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domenica 25 dicembre 2022

Anche se so che tu non apprezzi il Natale

Anche se so che tu non apprezzi il Natale ( era più la Santa Lucia ma non andiamo per il sottile) ti ho mandato gli auguri. Ti starai chiedendo: perché mai? E ora te lo spiego (o almeno cerco di farlo)
Anche se ho bevuto un pochettino, e non so proprio cosa uscirà.... Ma iniziamo!

Innanzitutto perché ho già fatto gli auguri ad un sacco di gente ( e ne ho ricevuti altrettanti se non di più) ma non mi hanno fatto ne caldo né freddo ( e allora perché li ho fatti, ti starai chiedendo)

Li ho fatti perché questa cosa, nonostante ciò che penso, mi dà una briciola di gioia ( perché penso: guarda te questa massa di idioti che mi fanno gli auguri per riceverne il ricambio. E se non me li fanno aspettano che io glieli faccia - un disastro totale- che porta la gente a dire: ecco, tu non mi hai fatto gli auguri - o : perché non mi hai fatto gli auguri - o perché non mi hai ricambiato gli auguri - eccetera

(Ma se tu fai una cosa per averne il contraccambio hai già avuto il tuo merito, diceva chi festeggiate)

Perché la gioia è, in fondo, il motivo per cui siamo qui. Intendo dire: perché uscire a passeggiare, se non ti dà gioia? Perché mai fare una ciaspolata sulla neve, se non ti fa stare bene? Perché lavorare, se non ti fa stare bene ( tu mi dirai: per guadagnare soldi, ma hai torto).

Perché c'è di più che guadagnare, cioè lo stare bene guadagnando. Perché se trovi un lavoro duro non riesci nemmeno a ragionare, alla fine della giornata, figurarsi a scrivere!

Perché è per gioia che mi muovo, e per mancanza di gioia non mi muoverei. Comunque tu non sei di certo da meno degli altri, anzi, credo che tu sia il giovane che ha la capacità introspettiva maggiore ( anche se credo che tu la stia usando male) tra quelli con cui ho parlato ( perciò escludo le persone con cui non riesco ancora a parlare - che è una sola, in realtà - ma non una sóla... Va bè...)

Gli auguri, non costa niente farli e costa ancora meno riceverli. Ma se tu non accetti il gesto, anzi, ti infastidisce, allora quello che ci sta male sei tu, non chi ti fa gli auguri. E per questo se vivi male il Natale ( festa consumistica comandata.e per niente religiosa - del resto cosa c' è di religioso nella nascita di un bambino in Palestina 2000 circa anni fa? Ne nascono a bizzeffe di bambini, che si dice che è sempre incinta la mamma dei....cristiani. allora ogni nascita dovrebbe essere una festa, e lo è, ma non è festa mondiale. Una sola nascita lo è . E non sappiamo nemmeno il giorno in cui è nato!

Se vivi male il Natale, dicevo, è una sensazione tua e non degli altri ( sempre ammesso che tu lo viva male, intendo, che se non lo vivi male, allora, starai bene, e perciò quello che sto scrivendo non riguarda te).

Ma quello che sto pensando ora è: perché mai non riesco ad uscire con una ragazza? Cosa ho fatto di male nella vita? Perché non riesco a parlare con chi mi piace? Va bè, giro sempre intorno allo stesso albero, e la fune che mi lega il collo si sta sempre più accorciando. Ma proseguiamo....

No, anzi, perché adesso mi sto rompendo. Perché ho riletto e non ho capito niente. Ed allora concludo qui. Fatevi gli auguri o non fateveli: affari vostri.

Io sono innamorato di te

Io sono innamorato di te.

E non posso farci niente. Potrei dire: no, sono troppo vecchio per te e tu troppo giovane per me, potrei essere tuo padre e tu mia figlia, potrei pensare, perfino: sono scemo, provo attrazione per una ragazza più giovane di me di 23 anni, con cui non ho mai scambiato una sola parola, è assurdo che io provi tutto questo per te.

Ma così non è.

Perché io sono innorato di te.

E sto parlando di me, non di te.

Perché quello che provi tu lo puoi sapere solo tu, dato che non ci siamo mai parlati.

Ma quello che provo io resta immutato, non cambia minimamente col passare del tempo, anzi, si intensifica sempre di più, sempre di più.

Quello che è nato come una simpatia si è tramutato in innamoramento, e chissà se, conoscendoti, si trasformerà in amore? Questo lo ignoro, so solo che quello che provo si intensifica sempre di più, sempre di più, col passare del tempo.

Ma so anche che adesso è il momento di tacere.

Ma solo per il momento.

