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lunedì 27 febbraio 2023

Parlare con te tranquillamente

Parlare con te tranquillamente

Finalmente ho avuto la sensazione che io potessi parlare con te tranquillamente, anche se, naturalmente, non l'ho fatto.

Se solo non avessi questo problema ( uno di una lunga lista, intendo...) ( il problema in questione è che se non vengo , diciamo, interpellato non parlo. Insomma, non riesco ad approcciare chiunque non venga da me a dirmi qualcosa. E questo mi scoccia parecchio. Perché stare solo non è il mio obiettivo principale nella vita. Anche se fino ad ora, mio malgrado, è stato così.).

Dicevo, non so come, ma la sensazione è stata lampante, ed ha colto di sorpresa persino me. Ma ora so che posso parlare con te abbastanza ( e dico e sottolineo ABBASTANZA, non sempre e comunque, non con spavalderia) tranquillamente. Ed il perché abbia cambiato modo di vedere le cose, per me resta ancora un mistero.

So per certo che prima non riuscivo a parlarti, era più forte di me la sensazione ( era ansia? Lo era, lo era....) che anche se mi fossi in qualche modo avvicinato a te non sarei riuscito a spiccicare parola. ( Ed è già successo, tempo fa....) E non so nemmeno il motivo, forse era troppo l'investimento emotivo, o forse era solo che sono un cretino.

Ma, a quanto pare, nella mia testa le cose sono cambiate. Anche se di poco.

Per questo lo scrivo. Per ricordarmelo e scolpirmelo nel cuore. Perché so che se non agissi in questo modo ( scrivendo) non ricorderei niente.
E l'attimo svanirebbe, così come è arrivato.

Ma in realtà, scrivendo, non ricordo. Perché quando ( e se ) rileggerò queste righe, vorrà dire che non ricorderò i pensieri di questo istante, e, proprio per questo, li dovrò rileggere. Ed in questo modo mi torneranno in mente. Che altrimenti sarebbero svaniti nel vento, sfumati come un filo di fumo di un camino che sparisce nell'aria. Ma in realtà restano i pm10. ( Voglio dire che se anche non ricordo, le sensazioni girano nel ventre).

Comunque, so che se dovessi caso mai parlare con te ( ed è la cosa che desidero forse di più, che proprio per questo mi causa(va) ansia) so che non riuscirei a parlarti ed allo stesso tempo guardarti negli occhi ( almeno credo) per via della tua bellezza. No, non della tua bellezza, ( e bella lo sei, oltremodo) ma per via dell'investimento emotivo che ho da troppo tempo. Non mi sembrerebbe vero, poter parlare con te anche solo per un attimo.

So che se non è mai successo non vuol dire che non accadrà mai, ma fino ad ora è stato così.

Ora basta, voglio dormire, che sono già a letto. Buona notte a tutti ( e se leggerete a mezzogiorno buon pranzo, o qualunque altra cosa stiate facendo.

PS Grazie, senza di te questa riflessione non ci sarebbe mai stata

Pps non scrivo il nome perché che importanza ha mai un nome? Sei tu che mi attrai, non il tuo nome.

Ora posto poi dormo.

sabato 25 febbraio 2023

Non mi serviva il vangelo...

non mi serviva il vangelo...

alla fine della passeggiata ho delle cose da dire. ed ora tento di spiegarmi (se ci riesco...)

sono partito da casa dei miei (dal mio paese natale) per bighellonare un po' in giro. per noncuranza non ho preso con me lo smartphone, in questo modo non ho potuto scrivere mentre camminavo, (male, ragazzo mio, male.. ma l'esperienza insegna - a non ripetere gli stessi errori) ma poco importa, sto scrivendo adesso che sono a casa e con la mente più serena.

Ho invece preso con me il vangelo, che, come da titolo, non mi è servito. Perché ho trovato la vita, da cercare di capire, e non parole di 2000 anni fa ( tuttora valide, per carità) ad illuminarmi la strada.

