cosa?
Ci sono le condizioni per esprimere me stesso e lo faccio, semplicemente. Non penso a cosa dirò tra un momento, vivo nell'attimo presente.
Istante per istante.
E non c'è modo migliore per vivere.
È giunto il momento anche con le ragazze?
Non so, non so rispondere in anticipo. Perché tutto va vissuto nel momento. Se era ora che il fiore fiorisse, allora fiorirà in quel presente.
Ma se non è ancora tempo, semplicemente non fiorirà. E finché non sarà fiore, sarà pianta. E quando sarà fiore, sarà fiore. Tutto è come deve essere.
un libro di poesie e racconti
poesia inutile
Quant'è bello
Fare il bidello
In una classe
Senza le tasse.
Quant'è bravo
Il professore
Quando spiega
La sua lezione.
E gli alunni,
Tutti insieme
Fanno caciara
Come le capre
Anche se sembra
Poco importante.
La poesia è l'emblema dell'inutilità.
Perché non ci guadagni niente, a scrivere, fuori che il tuo orgoglio. Ed anche questo è dannoso, perché alla lunga penserai di essere più importante degli altri. E questo non è un pensiero positivo. Anzi.
Meglio una poesia brutta che una bella. Poiché con la brutta poesia non potrai cascare nella trappola dell'orgoglio, mentre con una bella poesia si. Ed allora meglio scrivere cose brutte? No, meglio scrivere e basta. Quando ti viene. Che se poi ciò che hai scritto ti sembrerà pessimo, pace, lo avrai comunque scritto tu. È una parte di te che è diventata anche di altri. E non potrai più cancellare questo fatto.
Sia che sia qualcosa di bello sia che sia brutto.
domenica 19 giugno 2022
Alessia R
Scusami se non ti ho chiesto
Nemmeno: "come stai"
Ma ero addormentato
E poi ho riposato.
Così rimedio adesso
Che ho la mente fresca
Come se fossi ancora
Dentro alla tormenta.
Apro la finestra
Per prendere un po' d' aria
Perché il caldo di Brescia
È molto soffocante
E come fossi là adesso
Ti dico: " fossi fesso"
A stare ancora dentro
Dove, dieci anni fa
Ci siamo conosciuti
Non per volontà nostra.
Ricordo che mi hai chiesto
"Scrivimi qualcosa "
Ma ciò che mi viene in mente
Forse non è all'altezza.
Passo ancora il tempo
A scrivere poesie
Oltre che riflessioni
E non sono mai stufo:
Ma dimmi tu se devo
Tornare al vecchio lido
Per rompere i Maroni!
Parabola del figlio prodigo ( testo Nuova Riveduta)
aquilotto story
È semplice. Se tu stai già volando nell'alto dei cieli non hai più bisogno di uscire dal pollaio. Perché sei già fuori.
Ed io lo sono in tutti i sensi.
sabato 18 giugno 2022
la domanda svagliata
Mettiamo che la domanda sia: " che senso ha la vita? " È la domanda sbagliata. La vita sembra non avere senso, se la guardi da una angolazione sbagliata.
Una buona domanda è :" come posso trovare un senso alla mia vita?" Perché la vita è un opportunità, di creare ciò che vuoi tu.
Il senso glielo dai tu, vivendo , e non lo trovi facendoti una domanda. Agendo trovi la risposta, pensando brancoli nel buio.
Perciò è questa la domanda corretta.
"In che modo posso agire per trovare un senso alla mia vita?"
E questo lo scegli tu. Non puoi aspettare che sia qualcun altro a dirti come vivere. Altrimenti sarai succube di qualcun altro, e gli darai la colpa se le cose vanno male. Agisci tu, se vuoi trovare un senso alla vita. Al massimo avrai sbagliato tu con le tue mani. E non potrai più dare la colpa a qualcun altro. Che è lo sport che tutti fanno. È colpa tua se non vuoi stare con me, è colpa mia se non ti ho detto che ti amo e ti sei sposata. No, le cose sono andate così. Semplicemente. E se ti sei sposata, vuol dire che hai trovato l'uomo giusto, la persona solo per te. Ed io ne sono felice. Anche se non potrò più stare con te.