In ogni caso non mi sento di parlare con te. Perché se dovessi iniziare a parlarti finirei con il cercarti, e poi non so a che punto potrei giungere. È comunque meglio attendere, vivendo nell'attesa perenne di non riuscire a spiccicare una parola.

sabato 24 dicembre 2022

il leone sono io

Il leone sono io

Finalmente ho capito quella vecchia storia che parla di un leone che è stato allevato come pecora e bruca l'erba insieme alle altre pecore.
Solo che un bel giorno per caso passa da lì dal recinto delle pecore un leone anziano che sbotta :"che cosa inaudita, un leone che bruca l'erba in mezzo alle altre pecore! Mai vista una roba del genere!" Allora entra nel recinto fa scappare le altre pecore e prende il leone pecora per la collottola, lo porta davanti ad uno specchio d'acqua e gli dice:" guarda che tu non sei una pecora sei un leone!" Ma quello niente, trema dalla paura e implora pietà:" ti prego non mangiarmi lasciami andare!" In poche parole il leone pecora non ascolta le parole del leone vecchio. Ed il leone pecora piange per la disperazione di stare per essere mangiato dal Leone vecchio. Al che il leone più vecchio parla in modo bonario col leone pecora dicendogli: "basta smetti di piangere specchiati in questo corso d'acqua" . Non appena il leone pecora smette di piangere e si specchia al corso d'acqua vede finalmente un leone ed emette un poderoso ruggito rendendosi conto di essere lui stesso il leone.
E da quel giorno non fu più visto con una pecora.

Beh, questa storiella insegna molte cose, almeno a me.

La prima è che se ti sei abituato in una situazione scomoda per te non ti ci devi adattare, puoi anche cambiare, a patto che tu sia così fortunato da trovare un vecchio leone che ti guida.
Ma io, il vecchio leone sono andato a cercarlo col lanternino...

La seconda è che se non dai ascolto al leone vecchio ( e chi gli darà ascolto?) non potrai mai cambiare.

La terza è che devi smettere di piangere, se vuoi specchiarti e vedere riflesso il tuo vero volto, perché con le lacrime agli occhi non potrai mai vedere il fatto che sei leone e non pecora.

Ed infine questo: datti una mossa, che ne è passato di tempo a piangersi addosso e a pensare di essere una pecora! Non lo sei e mai lo sarai! Agisci, poltrone, che il mondo aspetta solo te!

Buon Natale

Non so perché mi sei venuta in mente tu adesso, ma per il momento ti auguro buon natale. Il fatto è che mi hai detto: se vuoi usciamo insieme ( se non ricordo male) ed io mi sono sentito in imbarazzo, mi sono sentito come se mi avessi sferrato un pugno allo stomaco. E non ti ho più chiamata. Perché, mi dirai, ed è presto detto: mi sento incapace di anche solo pensare di uscire da solo con te. So che sono un idiota che si fa mille paranoie ( e tu mi conosci) ma è più forte di me. Proprio per questo motivo mi sto imponendo di scriverti ( e non so cosa uscirà) ma per adesso va bene così. È che uscire in un ambiente non conosciuto ( o neutrale, se preferisci) mi provoca ansia al solo pensiero. È solo perché ti conosco (?) Conoscevo (10 anni fa, no, di più...) abbastanza bene ( credo) o forse era solo una mia impressione? Bah, non ha importanza. Mi sono perso. Copio da whatsapp così posso rileggere meglio.

(Ah, copierò quello che uscirà in questo messaggio sul blog - anche se neancora so cosa scriverò)

Anche rileggendo non ci capisco niente. Forse ti sembrerà un messaggio sconclusionato o privo di senso, ma il fatto è che non so mai cosa dire. E in che modo agire. Ma resta il fatto che , insomma, non mi sembra una cosa buona uscire con te che sei sposata. So che non era in quel senso l'uscire insieme ma comunque mi tiro le paranoie. Anche se in realtà so che non dovrei. E va a finire che mi paralizzo e non agisco. Non riesco a cambiare. In 10 anni o più non è cambiato niente ma so che è perché lo voglio io. Anche se in realtà l' unica cosa che vorrei è proprio ciò che mi spaventa di più. Cioè l'uscire insieme a te.

Bah, io te lo mando. Poi deciderai tu il da farsi. Ciao e buone feste

PS è solo quello che mi è venuto in mente pensando a te.

il dolore mentale fu insopportabile

Il dolore mentale fu insopportabile. Fu per questo che mi ritirai in me stesso. Ma in questo modo attirai su di me un altro tipo di dolore. Quello della solitudine. Ma preferivo il secondo, poiché mi era più sopportabile. Più sopportabile della compagnia di altri, più sopportabile della vicinanza e del contatto, più sopportabile della violenza gratuita. Fu per questo che mi isolai, non per altro.

E proprio per questo ricercavo , anelavo la vicinanza delle altre persone non riuscendo ad avvicinarmi io a loro. anche se nel momento in cui si avvicinavano, mi allontanavo.

Come una falena, che è attirata dal fuoco, e si avvicina perché cerca la luce, e si allontana perché scotta troppo, si riavvicina e si riallontana. In questo modo bruciandosi le ali, e non accorgendosi di quello che sta facendo.

Lo stesso vale per me. Soffro inutilmente, stupidamente, perché mi avvicino e mi allontano da quella candela. E non mi rendo conto di quello che faccio. E niente cambia, poiché non riesco ad avere un contatto che non sia sul piano della conoscenza. Conoscenti invece che amici. Innamorato invece che fidanzato. Non è che io consideri la libertà più alta dell'amore o della vicinanza ad altri, è che proprio non riesco a non fare come quella falena. E mi ci crogiolo dentro, in questa abituale sofferenza, che mi è diventata amica.

