Translate

giovedì 30 giugno 2022

abitudine 2

Già, ma se non metti in pratica ciò che hai scritto non arriverai da nessuna parte. Perché cambiare è la cosa più difficile. E iniziare a scrivere di cambiamento è una buona cosa. Ma metterlo in pratica è molto più difficile, come cambiare abitudine. L'abitudine vecchia resta lì e non se ne va, e trovo molto complicato sostituirla con una abitudine positiva. Almeno in questo momento è così.

abitudine

Così era un'abitudine e non un mio modo di essere. Perciò, se è solo un abitudine, posso cambiarla e modificarla in meglio. posso abbandonarla. E posso instaurare una nuova abitudine migliore. Ed è proprio quello che farò. Anzi, è proprio quello che faccio da adesso in poi. Capire cosa c'è che non va , comprendere dove puoi modificare una cosa e quando puoi eliminarla, e poi agire.
E non avrai rimpianti. Perché quello che fai è quello che vuoi. E cambiando le abitudini in abitudini migliori migliori anche la tua vita. O meglio la qualità della tua vita. Semplicemente da ora in avanti e così. E quando decidi allora scopri un mondo che prima non ti apparteneva. Un mondo 100 volte migliore. Un Grazie a mandino per avermi illuminato su questa cosa.

aborto

Siccome è saltato di nuovo fuori il discorso aborto esprimo (nuovamente) il mio pensiero in merito.

Innanzitutto dovrebbe essere tolta la figura del medico obiettore. Perché se una neomamma decide di andare ad abortire non può trovarsi sempre lo stesso medico che la fa abortire, Ma deve esserci un avvicendarsi di medici diversi perché altrimenti ci sarà solo un medico o due in una provincia (che non ci sono più tra l'altro con Renzi).
E per questo eliminare tutte le figure di medici obiettori. L'obiezione di coscienza non dovrebbe esserci più insomma. Poi lasciare l'aborto libero e gratuito negli ospedali, perché se una neo mamma è una zuccona si prende su di sé la responsabilità dall'aborto. Proprio per questo potenziare la figura dei consultori che disincentivano l'aborto anche con politiche economiche ad esempio al mio paese i cattolici davano un contributo economico a chi era in difficoltà e voleva tenere il figlio e non abortirlo. Perciò aborto gratuito si ma solo se la neomamma non cambi idea e perciò prende su di sé la responsabilità del gesto. Poi l' ultima decisione deve aspettare sempre alla madre, intendo dire che se il padre vuole che (la compagna la fidanzata la moglie quello che è ) abortisca perché non vuole un figlio tra i piedi allora la decisione deve essere della madre comunque in ogni caso perché se lo porta lei in grembo il figlio. Anche se una donna che abortisce mio figlio come ho già detto non la guarderò più in faccia perché come lei è libera di andare ad abortire Io sono libero di non guardarla più in faccia per tutta la vita, la mia vita.

Comunque continuo a non capire perché una neomamma debba abortire al posto di lasciare il proprio figlio in ospedale in modo che vada in affido a una famiglia che gli vorrà bene se lei non vuole tenerlo.

In ogni caso penso che se una donna viene violentata il figlio non ne ha colpa alcuna e perciò debba poter vivere.

E se la madre non vuole tenere il figlio allora lo lasci in ospedale terminando la gravidanza e questo discorso vale anche per un figlio che è malato o con disabilità anche grave. Perché nessuno deve decidere dalla vita degli altri e proprio per questo dico di lasciarlo in ospedale.

mercoledì 29 giugno 2022

canto notturno di un pastore errante dell'Asia

Ci son quattro protagonisti del canto notturno di un  pastore errante dell'Asia di Leopardi

A la greggia
B il pastore
C il poeta
D la luna.
( In questo ordine)

La luna è l'essere umano illuminato, che ormai ha compreso (e perciò non ha nessun interesse nel guidare altri) . È luce a se stesso. E proprio per questo guida gli altri. Anche se non vuole.

Il pastore è l'essere umano che vuole guidare gli altri, ma in realtà non ha compreso la vita. E perciò non sa dove andare, ma vuole guidare le pecore, che sono più in basso di lui.

Il poeta, che è quello più vicino alla luna, che si domanda il perché di tanta sofferenza nella vita ( e perciò neanche lui, come il pastore ha compreso la vita) ma ha fatto un passo più in là, ha abbandonato l'ambizione di guidare le pecore e si è rivolto all' interno di se stesso a cercare un senso

e la greggia, che non si pone manco il problema, lei pascola beatamente e quando verrà l'ora morirà, senza nemmeno mai avere avuto una briciola di consapevolezza.

La greggia e la luna sono collegate, perché entrambe sono realizzate ed in pace con se stesse, ma la greggia è inconsapevole mentre la luna lo è.

Un'altra interpretazione potrebbe essere questa:

1 chi lavora e ha la pancia piena
2 chi lavora e ha la pancia vuota
3 chi non lavora e ha la pancia piena
4 chi non lavora e ha la pancia vuota

1 è la luna
2 è il pastore
3 è il poeta
4 è la greggia

O un'altra questa:

1 Lavora ed è contento di sé
4 Non lavora ed è contento di sé
2Lavora e non è contento di sé
3 Non Lavora e non è contento di sé.

Questo sono solo spunti che mi sono venuti in mente, vi metto un link alla poesia su internet.

canto leopardi

(in)giustizia

Mi ha colpito un passo di Pascal tratto dai pensieri:
Eccolo.
Rapportato alla modifica della legge sull' aborto negli Stati Uniti

Perciò era "giusta" la legge di prima o è " giusta" la legge attuale? Dipende dal punto di vista. Se lo guardi dal punto di vista della madre che non vuole tenere il bambino, e perciò lo vuole abortire allora è giusta quella di prima. Ma se guardi dal punto di vista del figlio, eh che i figli che non sono ancora nati non hanno alcun diritto di esistere, secondo alcuni. Ma non secondo me. Perché proprio perché è una nuova vita che bisogna tutelarla fin dal concepimento. Questo è il mio punto di vista e non vi chiedo di essere d' accordo con me, ma io la penso in questo modo. Checché ne dica qualsiasi abortista.

l'intolleranza verso l'altro sesso

L'intolleranza verso l'altro sesso è, molto probabilmente, causata da violenze subite proprio dall'altro sesso. Cerco di spiegarmi.
Se una donna viene violentata potrà avere due reazioni:
1 odiare l'altro sesso ( per generalizzazione ( tutti gli uomini sono dei violentatori potenziali)) oppure
2 non odiare l'altro sesso (ho subito violenza ma non tutti gli uomini sono uguali).
dipende dal suo vissuto.

In un caso si ha una personalità sana, nell'altro disturbata.
E qui iniziano i problemi. Perché chi ha una personalità disturbata creerà inconsapevolmente un clima di odio tra i sessi ( ed in questo caso parlo sia di femmine che di maschi).

L'importante è vivere bene con se stessi. Se questo non c'è è probabile che la persona creerà problemi a non finire.

martedì 28 giugno 2022

L'innamoramento e l'amore

L'innamoramento è come una pentola bassa piena di acqua calda messa sul fuoco a bollire e riempita con un pugno di sale. Quando metti il sale si scioglie nell' acqua e sembra non esistere più, ad un primo sguardo, a meno che tu non la assaggi e scopri che è salata. Quando l'acqua raggiunge i 100 gradi inizia a bollire e non smette finché non è evaporata tutta. Rimane però il sale, alla fine, che è l'amore. Non si deve, perciò, confondere l' innamoramento con l'amore. Perché l'amore fa parte dell'innamoramento e ne è contenuto, ma l'innamoramento, così come l' acqua, a lungo andare diminuirà fino a sparire e lascerà il posto all'amore.

Grazie Silvia, per avermi ispirato tutto ciò, perché pensavo a te mentre scrivevo.

una storia seria

Ti dico che tutte le storie sono storie serie.

Perché una storia per essere tale deve darti qualcosa.

E se una storia non ti dà niente non è una storia.

Che sia una semplice storia (racconto) o una più grande storia d' amore.

Come vedi esistono solo storie serie

E se uno ti dice: 
"ho avuto una sola storia seria".

Non credergli. Ti sta mentendo. Perché o considera le altre non serie ( e vuol dire che non gli hanno trasmesso niente) e perciò è un superficiale, oppure, ed è ancora peggio, ha giocato col cuore delle persone con cui è stato. E questa non è una bella cosa. 

chi sta in alto dice:

Di solito non modifico le poesie di altri ma in questo caso farò un' eccezione, come fece la profe ormai trent'anni fa ( facendo ridere tutta la classe)

Prof Ornella Franchi:

"Chi sta in alto dice:
si va alla Rinascente.
Chi sta in basso dice:
si va al Continente."

Betolt Brecht "Sul muro"

Sul muro c'era scritto col gesso
viva la guerra.
Chi l'ha scritto
è già caduto.
chi sta in alto dice:
si va verso la gloria.
Chi sta in basso dice:
si va verso la fossa.
La guerra che verrà
non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell' ultima
c'erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente egualmente.
Al momento di marciare molti non sanno
che alla loro testa marcia il nemico.
La voce che li comanda
è la voce del loro nemico.
E chi parla del nemico
è lui stesso il nemico.

Cristian Peli "Sulla lavagna"

Sulla lavagna c' era scritto col gesso:
Peli interrogato.

Chi l' ha scritto era la profe

Chi sta vicino alla cattedra dice: si va verso la gloria.

Chi sta lontano dalla cattedra dice: si va verso la fossa.

L'interrogazione che verrà non è la prima.
Prima ci sono state altre interrogazioni.

Alla fine dell'ultima c' erano secchioni e asini.

Fra gli asini c'era chi diceva: appena torno a casa mia mamma m' ammazza e arrivato a casa prendeva un calcio nel culo
Fra i secchioni c'era chi diceva: appena torno a casa mia mamma mi loda ma appena arrivato a casa prendeva un calcio nel culo
egualmente. (Perché non aveva preso abbastanza)

Al momento di essere interrogati molti non sanno che alla cattedra troneggia il nemico.

La voce che li interroga
è la voce del loro nemico.
E chi parla di interrogazione
è lui stesso il nemico.

perdonare non è facile

Si tende a pensare che chi perdona sia debole. Perché perdonare non è facile. altri tendono a pensare che chi perdona sia forte. Ma qui non c'è né debole né forte. C'è solo chi ha consapevolezza di se stesso e degli altri. E non fare ricadere gli errori degli altri su se stesso.

le capre e i due popoli

Ho sentito su YouTube una storia di due popoli e delle mucche. Voglio un po' modificarla con protagoniste delle capre.

