Perché non ne ho mai abbastanza?
Ho trovato Plutarco ( un estratto dei moralia) e Sciascia ( il giorno della civetta) ma non ho preso l' Orlando furioso di Ludovico Ariosto.
Perché? Forse per poter scrivere tutto ciò.
Anche se c'era solamente il primo volume (di due)
Non posso resistere ai libri. Soprattutto a quelli di poesia. Prima di aver finito più di 20 canti ce ne passa! Ma io, niente. Non l'ho preso. Posso farne a meno? No, evidentemente, perché altrimenti non sarei qua a scriverne.
E poi acquisterò il secondo volume in un secondo tempo. È un'opzione ragionevole.
Ma ho agito di impulso. Oppure no?
Di sicuro non di istinto.
Anzi, l'istinto era di tornare indietro a prenderlo.
Ma io niente, cocciuto che non sono altro.
Torno indietro, adesso che sono a casa, e lo prendo.
Non vedo altra soluzione.
Guarda te se devo stare qua a tormentarmi per un poema!
Manco fosse una bellissima ragazza!
In quel caso non mi sarei nemmeno avvicinato, per la paura. Paura? No, è timidezza. O è solo una scusa per poter stare da solo? Bel guadagno che ho fatto, a stare solo.
Ma è proprio vero che l' essere umano non è mai sazio. Se non sa accontentarsi. Ma io, so accontentarmi? Di stare solo mi sono accontentato fino ad adesso.
Ma ora? Il passato è passato. Devo scegliere ora cosa fare. Qui, nel momento presente.
E quindi?
Tutto questo mi dice che sono ancora nel verde, con solamente rari spazi nel giallo. Solo quando accade qualcosa che mi turba, no, che mi riguarda, anzi, che mi colpisce riesco a scegliere. Altrimenti resto sempre a farmi menate su menate.
E questo non è affatto un bene.
Poi mi riempio di aspettative che mi creo io e mi butto giù da solo.
E questo è proprio un male.
E proprio per le aspettative infrante mi ritrovo solo.
E questo è malissimo!
Dunque, che fare?
Agire!
Ma ora sono le 12. Si mangia. Ho fame. Vado dopo? Rimando. È come con le tipe, non concludo niente. Bah, sono stufo di scrivere deciderò in un prossimo futuro cosa fare. Per ora mi arrendo. All'ennesima sconfitta. Anche se ho qua due libri. Mi metteró a leggere. Plutarco. il fato e la superstizione.
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