(Ti sei fatto una domanda e ti sei dato una risposta. Perché la risposta è insita nella domanda. Basta saperla vedere.)
Grazie Mary e Angelo. Probabilmente senza di voi non ci sarebbe questo scritto.
E allora - hai abortito
E allora, anche se non ritroverò la ragazza, vuol dire che era più importante, in questo momento, scrivere. E quindi adesso torno indietro.
Hai abortito mio figlio. Sei fortunata che non posso farti niente. Non perché io non possa farti niente, ma perché non voglio. Rispetto la legge più che me stesso. E perciò non mi andrò ad impelagare con te. Perché darti tutta questa considerazione?
Vai per la tua strada. Ma non farti più vedere. Perché adesso avrei un figlio. Ma non potrò mai sapere che faccia avesse. Perché tu l'hai abortito. Per scelta consapevole. È questo che mi fa più rabbia. Cosa dovrei fare, il bravo compagno e venire a consolarti? No, arrangiati, non voglio più saperne di te.
Addio.
Un ora e mezza a scrivere. È come con la pianta e la siepe
Cosa stavo pensando?
Adesso che ho pubblicato mi è venuto in mente.
Ogni cosa che è iniziata deve avere una fine. Anche questo scritto.
i grandi
Da bambini dicevamo : " i grandi".
A quelli che erano di una sezione in più di noi.
Perché eravamo abituati all' asilo che ci dicevano: "anche tu diventerai un grande"
E a noi, i grandi dell'asilo, ci facevano i dispetti. Quelli, i grandi, era meglio evitarli.
Perciò, alle elementari, chiamavamo " grandi" i veri grandi. Quelli che non capivano niente. Cioè chi è come me adesso.
Chissà se anche i bambini di adesso sono svegli come lo eravamo noi un tempo. Forse che si, forse che no. O forse solo qualcuno di loro.
Non posso verificare perché non ci parlo . Non ho riscontri. Perciò è meglio tacere. Su di loro.
Parlerò di me. Come ho sempre fatto.
È meglio guardare , anche se solo per un attimo, una bella ragazza che sta passando. E poi tornare a scrivere. Anche se cammina con le cuffie. È distratta e non mi nota. Peccato. Ha perso un occasione. Di conoscermi. Anche se io non sono poi ste gran che.
Sempre uguale a me stesso.
Lo ripeto spesso,
Ultimamente.
Continuo a cambiare sguardo, passando dalla messa a fuoco di un cespuglio qui vicino alla siepe appena dietro. Non riesco a guardarli nel particolare entrambi nello stesso momento.
Questo mi irrita? No, mi lascia indifferente. Come la tipa di prima con me.
Sulla strada in mezzo c' è il vuoto.
Non che mi dispiaccia, un po' di quiete.
Niente auto, niente bici. Solo qualcuno che passa e se ne va. Una coppia di anziani si siede sulla panchina accanto alla mia. Una risata. Un colpo di tosse. E poi via a parlare di cose futili, come i bambini di poco fa al parco.
Chissà se mi vedono come noi grandi vediamo i bambini quando usano lo smartphone. Ma bisogna vedere come lo usi, il telefono. Che è solo uno strumento. Puoi farci tantissime cose, ma bisogna vedere quali.
Ad esempio messaggiare. O postare foto su internet. O scrivere pubblicando sempre su Internet. Ci sarà davvero una differenza tra il postare foto e lo scrivere? Bisogna vedere che foto. E che scritti. Intanto, per non saper né leggere né scrivere, non mi sono fatto mancare nulla. Che ho sia postato foto, che scritto.
Cavolate? Come questa?
Wow, che sguardo da mozzare il fiato
Wow, che sguardo da mozzare il fiato.
Ho incrociato casualmente - casualmente? Lo sguardo di una ragazza. Occhi azzurri. Non esprimevano amore, sensualità, era ancora uno sguardo acerbo. Acerbo nel senso che non era ancora maturo ( nel senso dell'amore) . Esprimeva solo curiosità. Mista a indifferenza.