Iniziamo.

C'era un popolo che viveva nella valle e faceva pascolare le capre. La vita scorreva felice perché le persone allevano le capre bevendone il latte e ammazzano i capretti ancora piccoli e mangiandoseli per Pasqua. Un altro Popolo viveva sulla cima delle montagne e viveva sempre con le capre ma le capre producevano poco latte, perciò decisero di far crescere i capretti e mangiarli quando fossero più grandi cioè mangiarli quando fossero diventati becchi o Capre. Per questo motivo per non fare litigare i becchi tra di loro decisero di tenere un solo becco e castrare i becchi ancora da piccoli.

Finché i due popoli vissero pacificamente ignorandosi tra di loro tutto andava a gonfie vele, ma quando i due popoli iniziarono a venire a contatto si crearono scontenti e malumori. Poiché le usanze di un popolo sembravano barbare all'altro popolo. Fu così che i vecchi delle due società decisero di mantenere rapporti amichevoli tra loro e di ignorarsi reciprocamente. Ma i giovani non erano d'accordo. Iniziarono così delle scorribande punitive di un popolo nei confronti dell'altro e viceversa. Quando i vecchi morirono i giovani presero il sopravvento e cominciò la guerra fra i due popoli. Finché il popolo della Valle più numeroso di quello dei Monti vinse la guerra e sottomise alle sue usanze quello della montagna.

Ora, mi dico, che senso ha decidere, da osservatore esterno, che non ha senso farsi la guerra? Per carità, è meglio vivere pacificamente che in perenne stato di guerra, ma se io intervengo e dico che voi , entrambi, sbagliate, perché dovreste vivere ad un livello superiore , quello della pace e dell'abbondanza e soprattutto che il mio modo di vedere è giusto ed il vostro sbagliato? Non so, forse avrò capito male io il messaggio di quel video, ma questo è quello che ho percepito, cioè io ho ragione e voi torto. 

E non mi interessa se mi confutate, anzi, meglio, che così posso allargare i miei orizzonti.

Ed ho modificato il racconto per mostrare questa contraddizione. Anche se forse non ce ne era bisogno.

Guardate il video linkato qui sotto che merita.
Volevo solo evidenziare degli aspetti che per me erano (e non sono più) importanti.

lunedì 27 giugno 2022

un mattone

Un mattone è sempre un mattone. Sia che tu lo metti nella fondamenta sia che tu lo metti sul tetto. Ma proprio la posizione dove lo metti è quella che conta. 

Voglio dire che posso partire con un'idea e poi cambiarla man mano che cresco. Cresce la consapevolezza e così cresco anch'io. Perciò non ho paura di cambiare opinione, anzi, è quello che voglio.

Spettacolo i 2 nuovi capitoli di berserk

Spettacolo i 2 nuovi capitoli di berserk commentati da cavernadiplatone.
Una vera goduria.
Ma solo per pochi intenditori.
Gli altri ( probabilmente) non capiranno e si stuferanno o non capiranno e criticheranno ( critica fine a se stessa).
Andate su YouTube e guardate, che ne vale la pena ( soprattutto se vi piace il fantasy o se conoscete già l'opera del defunto Kentaro Miura)
Koji Mori e lo studio Gaga ( insieme ad hakusensha) hanno fatto un lavoro egregio, riportando in vita l'opera del maestro.

Lunga vita a Berserk!!!

domenica 26 giugno 2022

Gesù scaccia un demonio a Capernaum

Gesù scaccia un demonio a Capernaum ( Mr 1,21-28)
=Lu 4:31-37 (Mr 5:1-17; At 10:38)
21 Vennero a Capernaum; e subito, il sabato, Gesù, entrato nella sinagoga, insegnava. 22 Essi si stupivano del suo insegnamento, perché egli insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi.
23 In quel momento si trovava nella loro sinagoga un uomo posseduto da uno spirito immondo, il quale prese a gridare: 24 «Che c'è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto per mandarci in perdizione? Io so chi sei: il Santo di Dio!» 25 Gesù lo sgridò, dicendo: «Sta' zitto ed esci da costui!» 26 E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 27 E tutti si stupirono e si domandavano tra di loro: «Che cos'è mai questo? È un nuovo insegnamento dato con autorità! Egli comanda perfino agli spiriti immondi, ed essi gli ubbidiscono!» 28 La sua fama si divulgò subito dappertutto, nella circostante regione della Galilea.

21 come uno che ha autorità non come gli scribi

Come insegnavano gli scribi? Probabilmente leggevano e commentavano. Mosè qui dice questo è questo, perciò voi dovete seguire la legge. Quello che molti preti e catechisti dicono oggi. Seguite Gesù perché qui dice così e così. Non si ferma a riflettere sulle sue parole, e chi lo fa viene zittito dall' autorità di chi ne sa di più ( o almeno pensa di saperne di più) questo è interessante perché chi pensa di saperne di più non vuol dire che ne sappia di più. Almeno quando andavo io a catechismo era così. Mentre Gesù non commenta , ma parla da sé. Delle sue esperienze. Di quello che pensa lui. Che si confà alla legge, ma la supera anche. Perché parla dall'amore e non dalla testa. E l' amore è una sorgente che zampilla sempre. E Gesù vi attinge a piene mani.

23 In quel momento si trovava nella loro sinagoga un uomo posseduto da uno spirito immondo

Come fa uno che è posseduto dal male a stare in una sinagoga( chiesa)? È possibile che anche per noi, che veniamo 2000 anni dopo, si possa ripresentare la stessa situazione? È possibile che gli uomini posseduti da uno spirito immondo siano proprio nella chiesa? Per me non è solo possibile ma è così. Perché se perfino il Papa tutte le volte dice di pregare per lui allora vuol dire che il male può annidarsi ovunque. E la chiesa è il posto preferito dal demonio. Perché li nessuno sospetterebbe mai che vi sia nascosto.

sabato 25 giugno 2022

così come d&d

Così come nei giochi di ruolo (vedi d&d), la coppia ha le stesse dinamiche. Nei giochi di ruolo c' è il bello e il brutto. Così come nella coppia. Il bello è che giochi, interpretando un personaggio diverso ma uguale are stesso, il brutto sono le dinamiche tra i giocatori. E nella coppia è lo stesso. Il bello è che ci si conosce, scoprendosi, ma il brutto sono le dinamiche che si vengono ad instaurare. Bisognerebbe essere così attenti da impedire alle dinamiche negative di insinuarsi all'interno della coppia, mentre si gioca il gioco dell'amore. Il problema è quando non sai nemmeno che esiste, il gioco di ruolo. E quindi lo ignorerai per tutta la vita.
Ma ancora più brutto è avere giocato il tanto che ti è piaciuto, e poi aver smesso perché il gruppo si è sciolto. E restare col rimpianto di giocare. Quella è la cosa peggiore. In assoluto. Ed anche la cosa più sciocca, inutile e dannosa che si possa fare.

la cosa più importante

La cosa più importante è avere gente che abbia una elevata capacità di concettualizzazione.
Per fare questo è necessario portare a conoscenza della massa la PNL e le dinamiche a spirale.
Non so dove porterà tutto ciò, ma secondo me è questa la strada da seguire.
Perché se si continua su questa strada non si sa dove si andrà a finire. O meglio, si finirà con la guerra. ( Che, tra parentesi, è già in atto). Perché i vari colori bassi entreranno in conflitto tra loro ed inevitabilmente ci sarà caos. Un caos disordinato, potrei dire. Ma con la nuova capacità di concettualizzazione, di risolvere problemi, ci sarà un caos si, ma ordinato.
Perché se penso al reddito di cittadinanza, è molto probabile che chi lo percepisca finisca col deprimersi, nel medio periodo, poiché non ha più stimoli. E per questo finirà in psichiatria. E li sarà agganciato da una vecchia psichiatria che lo porterà a lavorare ( a gratis) come riabilitazione. Una visione distorta del lavoro e della psichiatria. Una psichiatria che ti imporrà psicofarmaci a vita, e lavoro gratis come riabilitazione. Oltre che laboratori per intra-ttenere l'utente. Cioè tenere dentro l' utente nella salute mentale. Una cosa squallida che non giova né all'utente né al sistema psichiatrico. Dovrebbe essere sviluppato, invece, il paradigma della recovery, con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, cioè la recovery star, una scala su dieci aree in cui ogni area è valutata con un livello di soddisfazione da uno a dieci. Ad esempio col lavoro, in che punto pensi che tu sia da uno a dieci , quanto percepisci soddisfacente il tuo lavoro? E nelle relazioni sociali, quanto pensi siano soddisfacenti in una scala da uno a dieci? E lì con l'operatore formato , che può essere un operatore o un utente esperto formato, confrontarsi per migliorare anche solo di un punto in un area a tua scelta. Perciò fare un lavoro su se stessi. E dare più responsabilità all'utente esperto, al posto di lasciarlo ai margini. Perché il suo contributo, come quello di tutti ( volontari e familiari) deve essere valorizzato e non deriso, come invece succede adesso. Beh, stai bene, cosa vuoi di più? Partecipare alla riabilitazione di chi non ce la fa ancora. E magari essere aiutato io, in quelle aree in cui sono carente, da chi in quelle aree è più esperto di me. Invece che dire, semplicemente: stai bene, cosa vuoi ancora, oppure: non stai bene, ti aumento le pastiglie.

Obbligare ad una certificazione di base in PNL e dinamiche a spirale, per chi percepisce il reddito di cittadinanza. Oltre a formarlo nel lavoro che dovrà svolgere per la comunità, un lavoro part-time integrato dal reddito di cittadinanza. E se vorrà lavorare otto ore sarà una sua scelta, sua e del datore di lavoro.

Ed ancora, Togliere la tassazione per le piccole imprese, per incentivarle ad assumere anche gente col reddito di cittadinanza, lasciare invariata quella per le medie e tassare il doppio le grandi- grandissime imprese.

In questo modo i ricchi diventano meno ricchi, ed i poveri diventano meno poveri. È proprio per questo che i " Berlusconi" ( per fare un esempio) combattono il movimento, perché è nel loro interesse mantenere lo status Quo. Cioè mantenere i ricchi ricchi e i poveri poveri, in modo da poterli sfruttare al meglio.
Cosa che io ritengo sbagliata.

giovedì 23 giugno 2022

non ho pensieri

Non ho pensieri.
Ma anche pensare di non avere pensieri è un pensiero.
Solo quando non penso non ho pensieri.
E perciò non posso neanche scrivere.
Ma è dal non-pensiero , che in questo caso è scaturito il pensiero.
Osservando me stesso.
Il me stesso senza pensieri.
Ed è nato il pensiero di non avere pensieri, in quel momento.