Ma ora vi racconto...

ho incontrato sulla mia via una magnolia. i pensieri sono stati più o meno questi: bella, questa pianta. la guardo mentre cammino e sono preso dalla sua bellezza. ma poi, passata la casa, ho pensato: e se fosse stata una ragazza? l'avrei guardata, semplicemente, come ho fatto con quest'albero, o l'avrei guardata con bramosia, cercando di capire se lei ci sarebbe stata, se io le fossi andato a genio?
dopo 30 secondi, appena voltato l'angolo, mi è arrivata la risposta. Nella figura di un angelo, che stava recandosi in edicola. Mi sono voltato a guardarla estasiato, come per quella magnolia di poco prima, ma dimentico di quella pianta e rapito nei sensi da quella bella ragazza (ormai donna, per la precisione). Ed infatti, come per la magnolia di poco prima, mi sono limtato a guardarla finchè non è sparita dalla mia vista. e lì è successo che, come mio solito, ho iniziato a pensare. sbagliando di grosso. cioè, ho pensato (ma non agito) , dovrei dirle:

io: Scusa, (e lei si gira)
io: silenzio.
io: non so cosa dire... ( lunga pausa)
sono rimasto folgorato dalla tua bellezza.

almeno le avrei detto qualcosa! invece di restare come un ebete a fissarla in silenzio!

bah. ormai è andata...

ma va sempre così.

poco prima della magnolia, invece, ho adocchiato una ragazza (bella, se no mica la adocchiavo...) che faceva di corsa il giro della casa. mi volevo fermare a parlarle, ma un po' per le cuffie che indossava, un po' per non essere-sembrare indiscreto, le volevo chiedere il perchè di quella (ai mei occhi inspiegabile) scelta. ma poi mi sono immaginato l'eventuale dialogo:

io: scusa , ma perchè mai fai il giro della casa di corsa? non sarebbe meglio fare il giro delle strade del paese, che così potresti ncontrare gente nuova? a me sembra inspiegabile questa scelta, puoi darmi un motivo, per cui hai scelto in questo modo?

lei: per non incontrare gente importuna come te.

oppure:

lei: perchè poco tempo fa sono stata violentata in una via, ed ora no ho più voglia - non mi va di uscire di casa.

no, nella seconda ipotesi non mi avrebbe risposto, mi arebbe ignorato dicendomi, eventualmente: vattene!

ed allora sono stato zitto e me ne sono andato ad incontrare prima la magnolia, poi la bella giovane donna.

Dopo la giovane donna ho iniziato a pensare, riprendendo un pensiero di prima della ragazza che correva, che il campanile della chiesa mi sembrava che non arrivasse mai, per quanto mi avvicinassi alla chiesa e camminasssi lestamente (almeno ai miei occhi, perchè poi una coppia mi superava, perciò non stavo camminando poi così velocemente...). E lì mi sono detto: è come con le ragazze. più cerchi di avvicinarti ad una ragazzza più questa ti sembra distante, nonostante tutti gli sforzi fatti per avvicinarla. Ma poi mi sono detto, con fare pessimista: ma quali sforzi! Se quando ti capitano le occasioni te le lasci scappare tutte, di che sforzi vai mai parlando? E via di pessimismo, finchè non mi ha superato una giovane coppia (e, si, la ragazza era carina) con un figlio che parlavano tra loro. ed io ho iniziato a guardarli, che mi superavano e poi si fermavano, e poi io li superavo, sempre così, che il bambino si fermava a giocare. E lì mi sono detto: vedi, se il papà continua a fermarsi per aiutare il figlio il figlio non imparerà mai a cavarsela da solo, come è successo nel mio caso. perchè se qualcuno ti viene a salvare il culo tutte le volte che sei nei guai (che sboccato, se ti tira fuori dai guai, mi correggo...) il figlio non riuscirà mai a cavarsela da solo, e, crescendo a sua volta suo figlio, non volendo commettere l'errore che è stato commesso con lui, lascerà suo figlio sempre nella merda (di nuovo, nei guai...) per permettergli di cavarsela da solo. ed il figlio, crescendo, e pensando che il padre lo facesse perchè non gli volesse bene, aiuterà sempre il figlio cavandolo dai guai. ed il gioco ricomincerà all'infinito, finchè qualcuno di quella famiglia si accorgerà di questo circolo vizioso ed instaurerà un circolo virtuoso fatto di entrambe le cose, non guardando il suo proprio passato ma guardando al bene del figlio, e la situazione in cui si è venuto a trovare, ed aiutandolo quando ce ne sia effettivo bisogno e lasciandolo a cavarsela da solo quando ce ne sia il bisogno....

adesso rileggo che sto anndando amacchinetta da mezz'ora....

caspita, ho fatto una frase che non finiva più!

va bè, continuo, che sarà meglio...

tutto questo nella seconda parte della camminata, ma non starò a tediarvi col resto della camminata, visto che per la prima mezz'ora non mi ricordo cosa ho pensato.... ma va bene così, per ora smetto qua. saluti e baci (citazione...)

ciao e alla prossima!