Non era timida. Non ha distolto lo sguardo - solo per un momento, un attimo di - esitazione? No, non era esitazione. Era pudore. Solo per un attimo. Poi ha continuato a guardarmi, quasi rapita da me. Figuriamoci, non darti tante arie.
Concentriamoci su quello che ho provato io.
Una stretta al cuore. Un leggero battito accelerato.
Un breve attimo di immensità.
Il merlo zampetta
incurante di me
nel parco.
Ogni tanto si ferma
e becca l'erba.
Il pino maestoso
continua a guardarmi.
Allo stesso modo
in cui io lo guardo.
Il merlo è ormai sparito.
Il pino è sempre lì,
immobile, sempre uguale
a se stesso.
I bimbi parlano, parlano,
ed io non li ascolto.
Sono immerso nei miei pensieri.
Così come loro.
Ma loro comunicano,
mentre io scrivo.
Il parco è pieno di zanzare.
È ora di andare.
Che mi stanno mangiando.
A malincuore devo andarmene.
Ma tornerò.
Per te.
Possibile che stia aspettando?
A proposito di alcolici
Come una pianta qualsiasi
Come una pianta qualsiasi ha bisogno di acqua, soprattutto quando è stata appena trapiantata, così se una persona viene introdotta in un posto nuovo ha bisogno di un sostegno, almeno all'inizio. Perché il sole non la bruci deve essere riparata e deve essere messo concime nella buca che hai fatto, dove verrà riposta la pianta, e devi stare attento, nel trapianto, a non rovinare le esili radici.
Perché in un posto nuovo una persona ( soprattutto se timida o introversa) ha bisogno di sostegno.
Una persona timida è come un' insalata mentre una persona estroversa è come una pianta grassa. La prima ha bisogno costante di acqua, poiché non ha radici, mentre la seconda ha bisogno costante di sole. Il sole per l'estroverso è la compagnia degli altri, l'acqua per il timido è il supporto degli altri.
Perché c' è chi non riesce a stare solo e chi ci riesce benissimo. Chi non riesce a stare solo ha un tipo di lavoro da fare su se stesso,che cercare la compagnia sempre degli altri non si può avere. Chi riesce benissimo a stare solo, invece, ha un altro tipo di problemi. Che se stai sempre solo dopo un po' impazzisci. Ci vuole metà e metà.
La soluzione sarebbe di saper stare in compagnia e anche in solitudine.
Quando sono solo ricarico le batterie, mentre quando sono in compagnia le scarico. Perché non si può sempre lasciare in carica una batteria né usarla per sempre. Servono entrambi gli stati.
Ma io ho imparato a scaricare le batterie anche da solo. Scrivendo.
venerdì 17 giugno 2022
"Bevi il liquore della vita"
Finché pensi con la testa degli altri
Finché pensi con la testa degli altri non penserai mai con la tua.
Mentre prendere gli altri come spunto per riflettere è solo un bene.
Ad esempio mi sono appena riletto " aquilotto story" di Elsy Franco e lo ho trovato più noioso di quando lo avevo letto la prima volta (circa 5 anni fa). È una storia adatta anche a dei bambini, con illustrazioni, che parla di un'aquila che crede di essere un pollo perché un uovo di aquila è finito a covare sotto una gallina. I condizionamenti del pollaio sono forti, ma alla fine l'aquilotto spiccherà il volo, dopo dubbi ed incertezze di vario tipo. Una cosa degna di nota è l'incontro con la volpe, che ne vuole sfruttare i sogni. Come hanno fatto quelli della casa editrice con me con la raccolta di poesie, ma questa è un' altra storia ... forse anch'io ho degli artigli robusti e un forte becco e sono riuscito a liberarmi? Perché se non avessi provato mi sarebbe rimasta la voglia di cimentarmi a pubblicare, e non avrei capito il meccanismo che sta dietro ai concorsi di poesie. E sarei ancora lì a tirarmi matto: "no, hai perso un'occasione e non ti ricapiterà più". No, niente da rimpiangere. È andata, e ormai appartiene al passato. Andiamo avanti.