Ora mi viene in mente che da piccolo avevo paura del buio. Ma poi, in un secondo momento, non ne avevo più paura.
Perché avevo capito che il buio era mio amico, nessuno poteva vedermi, nessuno poteva avvicinarsi, nessuno poteva toccarmi.

Non esisteva il mostro che usciva da sotto il letto, al buio, ma il mosto era vivo ed in carne ed ossa, la fuori. E finché non venivo toccato non provavo dolore. Anche se è tutto il tempo che piango, mentre scrivo.

Grazie, Osho, per avermi fatto venire in mente tutto questo. In due scarne paginette c' è più verità che in tomi da mille pagine.

O forse sono solo io che sono sensibile a tutto ciò?

Osho - segreti e misteri dell'eros - pagine 45- 46


giovedì 22 dicembre 2022

cane e padrone

Cane e padrone

Non sei un cane, che si fa portare a spasso dal padrone.

Se qualcuno ti apprezza allora tu ti esalti
Allo stesso modo se qualcuno ti denigra ti butti giù.

Ma questo vuol solo dire che chi ti parla ti manipola portandoti a spasso dove vuole lui.

Mentre sei tu che devi andare dove vuoi.

Senza farti condizionare dal giudizio degli altri.

Leone e gazzella

Se la gazzella più lenta del branco non si facesse mangiare dal leone ed anzi si aggrappasse ad un' altra gazzella più veloce di lei e il leone ne ucciderebbe due non una, perché l'altra non riuscirebbe a scappare. E se le due gazzelle facessero così con tutto il branco allora il branco intero si estinguerebbe.

Invece Il leone si mangia la gazzella più lenta ed è contento così, mentre il branco delle gazzelle sopravvive alla furia del leone.
E quando il leone è sazio non ha più bisogno di cercare gazzelle per la savana.

E tutta la savana è in pace.

Trilussa

Stavo rileggendo Trilussa:
L'orco nero ossia la sincerità

E devo dire che si vede che è proprio Trilussa.

Tanta verità in poche righe ( anche se questa è un po' lunga. Ma ne vale la pena leggerla ... E rileggerla)

Per chi dice che è meglio non essere spontaneo che ti tiri la zappa sui piedi.

Per chi pensa (come pensavo io) che di essere spontaneo non ne vale la pena

Per chi agisce spontaneamente ( cosa che io non riesco ancora a fare - a meno che non abbia bevuto un cicchetto) e non si pente di ciò che fa.

L'universo è in continua espansione

L'universo è in continua espansione.

Allo stesso modulo deve essere la mia mente.

Perciò che senso ha mandare una poesia vecchia a un concorso di poesie d'amore? ( mi chiedevo)
Invece è meglio scriverne una nuova sul momento e non guardare al vecchio ma a guardare al nuovo.

In questo modo si allargano gli orizzonti della tua scrittura e trovi qualcosa di nuovo, inaspettato.

Sono questi più o meno i pensieri che mi sono giunti alla mente prima di scrivere quella poesia, di cui, ora, non ricordo nemmeno più il titolo.

Chissà se riuscirà a vincerlo, quel concorso, o se cadrà nel dimenticatoio? Vedremo ad aprile 2023. So solo che ora mi è tornata alla mente. E questo è ciò che ho scritto ripensando a quel momento.

"Ho visto un cuore di pietra sgretolarsi"

Ed è anche per questo motivo, cioè che mi erano venute alla mente quelle parole, che in questo periodo sto scrivendo qua su Internet.

Perché tutto è collegato.

Anche se niente è visibile ( eccetto le parole).

Perfino un cuore di pietra sgretolato è invisibile.

Ma solo se non sai osservare.

mercoledì 21 dicembre 2022

Il sesso è la sola preghiera

Il sesso è la sola preghiera, perché le preghiere di parole non sono preghiere.

Prendi l' ave o Maria o il padre nostro.
Oppure il credo.

Siamo stati abituati a recitarle a memoria, perciò a non comprenderne il significato. Tanti bei pappagalli in fila uno accanto all'altro che ripetono le stesse parole vuote, prive di significato alcuno, non perché non ne abbiano, ma perché nessuno lo comprende. E ripetono.

Mi piacerebbe davvero, una volta, entrare in una chiesa e chiedere, subito dopo la recita del credo ( per non dire la farsa) al mio vicino di banco cosa ha compreso di quello che ha appena recitato, perché io non lo capisco. Vorrei chiedergli di spiegarmelo, il credo, e poi, se non riesce a dire una parola, salire all'ambone e chiedere a tutti gli altri ( escluso il prete) cosa ne abbiano capito.
E probabilmente risponderebbero, in coro: non siamo mica preti! Chiedilo a lui! Ma voi lo avete appena recitato. E lo fate ogni domenica.

Ripetete continuamente una cosa che non capite affatto. Aveva ragione a chiamarvi pecore! Pecore, ma senza pastore.

Ma torniamo alla preghiera.

Perché il sesso, invece, essendo azione è preghiera.

Una preghiera condivisa tra due amanti ( due che si amano).

Perciò ricorda: quando ami il tuo compagno o la tua compagna con un atto sessuale, stai pregando intensamente. E non venirmi a dire che questo è impossibile, perché dipende da come, il modo in cui agisci, che è quello che conta.