PS era un po'che non scrivevo, almeno qua sul web, ma c'è una cosa che devo risolvere prima di ricolìminciare, per cui sarò un po' saltuario. ciao, davvero, adesso.

lunedì 13 febbraio 2023

ti ho sognata, Alessia D.

Ti ho sognata, Alessia.D.
Ormai credevo fossi uscita completamente dalla mia vita. Ed invece, ecco questo sogno. No, non lo racconterò. Non sono mica dallo psicanalista!
Il tempo è passato per tutti e due, nel bene o nel male. Tu sei sposata, hai dei figli ed abiti in Inghilterra. Sei felice? Credo di sì, altrimenti non avresti fatto questa scelta.

Mi ritorna alla mente ( e sono le cinque e mezza di mattina, perciò la mente è un po' annebbiata...) dicevo, quando ci siamo incontrati appena fuori da casa dei miei. Non sapendo cosa dirti, se ricordo bene, ero in macchina e sono partito, salutandoti con un cenno della mano, forse lasciandoti di stucco ( ripensandoci a posteriori). Cosa vuoi che ti dica, scemo ero e scemo resto... Perché non sono mai riuscito a dirti che ti amo. Nemmeno quando ero vestito da militare, quanto tempo è passato... Quando, praticamente, mi hai salvato la vita. Perché il forte desiderio di suicidarmi che avevo in quel momento si è immediatamente volatilizzato, incontrandoti. Che anni bui, che ho passato... Beh, quelli erano gli anni dopo la morte del Max, ed ero ormai andato giù di testa... Ringrazio il caso ( ma esiste il caso?) di averti incontrata, quella volta. Anche se, come sempre con chi amo, non sono riuscito a profferir parola.

Ed è per questo motivo che sono partito in macchina. Che senso ha, fermarmi a chiacchierare, se non riesco a mettere insieme due parole? È questo che ho pensato, ed è per questo che me ne sono andato. Scemo fino in fondo.

PS proprio il giorno di san Valentino dovevi tornarmi in mente... Il giorno degli innamorati... Vorrà pur dire qualcosa...

sabato 11 febbraio 2023

Gv 11, 25-26

Gv 11-25,26

25 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26 chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?».
Traduzione Cei

25  Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26  e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?» 
Traduzione Nuova Riveduta

Ma se credo in te, anche se muoio, vivrò,
Perché morire allo ieri è cosa da tutti i giorni, cioè io non so quello che ho fatto ieri. Non perché me ne dimentico ( anche) ma perché quello che ho fatto oggi non si ripeterà domani, né sarà la ripetizione di ciò che ho fatto ieri. Ma per fare questo non serve credere in lui, serve morire allo ieri.

Ma lui ti dà una opportunità, ti dice credi in me che così sperimenterai l'oggi.

Non è perché devi credere in lui, ma per sperimentare l' oggi come oggi, e lui te lo indica in questo modo. È come un dito che indica la luna, non devi continuare a guardare il dito ma devi diventare luna tu stesso.

dovrei parlarle

Dovrei parlarle.

Anche se so che, qualunque cosa io possa dire non avrà effetto alcuno su di lei, dovrei parlarle. Per poter finalmente essere libero. Libero di cercare la compagnia di qualcun altra, al limite. Ma se io non dovessi parlarle, pazienza, significa solo che doveva andare in questo modo. Non c' è bisogno di preoccuparsi prima ( adesso, in questo caso). Ma libero da che? Libero da me stesso, dal mio essere intrappolato in me stesso. Libero da te, o con te, indifferentemente. Quello che intendo dire è che sono attratto da te. Innamorato, per la precisione.
Da molto tempo. Ma, anche se è così, e so che tu non sai ciò che provo, quello che provo in questo istante è mera indifferenza. Ma quando ti incontro il mio cuore palpita. Perché ho incontrato te. E non riesco a toglierti gli occhi di dosso. Ti guardo e ti riguardo, e poi mi dico: no, non va bene, smettila, non è da te. Allora distolgo lo sguardo ma poi ci ricasco dentro. E ricomincio così, da capo, il circolo delle quinte ma dietro le quinte. Perché ti guardo solo quando so che tu non puoi guardarmi.