Una favola adatta a dei bambini, dicevo, ma la metafora mi colpì maggiormente cinque anni fa che adesso. E lo ricordavo come un titolo di spicco.
Forse perché sono abituato a lggere altro, o forse perché l'ho già letto, ma non mi ha dato le stesse sensazioni della prima volta.
O forse è perché sono cambiato io, che non ha avuto lo stesso effetto?
vero Dio e vero uomo
Finalmente ho capito cosa vuol dire essere sia vero Dio che vero uomo.
Sei vero uomo quando nasci, cioè quando tua madre ti dà alla luce.
Sei vero Dio quando nasci la seconda volta e da lì in poi il divino si riversa attraverso di te agli altri. Perciò le due Nature si intersecano: vero Dio e vero uomo.
Perché prima pensavo ( credevo?) Che Gesù fosse soltanto umano. Niente divinità, niente resurrezione. Questa credevo fosse solo la favola della buona notte ( buona?) per chi ci credeva, cioè si, io ci credo, Gesù è il Cristo, il figlio di Dio.
Ed è risorto per noi.
Eccetera.
E anche dopo aver sperimentato l'inconoscibile, ciò che per sua natura non può essere detto, fino a stamattina, quando ho avuto il pensiero di cui sopra, la pensavo così. Ma ora, dopo questa rivelazione tutto è cambiato. E ciò che è stato un tempo è svanito come neve al sole.
Come tutti Gesù è venuto al mondo attraverso il parto ed il sesso ( so che qualcuno storcerà il naso) e quella è la nascita da uomo. Cioè quello che fanno tutti.
Nasci, cresci poi muori.
Ma Gesù è nato la seconda volta, come dice lui, da Spirito, ( e non spirito Santo) cioè ha sperimentato l'inconoscibile, ciò che gli orientali chiamano illuminazione. E qua so che molti smetteranno di leggere. Ma io proseguo. Ha sperimentato la conversione, cioè ciò che viene definita dagli stessi cattolici una inversione a u. Agivi in un modo, prima, e poi pensi ed agisci in un altro modo che supera il modo precedente. Nel mio caso era : vanità delle vanità, tutto è vanità.
E dopo era: il mondo è una meraviglia!
Ma non riuscivo a cambiare ancora mentalità, perché ero a cavallo tra un modo di pensare ed un altro.
Ora, io non credo bisogna essere seguaci di Gesù, ma essere Gesù stesso. Non il Gesù storico, ma il Gesù illuminato, quello si, cioè il fatto che ti accada l' illuminazione. Ma questo non dipende da te. Dipende da chi sta più in alto di te. E questo è un ragalo che non ha prezzo. Come la vita la prima volta, ti è stato dato un dono che non viene fatto a molti, una seconda volta. E ogni dono bisogna valorizzarlo a pieno. E perciò scriverò ciò che mi viene in mente.
Che questo per me è un divertimento, una voglia di mettersi in gioco ed una sperimentazione continua.
Anche se so che molti non gradiranno.
Ma ti dico, se non gradisci smetti semplicemente di leggere. Che c'è chi parla di tutto e di più, la fuori. Segui loro, non me. Che ti troverai sicuramente meglio.
Perché io non so ancora cosa dirò tra un momento. È il flusso dei pensieri inarrestabile che fuoriesce da una fonte che non si prosciuga. Ma si può ancora chiudere il rubinetto, nel mio caso. L'acqua c' è ma viene in superfice quando non la cerchi.
E ti domando: se Gesù è vero Dio e vero uomo, come può non essere illuminato? Perché se il Buddha c'è l'ha fatta rilassandosi, non vedo perché Gesù, che è anche Dio, non l'abbia sperimentata ( l'illuminazione). Per me resta in mistero chi non prende in considerazione le altre religioni perché si ritiene nel giusto. E cura solo il proprio orticello ignorando il resto del mondo. Perché lo stampino farisaico, ai giorni nostri, è più vivo che mai.
giovedì 16 giugno 2022
Proprio quando credi che la via sia inaccessibile
Niente viene dal nulla
C come Cristian
il tempo e il sole
Il tempo è come il sole.