Certo, se vuoi possedere l'altro, vuoi farlo tuo o tua, allora qualcosa non va. Perché manca l' Amore.

Idem se cerchi solo un piacere fine a se stesso. Masturbati, piuttosto che non amare, perché almeno non avrai coinvolto un'altra persona nelle tue, diciamo, illusioni. E avrai lasciato libera l'altra persona.

Ma se tu ami l'altra persona, e sei ricambiato, perciò c'è intesa sessuale, e non solo, allora l'amore si apre alla preghiera.

Qualcuno diceva che la preghiera era solo tra marito e moglie, uniti in comunione con Dio. Sbagliava. Perché è l'amore, e non il matrimonio, il collante tra due persone.

Perché può esserci matrimonio senza amore. E se ne sono visti tanti, nella storia.

Ma può esserci amore senza matrimonio. E se ne sono visti ancora di più, nella storia.

Perché gli amanti (questa volta intendo relazioni extraconiugali) ci sono sempre stati. E finché ci sarà il matrimonio, sempre ci saranno.

Perché non puoi rinchiudere in una gabbia l'amore. Lo fai solo morire. Puoi solo lasciarlo libero, e così le sue ali si irrobustiranno, al contrario di quando tu lo costringi dentro un patto. Un patto del diavolo, il matrimonio. Perché uccide l'amore, invece di farlo respirare. Invece di farlo volare.

non ho l'età

Non ho l'età

Una ragazza corre, a perdifiato, lungo il muro
Ed un cane, col padrone, al suo guinzaglio
Sembra me, che canto, mentre scrivo , che...

...Non ho l'età, non ho l'età, per amarti
Non ho l'età per uscire solo con te...

E questo mi butta a terra.

Come una libellula si posa su uno stagno
E subito se ne va
Così io mi rinfresco nel vederti
Ma è solo un attimo,
Perché...

...Non ho l'età, non ho l'età, per amarti
Non ho l'età per uscire solo con te...

Cinguettii di passeri nel cielo
Mi ricordano te, sorridente
Soddisfatta di aver vinto la partita
Mentre io restavo ad ammirati.

Ma non ho l'età, non ho l'età, per amarti
Non ho l'età per uscire solo con te...

Vorrei solo avere l'occasione
Di poter parlare insieme a te
Da soli, noi due, passeggiando
Ma dentro qualcosa mi ricorda che

Non hai l'età, non hai l''età, per amarmi
Non hai l'età per uscire sola con me...

Non hai l'età, non hai l''età, per amarmi
Non hai l'età per uscire sola con me...

martedì 20 dicembre 2022

Oh, fato avverso

Oh, fato avverso, dissi tra me stesso
Nell'osservar giocare Caterina
Al biliardino contro l'altro sesso
Quasi sul far della nuova mattina

Al che mi prese un duolo birichino
Che non voleva il cuore mio lasciare
Ma, avendo io bevuto un bicchierino
Mi misi all'opra come chi sa fare:

Sfidai la sorte, al chiaro della luna
Dissi a Rinaldo, compare portento:
"Immortaliamo in questo momento
Una vittoria prima che sia l'una".
E se ne andò ciò che mi fece triste:
Fu la rivalsa contro le flautiste!

È come prima e dopo il Big bang

È come prima e dopo il Big bang.

Prima tutto era statico, poi tutto è diventato dinamico.

Prima tutto era uno, poi molteplicità.

E quando tutto è uno c' è monotonia, non c'è un barlume di luce, uno spiraglio, un orizzonte.

Prendi ad esempio la monogamia o il lavoro. Se fai più lavori, e lavori quando ne hai voglia, ti diverti un mondo. E così con le relazioni. Se puoi uscire con una persona, e domani vederne un' altra, allora tutto sembrerà fantastico. Perché fantastico? Perché all'inizio non ti stuferai. Ma poi, con relazioni mordi e fuggi, vorrai una relazione stabile. Perciò abolisci le relazioni mordi e fuggi. Crea varie relazioni stabili con persone diverse. E la vita tornerà ad essere un paradiso.

Perché se qualcuno ti stufa tu non sei obbligato a frequentarlo, lo puoi fare diventare una relazione mordi e fuggi fino a fare spegnere la relazione. E perciò non vedrai più quella persona.

Proprio per questo nella diversità tutto è bello, poiché se non ti va bene una cosa cambi, è semplice.

Lo stesso vale per l'essere umano e l'illuminazione.

Prima ti sembra di non riuscire a venire a capo di niente, poi non esistono più i problemi, non perché non esistono più ma perché riesci a risolverli facilmente.

Prima non avevi niente da dire, ora riversi fiumi di inchiostro sul web.

Prima non riuscivi a parlare, ora anche... O meglio, riesco a parlare solo se c'è una motivazione, uno spiraglio. Ma non voglio costruirlo, lo spiraglio, poiché voglio essere spontaneo. Perché, almeno per ora, sono fatto così. Ma si può sempre cambiare, in fondo. Come dice Ottavio: basta volerlo.