E li so che sto facendo la cosa sbagliata. Perché non dico ciò che provo. Per te. Ma quello che mi viene in mente adesso è che....

.... Ci siamo trovati senza volerlo. Ed è stato bellissimo. ....

Chissà cosa vorrà mai dire? Solo che non ti conosco e che non so niente di te. Ma serve sapere qualcosa, per amarti? No, mi basta il solo guardarti da lontano. Come sono stupido! Mi accontento di una briciola, perché non oso allungare la mano per afferrare la felicità. Che è a portata di mano. O che sparirà per sempre, se tu mi dovessi dire che no, non hai intenzione di frequentarmi. Nemmeno per una passeggiata.

Perché mi devo struggere così, in questo modo? So che mi sto martellando una mano da solo ( è una metafora...) ma non tolgo la mano né lascio il martello. Perché ho paura di perdere quella briciola di felicità quando ti scorgo. Anni di patimento per poi non avere nemmeno il coraggio di dirti la cosa più semplice. Che amo te.

Basta scrivere, che poi sto male... Non abbastanza per poter scrivere. Bah quello che è scritto è scritto. E rimarrà. Ma quello che non è detto, beh, quello, semplicemente, deve ancora uscirmi dalla bocca. Ma, giunto a questo punto, credo che non uscirà mai, per la mia inadeguatezza di fronte a te.

lunedì 6 febbraio 2023

Acquario

Avrei voluto fermarmi al tuo compleanno. Davvero.
Ma la mia cocciutaggine , unita al mio pessimismo mi hanno fatto propendere per il non fermarmi. Facevo meglio... È morto di fame col pane in tasca. Faceva meglio a mangiarselo, quel pane!

Comunque sono ancora qua a scrivere dopo le 11.
È solo quando sono ispirato ( ma lo sarò davvero?) che scrivo così tardi. Di solito vado a nanna, ma stavolta farò un eccezione.

Forse perché mancava il buon Rinaldo, alle prove. Se ci fosse stato lui mi sarei fermato... Che idiota, mi rendo conto adesso che mi servono delle scuse per fermarmi. Ma è più forte di me, il non riuscire a stare con le persone che fanno casino è una cosa che mi porto dentro da anni.

Ed è per il non riuscire a restare nel casino, che poi mi sento sempre solo, che no, non mi fermo. Eppure ora, mentre sto scrivendo, solo non mi sento. Chissà perché la mia mente funziona al contrario... Quasi su tutto ( forse senza il quasi).

Mi ha fatto piacere che tu sia venuta a chiedermi per domani, e non ho saputo dirti di no. Perché, in fondo, voglio esserci anch'io. Fosse anche solo una volta. Sarà lo svegliarmi il giorno dopo alle 6, il vero problema. Ma per poterti vedere questo ed altro... E so che non interesso di certo ad una come te, ma almeno lasciami l'illusione... Il poterti parlare ( parlare, ho solo detto si e niente altro...) mi rende felice. Un po' più del solito. Cioè, se riuscissi almeno a parlarti... Ma a quanto pare manco quello riesco a fare. Sono in soggezione. Anche se mi piaci da un sacco, non riesco a parlare con te nemmeno quando ne ho l'occasione. Che idiota... L'ho forse già detto? Ma in fondo sono fatto così. Che ci vuoi fare?

In ogni caso buon compleanno, acquario...

domenica 5 febbraio 2023

genitori e figli

Se per i genitori è normale allora per i figli sarà altrettanto normale.

Perché i figli entrano innocenti in questo mondo.

E ciò che vi vedono è la loro normalità.

Sono i genitori che si preoccupano inutilmente.

Se anche un figlio vedesse i genitori fare l'amore, non capirebbe ciò che succede. Perché se i genitori spiegassero ai figli che hanno bisogno della loro intimità, che vogliono fare l'amore, e che il figlio non deve essere il centro del mondo dei suoi genitori, (forse un bambino crede questo, ma il bambino è un bambino, e gli va spiegato tutto. Anche se sono i bambini che ci insegnano a noi.)
ma che deve essere centro di sé stesso - ma perché spiegarlo? Dovrebbero dargli l' esempio amandosi, e non smettendo di fare l' amore perché ci sono i figli. Ma che scusa del piffero è? Tu sei il frutto del nostro amore ma noi smettiamo di amarci per fare un piacere a te. Ma che senso ha tutto ciò? O sono scuse per non fare più l'amore perché la coppia è scoppiata o non vedo altra motivazione.