A noi sembra muoversi, ma in realtà è sempre fermo, siamo noi che ci muoviamo.
Forse è questo che si intende quando si dice che è una dimensione.
Ci muoviamo nel tempo. Prima giovani, poi adulti ( adulteri? Adulterati?). Poi anziani e poi morti. Ci decomponiamo.
Ma ci muoviamo noi, come tutte le cose, nel tempo.
il fiore nel prato
mercoledì 15 giugno 2022
barcollare
Reddito di cittadinanza
Se uno fa una cosa perché gli piace ( ad esempio lavora) è tutto ok, ma se è costretto dalla necessità allora non è ok. È ko.
Cerco di spiegarmi meglio.
Viviamo in una società in cui si può fare tutto, si è liberi, ma non si è liberi di non lavorare.
( Lasciando da parte il reddito di cittadinanza)
Si dovrebbe lavorare, almeno nel mio modo di vedere, solo se ti piace il lavoro, sei economicamente a posto ( rdc) e perciò cerchi ( o ti trovano) quello che vorresti fare, quello verso cui la tua indole si muove. Ma non per tutti è così. Perché se sei nel bisogno, allora farai anche cose di cui non ti frega niente, lavorerai per lavorare, non per fare ciò che ti piace. Poi, lavorando per ciò che sei portato a fare, scoprirai veramente se quello che fai ti piace oppure no, e perciò sarai libero di cambiare lavoro o di tenerlo, hai la possibilità di scegliere il tuo futuro.
Ma se sei, invece, senza un soldo o comunque nella necessità di lavorare, lavorerai anche solo per un tozzo di pane.
Perciò il rdc è utile, se usato bene, ma non come
" ecco, sono a posto e non farò mai più niente" ma come: "adesso ho un paracadute. Perciò posso gettarmi e vedere cosa succede. Proviamo a lavorare in questa ditta e guardiamo se mi piace".
Non deve essere considerato come assistenzialismo ma come un paracadute, se cadi non ti farai male.
Ma questo implica un cambio di vedute da parte dei singoli.
Per questo dico che è la strada giusta, proprio perché col rdc stiamo costruendo una società migliore.
Anche se non è ancora la società perfetta.
Ma pian piano ci arriveremo.
gioco di sguardi
Scusa, ma perché hai distolto lo sguardo?
Mi piace il tuo sguardo. E mi piacciono ancora di più i tuoi occhi. Non distogliere lo sguardo, perché anche tu hai qualcosa da donare, fosse anche solo uno sguardo. O un sorriso. Avviciniamoci, per godere meglio l' uno dello sguardo dell'altro.
Resterei così, ore, in estasi, guardandoti negli occhi. Ma tu mi sfuggi, è forse un gioco? Un giocare a scambiarci sguardi, a rincorrerci, avvicinarci ed allontanarci. Perché se anche tu provi qualcosa, con questo scambio di sguardi, mi renderesti immensamente felice. Ma la felicità è una cosa fuggevole, che scappa non appena la si raggiunge. Come te.
La panchina più vicina dov'è?
Lo spettacolo della natura
Devo dire che è spossante
Devo dire che è spossante. Fare colazione alle 6 e mezza e poi mangiare a mezzogiorno. Forse finché non mi abituerò. Ma per adesso è così. Dovrei iniziare a fare uno spuntino regolarmente. Ma cosa mangiare? Un frutto di stagione, credo. O forse è meglio abituarmi così, per un paio di settimane, senza spuntino? E mangiare una colazione più sostanziosa. Solo che poi, quando vado a pranzo mangio troppo. Più di quello che non ho mangiato prima.
Dovrei chiedere un parere a chi è competente in queste cose. Ma non lo pubblicherò qui.
Probabilmente ( ma io non sono un dottore, perciò prendete quello che dico con le pinze) verso le 11 si abbassa la glicemia e perciò mi ritrovo con un calo di umore ( oltre che una fame da lupo).