Uno sguardo sorpreso

Mi è parso, lo ammetto, uno sguardo stupito, sorpreso. Completamente spiazzata dall'avermi visto entrare. Poi ti sei ricomposta, e lo sguardo, da sorpreso, è diventato ( ma potrei sbagliarmi) piacevolmente sorpreso.

Poi, va bè, parlare di calendari non è mai il massimo, ma è quello che c'era di non detto, il mio e tuo stato d'animo, quello che contava.

E mi torna alla mente, tempo fa , uno scambio di sguardi. Vuol forse dire che non è stato per un caso, solo un paio di volte, di sfuggita, ma che erano, invece, sguardi di intesa?
Al futuro la risposta.

O, semplicemente, mi sto ancora illudendo con il pensiero che vaga?

Sempre con la testa tra le nuvole.

È che non riesco a sbloccare il mio vecchio me stesso.

Ed in questo modo perdo le occasioni.
Che, nello stesso modo, non torneranno più, ma in un altro modo, con uno spunto diverso, si. Anche se non saprò coglierle, poiché ogni volta è una cosa nuova. Non ho il dono di cogliere l' attimo, purtroppo, e proprio per questo resto sempre solo. Maledetta timidezza!

lunedì 19 dicembre 2022

Il leone e la lepre

Il leone e la lepre

Il leone cercava di raggiungere la lepre, ma quella scappava, scappava...

Chiese allora consiglio all'ippopotamo, il quale gli disse: guarda me, sto tutto il giorno in acqua, perché preoccuparsi? Fai come me, goditi la vita.

Il leone, non soddisfatto, chiese allora aiuto al rinoceronte: col mio grande corno tutti gli animali mi stanno lontano, perché preoccuparsi? Vivi la vita , che ce ne è una sola, e dimenticati delle lepri.

Chiese allora consiglio al gatto, che gli disse: ogni volta che ho fame , e tu mi sembri nella stessa situazione, acchiappo un topolino e me lo mangio. Lascia stare le lepri, fatti una scorpacciata di topi!

Non soddisfatto chiese allora aiuto alla volpe, che gli disse: tu sei il re degli animali, e ti preoccupi di una semplice lepre! Se tu volessi la mangeresti in un sol boccone, ma non ti basterebbe neanche come spuntino. Cercati invece una gazzella, per mangiare.

Ma il leone se ne andò affranto, perché nessuno degli animali che aveva consultato aveva capito che no, non voleva mangiarsela, la lepre, ma si era perdutamente innamorato di lei. Fu così che il leone, cercando l' aiuto di altri non seppe mai dichiararsi alla lepre. E proprio perché cercava aiuto negli altri , e non nella lepre stessa, quella continuava a sfuggirgli di mano.

Perché devo ingigantire una persona

Perché devo ingigantire dentro di me una persona e non considerarla in modo da poterci parlare?

Sto parlando di una persona che mi piace.
Perché mai non posso parlare con lei?

Ed intendo dire parlare, non baciarci o altro ( che non ne sarei nemmeno capace, imbranato come sono) . E se non riesco a parlare con chi mi piace, con chi altro dovrei mai parlare?

Perché devo farmi prendere dall'agitazione e non spiccicare parola, quando dovrebbe essere la cosa più naturale del mondo?

Semplice, perché non voglio influenzare gli altri.

Non voglio che l'altra persona venga manipolata dai miei atteggiamenti, dalle mie azioni o dalle mie parole. Perciò me ne sto zitto e non agisco. Ma questa è un arma a doppio taglio. Impedisce a me di conoscere una persona ed impedisce all'altra persona di conoscermi.

E questo è solamente una cosa stupida.

Perché non porta vantaggio a nessuno dei due.

Ma nonostante me ne renda conto non riesco a cambiare il mio modo di fare. E questo mi irrita parecchio.

domenica 18 dicembre 2022

Posso consumare il pavimento

Posso consumare il pavimento
A forza di andare avanti e indietro
Ma non riesco a risolvere l' enigma:

Non capisco se mi ignori perché ti sto indifferente
O se mi ignori perché vuoi che io ti rivolga la parola.

E resto sempre qui a pensare a te
E al tuo viso così grazioso
Che è uno splendore per gli occhi
Così come la tua persona.

Lui e Lei.

Un' enigma irrisolvibile.

Comunque sono innamorato di te.
E questo non posso proprio negarlo.

Resta il fatto della differenza di età.

Ma ciò che provo non cambia,
perché mi fai girare la testa,
a prescindere dalla tua età.

Ma non trovo il coraggio di dirtelo.

Perché almeno se mi dichiarassi avrei una tua risposta
Positiva o negativa.

Ma il filo dell'incertezza è così...
.... Adrenalinico.
Adrenalinico!????

Troppe elucubrazioni, ha ragione Ottavio?
No, non posso e non riesco.

E non mi va di espormi.

Anche se ti trovo assurdamente bella.

Lo sapevo che questo è un enigma che non si può risolvere...

Ma sto qui a sbatterci la testa.

Non ne verrò mai a capo.

Perché in questo caso non agisco.

Sono troppo abituato a stare solo da tempo immemore. Ed ho perso la capacità di stare con altre persone.

Ma perché diamine devo soffrire così?

Perché lo voglio io. Non per altro.