Comunque passiamo ad altro.
La strada dietro a me, dove stavano facendo dei lavori, ad esempio.

Come in tutti i lavori in corso, anche qui c' è una rete rossa. Un buco enorme e la strada interrotta.
Solo questo è quello che si nota.
Una siepe coi fiori rosa e la casa delle associazioni. E sopra a me, un pino enorme.
Siamo proprio a Villa. Un semaforo in lontananza, che è perennemente verde. E le auto passano, passano e non si sa dove andranno.

Ed io qui ho perso il non pensiero. Sono caduto di nuovo nella trappola della mente.
E non me ne vanto.

mercoledì 22 giugno 2022

come due merli

Come due merli zampettando si rincorrono, così le persone si incontrano costantemente.

Come due merli prendono il volo, così le persone, quando si lasciano andare.

Come i cacciatori sparano ai Merli in volo, così le persone si feriscono a vicenda.

il parco è deserto

Il parco è deserto.
L'altalena si muove col vento.
C'è solo il cinguettare dei passeri
Che si sente in lontananza.

Osservo in silenzio due bimbi
Appena arrivati.
Osservo anche la loro mamma,
Vestita di giallo.

Ininterrottamente continua
Il canto dei passeri.

La panchina su cui siedo
È molto comoda
Anche se fatta di ferro.
Svolge il suo compito.

Come io che, noncurante,
Scrivo il mio temino
Sullo Smartphone.

Pensavo che il parco fosse chiuso
Poiché non c'era anima viva.

Anima viva, un' anima, se c'è, deve essere morta. Per forza. Altrimenti non sarebbe un' anima.
Sarebbe una persona viva.

Il bimbo si muove sull'altalena.
"Mamma guarda".
Se penso a questa frase
Ogni bambino, credo,
l'abbia pronunciata.

Ma ora la noia si trasforma.
Cioè è la noia che guarda la noia.
E perciò non ci si annoia.

Ma ora basta, che il silenzio sovrasta se stesso.


il più schiavo tra gli schiavi

Tu starai lì finché non sarai morto. Di morte morirai diventa: di lavoro morirai. Ma questo vale solo per te. Perché pensi che se sei sotto padrone dovrai servirlo per sempre. Non finché lo vorrai. Perciò tu sei il più schiavo tra gli schiavi.

il più schiavo tra gli schiavi

martedì 21 giugno 2022

È più interessante una statua o una persona in carne ed ossa?

È più interessante una statua o una persona in carne ed ossa? Perché la persona in carne ed ossa sono io quando ti parlo, mentre la statua sono io quando ho scritto. Perciò quello che dico è più importante di quello che scrivo. Anche se sto dicendo quello che scrivo o meglio quello che verrà scritto.

È più interessante una statua o una persona in carne ed ossa?

vale la pena?

Interessante la funzione registra schermo. Potrei farci qualcosa di utile, di buono. Come pubblicare un video su YouTube. Anche se non so le visualizzazioni che potrebbe avere. Ma non mi interessa. Poiché Vivo nel flusso. Qualcuno potrebbe dire che il flusso della corrente potrebbe portarti a Riva a sfracellarti, ma non me ne curo. Infatti, se penso che quello che è stato è stato non ci sarà mai un attimo uguale a questo. Semplicemente, svanisce dopo un secondo che l'ho pensato. E proprio per questo vale la pena scriverlo.

nel momento

Nel momento in cui registro, scrivo. semplicemente. Pubblicherò tutto questo su YouTube?
Dovrei essere un pazzo. Ed un pazzo sono.
Ma non so se lo pubblicherò ovvero se avrò il coraggio di pubblicarlo. Sta di fatto che questo esercizio potrà tornarmi utile mentre parlo con delle persone che ho appena conosciuto.

Nel mezzo del cammin di nostra vita

Nel mezzo del cammin di nostra vita
Mi ritrovai nel mezzo a una radura
che la diritta via fu ritrovata

Ahi quanto a dir qual era la calura
Sotto quel sole che si m' abbagliava
Che tutte cose intorno aveano luce

Ed io mi dissi ancora seguitando
Che il fuoco si, che mi splendeva dentro
Trafisse in un momento il cieco buio
Di tutte cose, che ci sono al mondo

Nemmeno una parea lumare poco,
E rimirando dissi: o tu che temi,
Non tremar più, che quando il sole splende
Splende per tutti, attraverso di te.

Ciao vorrei conoscerti

Ciao vorrei conoscerti.
Dimmi qualcosa di te. Non so cosa dire. mi hai spiazzato. E non è una cosa da tutti i giorni.
Ehi ma ero io che volevo conoscere te non il contrario. Mi ha fregato ben bene.
Ma così come io ho la possibilità di conoscere te così tu hai la possibilità di conoscere me. È solamente parlando che inizieremo a conoscerci.

Sul perché non sto più scrivendo

Sul perché non sto più scrivendo.

Non è che non mi arrivi più roba, semplicemente non voglio più pubblicarla su facebook.
Perciò io continuo, non preoccupatevi, solo che voi non potete più leggermi. Grazie Rinaldo, mi hai illuminato.
Senza di te questi scritto non esisterebbe.

Ciao. Ci vediamo nella vita reale, addio, per adesso.

Sapevo che prima o poi sarebbe finita, ma non pensavo fosse così presto.

ciao voglio conoscerti

Sentiamo. Come faresti tu a conoscere una ragazza? Le direi ciao voglio conoscerti.
Non ci avevo mai pensato prima.
E poi guardo la sua reazione. Cioè se la sua reazione è positiva continuo dicendole magari
Sai, voglio conoscerti perché sei una bella ragazza; preferisco conoscere belle ragazze che brutti uomini. E guardo se ride.
Se invece la sua risposta è negativa lascio cadere il discorso. Ci proverò con un altra, che il mondo è pieno di belle ragazze.

Più che dire ciò che pensi sul momento... Non sbagli mai. Però bisogna dirlo. E se sbagli ci provi con un altra. Semplice.

il libro

Il libro è la cosa più stupefacente che sia stata inventata.
Poiché se anche tu sai, ad esempio, costruire un aereo da solo, metti un Boing 747, ma non sai passare a qualcuno la tua conoscenza, quando tu morirai la tua conoscenza, a meno che tu non l'abbia tramandata oralmente, sarà andata perduta. Ma resterà l'aereo che hai costruito. E qualcuno interessato potrà smontarlo, per capire come è fatto. Ma se tu infondi la tua conoscenza in un libro, chiunque saprà leggere potrà capire i passi che hai messo in pratica per costruire l'aereo da zero. E se hai uno smartphone, potrai scannerizzarlo e distribuirlo su internet, vedi l'enciclopedia di matematica di Corrado Brogi, e da lì potenzialmente tutto il mondo potrà sapere i passaggi che hai fatto per costruire l'aereo.
Voglio dire che è una cosa molto utile, il libro, e nella sua versione digitale lo è ancora di più. Perché, secondo me, si dovrebbe poter condividere la conoscenza senza costi, o meglio, basterebbe tassare , mettere una tassa per tutti. Ad esempio: ti faccio pagare 5 euro al mese per poter leggere qualsiasi libro in digitale. In questo modo la conoscenza si espanderà a chi ha voglia di partecipare. Perché chi usa quella app condividerà recensioni, e così si creerà il passaparola della conoscenza. ( Coma succede già con goodreads) Perché è si importante compensare gli autori, ma lo è ancora di più fare girare la conoscenza.

Lo stesso potrei dire per YouTube o Audible.
Si vede che era mezzanotte che scrivevo....

lunedì 20 giugno 2022

fiorire

Perché un fiore fiorisce?

Perché ci sono le condizioni, perché è giunto il momento.

E allora, per me, nel mio caso, è la stessa cosa?
Ci sono le condizioni per esprimere me stesso e lo faccio, semplicemente. Non penso a cosa dirò tra un momento, vivo nell'attimo presente.
Istante per istante.
E non c'è modo migliore per vivere.

È giunto il momento anche con le ragazze?
Non so, non so rispondere in anticipo. Perché tutto va vissuto nel momento. Se era ora che il fiore fiorisse, allora fiorirà in quel presente.
Ma se non è ancora tempo, semplicemente non fiorirà. E finché non sarà fiore, sarà pianta. E quando sarà fiore, sarà fiore. Tutto è come deve essere.

un libro di poesie e racconti

Ho un libro di poesie e racconti di un autore contemporaneo, secondo me è interessante, se vuoi leggerlo te lo presto a due condizioni:
1 se ti piace mi darai un euro, dopo che lo avrai finito di leggere
2 se non ti piace mi devi dire cosa non ti è piaciuto, e come potrebbe essere migliorato.

In ogni caso lo rivoglio indietro.

Liberamente tratto da un mio ricordo di un dialogo di Silvano Agosti con il compianto Salvo Mandarà.

poesia inutile

Quant'è bello
Fare il bidello
In una classe
Senza le tasse.

Quant'è bravo
Il professore
Quando spiega
La sua lezione.

E gli alunni,
Tutti insieme
Fanno caciara
Come le capre
Anche se sembra
Poco importante.

La poesia è l'emblema dell'inutilità.
Perché non ci guadagni niente, a scrivere, fuori che il tuo orgoglio. Ed anche questo è dannoso, perché alla lunga penserai di essere più importante degli altri. E questo non è un pensiero positivo. Anzi.

Meglio una poesia brutta che una bella. Poiché con la brutta poesia non potrai cascare nella trappola dell'orgoglio, mentre con una bella poesia si. Ed allora meglio scrivere cose brutte? No, meglio scrivere e basta. Quando ti viene. Che se poi ciò che hai scritto ti sembrerà pessimo, pace, lo avrai comunque scritto tu. È una parte di te che è diventata anche di altri. E non potrai più cancellare questo fatto.

Sia che sia qualcosa di bello sia che sia brutto.

domenica 19 giugno 2022

Alessia R

Scusami se non ti ho chiesto
Nemmeno: "come stai"
Ma ero addormentato
E poi ho riposato.

Così rimedio adesso
Che ho la mente fresca
Come se fossi ancora
Dentro alla tormenta.

Apro la finestra
Per prendere un po' d' aria
Perché il caldo di Brescia
È molto soffocante
E come fossi là adesso
Ti dico: " fossi fesso"

A stare ancora dentro
Dove, dieci anni fa
Ci siamo conosciuti
Non per volontà nostra.

Ricordo che mi hai chiesto
"Scrivimi qualcosa "
Ma ciò che mi viene in mente
Forse non è all'altezza.