Uno dei motivi per cui scrivo queste cose è perché così avrò la possibilità di rileggerle.
Ma quando rileggo, se non lo faccio mai?
Perché se rileggessi cancellerei tutto ciò che ho pubblicato fino ad adesso.
Perché non reputo validi i miei pensieri. Mi fanno letteralmente schifo. Perciò non rileggo. E così tutto questo rimane qua.
martedì 14 giugno 2022
assaporare
Degli alberi, tutte le foglie immobili.
Solo il canto degli uccelli si perde in lontananza.
Mentre attendo di entrare al lavoro
Vedo una sedia su cui riposare.
Seduto, assaporo questi venticinque minuti
che mi separano dall'inizio del lavoro
Allo stesso modo in cui
Assaporerò il lavoro
mentre svolgerò il mio compito.
Solo che tra poco non potrò più scrivere.
E non faccio caso ai rumori attorno a me
Né alla gente che mi passa accanto,
Solo al gracchiare di una cornacchia
Che esce dal bosco qua vicino.
Il fiore nel prato
Il fiore nel prato
È tutto bagnato
Se ha diluviato.
Ma la sua realtà
È d'esser scaldato
Dai raggi del sole.
Ma quanto gli duole
Venire pestato
Nella sua beltà!
Restando sdraiato
Lui sarà tagliato
E tolto dal prato.
Più ci penso meno arrivano i pensieri
Più ci penso meno arrivano i pensieri
Siccome ho lanciato una sfida a me stesso di
"Scrivere almeno un post al giorno fino a quando riesco" dovrei pur trovate qualcosa ( e non spero che qualunque cosa io dica sia interessante, magari per qualcuno potrebbe anche esserlo, ma per i più non lo sarà) da scrivere in questo post.
E forse ci sono già riuscito.
Ma anche se fosse, voglio continuare. Che, avendo tempo libero, ( 6 ore lavoro, 6 ore (? Di più!) dormo e ho 12 ore per fare ciò che più mi aggrada) posso dedicare mezz'ora a pensare a ciò che voglio scrivere...
Pensare, non è proprio che mi metto lì a pensare ... Che quello che mi arriva, quando e se arriva, lo fisso su uno schermo. L'importante è sapere cogliere il momento, in cui arriva qualcosa. Come adesso. O meglio, prima. Perché non so mai dove andrò a parare, quando inizio. È alla fine che si vede il risultato, non all'inizio. Come in tutte le cose.
Comunque, scrivere per tenersi allenato è un buon modo per staccare ed essere nel momento presente.
Anche se non ho fatto le scuole alte.
O forse proprio per questo. Beh, è superfluo ma agli Artigianelli, nell'ormai lontano 96-99, ero al secondo piano. Posso anch'io dire, allora, di aver fatto le scuole alte? (Questa è vecchia...)
No! E ne vado fiero.
E scrivere per un pubblico è un allenamento che ti permette di mantenere l'impegno, ti aiuta a non mollare, e ti dà quello stimolo in più per provare ogni giorno a fare qualcosa di nuovo. Non fare, ma pensare. Anche se il pensiero è qualcosa di volubile, almeno nel mio caso.
Ed ecco che all'inizio non sapevo cosa scrivere ed ora mi ritrovo con almeno una quindicina di righe scritte. Se solo sapessi parlare come so scrivere!
Ma una cosa non esclude l'altra. Che si può sempre imparare a parlare, anche alla mia età ( come se avessi 80 anni e non 40...)
Comunque non è una gara né una sfida, ma solo per poter vedere fino a quando resisto senza stufarmi.
Perché di solito mi stufo presto di fare qualsiasi cosa, mentre in questo momento mi sto divertendo ( altrimenti non starei scrivendo e avrei già mollato lo smartphone per fare qualcos'altro).
È come per tutte le cose. Quando inizio sono scettico, poi proseguo ( a volte anche a malincuore) e mi trovo bene, poi vado avanti e mi trovo meglio e poi non mi fermo più.
Ma torniamo agli artigia.
Che è l' esperienza che ti forma, e non intendo dire ti dà una forma, ma una formazione.