Amami se vuoi

Amami se puoi...
Perchè io sono ancora solo

Amami se puoi...
Perché io sono un usignolo

Che se ne va di ramo in ramo....
Nemmeno il cielo ormai mi basta.

Amami se puoi...
Se vuoi puoi starmi un po' vicino

Amami se puoi...
Vorrai donarmi un po' di pace?

Se è così ti dico che

Io, ti amo, sai...
Non so trovare le parole

Io, ti amo, sai...
Perché non so nemmeno io...

Il suono ch' esce dal mio cuore
È come un battito che muore

Io, ti amo, sai...
E so che tu mi sei amica...

Io, ti amo, sai...
Ma non ho ancora ricevuto

Il nullaosta per l'amore.

Se il mio fiore è un po' appassito
Quello che sento, io, non muta
Perché se provo ad ignorarti

Finisco sempre col pensarti
E tutto questo si tramuta
In un amore infinito.

questa lama mi ha trafitto il cuore

Questa lama mi ha trafitto il cuore
E sono proprio le tue parole
Che me l' hanno spezzato a metà.

Che importanza avrà mai
La differenza d'età?
C'è differenza tra noi?

Le nostre anime sono simili,
E, proprio per questo,
Ancora male ci resto.

Che importanza può avere
Il non poterti più vedere,
Il non poterti più parlare?

Una grande importanza.
Perché ciò che provo per te
non si placa nemmeno a volerlo.

Mi resta da dire ancora, solamente
Che se questo è ciò che vuoi tu
Allora non scriverò più. A te.

MT 21,28-32

MT 21,28-32

28 «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, va' oggi a lavorare nella vigna. 29 Ed egli rispose: Sì, signore; ma non andò. 30 Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò. 31 Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Dicono: «L'ultimo». E Gesù disse loro: «In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. 32 È venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli.
(Traduzione Cei 74)

Parabola dei due figli
28 «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si avvicinò al primo e gli disse: "Figliolo, va' a lavorare nella vigna oggi". 29 Ed egli rispose: "Vado, signore"; ma non vi andò. 30 Il padre si avvicinò al secondo e gli disse la stessa cosa. Egli rispose: "Non ne ho voglia"; ma poi, pentitosi, vi andò. 31 Quale dei due fece la volontà del padre?» Essi gli dissero: «L'ultimo». E Gesù a loro: «Io vi dico in verità: I pubblicani e le prostitute entrano prima di voi nel regno di Dio. 32 Poiché Giovanni è venuto a voi per la via della giustizia, e voi non gli avete creduto; ma i pubblicani e le prostitute gli hanno creduto; e voi, che avete visto questo, non vi siete pentiti neppure dopo per credere a lui.
( Traduzione Nuova Riveduta)

28"Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: "Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna". 29Ed egli rispose: "Non ne ho voglia". Ma poi si pentì e vi andò. 30Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: "Sì, signore". Ma non vi andò. 31Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?". Risposero: "Il primo". E Gesù disse loro: "In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. 32Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli.
(Traduzione Cei 2008)

"ma poi, pentitosi, vi andò."
"I pubblicani e le prostitute entrano prima di voi nel regno di Dio."
Sta tutto in quel pentitosi. Il pentirsi è la chiave. Ed agire di conseguenza. È per questo che vi passano davanti. Perché, alla fine, dopo una vita di nefandezze per entrambi, si pentono e agiscono in modo da cambiare vita. Come per il secondo figlio. Che si pente della risposta data e va a lavorare nella vigna.

Mentre il primo figlio non entra nel regno.

"Chi ha compiuto la volontà del padre?"

Se è il secondo, cioè chi si pente, chi non si pente e non agisce , dice si e poi continua sulla stessa strada, non entra nel regno. Fino a che non cambia. Cioè si pente. Ma allora diventa come il secondo figlio. Per questo dico che il primo figlio non entra. E per questo i peccatori li precedono. Perché sono come il secondo figlio.