Passo ancora il tempo
A scrivere poesie
Oltre che riflessioni
E non sono mai stufo:
Ma dimmi tu se devo
Tornare al vecchio lido
Per rompere i Maroni!

Parabola del figlio prodigo ( testo Nuova Riveduta)

Vorrei che rileggeste insieme a me questa parabola. Ed io cercherò di sottolinearne alcuni aspetti che secondo me sono importanti. Non credo di poter spiegare tutta la parabola, che c'è sicuramente chi lo saprà fare meglio di me, ma di esprimere solamente il mio punto di vista. 

Ecco la parabola nella traduzione della Nuova Riveduta, che evidenzia gli aspetti che voglio sottolineare.

Lc 15 11-32

11 Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. 12 Il più giovane di loro disse al padre: "Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta". Ed egli divise fra loro i beni. 13 Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, messa insieme ogni cosa, partì per un paese lontano e vi sperperò i suoi beni, vivendo dissolutamente. 14 Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una gran carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 15 Allora si mise con uno degli abitanti di quel paese, il quale lo mandò nei suoi campi a pascolare i maiali. 16 Ed egli avrebbe voluto sfamarsi con i baccelli che i maiali mangiavano, ma nessuno gliene dava. 17 Allora, rientrato in sé, disse: "Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 18 Io mi alzerò e andrò da mio padre, e gli dirò: 'Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: 19 non sono più degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi servi'". 20 Egli dunque si alzò e tornò da suo padre. Ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione; corse, gli si gettò al collo e lo baciò. 21 E il figlio gli disse: "Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: non sono più degno di essere chiamato tuo figlio". 22 Ma il padre disse ai suoi servi: "Presto, portate qui la veste più bella e rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei calzari ai piedi; 23 portate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24 perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato". E si misero a fare gran festa. 25 Or il figlio maggiore si trovava nei campi, e mentre tornava, come fu vicino a casa, udì la musica e le danze. 26 Chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa succedesse. 27 Quello gli disse: "È tornato tuo fratello e tuo padre ha ammazzato il vitello ingrassato, perché lo ha riavuto sano e salvo". 28 Egli si adirò e non volle entrare; allora suo padre uscì e lo pregava di entrare. 29 Ma egli rispose al padre: "Ecco, da tanti anni ti servo e non ho mai trasgredito un tuo comando; a me però non hai mai dato neppure un capretto per far festa con i miei amici; 30 ma quando è venuto questo tuo figlio che ha sperperato i tuoi beni con le prostitute, tu hai ammazzato per lui il vitello ingrassato". 31 Il padre gli disse: "Figliolo, tu sei sempre con me e ogni cosa mia è tua; 32 ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato"».

16 Egli avrebbe voluto sfamarsi con i baccelli che i maiali mangiavano, ma nessuno gliene dava.

Nessuno gliene dava indica una mentalità dipendente dagli altri, come prima era dipendente dai soldi del padre, ora dipende dai baccelli e da chi può fornirglieli. Chi non capisce perché non se li prendeva da solo non capisce una mentalità dipendente dagli altri.

18 Io mi alzerò e andrò da mio padre e gli dirò:

Prendiamo in esame quel io mi alzerò.
È il verbo della resurrezione, perché per risorgere( alzarsi di nuovo) nel NT si usa alzarsi.
Ma non è ancora pronto. 
Sta meditando in cuore suo, ma il pensiero è rivolto al futuro. Proprio perché pensiero, non riesce ad agire.

20 Egli dunque si alzò, 

Si alzò. Ma quanto tempo sarà passato da quando ci pensa e quando agisce?

Non ha importanza. Perché una volta ri-sorto il pensiero di quanto ci ha messo non conta più.
Perché ora sta agendo.

20 Ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione; corse, gli si gettò al collo e lo baciò.

Fare quei pochi passi, per il figlio costa moltissima fatica.

Perché il figlio sa come si è comportato nei confronti del padre. E gli costa moltissima fatica proseguire. Probabilmente resta lontano, appena visibile, da molto tempo. Poiché è pentito, ma non sa che reazione avrà il padre. E li il padre lo scorge e si dirige verso di lui correndo.
 Tutti pensano che il figlio non sia pentito sul serio, ma lo è, altrimenti non avrebbe esitato così a lungo.

È il processo di maturazione dell'essere umano.
Prima dipende dai genitori, poi li lascia per divertirsi, poi prende consapevolezza di essere nella miseria, poi prende e agisce per uscirne, ma tornando dal padre lui lo accoglie a braccia aperte.

22 Ma il padre disse ai suoi servi: "Presto, portate qui la veste più bella e rivestitelo, mettetegli un anello al dito

Un anello al dito è il sigillo del padre su tutti i beni.
Poiché è ri-sorto ha diritto a tutti i beni del padre, tutto ciò che è del padre è anche del figlio. Cioè tutto l'universo è di chi è ri-sorto. È la seconda nascita, che viene rappresentata dal dargli l'anello. 
Il figlio non può prendersi l' anello, ma il padre può donarlo a tutti i suoi figli.

24 perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita

È la seconda nascita di cui parla Gesù a Nicodemo. Nato da spirito.
Ed è quella che in oriente viene chiamata illuminazione.

E fare festa è la condizione naturale di chi è ri-sorto.


28 Egli si adirò e non volle entrare.

Il secondo figlio non ha fatto il percorso del primo, è ancora all'inizio del cammino, non ha amore verso il fratello, anzi lo disprezza perché ha sperperato i beni che ritiene essere i suoi in futuro.
Poiché il figlio se ne è andato non ha più diritto a niente, pensa il fratello, e pensa che tutto spetti a lui alla morte del padre.

È una mentalità possessiva, che mette il denaro, i beni materiali al primo posto. Mentre il padre mette l'amore verso i due figli al primo posto.

29 Ma egli rispose al padre: "Ecco, da tanti anni ti servo e non ho mai trasgredito un tuo comando;

È la legge. Il figlio rispetta la legge di Dio ( padre) perciò è un buon ebreo.
Ma essere un buon ebreo non basta davanti a Dio.

32 ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita

È ri-sorto. Quando qualcuno risorge il padre fa festa. Anche se è stato lui stesso a dargli l'anello.
Perché risorgere o illuminarsi significa compiere appieno la volontà del padre. Cioè un essere umano ha portato a compimento il suo potenziale.
Ed ora agisce secondo la volontà del padre.
Non perché rispetta la legge del padre ma perché la applica non sapendolo, non curandosene. Tutto è compiuto, per chi è illuminato.

aquilotto story

Ecco perché non mi ha colpito più di tanto " aquilotto story".
È semplice. Se tu stai già volando nell'alto dei cieli non hai più bisogno di uscire dal pollaio. Perché sei già fuori.
Ed io lo sono in tutti i sensi.

sabato 18 giugno 2022

la domanda svagliata

Mettiamo che la domanda sia: " che senso ha la vita? " È la domanda sbagliata. La vita sembra non avere senso, se la guardi da una angolazione sbagliata.

Una buona domanda è :" come posso trovare un senso alla mia vita?" Perché la vita è un opportunità, di creare ciò che vuoi tu.

Il senso glielo dai tu, vivendo , e non lo trovi facendoti una domanda. Agendo trovi la risposta, pensando brancoli nel buio.

Perciò è questa la domanda corretta.

"In che modo posso agire per trovare un senso alla mia vita?"

E questo lo scegli tu. Non puoi aspettare che sia qualcun altro a dirti come vivere. Altrimenti sarai succube di qualcun altro, e gli darai la colpa se le cose vanno male. Agisci tu, se vuoi trovare un senso alla vita. Al massimo avrai sbagliato tu con le tue mani. E non potrai più dare la colpa a qualcun altro. Che è lo sport che tutti fanno. È colpa tua se non vuoi stare con me, è colpa mia se non ti ho detto che ti amo e ti sei sposata. No, le cose sono andate così. Semplicemente. E se ti sei sposata, vuol dire che hai trovato l'uomo giusto, la persona solo per te. Ed io ne sono felice. Anche se non potrò più stare con te.

(Ti sei fatto una domanda e ti sei dato una risposta. Perché la risposta è insita nella domanda. Basta saperla vedere.)

Grazie Mary e Angelo. Probabilmente senza di voi non ci sarebbe questo scritto.

E allora - hai abortito

E allora, anche se non ritroverò la ragazza, vuol dire che era più importante, in questo momento, scrivere. E quindi adesso torno indietro.

Hai abortito mio figlio. Sei fortunata che non posso farti niente. Non perché io non possa farti niente, ma perché non voglio. Rispetto la legge più che me stesso. E perciò non mi andrò ad impelagare con te. Perché darti tutta questa considerazione?
Vai per la tua strada. Ma non farti più vedere. Perché adesso avrei un figlio. Ma non potrò mai sapere che faccia avesse. Perché tu l'hai abortito. Per scelta consapevole. È questo che mi fa più rabbia. Cosa dovrei fare, il bravo compagno e venire a consolarti? No, arrangiati, non voglio più saperne di te.

Addio.

Un ora e mezza a scrivere. È come con la pianta e la siepe

Un ora e mezza a scrivere. È come con la pianta e la siepe. O puoi fare una cosa o fai l'altra. Non puoi guardarle tutte e due. Intendo che se scrivo di getto non posso ragionare su ciò che scrivo. Ed il contrario. Ma posso rileggere in un secondo momento e modificare. Ma non lo farò. Perché altrimenti non pubblicherei più niente.

Cosa stavo pensando?

Cosa stavo pensando?

Che se non è adesso, allora sarà mai.

No. Non ricordo nemmeno il pensiero di due secondi fa.

Che cervello incentrato sull' attimo!

Che, però, non colgo mai.

Bo. Non so nemmeno se era qualcosa di importante.

Bah, niente da fare.

Più mi sforzo, meno ci riesco.

Come con le ragazze.

Sempre gli stessi temi ricorrenti.

In compenso c' è un cane che mi guarda.

È meglio indirizzare la mente o lasciarla vagare libera, senza una meta?

Meglio, rispetto a cosa?

Dipende dal contesto.

Ma se sai fare solamente una cosa, allora non potrai mai scegliere.

O scegli di non scegliere?

È vecchia!

Semplicemente, non posso scegliere.

Quello che esce, esce da sé.
Nel momento presente tutto è giusto.
È con gli occhi della mente,
con cui subentra il passato,
che arriva il rimpianto.

Che non è mai una cosa buona.

Adesso che ho pubblicato mi è venuto in mente.

Ogni cosa che è iniziata deve avere una fine. Anche questo scritto.

i grandi

Da bambini dicevamo : " i grandi".

A quelli che erano di una sezione in più di noi.