Anche se non tutte le esperienze sono gradevoli e quello che ti lasciano è solo un retrogusto amaro, sono esperienze. E questo fa sì che, quando ci ripensi, ( ma vale la pena ripensare ad un'esperienza passata? Non vale la pena farne di nuove? ( Quando voglio fare una domanda con una risposta negativa uso una affermazione. Quando voglio fare una domanda con una risposta affermativa uso una negazione. Interessante.)). Mi sono perso nei meandri della mente.
Quando ci ripensi??? Come stavo proseguendo???
Comunque ho notato qualcosa di interessante e ne ho preso nota. Si vede che quello che stavo dicendo non valeva la pena scriverlo.
Mhhh per ora ti saluto. Che ho già scritto abbastanza. Bye bye
lunedì 13 giugno 2022
Ufficio complicazioni affari semplici ( ucas)
È molto più semplice di quello che penso.
Solo che non riesco a farlo.
Potrei sforzarmi, ma questo andrebbe contro la mia etica. L'etica del non sforzarsi.
Gioco.
Scherzo.
Non è l' etica del non sforzarsi bensì l'etica dell'andare contro tutti i miei principi.
Qualcuno stasera mi ha chiesto se mi fanno paura le donne. No, non mi fanno paura. Mi fanno impazzire.
O meglio, mi fa impazzire il fatto di non riuscire a parlarci.
Potrei parlarci facilmente, ma dentro di me non mi va di farlo. Non me la sento.
Ma questa è quella che si dice stupidità.
E non c'è rimedio.
Basta, son stufo persino di scriverlo.
Amo le donne ma non riesco a parlarci perché lo voglio io.
Niente di più stupido.
Niente di più idiota.
Un vero disastro.
Non riesco a cambiare.
È come gridare al vento.
Tu gridi, nessuno sente e le parole ti tornano indietro più forti di prima.
Consigli, frequenta persone.
Sarebbero anche buoni consigli, ma tu non mi conosci.
Perché altrimenti mi avresti consigliato "uno bravo", non di conoscere gente.
Perché se non riesco a parlare non riuscirò nemmeno a conoscere, se resto sulle mie ( e in questi anni che ci conosciamo sai che è sempre andata così).
Solo adesso che scrivo qua sullo Smartphone riesco a dialogare. Anche se è solamente un monologo.
Un soliloquio. Oppure uno sproloquio.
Bah, che tedio.
So che devo cambiare ma non faccio niente per cambiare. La vita mi piace ma così, in questo modo non ha proprio senso.
Non riesco ad agire.
Voglio vivere.
Voglio cambiare, cioè fare morire il mio vecchio io e sostituirlo con qualunque altra cosa.
Ma tutto ciò in questo stato di cose è impossibile.
Se non ci provo.
Bah, pubblichiamo, che è ora di dormire.
Così vedrò le reazioni ai miei deliri notturni.
A domani.
il movimento e la quiete
È meglio sfruttare o essere sfruttato?
È meglio sfruttare o essere sfruttato?
È meglio avere un obiettivo, dirigersi verso una meta, o essere dei senza-tetto? ( E con senza-tetto intendo non avere un tetto sulla testa, essere cittadini della foresta, non dei semplici senzatetto).
O forse dipende dall' indole di ognuno, come ci si comporta?
Ogni macchina transita nella stessa direzione, ma i fiori rosa che sono ai bordi della strada non vengono notati dai più. Solo io, a quanto pare, riesco a scorgerli muoversi col vento, che non ho niente da fare, in questo pomeriggio di giugno.
Piuttosto che accendere la televisione accendo il cervello
domenica 12 giugno 2022
L'Orlando furioso
Perché non ne ho mai abbastanza?
Ho trovato Plutarco ( un estratto dei moralia) e Sciascia ( il giorno della civetta) ma non ho preso l' Orlando furioso di Ludovico Ariosto.
Perché? Forse per poter scrivere tutto ciò.