O perché l'ostacolo è troppo grande da oltrepassare?

Altro che entrare dalla finestra o dal camino, o ribaltare il tavolo ( grazie Daniel), già, questo significa agire. Ma io non me la sento. Sono bloccato su questo punto. E allora aspetta ancora, che così, sicuramente, si metterà con qualcun altro.

Sempre se non lo ha già fatto.

Come col fuoco

Come col fuoco

Se sposti la legna prima che sia viva la fiamma allora il fuoco si spegnerà.

Ma se sposti la legna quando il fuoco ha lambito i bastoni allora il fuoco si ravviverà, dopo un attimo di esitazione.

Ed il fuoco attecchito lambirà tutto il camino, e non potrai più fermarlo, a meno che tu non usi un mezzo più potente, l'acqua, per spegnerlo.

Sarà molto dura spegnere il fuoco una volta avviato, perché la fiamma non si estinguerà più finché non avrà consumato tutta la legna.

E, alla fine, resteranno le braci a scaldarti.

Che sia così anche per l'amore?

Se tu non dai attenzione ad una persona, quella penserà che tu la ignori. Perché la fiamma dell'amore non ha ancora attecchito. Proprio per questo devi prestare attenzione ad ogni atto che compi, all'inizio.
Anche se sei innamorato di quella persona, se non le dimostri l'affetto che provi per lei, non se ne accorgerà mai, ed anzi, ti ignorerà, poiché non hai alimentato la fiamma dell'amore.

Ma se non hai mai sperimentato il contatto, allora come potrai fare per poter uscire da quel tunnel? Semplicemente dovrai affrontare la cosa ed importi di sfiorare quella persona. Anche se questo ti costa molta fatica.

Un auto imposizione.

Ma è proprio superando gli ostacoli che si può scorgere ciò he prima non avresti neanche immaginato.

Proprio perché c'era l'ostacolo di mezzo.

È come quando guardi il paesaggio, quando sali su una collina. Il panorama non c'è sempre, più che altro c' è bosco, e quando arrivi in una radura, solo allora puoi scorgere il cammino fatto fino a lì. Non prima, perché l'ostacolo era il bosco stesso. Quello che ti ha permesso di salire ( il sentiero nel bosco) è quella cosa che ti ha impedito di scorgere il cammino fatto.

Perciò ricorda: mentre cammini non puoi vedere il cammino fatto. Solo quando ti fermi e ti volti puoi scorgere il cammino, ma ciò vuol dire solo che tu non stai più camminando.

Perciò o agisci o contempli ciò che hai fatto.

Non ci sono altre strade.

sabato 17 dicembre 2022

Ho sempre pensato

Ho sempre pensato di rendere tristi le persone a cui mi accompagnavo.

A quanto pare non era così.

Perché, per la prima volta ho visto una donna felice per la mia compagnia ( anche se in foto).

E questo mi ha dato un po' di sollievo, rivedendo quella donna in apprensione accanto a me.

Ma non voglio approfittare della conoscenza di questo fatto, perché la mia indole mi dice di....

Non ha più importanza ciò che era il passato, il vissuto. Ha importanza solo il momento presente. Ci stavo cascando ancora. Nonostante sia entrato negli anta, ricasco nei modi di fare del passato. E questo non mi sta bene.

Mi riguardo la foto...

Contenta. Mi sembri contenta. Cosa inaudita per il mio vecchio essere. Viglio dire che un tempo non avevo la percezione di poter far nascere un sorriso a chi mi stava accanto. Mai me lo sarei immaginato, che un giorno avrei cambiato idea.

Eppure riguardando la foto con te, mi devo rimangiare tutto . A quanto pare non sono più quello che crea infelicità, l'isola (in)felice che se ne stava da solo, sempre, per non essere importunato. Ma solamente perché io credevo di essere importunato, anche se nessuno l'avrebbe fatto.

Va bene, l'ho già detto, il passato è passato, se n'è andato, ed è questo il suo bello, di essere passato.

Non starò a rimpiangere i tempi andati, ( no, non rimpiango i tempi andati, ma solo le scelte che ho fatto e che non potrò più cambiare), ma cercherò di cambiare il presente ( e di conseguenza il futuro) che è la sola cosa su cui posso agire.

Anche se tutto ciò mi sembra di una difficoltà estrema.

mercoledì 14 dicembre 2022

L' insieme a il particolare

L' insieme a il particolare

Se guardi l' insieme non puoi vedere il particolare. E viceversa.
Solo quando guardi l'uno, e poi passi all'altro, puoi iniziare a comprenderli nella loro interezza.
Ma se resti fissato sulle sfumature, non riuscirai a cogliere il quadro generale.
E questo è solamente stupido, da parte tua.

Ed è ciò che è capitato a me.
Perché io guardavo la canzone nel particolare.
Non riuscendo a coglierne l'interezza..
E restavo inchiodato li.
Non riuscivo a proseguire.
Mi dicevo, in un dato momento:
La batteria suona così.
Il basso così.
La chitarra così.
La voce così.
Dovrebbe essere giusto!
Ed invece giusto non era.