Perché eravamo abituati all' asilo che ci dicevano: "anche tu diventerai un grande"

E a noi, i grandi dell'asilo, ci facevano i dispetti. Quelli, i grandi, era meglio evitarli.

Perciò, alle elementari, chiamavamo " grandi" i veri grandi. Quelli che non capivano niente. Cioè chi è come me adesso.

Chissà se anche i bambini di adesso sono svegli come lo eravamo noi un tempo. Forse che si, forse che no. O forse solo qualcuno di loro.
Non posso verificare perché non ci parlo . Non ho riscontri. Perciò è meglio tacere. Su di loro.
Parlerò di me. Come ho sempre fatto.

È meglio guardare , anche se solo per un attimo, una bella ragazza che sta passando. E poi tornare a scrivere. Anche se cammina con le cuffie. È distratta e non mi nota. Peccato. Ha perso un occasione. Di conoscermi. Anche se io non sono poi ste gran che.

Sempre uguale a me stesso.
Lo ripeto spesso,
Ultimamente.

Continuo a cambiare sguardo, passando dalla messa a fuoco di un cespuglio qui vicino alla siepe appena dietro. Non riesco a guardarli nel particolare entrambi nello stesso momento.
Questo mi irrita? No, mi lascia indifferente. Come la tipa di prima con me.
Sulla strada in mezzo c' è il vuoto.
Non che mi dispiaccia, un po' di quiete.

Niente auto, niente bici. Solo qualcuno che passa e se ne va. Una coppia di anziani si siede sulla panchina accanto alla mia. Una risata. Un colpo di tosse. E poi via a parlare di cose futili, come i bambini di poco fa al parco.

Chissà se mi vedono come noi grandi vediamo i bambini quando usano lo smartphone. Ma bisogna vedere come lo usi, il telefono. Che è solo uno strumento. Puoi farci tantissime cose, ma bisogna vedere quali.

Ad esempio messaggiare. O postare foto su internet. O scrivere pubblicando sempre su Internet. Ci sarà davvero una differenza tra il postare foto e lo scrivere? Bisogna vedere che foto. E che scritti. Intanto, per non saper né leggere né scrivere, non mi sono fatto mancare nulla. Che ho sia postato foto, che scritto.
Cavolate? Come questa?

Wow, che sguardo da mozzare il fiato

Wow, che sguardo da mozzare il fiato.

Ho incrociato casualmente - casualmente? Lo sguardo di una ragazza. Occhi azzurri. Non esprimevano amore, sensualità, era ancora uno sguardo acerbo. Acerbo nel senso che non era ancora maturo ( nel senso dell'amore) . Esprimeva solo curiosità. Mista a indifferenza.

Non era timida. Non ha distolto lo sguardo - solo per un momento, un attimo di - esitazione? No, non era esitazione. Era pudore. Solo per un attimo. Poi ha continuato a guardarmi, quasi rapita da me. Figuriamoci, non darti tante arie.

Concentriamoci su quello che ho provato io.
Una stretta al cuore. Un leggero battito accelerato.
Un breve attimo di immensità.

Il merlo zampetta
incurante di me
nel parco.
Ogni tanto si ferma
e becca l'erba.

Il pino maestoso
continua a guardarmi.
Allo stesso modo
in cui io lo guardo.

Il merlo è ormai sparito.
Il pino è sempre lì,
immobile, sempre uguale
a se stesso.

I bimbi parlano, parlano,
ed io non li ascolto.
Sono immerso nei miei pensieri.

Così come loro.

Ma loro comunicano,
mentre io scrivo.
Il parco è pieno di zanzare.
È ora di andare.
Che mi stanno mangiando.
A malincuore devo andarmene.
Ma tornerò.
Per te.

Possibile che stia aspettando?

Possibile che stia aspettando solamente che io mi dichiari?

Sarei troppo scemo.

Comunque non la vedrò più fino a fine agosto.

Indi per cui sono uno scemo completo. Totale. Fatto e finito.

Basta complimenti, che poi divento rosso.

A proposito di alcolici

A proposito di alcolici: non deve esserci stordimento bensì consapevolezza.

Perciò l' alcol non serve.
Serve la vita, semplicemente.
Ed io servo la vita.

Niente ripensamenti, né inibizioni.
Solo amore.

Ma quale amore, quello dei poeti, che per lo piu è : scrivo qualcosa perché vorrei qualcosa da te ( a parte rari casi dove i poeti sono anche mistici).
Ed in questo modo non ottengono nulla.

O quello dei mistici, che è: amo te, e non voglio niente in cambio. L'unica cosa che mi viene in tasca, amandoti, è la gioia di farlo. E questo è il più grande dono. O ancora meglio è: amo te perché mi va di essere così in questi momento. O meglio, perché ciò che provo è proprio questo. Perciò non serve che io te lo dica. Perché ciò che susciti in me non ha niente a che vedere con te. È una cosa mia e mia deve restare.

So di essere egoista ma questo è l'unico modo che conosco di vivere. E se conosci un solo modo non sei libero. Per questo voglio cambiare. Per poter scegliere se dirti che ti amo o meno.

Cosa che adesso non faccio.
Non ancora.

Come una pianta qualsiasi

Come una pianta qualsiasi ha bisogno di acqua, soprattutto quando è stata appena trapiantata, così se una persona viene introdotta in un posto nuovo ha bisogno di un sostegno, almeno all'inizio. Perché il sole non la bruci deve essere riparata e deve essere messo concime nella buca che hai fatto, dove verrà riposta la pianta, e devi stare attento, nel trapianto, a non rovinare le esili radici.

Perché in un posto nuovo una persona ( soprattutto se timida o introversa) ha bisogno di sostegno.

Una persona timida è come un' insalata mentre una persona estroversa è come una pianta grassa. La prima ha bisogno costante di acqua, poiché non ha radici, mentre la seconda ha bisogno costante di sole. Il sole per l'estroverso è la compagnia degli altri, l'acqua per il timido è il supporto degli altri.

Perché c' è chi non riesce a stare solo e chi ci riesce benissimo. Chi non riesce a stare solo ha un tipo di lavoro da fare su se stesso,che cercare la compagnia sempre degli altri non si può avere. Chi riesce benissimo a stare solo, invece, ha un altro tipo di problemi. Che se stai sempre solo dopo un po' impazzisci. Ci vuole metà e metà.

La soluzione sarebbe di saper stare in compagnia e anche in solitudine.

Quando sono solo ricarico le batterie, mentre quando sono in compagnia le scarico. Perché non si può sempre lasciare in carica una batteria né usarla per sempre. Servono entrambi gli stati.

Ma io ho imparato a scaricare le batterie anche da solo. Scrivendo.

venerdì 17 giugno 2022

"Bevi il liquore della vita"

"Bevi il liquore della vita. Non rimanere sobrio. Perché in quel caso rimanere sobrio vuol dire essere morto."
Osho ( libera interpretazione di un post su Instagram in inglese)

Questa frase mi ha colpito.
Finora sono stato sempre sobrio di vita e ubriaco di alcool. E ubriaco non lo sono più da anni.
Cercavo infatti un modo per essere spigliato come quando ero ubriaco ma da sobrio. E adesso so come fare. Osho riesce sempre ad illuminarmi.
Non devo più ubriacarmi con alcol ma con la vita.
E la vita è l'alcol più potente.

Ed il momento più propizio per iniziare è adesso.

Finché pensi con la testa degli altri

Finché pensi con la testa degli altri non penserai mai con la tua.
Mentre prendere gli altri come spunto per riflettere è solo un bene.

Ad esempio mi sono appena riletto " aquilotto story" di Elsy Franco e lo ho trovato più noioso di quando lo avevo letto la prima volta (circa 5 anni fa). È una storia adatta anche a dei bambini, con illustrazioni, che parla di un'aquila che crede di essere un pollo perché un uovo di aquila è finito a covare sotto una gallina. I condizionamenti del pollaio sono forti, ma alla fine l'aquilotto spiccherà il volo, dopo dubbi ed incertezze di vario tipo. Una cosa degna di nota è l'incontro con la volpe, che ne vuole sfruttare i sogni. Come hanno fatto quelli della casa editrice con me con la raccolta di poesie, ma questa è un' altra storia ... forse anch'io ho degli artigli robusti e un forte becco e sono riuscito a liberarmi? Perché se non avessi provato mi sarebbe rimasta la voglia di cimentarmi a pubblicare, e non avrei capito il meccanismo che sta dietro ai concorsi di poesie. E sarei ancora lì a tirarmi matto: "no, hai perso un'occasione e non ti ricapiterà più". No, niente da rimpiangere. È andata, e ormai appartiene al passato. Andiamo avanti.

Una favola adatta a dei bambini, dicevo, ma la metafora mi colpì maggiormente cinque anni fa che adesso. E lo ricordavo come un titolo di spicco.
Forse perché sono abituato a lggere altro, o forse perché l'ho già letto, ma non mi ha dato le stesse sensazioni della prima volta.

O forse è perché sono cambiato io, che non ha avuto lo stesso effetto?

vero Dio e vero uomo

Finalmente ho capito cosa vuol dire essere sia vero Dio che vero uomo.
Sei vero uomo quando nasci, cioè quando tua madre ti dà alla luce.
Sei vero Dio quando nasci la seconda volta e da lì in poi il divino si riversa attraverso di te agli altri. Perciò le due Nature si intersecano: vero Dio e vero uomo.

Perché prima pensavo ( credevo?) Che Gesù fosse soltanto umano. Niente divinità, niente resurrezione. Questa credevo fosse solo la favola della buona notte ( buona?) per chi ci credeva, cioè si, io ci credo, Gesù è il Cristo, il figlio di Dio.
Ed è risorto per noi.
Eccetera.

E anche dopo aver sperimentato l'inconoscibile, ciò che per sua natura non può essere detto, fino a stamattina, quando ho avuto il pensiero di cui sopra, la pensavo così. Ma ora, dopo questa rivelazione tutto è cambiato. E ciò che è stato un tempo è svanito come neve al sole.

Come tutti Gesù è venuto al mondo attraverso il parto ed il sesso ( so che qualcuno storcerà il naso) e quella è la nascita da uomo. Cioè quello che fanno tutti.

Nasci, cresci poi muori.

Ma Gesù è nato la seconda volta, come dice lui, da Spirito, ( e non spirito Santo) cioè ha sperimentato l'inconoscibile, ciò che gli orientali chiamano illuminazione. E qua so che molti smetteranno di leggere. Ma io proseguo. Ha sperimentato la conversione, cioè ciò che viene definita dagli stessi cattolici una inversione a u. Agivi in un modo, prima, e poi pensi ed agisci in un altro modo che supera il modo precedente. Nel mio caso era : vanità delle vanità, tutto è vanità.
E dopo era: il mondo è una meraviglia!