Anche se c'era solamente il primo volume (di due)
Non posso resistere ai libri. Soprattutto a quelli di poesia. Prima di aver finito più di 20 canti ce ne passa! Ma io, niente. Non l'ho preso. Posso farne a meno? No, evidentemente, perché altrimenti non sarei qua a scriverne.
E poi acquisterò il secondo volume in un secondo tempo. È un'opzione ragionevole.
Ma ho agito di impulso. Oppure no?
Di sicuro non di istinto.
Anzi, l'istinto era di tornare indietro a prenderlo.
Ma io niente, cocciuto che non sono altro.
Torno indietro, adesso che sono a casa, e lo prendo.
Non vedo altra soluzione.
Guarda te se devo stare qua a tormentarmi per un poema!
Manco fosse una bellissima ragazza!
In quel caso non mi sarei nemmeno avvicinato, per la paura. Paura? No, è timidezza. O è solo una scusa per poter stare da solo? Bel guadagno che ho fatto, a stare solo.
Ma è proprio vero che l' essere umano non è mai sazio. Se non sa accontentarsi. Ma io, so accontentarmi? Di stare solo mi sono accontentato fino ad adesso.
Ma ora? Il passato è passato. Devo scegliere ora cosa fare. Qui, nel momento presente.
E quindi?
Tutto questo mi dice che sono ancora nel verde, con solamente rari spazi nel giallo. Solo quando accade qualcosa che mi turba, no, che mi riguarda, anzi, che mi colpisce riesco a scegliere. Altrimenti resto sempre a farmi menate su menate.
E questo non è affatto un bene.
Poi mi riempio di aspettative che mi creo io e mi butto giù da solo.
E questo è proprio un male.
E proprio per le aspettative infrante mi ritrovo solo.
E questo è malissimo!
Dunque, che fare?
Agire!
Ma ora sono le 12. Si mangia. Ho fame. Vado dopo? Rimando. È come con le tipe, non concludo niente. Bah, sono stufo di scrivere deciderò in un prossimo futuro cosa fare. Per ora mi arrendo. All'ennesima sconfitta. Anche se ho qua due libri. Mi metteró a leggere. Plutarco. il fato e la superstizione.
sabato 11 giugno 2022
Cane, gegge e pastore
La mia mano è il cane, la mia mente è un gregge di pecore. E la scintilla divina è il pastore.
Cosa intendo dire?
Semplice, quando scrivo sono guidato da qualcosa più alto di me, che chiamerò scintilla divina, che mi fa venire in mente determinate cose. E la scintilla divina indica alla mia mente la strada da seguire, e la mente, docile come un gregge di pecore, la segue. Così inizio a scrivere, ed il flusso di pensieri è inarrestabile. Ma poi arriva un momento in cui una pecora esce dal gregge, una parola è stonata.
Lì interviene il cane che fa rientrare nei ranghi la pecora che si stava smarrendo, cioè interviene la mia mano, che cancella la parola stonata e, rileggendo, faccio ripartire il flusso di pensieri e ricomincio a scrivere.
È così che nasce tutto quello che state leggendo.
La città e il bosco
La città e il bosco sono identici perché in città puoi trovare gente di tutti i tipi, come in montagna puoi trovare erbe, piante e animali di tutti i tipi.
Inoltre, mentre in città la vita è sia frenetica che calma, così anche nel bosco la vita è sia frenetica che calma.
Mi spiego meglio.
In città tutti sanno che c'è frenesia, ma se guardi in casa di chi ci abita, come in tutte le case ci sarà calma ( o almeno si spera, che una casa in subbuglio è come un cimitero dove si balla).
Così è nel bosco, solo al contrario.
Pensa al sentiero che serpeggia su per il crinale della montagna, passando attraverso ad un bosco. Tutto ti sembrerà calmo e ordinato, almeno in apparenza, poiché non scruti nella fitta vegetazione fuori del sentiero. Lì troverai alveari in qualche pianta marcita da tempo, formicai che brulicano di vita, serpenti che mangiano topi, rane che depongono girini, eccetera eccetera eccetera.
L'unica differenza è che nel bosco di giorno fa fresco mentre in città di giorno fa caldo.