Occorreva passare dal particolare al quadro generale

Takehiko inoue lo faceva dire all'inizio di vagabond a takuan. O guardi la foglia, o guardi l'albero, o guardi il bosco intero. ( Vado a memoria, non ho voglia di cercare la citazione esatta). Guardare tutto senza particolare attenzione, questo è il vero atto del guardare. Ma non ti diceva come arrivare a tutto questo.

Nel mio caso la foglia è la singola nota del singolo strumento, l'albero la canzone, come suona, intendo, e il bosco lo schema della canzone.

Tutto questo serve per dire che la pratica conta più di mille parole.
Ma la parola detta al momento giusto può aiutare di molto la pratica.

Un grazie immenso ad Alessandro Gatta di avermi insegnato tutto questo.

sabato 10 dicembre 2022

Guardando un video di Vasco su Instagram

Guardando un video di Vasco su Instagram

Bè stavo guardando questo video in cui Vasco diceva che ha studiato Mike Jagger e che se agisci in un determinato modo sei una rockstar. Faceva l'esempio del microfono che gli è caduto di tasca a San Remo.

Beh, se ti costruisci un personaggio poi sei ingabbiato in quel personaggio, basta che a te vada bene così...

Ad esempio io sono ingabbiato nel personaggio di essere spontaneo, se così si può dire, perché scrivo solo ciò che mi viene in un dato momento.

E Vasco mi faceva riflettere, perché se vuoi essere il personaggio rock star, quello che fa sempre la cosa giusta , ad esempio, non puoi perdere tempo a rimettere a posto un microfono, per cui sei dissacrante. E te ne freghi del microfono, che è il mezzo che ti permette di esprimerti, in questo caso.

Ma anche questo è solo un personaggio costruito a tavolino, non è la realtà. O meglio è la tua realtà che segue un dato copione, e perciò è artefatta. Ma agli occhi dei tuoi fan sembrerai un mito, anche se ti stai solo atteggiando ad essere tale.

Ciò che cerco invece io sono l'amore ( grande croce e delizia) e la spontaneitá. Da non confondere con il sesso e l'essere dissacrante a tutti i costi.

E anche se ho trovato la spontaneitá, non ho ancora trovato l'amore ( e con amore non intendo nemmeno una relazione stabile) intendo più una relazione affettiva, un essere in grado di donare affetto e di riceverne, cosa che io non riesco ancora a fare. Per i motivi più disparati.

Ecco, ci vorrebbe una scuola dell'affettività, ma non la scuola dove entri alle 8 ed esci all'una ( Almeno ai miei tempi era così) e stai lì a studiare le posizioni ( ad esempio del Kamasutra) ( ed ai miei tempi non era così.... Forse) che andrebbe anche bene, ma solo quello no! Che poi tutto diventa una cosa meccanica, un riflesso condizionato e diventi come una macchina. Una macchina da sesso.

No, non ci siamo. È molto più difficile insegnare l'affettività che le posizioni, poiché quelle, una volta apprese, vanno da sole, in automatico, mentre con l'affetto è tutta un altra cosa. Con l' affetto se l'altra persona non sa avvicinarsi a te ( ed è quello che capita a me) resterà sola, e se hai bloccato dentro a te stesso questa capacità per reazione da oltre vent' anni, beh , si può dire proprio che tu sia uno stupido. Ed infatti lo sono, poiché è ciò che è successo a me.

Ma quello che mi viene in mente adesso è questo: per reazione ad una delusione amorosa ho rinchiuso dentro me stesso la capacità di amare.

E non rendendomi conto di stare sbagliando, sono proseguito su quella strada inutilmente, sbattendo la testa contro ad un muro pensando che il muro, prima o poi, crollasse. Ma ho ceduto io, dopo vent'anni, ed infatti sono qui a scriverlo, e non trovo un modo per uscirne. È in po' come quando avevo timore, ero restio a scrivere qui su fb o da altre parti se non il mio quaderno. Ma questo è solamente sciocco, almeno in questo momento mi appare così, perché non ha senso scrivere poesie su una ragazza se poi non gliele fai leggere ( Raffaella S. insegna) e poi? Dopo che le ha lette, intendo? Niente è cambiato. Solo il tempo è trascorso, lento e monotono come sempre.

Ma poter sprecare tempo a scrivere di me è il lusso più grande che possa esserci. Almeno secondo me è così.

Basta, non vi farò perdere tempo, a voi che non ne avete, e avete, e lo sento, una certa fretta, di finire di leggere ciò che sto scrivendo. Purtroppo per voi non ho il dono della sintesi, e come se non bastasse non ho nemmeno il dono della fede. Abbiate voi fede in me, perché se ancora mi state leggendo vuol dire che ho qualcosa da dire. E che per questo avete fiducia in me. Ma ora basta, perché è veramente troppo lungo ciò che ho scritto... Ci rivedremo nei vostri discorsi, o chi lo sa, nei vostri ricordi.

A cosa stai pensando?

A cosa stai pensando, mi chiede facebook. E, come al solito, rispondo.
Sto pensando a quanto ho scritto, ma non so ancora quanto scriverò.

Perché, per curiosità stavo rileggendo i pensieri passati e mi sono detto:
Minchia!

Va bè che non ho scritto tutto insieme, ma in vari giorni staccati l'uno dall'altro.