"e voi, che avete visto questo, "

Cosa hanno visto? Che i peccatori si sono pentiti.

"non vi siete pentiti neppure dopo per credere a lui."

Cioè per poter credere a Giovanni bisogna essersi pentiti. E loro non si sono affatto pentiti. Perché pensano: siamo nel giusto.

Per questo cioè perché non si sono pentiti nemmeno dopo aver visto altri che reputano più in basso di loro pentirsi, non si sono pentiti. Sempre perché pensano di essere dei giusti di fronte a Dio. Ma non esiste nessuno perfetto agli occhi del signore. Inoltre non entrano perché si sentono superiori ai peccatori. Non riconoscendo che sono anche loro dei peccatori.

sabato 4 febbraio 2023

indirizzare la pianta

Se tu non la indirizzi, la piccola la pianta cresce storta. E più cresce storta più è difficile, poi, farla tornare a crescere diritta. Devi essere un vero maestro per farlo. E devi tagliare molto e aspettare che la pianta ricresca. Insomma ci vuole una gran pulizia e molto tempo per vedere i risultati.Voglio dire che, essendo sempre stato solo, ho dovuto farmi crescere senza aiuti, e dove ci arrivavo è andata bene, ma nei punti che non riuscivo a raggiungere è cresciuta una foresta intricata di rami. E dove non ho mai messo piede, più la foresta cresce e più dovrò potarla quando verrà il momento. Che sarebbe anche ora! Ma per il momento mi astengo
Tutto va come deve andare, ma se non gli dai un bel calcione non andrà mai come deve andare. Perché bisogna indirizzare anche le pulizie.

LC 6,26

LC 6,26

"26 guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi.
allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti.."

Tutti. Perché se tutti dicono bene di te, allora, o sei un santo o un gran truffatore. E se sei un santo, parleranno solo dopo la morte bene di te, perché non è esistito santo che non abbia sofferto. Perché se in vita non hai sofferto non diventi santo. Ed io non aspiro affatto a diventarlo. Perché lo sono già. Santo e peccatore allo stesso tempo.

No, niente frasi ad effetto.

I loro padri dicevamo bene dei falsi profeti. Ma quando si sono accorti che erano dei falsi profeti? Solo a posteriori. Perciò i loro padri non lo sapevano. Lo sanno invece i figli, a cui sta parlando Gesù. E Gesù stesso li mette in guardia ( i figli) dicendogli queste parole.

accendi le emozioni

In questo momento ci siamo solo io e te. Nessun altro.

E quindi che fare, se non l' amarsi?
Perché soffrire, perche non posso stare con un'altra? È semplicemente assurdo. Se ora sono con te, allora è con te che voglio stare. Perché sono con te in questo momento. Mentre se ora sono solo, è con me che voglio stare. Perché altrimenti cercherei la compagnia di qualcuna.

Perciò se sei solo, o se sei con qualcuno, tutto va a meraviglia. Perchè stai sempre bene. Sia che tu sia solo o che tu sia in compagnia. È il pensiero che ti fa pesare le cose, che le fa diventare pesanti, quando sono come piume. Perciò spegni il cervello e accendi le emozioni. E me lo sto dicendo da solo!

venerdì 3 febbraio 2023

Sono stato completamente annichilito

Sono stato completamente annichilito da una ragazza della metà dei miei anni.

Nemmeno parlare con me, ha voluto... Ed io non ho saputo rispondere niente. Ed è proprio per questo motivo che mi piace. Perché, quando mi piace una persona, non riesco a rivolgerle la parola. Ed allora eccomi qui, nuovamente sul web, a scrivere i miei pensieri di un istante che se ne andrà tra poco, nello stesso lo modo in cui è arrivato.

E lo stato d' animo è quello di chi ha appena perso qualcosa di prezioso, e sa che non lo troverà mai più. Lo stato d'animo di chi ha gettato in mare un'anello e si tuffa per riprenderselo, ma non lo trova sul fondale marino. Chissà, se se lo è mangiato un pesce, quel prezioso anello, o se, semplicemente, non sono riuscito a trovarlo perché trasportato lontano dalle correnti marine...
Una cosa, però, è certa. Non lo troverò mai più, a meno di un colpo di fortuna colossale.

Ma io non credo nella fortuna.

E non posso nemmeno cercarla, perché se ti dice di lasciarla in pace è ovvio che la ho infastidita.