Ma non riuscivo a cambiare ancora mentalità, perché ero a cavallo tra un modo di pensare ed un altro.

Ora, io non credo bisogna essere seguaci di Gesù, ma essere Gesù stesso. Non il Gesù storico, ma il Gesù illuminato, quello si, cioè il fatto che ti accada l' illuminazione. Ma questo non dipende da te. Dipende da chi sta più in alto di te. E questo è un ragalo che non ha prezzo. Come la vita la prima volta, ti è stato dato un dono che non viene fatto a molti, una seconda volta. E ogni dono bisogna valorizzarlo a pieno. E perciò scriverò ciò che mi viene in mente.
Che questo per me è un divertimento, una voglia di mettersi in gioco ed una sperimentazione continua.

Anche se so che molti non gradiranno.
Ma ti dico, se non gradisci smetti semplicemente di leggere. Che c'è chi parla di tutto e di più, la fuori. Segui loro, non me. Che ti troverai sicuramente meglio.

Perché io non so ancora cosa dirò tra un momento. È il flusso dei pensieri inarrestabile che fuoriesce da una fonte che non si prosciuga. Ma si può ancora chiudere il rubinetto, nel mio caso. L'acqua c' è ma viene in superfice quando non la cerchi.

E ti domando: se Gesù è vero Dio e vero uomo, come può non essere illuminato? Perché se il Buddha c'è l'ha fatta rilassandosi, non vedo perché Gesù, che è anche Dio, non l'abbia sperimentata ( l'illuminazione). Per me resta in mistero chi non prende in considerazione le altre religioni perché si ritiene nel giusto. E cura solo il proprio orticello ignorando il resto del mondo. Perché lo stampino farisaico, ai giorni nostri, è più vivo che mai.

giovedì 16 giugno 2022

Proprio quando credi che la via sia inaccessibile

Proprio quando credi che la via sia inaccessibile scorgi un'altro sentiero più facile da percorrere. Solo che devi arrivare ai piedi della salita, fino ad appena sotto l' inerpicarsi del sentiero, ed è lì che puoi scorgere la nuova via.

Niente viene dal nulla

Niente viene dal nulla.
Si potrebbe anche dire che tutto ha una sorgente.

Ex nihilo nihil
Ho scoperto un punto di vista interessante.

E quale sorgente sarebbe quella dei miei pensieri?
Semplicemente, il nulla. O il vuoto.
Si, perché quando non penso a niente, il mio cervello si attiva automaticamente.

Mentre faccio qualcosa il mio cervello si spegne.
Cioè non produce contenuti.

Mentre quando mi rilasso, il cervello produce.

Semplice.

Perciò tutto viene dal nulla.

Ehi, senza neanche accorgermene ho modificato il detto di partenza.

Interessante!

Tutto si genera dal nulla per volere divino.
Infatti la sorgente dei miei pensieri è proprio fuori da me, cioè altro da me. Perché io sono solo il tramite che scrive, come una mano che scrive. E la mente è assente. Ma quando arriva la mente la mano smette di scrivere. Perché la mente intralcia i pensieri. Lo ripeto, io sono il tramite, non la sorgente. I pensieri arrivano, semplicemente. Ed io mi limito a metterli su carta (scriverli, che non è carta.... Lo Smartphone!)

Ex nihilo nihil
Chi ha scritto quella frase ( forse) non capiva nulla. O semplicemente non conosceva la mente che è andata oltre la mente. Oppure ha ragione ( per il 99% delle persone). O sono io che non capisco la profondità del suo pensiero. Del resto se non capisci qualcosa non gli dai peso. E se non gli dai peso la svaluti. Perciò per te non è importante.

Approfondiamo da Wikipedia

"Il suo fondamento prenderà per noi l'inizio da questo:
che nulla mai si genera dal nulla per volere divino"

Ma è proprio il contrario, almeno nel mio caso.

Tutto si genera dal nulla per volere divino.
Solo che c' è stato un punto di svolta, rispetto a prima.
E per me questo è un fatto incontrovertibile.
Almeno nel mio caso.

Tutto si mescola e rimescola e la mia mente elabora concetti, in base alle esperienze. È un processo che non ha fine, finché sono in ozio, mentre quando sono attivo ( cammino in montagna, lavoro, sono all'orto, ecc) ha fine immediatamente.

Comunque ha ragione. Tutto ha una sorgente. Solo che quando la sorgente è prosciugata non emette acqua. Ma quando la sorgente è nella norma, l'acqua esce. Semplicemente. Senza sforzo ne costrizione. Senza andare a cercare ciò che devi dire. Semplicemente, tutto arriva da sé.

Grazie, Giulia, senza di te questi pensieri non ci sarebbero stati.

C come Cristian

C: Ciao
D: Ciao
C: come ti chiami?
D: D
C: ho detto come ti chiami, ma forse era meglio chiederti come ti chiamano. Perché non credo tu ti chiami da sola. Oppure come ti hanno chiamata, che i tuoi genitori ti avranno pur dato un nome.
E dare un nome a qualcuno vuol dire rubargli l'anima
D: scusa ma non ho bisogno di compagnia
C: Io sì, ma non della compagnia che pensi tu.
Semplicemente, volevo parlarti. Perché il tuo sguardo ha un non so che di magnetico, mi ha incantato.
D: e perché mai dovrebbe averti incantato il mio sguardo? E perché mai dovrei fermarmi a parlare con uno sconosciuto?
C: il tuo sguardo mi ha incantato per il suo non so che di perso, per il suo essere schivo misto a malinconia.
E dovresti parlare con me perché ne hai voglia. O, ancora meglio, semplicemente desiderio.

Vorrei vedere meglio il colore dei tuoi occhi. Posso avvicinarmi ( se ti va) per poterli guardare meglio.
Occhi verdi. È raro il colore dei tuoi occhi. Esalta i lineamenti del tuo viso.

Te l'ho chiesto, oltre che per avvicinarmi a te, perché quando ricambio uno sguardo mi immergo profondamente nell'anima dell'altra persona, e mi dimentico di guardare il colore, che , almeno secondo me, è una cosa secondaria, pur se bellissimo, rispetto a due infiniti che si incontrano.

Che ne diresti di lasciare che in silenzio i nostri sguardi di incrocino, semplicemente, e si parlino, fino a che la sera che sta calando non ci sommerga nel buio, ed allora sia io che te non riusciamo più a scorgere lo sguardo dell'altro?

D: no, non mi va. Vattene che sto aspettando qualcuno.

C: ok, me ne vado. Ma serberò nel cuore il ricordo di questo incontro ancora a lungo. E questo è un Arrivederci, non un addio. Ciao, D.

il tempo e il sole

Il tempo è come il sole.
A noi sembra muoversi, ma in realtà è sempre fermo, siamo noi che ci muoviamo.

Forse è questo che si intende quando si dice che è una dimensione.

Ci muoviamo nel tempo. Prima giovani, poi adulti ( adulteri? Adulterati?). Poi anziani e poi morti. Ci decomponiamo.

Ma ci muoviamo noi, come tutte le cose, nel tempo.

il fiore nel prato

Concentrarsi sul piccolo fiore nel prato, piuttosto che sul prato stesso, offre uno squarcio di vista interessante.

Perché se il prato è sempre prato, composto da vari steli d'erba appena rasati, il fiore ai margini mostra un'interessante prospettiva.

È come se dicesse: guardami!
Ma nessuno lo scorge, poiché è nascosto, celato alla vista dei più.

Il fiore è sensuale, ed allo stesso tempo sessuale.
Sensuale poiché stimola i sensi in chi lo guarda, sessuale poiché serve alla riproduzione della pianta.

Perciò sensualità ( nutrire i sensi) e sessualità ( riproduzione) sono collegati tra loro in modo inscindibile.

È una cosa talmente bella ma talmente delicata che potrei pestarlo in ogni momento, adesso che l'ho scorto, ma non lo faccio, perché sarebbe solo uno spreco ed un vero peccato.

Varrà lo stesso tra esseri umani?

Calpestare un rapporto è solo uno spreco ed un peccato?

Perché riuscire a mantenere un equilibrio, anche se ci si lascia, anzi, ringraziare l'altro per i momenti stupendi che ci ha donato non è cosa da tutti.

Anzi, è solo per pochi.

mercoledì 15 giugno 2022

barcollare

Quando un bambino inizia a camminare sono i primi passi quelli più critici. Perché se riuscirà a superare l' ostacolo dei primi passi allora poi riuscirà a camminare, all'inizio barcollando, ma poi, con l'allenamento, sempre più spedito.

Quando un ragazzo vuole imparare ad andare in bicicletta, è tenere l'equilibrio su due ruote che lo spaventa, e perciò cade. Ma se riesce a trovare il baricentro, allora, all'inizio barcollerà un po' , ma poi, col tempo, riuscirà a pedalare sempre più spedito fino a che non avrà più problemi.

Quando un adulto vede il mare per la prima volta, e vuole provare a nuotare, è la paura di non toccare che lo frena, la paura che se non tocca colerà a picco, poiché non da nuotare.
Perciò, quando avrà imparato a nuotare non avrà più paura, la paura sarà scomparsa, semplicemente, poiché non esistono più le condizioni dell' inizio.

Così è per me con le ragazze.
In questo momento.
Ma nel futuro, chissà, dopo aver superato l' ostacolo ( e nel mio caso lo è) non riesco ad immaginare come potrò essere.

Reddito di cittadinanza

Se uno fa una cosa perché gli piace ( ad esempio lavora) è tutto ok, ma se è costretto dalla necessità allora non è ok. È ko.

Cerco di spiegarmi meglio.
Viviamo in una società in cui si può fare tutto, si è liberi, ma non si è liberi di non lavorare.
( Lasciando da parte il reddito di cittadinanza)
Si dovrebbe lavorare, almeno nel mio modo di vedere, solo se ti piace il lavoro, sei economicamente a posto ( rdc) e perciò cerchi ( o ti trovano) quello che vorresti fare, quello verso cui la tua indole si muove. Ma non per tutti è così. Perché se sei nel bisogno, allora farai anche cose di cui non ti frega niente, lavorerai per lavorare, non per fare ciò che ti piace. Poi, lavorando per ciò che sei portato a fare, scoprirai veramente se quello che fai ti piace oppure no, e perciò sarai libero di cambiare lavoro o di tenerlo, hai la possibilità di scegliere il tuo futuro.
Ma se sei, invece, senza un soldo o comunque nella necessità di lavorare, lavorerai anche solo per un tozzo di pane.

