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mercoledì 8 giugno 2022

Il canto degli uccelli

Il canto degli uccelli non viene mai disturbato.
Qualunque cosa accada, che sia un forte rumore di un' auto in corsa, le chiacchiere di gente indaffarata oppure l'abbaiare di un cane o il canto di un gallo.

L'unica cosa che può farli interrompere è un terremoto, che divelga la pianta su cui sono appoggiati. Ma loro, cantando, svolazzeranno elegantemente su un altra pianta, su un altro ramo.

Sono talmente assorti in quello che fanno che niente può distrarli, e se si posassero vicino ad un gatto verrebbero mangiati senza neanche accorgesene.

È l'amore che li fa vivere, e che li fa, allo stesso modo morire.

Mi spiego: se fossero consapevoli di tutto, non si lascerebbero di certo mangiare! Ma loro, essendo innamorati, sono come ciechi, e perciò non si accorgono del gatto.

Se non si rincorressero continuamente per gioco, se non bramassero l'altro, ma semplicemente abbracciassero tutto, prestando attenzione a tutto, dal vento al filo d'erba, dalla foglia al cielo sconfinato sopra di loro, al lento mormorio del ruscello o al calare del sole alla sera, allora, e solo allora nascerebbe il presente, e sparirebbero lo ieri ed il domani. Sparirebbero l'attimo appena trascorso e l'attimo che deve trascorrere, e resterebbe solo un qui ed ora consapevole.

Se ci fosse un presente consapevole nell'amore, non scapperebbero o rincorerebbero più l'un l'altro, ma starebbero insieme, in un eterno adesso.

Nello stesso modo in cui amo.

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