Ma io niente. Più cocciuto di un mulo, penso ancora a lei. È facile dire: ogni lasciata è persa, ma smettere di pensarla è cosa ardua.

Perché continua a piacermi, e per questo mi viene in mente.

Forse è proprio perché mi ha rifiutato, che la ferita brucia così. Se non mi avesse risposto, al primo messaggio, pace, mi sarei rassegnato. E già lo ero, rassegnato, perché non mi ha risposto fino alle 14 ( circa). Ma poi, eccola, la risposta, come una stella cadente che ormai non speravo più di poter vedere.

Già, ma cosa vuoi che sia... Un rifiuto come un altro. Ma non è così nemmeno per scherzo.

Perché mi lego a chi mi rifiuta? Per quale dannato motivo sono sempre uguale a me stesso?

Per quanto possa cercare non trovo la risposta nemmeno lontanamente.

È raro trovare qualcuna che mi colpisca così nel profondo. Ma so anche che lo stupido sono sempre io, che non sa avvicinarsi a piccoli passi.

Come un ladro che entra furtivo in un appartamento. No, io sono come un elefante che entra e sconquassa tutto. So che non devo entrare nella vita degli altri se non invitato, lo so bene, ma cosa ne ho ottenuto agendo così nei quaranta anni passati? Solitudine. E quindi? Che fare? Siamo sempre alle solite domande. Che non troveranno mai risposta.

giovedì 2 febbraio 2023

Rileggendo "incontro"

Non sono proprio riuscito a dirglielo, che l'amo, poiché dieci anni di età di differenza mi sembravano troppi. Quindi sono rimasto solo. Come sempre.

Anche se lei ne aveva 17, di anni.
Ed io 27. Sempre 10 anni in più di lei. Anche se adesso ne ho 40 e lei trenta. E non ci vedremo più.

Son passati 13 anni da quel momento, e me lo ricordo come se fosse adesso.

Un incontro di un istante in pizzeria. Lei che mi saluta, io che non la riconosco, e lei che mi ricorda i nostri amici. Ed io che dico, tra me e me: non è possibile! Andrea...
Sempre lei e sempre più bella.

Già, tra me e me. Questo difetto che non cambia.

Mi sei rimasta nel cuore per anni, ed infatti sono ancora qua a scrivere di te.

Ma la mia stupidità non cambia, resto sempre lo stesso idiota di un tempo. Anche se con qualche anno in più sul groppone. Sempre più ingobbito.

Che dire, ancora, se non:
Abbi cura di te.

Stammi bene.

Non so se amo te o se amo l'immagine residua che è rimasta di te dentro me. Ma quello che provavo allora non cambia. È amore? È languore?

È solo stupidità da parte mia.

Ma che ci vuoi fare, è così che sono... e così rimango.

Addio.

mercoledì 1 febbraio 2023

persino la speranza

Hai mai provato la galera?

Ho provato la psichiatria. Che è peggio.
Perché un giorno, saprai che ne uscirai, dalla galera. Mentre dalla psichiatria sai che non ne uscirai mai. Se non con i piedi davanti. Persino la speranza mi hanno tolto, questi...

E mi fermo qui perché sono un signore.

Perché ripenso sempre al passato?

Perché ripenso sempre al passato?
È proprio una deformazione professionale, questa.
Cerco sempre nella memoria persone già conosciute. Non riesco a conoscerne di nuove.
E questo mi dà un fastidio terribile.

E non riesco a conoscerne se non tramite amici in comune. Ed il fatto di non avere amici non mi aiuta.

Perché mai brancolare nel buio in questo modo?

Stupidità. Solo una grande, immensa stupidità.

Bah, come è arrivato questo pensiero se ne andrà presto. E non ricorderò niente di ciò che ho scritto.
Solamente rileggendo mi tornerà alla memoria tutto questo. E non è un male, tutto ciò.

Perché altrimenti starei a deprimermi per tutto il tempo. Mentre in questo modo me ne dimentico e i pensieri negativi se ne vanno.

Una magra consolazione.

Già, proprio come quella sera del 16-12-2009

Di cui ho scritto nel post precedente.

Il bello è che più ci penso più ci sto male. Ma che vuoi farci, in fondo un idiota resta sempre un idiota. Che se lo sta dicendo da solo!