Perciò il rdc è utile, se usato bene, ma non come
" ecco, sono a posto e non farò mai più niente" ma come: "adesso ho un paracadute. Perciò posso gettarmi e vedere cosa succede. Proviamo a lavorare in questa ditta e guardiamo se mi piace".

Non deve essere considerato come assistenzialismo ma come un paracadute, se cadi non ti farai male.

Ma questo implica un cambio di vedute da parte dei singoli.

Per questo dico che è la strada giusta, proprio perché col rdc stiamo costruendo una società migliore.

Anche se non è ancora la società perfetta.
Ma pian piano ci arriveremo.

gioco di sguardi

Scusa, ma perché hai distolto lo sguardo?
Mi piace il tuo sguardo. E mi piacciono ancora di più i tuoi occhi. Non distogliere lo sguardo, perché anche tu hai qualcosa da donare, fosse anche solo uno sguardo. O un sorriso. Avviciniamoci, per godere meglio l' uno dello sguardo dell'altro.
Resterei così, ore, in estasi, guardandoti negli occhi. Ma tu mi sfuggi, è forse un gioco? Un giocare a scambiarci sguardi, a rincorrerci, avvicinarci ed allontanarci. Perché se anche tu provi qualcosa, con questo scambio di sguardi, mi renderesti immensamente felice. Ma la felicità è una cosa fuggevole, che scappa non appena la si  raggiunge. Come te.

La panchina più vicina dov'è?

La panchina più vicina dov'è?
A Carcina.

Era proprio palese che voleva che ci provassi.
Il suo sguardo non mentiva.
Ma io, per capriccio, stupidità o quant' altro non ho colto l'occasione.
Male, ragazzo mio.
Perché ha una figlia piccola che era lì con lei?
Perché sono sempre uguale a me stesso.

Questo, al posto di ferirmi, mi rinfranca.
Perché, a quanto pare, posso piacere ancora.
E che me ne sia accorto è un bene. Ma che non abbia agito è un male?

Non direi.

All'imbocco della ciclabile
ho incontrato un fiore.
Non l'ho colto,
e così il fiore più piccolo
Accanto a quello più grande
non ci ha rimesso.
Ed io ne sono uscito rafforzato.

Siamo in due ad averci guadagnato
Mentre una è rimasta neutrale.

Ci avrei guadagnato di più ad approcciarla?
No, credo ci avrei rimesso.
Perché se una donna ha una figlia e cerca qualcuno che le stia accanto, anche solo per un breve momento, vuol dire che, anche se non l'ho mai vista, è disperata.
E dalla disperazione non si ricava mai niente di buono. Solo guai.

Come fai a dire che era disperata? Magari voleva solo conoscere qualcuno di nuovo.

Magari, magari ... Ma non posso saperlo. Perché non ci ho parlato.

Una mamma che fa divertire la figlia col frisbee è una cosa buona. Ed infatti le ho lasciate al loro destino, entrambe.

Sono forse crudele? Ma se non c'è stata la scintilla... non importa, sarà per un altra volta.

Oppure poteva essere esperienza in un approccio verbale. Ormai è andata, e, come si dice: ogni lasciata è persa.

Ancora per poco. Forse

PS non sono ancora arrivato alla panchina!
Ho scritto tutto durante il tragitto!

Lo spettacolo della natura

Lo spettacolo della natura... Si, va bene tutto, anche se preferirei lo spettacolo di una bella ragazza... Ma sappiamoci accontentare. Per adesso.

Anche se niente supera lo spettacolo dei bambini che giocano in un parco.

Anziani e bambini, che accoppiata vincente!
Il bambino insegna e impara dall'anziano e viceversa.

Ogni ricovero dovrebbe avere un parco dove poter ospitare dei bambini. In questo modo i genitori sorvegliano i bambini mentre giocano al parco, al contempo gli anziani non autosufficienti li guardano giocare.

Ed in più i bambini e i loro genitori possono andare a trovare agevolmente i nonni, senza che si debba andare per forza, senza creare imbarazzi o senza fare sentire l'anziano un peso. " Dovete prendervi tempo per venire a trovarmi, per voi sarà una seccatura..." No, poiché portiamo i bambini a giocare. È dove si incontrano tutte le età, il parco di Villa dei Pini.

Ed inoltre anche se un anziano è rimasto solo, senza più parenti, può giovarsi di un sorriso guardando dei bambini giocare e ricordando il suo tempo passato.

Stranieri (? Sono più straniero io! ) e persone del posto di integrano alla perfezione, poiché sono qua con uno scopo comune, quello di fare giocare i propri figli. E si sa, i bambini giocano con tutto e con tutti, poiché di bambini si tratta. E potrebbero insegnare questo si genitori, la multiculturalità e lo scambio di vedute tra persone di diversa etnia.

Anche se è più probabile che sia il genitore a dire: non giocare con quel bambino, perché è straniero ( strano e straniero avranno la stessa radice comune?). E se il bambino, come è molto probabile accada, darà ascolto al genitore, si sarà persa un'occasione preziosa per entrambi. Perché il pre-giudizio ( un giudizio che viene prima) avrà vinto la sua battaglia. Ma è una guerra che sarà destinata a diventare pace, nel lungo periodo. Solamente se i genitori sapranno imparare dai propri figli, non se vorranno loro solamente insegnare.

Devo dire che è spossante

Devo dire che è spossante. Fare colazione alle 6 e mezza e poi mangiare a mezzogiorno. Forse finché non mi abituerò. Ma per adesso è così. Dovrei iniziare a fare uno spuntino regolarmente. Ma cosa mangiare? Un frutto di stagione, credo. O forse è meglio abituarmi così, per un paio di settimane, senza spuntino? E mangiare una colazione più sostanziosa. Solo che poi, quando vado a pranzo mangio troppo. Più di quello che non ho mangiato prima.

Dovrei chiedere un parere a chi è competente in queste cose. Ma non lo pubblicherò qui.
Probabilmente ( ma io non sono un dottore, perciò prendete quello che dico con le pinze) verso le 11 si abbassa la glicemia e perciò mi ritrovo con un calo di umore ( oltre che una fame da lupo).

Uno dei motivi per cui scrivo queste cose è perché così avrò la possibilità di rileggerle.

Ma quando rileggo, se non lo faccio mai?
Perché se rileggessi cancellerei tutto ciò che ho pubblicato fino ad adesso.
Perché non reputo validi i miei pensieri. Mi fanno letteralmente schifo. Perciò non rileggo. E così tutto questo rimane qua.

martedì 14 giugno 2022

assaporare

Degli alberi, tutte le foglie immobili.
Solo il canto degli uccelli si perde in lontananza.
Mentre attendo di entrare al lavoro
Vedo una sedia su cui riposare.

Seduto, assaporo questi venticinque minuti
che mi separano dall'inizio del lavoro
Allo stesso modo in cui
Assaporerò il lavoro
mentre svolgerò il mio compito.
Solo che tra poco non potrò più scrivere.

E non faccio caso ai rumori attorno a me
Né alla gente che mi passa accanto,
Solo al gracchiare di una cornacchia
Che esce dal bosco qua vicino.

Il fiore nel prato

Il fiore nel prato
È tutto bagnato
Se ha diluviato.

Ma la sua realtà
È d'esser scaldato
Dai raggi del sole.

Ma quanto gli duole
Venire pestato
Nella sua beltà!

Restando sdraiato
Lui sarà tagliato
E tolto dal prato.

Più ci penso meno arrivano i pensieri

Più ci penso meno arrivano i pensieri

Siccome ho lanciato una sfida a me stesso di
"Scrivere almeno un post al giorno fino a quando riesco" dovrei pur trovate qualcosa ( e non spero che qualunque cosa io dica sia interessante, magari per qualcuno potrebbe anche esserlo, ma per i più non lo sarà) da scrivere in questo post.

E forse ci sono già riuscito.

Ma anche se fosse, voglio continuare. Che, avendo tempo libero, ( 6 ore lavoro, 6 ore (? Di più!) dormo e ho 12 ore per fare ciò che più mi aggrada) posso dedicare mezz'ora a pensare a ciò che voglio scrivere...
Pensare, non è proprio che mi metto lì a pensare ... Che quello che mi arriva, quando e se arriva, lo fisso su uno schermo. L'importante è sapere cogliere il momento, in cui arriva qualcosa. Come adesso. O meglio, prima. Perché non so mai dove andrò a parare, quando inizio. È alla fine che si vede il risultato, non all'inizio. Come in tutte le cose.

Comunque, scrivere per tenersi allenato è un buon modo per staccare ed essere nel momento presente.

Anche se non ho fatto le scuole alte.
O forse proprio per questo. Beh, è superfluo ma agli Artigianelli, nell'ormai lontano 96-99, ero al secondo piano. Posso anch'io dire, allora, di aver fatto le scuole alte? (Questa è vecchia...)

No! E ne vado fiero.

E scrivere per un pubblico è un allenamento che ti permette di mantenere l'impegno, ti aiuta a non mollare, e ti dà quello stimolo in più per provare ogni giorno a fare qualcosa di nuovo. Non fare, ma pensare. Anche se il pensiero è qualcosa di volubile, almeno nel mio caso.

Ed ecco che all'inizio non sapevo cosa scrivere ed ora mi ritrovo con almeno una quindicina di righe scritte. Se solo sapessi parlare come so scrivere!
Ma una cosa non esclude l'altra. Che si può sempre imparare a parlare, anche alla mia età ( come se avessi 80 anni e non 40...)

Comunque non è una gara né una sfida, ma solo per poter vedere fino a quando resisto senza stufarmi.

Perché di solito mi stufo presto di fare qualsiasi cosa, mentre in questo momento mi sto divertendo ( altrimenti non starei scrivendo e avrei già mollato lo smartphone per fare qualcos'altro).

È come per tutte le cose. Quando inizio sono scettico, poi proseguo ( a volte anche a malincuore) e mi trovo bene, poi vado avanti e mi trovo meglio e poi non mi fermo più.

Ma torniamo agli artigia.

Che è l' esperienza che ti forma, e non intendo dire ti dà una forma, ma una formazione.
Anche se non tutte le esperienze sono gradevoli e quello che ti lasciano è solo un retrogusto amaro, sono esperienze. E questo fa sì che, quando ci ripensi, ( ma vale la pena ripensare ad un'esperienza passata? Non vale la pena farne di nuove?  ( Quando voglio fare una domanda con una risposta negativa uso una affermazione. Quando voglio fare una domanda con una risposta affermativa uso una negazione. Interessante.)). Mi sono perso nei meandri della mente.
Quando ci ripensi??? Come stavo proseguendo???

Comunque ho notato qualcosa di interessante e ne ho preso nota. Si vede che quello che stavo dicendo non valeva la pena scriverlo.

Mhhh per ora ti saluto. Che ho già scritto abbastanza. Bye bye

lunedì 13 giugno 2022

Ufficio complicazioni affari semplici ( ucas)

È molto più semplice di quello che penso.
Solo che non riesco a farlo.

Potrei sforzarmi, ma questo andrebbe contro la mia etica. L'etica del non sforzarsi.
Gioco.
Scherzo.
Non è l' etica del non sforzarsi bensì l'etica dell'andare contro tutti i miei principi.

Qualcuno stasera mi ha chiesto se mi fanno paura le donne. No, non mi fanno paura. Mi fanno impazzire.
O meglio, mi fa impazzire il fatto di non riuscire a parlarci.
Potrei parlarci facilmente, ma dentro di me non mi va di farlo. Non me la sento.

Ma questa è quella che si dice stupidità.
E non c'è rimedio.

Basta, son stufo persino di scriverlo.
Amo le donne ma non riesco a parlarci perché lo voglio io.

Niente di più stupido.
Niente di più idiota.
Un vero disastro.

Non riesco a cambiare.

È come gridare al vento.

Tu gridi, nessuno sente e le parole ti tornano indietro più forti di prima.

Consigli, frequenta persone.
Sarebbero anche buoni consigli, ma tu non mi conosci.
Perché altrimenti mi avresti consigliato "uno bravo", non di conoscere gente.
Perché se non riesco a parlare non riuscirò nemmeno a conoscere, se resto sulle mie ( e in questi anni che ci conosciamo sai che è sempre andata così).
Solo adesso che scrivo qua sullo Smartphone riesco a dialogare. Anche se è solamente un monologo.
Un soliloquio. Oppure uno sproloquio.
Bah, che tedio.
So che devo cambiare ma non faccio niente per cambiare. La vita mi piace ma così, in questo modo non ha proprio senso.

Non riesco ad agire.

Voglio vivere.
Voglio cambiare, cioè fare morire il mio vecchio io e sostituirlo con qualunque altra cosa.
Ma tutto ciò in questo stato di cose è impossibile.
Se non ci provo.

Bah, pubblichiamo, che è ora di dormire.
Così vedrò le reazioni ai miei deliri notturni.
A domani.

il movimento e la quiete

Beato, comodo, spaparanzato, qui, al vento, seduto su una panchina ai margini della strada, scrivo. E mi rendo conto che il sole appena spuntato da dietro le nubi mi rinfranca sempre.

Le auto corrono, chissà dove, e il tempo passa. O siamo noi che passiamo ed il tempo è sempre lì, fermo immobile? Lo spettacolo della vita è sempre davanti ai miei occhi, nei fili d'erba, nelle foglie al vento, nel passero che cinguetta in un attimo di silenzio. La volgarità non è mai della natura.
( Da volgo, popolo).
O volgere?

Le fronde che si muovono al vento, illuminate dal sole delle 18 che tra poco calerà dietro la montagna - o collina?- mi mostrano che la vita, nella sua immensa giocosità, è eterna. Il movimento e la quiete convivono, semplicemente, nell'attimo presente, in eterno.

È meglio sfruttare o essere sfruttato?

È meglio sfruttare o essere sfruttato?
È meglio avere un obiettivo, dirigersi verso una meta, o essere dei senza-tetto? ( E con senza-tetto intendo non avere un tetto sulla testa, essere cittadini della foresta, non dei semplici senzatetto).
O forse dipende dall' indole di ognuno, come ci si comporta?

Ogni macchina transita nella stessa direzione, ma i fiori rosa che sono ai bordi della strada non vengono notati dai più. Solo io, a quanto pare, riesco a scorgerli muoversi col vento, che non ho niente da fare, in questo pomeriggio di giugno.

Piuttosto che accendere la televisione accendo il cervello

Piuttosto che accendere la televisione accendo il cervello.

Perché mi sono bastati 10 secondi sullo smartphone per sapere che i referendum sono stati un flop e perciò non vedo il motivo di accenderla. Nel mio caso è solo un soprammobile che prende polvere.

Non capisco chi continua a guardarla, non condivido la scelta anche se rispetto chi ha un punto di vista diverso dal mio.

E magari anch'io sarei uguale, se non avessi fatto la naja, che è lì dove ho iniziato a non guardare la TV.

Non per scelta mia ma perché avevamo un sacco di cose da fare, ogni giorno, sabato e domenica compresi.

Cantando nel coro BAT dovevamo sapere la melodia della parte dei bassi a memoria, studiare tre testi di tre canzoni diverse ogni giorno sempre a memoria, cantare senza la partitura davanti, per poter guardare il direttore e cogliere le sfumature che ci indicava, esercitarsi nell'addestramento formale due ore al pomeriggio ( marciare), cantare tre ore in voce singola alla mattina e tre in voce assieme al pomeriggio ( ma andava a finire che erano sempre 4 o 5 ore in voce assieme), fare la pulizia dei bagni (saponata) e delle docce, nonché la pulizia della sala prove, pulire la propria branda e armadietto, fare il cubo tutte le mattine e disfarlo la sera, eccetera eccetera eccetera.

E la televisione manco mi ricordavo esistesse, a quei tempi! La sera eravamo sfiniti, provando a marciare mettendo i piedi nelle impronte di chi era passato prima di noi per non spostare la fila.
E imparare a "disegnare", che non è come stai pensando prendere in mano la matita, bensì fare un semicerchio perfetto marciando e mettersi al proprio posto senza più muoverti, la posizione sul palco, intendo, che al primo colpo doveva uscire perfetta. E gli attenti e i riposo come una fucilata.
E il coronazi, e tante altre cose che ora non mi vengono più in mente.

Ma se dovessi rifare la naja uguale a come l' ho fatta venti anni fa partirei subito per Bressanone.

So che sono stato un po' nostalgico, ma ci voleva.
Ciao a tutti i pariscaglia, le matte e i nonni con cui ho sperimentato i 9 ( tranne il car) mesi migliori della mia pessima vita.

Bassi tonanti, sempre. E Pes.
( Che non è Pro Evolution Soccer, ma un'altra cosa).

domenica 12 giugno 2022

L'Orlando furioso

Perché non ne ho mai abbastanza?
Ho trovato Plutarco ( un estratto dei moralia) e Sciascia ( il giorno della civetta) ma non ho preso l' Orlando furioso di Ludovico Ariosto.

Perché? Forse per poter scrivere tutto ciò.

Anche se c'era solamente il primo volume (di due)

Non posso resistere ai libri. Soprattutto a quelli di poesia. Prima di aver finito più di 20 canti ce ne passa! Ma io, niente. Non l'ho preso. Posso farne a meno? No, evidentemente, perché altrimenti non sarei qua a scriverne.
E poi acquisterò il secondo volume in un secondo tempo. È un'opzione ragionevole.
Ma ho agito di impulso. Oppure no?
Di sicuro non di istinto.

Anzi, l'istinto era di tornare indietro a prenderlo.
Ma io niente, cocciuto che non sono altro.

Torno indietro, adesso che sono a casa, e lo prendo.
Non vedo altra soluzione.
Guarda te se devo stare qua a tormentarmi per un poema!

Manco fosse una bellissima ragazza!
In quel caso non mi sarei nemmeno avvicinato, per la paura. Paura? No, è timidezza. O è solo una scusa per poter stare da solo? Bel guadagno che ho fatto, a stare solo.

Ma è proprio vero che l' essere umano non è mai sazio. Se non sa accontentarsi. Ma io, so accontentarmi? Di stare solo mi sono accontentato fino ad adesso.

Ma ora? Il passato è passato. Devo scegliere ora cosa fare. Qui, nel momento presente.

E quindi?
Tutto questo mi dice che sono ancora nel verde, con solamente rari spazi nel giallo. Solo quando accade qualcosa che mi turba, no, che mi riguarda, anzi, che mi colpisce riesco a scegliere. Altrimenti resto sempre a farmi menate su menate.

E questo non è affatto un bene.

Poi mi riempio di aspettative che mi creo io e mi butto giù da solo.

E questo è proprio un male.

E proprio per le aspettative infrante mi ritrovo solo.

E questo è malissimo!

Dunque, che fare?
Agire!
Ma ora sono le 12. Si mangia. Ho fame. Vado dopo? Rimando. È come con le tipe, non concludo niente. Bah, sono stufo di scrivere deciderò in un prossimo futuro cosa fare. Per ora mi arrendo. All'ennesima sconfitta. Anche se ho qua due libri. Mi metteró a leggere. Plutarco. il fato e la superstizione.


sabato 11 giugno 2022

Cane, gegge e pastore

La mia mano è il cane, la mia mente è un gregge di pecore. E la scintilla divina è il pastore.

Cosa intendo dire?
Semplice, quando scrivo sono guidato da qualcosa più alto di me, che chiamerò scintilla divina, che mi fa venire in mente determinate cose. E la scintilla divina indica alla mia mente la strada da seguire, e la mente, docile come un gregge di pecore, la segue. Così inizio a scrivere, ed il flusso di pensieri è inarrestabile. Ma poi arriva un momento in cui una pecora esce dal gregge, una parola è stonata.
Lì interviene il cane che fa rientrare nei ranghi la pecora che si stava smarrendo, cioè interviene la mia mano, che cancella la parola stonata e, rileggendo, faccio ripartire il flusso di pensieri e ricomincio a scrivere.
È così che nasce tutto quello che state leggendo.

La città e il bosco

La città e il bosco sono identici perché in città puoi trovare gente di tutti i tipi, come in montagna puoi trovare erbe, piante e animali di tutti i tipi.
Inoltre, mentre in città la vita è sia frenetica che calma, così anche nel bosco la vita è sia frenetica che calma.

Mi spiego meglio.
In città tutti sanno che c'è frenesia, ma se guardi in casa di chi ci abita, come in tutte le case ci sarà calma ( o almeno si spera, che una casa in subbuglio è come un cimitero dove si balla).

Così è nel bosco, solo al contrario.
Pensa al sentiero che serpeggia su per il crinale della montagna, passando attraverso ad un bosco. Tutto ti sembrerà calmo e ordinato, almeno in apparenza, poiché non scruti nella fitta vegetazione fuori del sentiero. Lì troverai alveari in qualche pianta marcita da tempo, formicai che brulicano di vita, serpenti che mangiano topi, rane che depongono girini, eccetera eccetera eccetera.

L'unica differenza è che nel bosco di giorno fa fresco mentre in città di giorno fa caldo.