Comunque minchia!

Perché non so neanche io come sia possibile tutto ciò. Però è stato possibile. Lo sarà ancora?
Non ne ho la più pallida idea.
Ma so che fino adesso è stato così...

Godiamoci il momento e rileggiamo le riflessioni.
Che, comunque, sono cose pensate da me.

Peccato che non mi ricordo nulla, di ciò che scrivo.

Ma basta rileggerle, fortunatamente!

E qui sono a disposizione di chi vuole leggere.

Ma questo non vuol dire conoscermi.

È solo l' illusione di conoscermi.

Perché l'essere umano è oltre a ciò che pensa in un dato momento.

Ed io sono oltre ciò che sto pensando adesso.

Sono semplicemente me stesso.

Con la voglia di esprimermi.

venerdì 9 dicembre 2022

sul bullismo

Posto una risposta ad un mio post perché il commento sta diventando troppo lungo...

Il post è :
Ragionando dopo un concerto con la banda e relativa festa - ovvero - Sui miei scritti

Rileggetelo che il discorso continua qui...

Questa è la risposta al mio post:
Ok ok, va bene tutto.. ma stare in gruppo secondo me aiuta a crescere

Anche secondo me. Ed è quello che mi manca. Ma non in questo modo deleterio che fa più male che bene...
Aiuta a crescere ma con dei distinguo. Se il gruppo è un gruppo di bulli? E tu ne sei la vittima? In quel caso è meglio stare soli. O , in un secondo momento, ribellarsi. Ma se quando ti ribelli aggredisci chi ti bullizza, facendogli del male, il gruppo non può più passarci sopra, dicendo a te che sei un violento, etichettandoti in questo modo, e facendo gli angioletti ad insaputa di tutti. Il bullo diventi tu stesso, pur non essendolo, e i veri bullizzatori la fanno franca.
E se il gruppo di bulli, poi, ti ignora, di fatto isolandoti? E tu in mezzo a quel gruppo non puoi più stare, perché la tua presenza è talmente inopportuna da essere diventato l'essere invisibile?
E se quello è l' unico gruppo che frequenti in quel dato periodo della vita, alla fine ti abitui a questo, e ti ci trovi bene. Perché non hai altra scelta.

Poi succede tutto questo. Cioè perdi la voglia di vedere la gente, perché pensi che questo possa capitare ancora. E finisci con lo stare solo. Cosa deleteria, non c'è dubbio, ma col tempo ci fai il callo a stare da solo e poi inizi a pensare: non è così male, in fondo... Nessuno mi fa del male. Nessuno mi ignora. Nessuno mi dà colpe che non dovrei avere, solo per aver reagito ad una prevaricazione. Ma nessuno ti dà anche affetto, ma se è da quando sei nato che non ne ricevi... La cosa ti manca ancora di più. Solo che ti convinci del contrario, perché non hai la capacità di metterti in gioco con gli altri, e nemmeno la voglia.

--

Anche perché se ti isoli volontariamente non sei più in gruppo, sei isolato, perciò solo in mezzo a una folla. Ed è proprio questo che mi fa male, non lo stare in gruppo.

Ad esempio alle prove siamo in gruppo e non mi sento male, è quando mi isolo che sto male. Ma questo lo faccio solo quando sono in gruppo ( di isolarmi) perché quando sono solo, come adesso, non mi sento isolato. Sono semplicemente solo, in solitudine, e sto bene. Perché la folla non c'è. E perciò non sono isolato.

Bah forse sarà uno sproloquio, di sicuro un soliloquio, ma questo è quello che mi è venuto in mente leggendo il tuo commento. Comunque grazie Silvia

giovedì 8 dicembre 2022

Sui miei scritti

Ragionando dopo un concerto con la banda e relativa festa

Sui miei scritti

Continuo a scrivere perché

1 è l'unica cosa che so fare

2 quando sono di pessimo umore mi tiro un po' ( ma solo un' po') su ( come in questo caso)

3 non ho il minimo interesse a rileggere ciò che ho scritto perché altrimenti mi deprimerei ancora di più

Erano anni che non mi sentivo così, dai tempi dei concerti e delle cene prima del coviddi

(Non so perché vi partecipo ancora... Sarà perché così ho la conferma di avere ragione quando sto da solo. E quando sto in un gruppo, anche)

Solo perché in quel periodo si stava a casa.

Non capisco il perché ma quando sono in mezzo alla gente mi sento isolato, mentre quando sono solo mi sento libero.

Strano modo di sentirsi, per la maggioranza, a quanto pare, perché gli altri, all'infuori di me, erano a loro agio.

Mentre per me appare naturale il contrario.

Essere solo è essere liberi, essere in una folla è essere costretti, nel mio caso. E proprio per questo non voglio stare in una folla. Mi sento come se perdessi la mia identità, e per questo preferisco stare solo. Ed isolarmi all'interno della folla. Follia, la chiamano.... Ma per me è solamente naturalezza

So che qualche dottore ( o professorone) non sarà d' accordo, ma forse leggendo tutto ciò che ho appena scritto se ne renderà conto, spero)
Ciao, Conte....

Comunque non capisco perché stare in un gruppo se questo mi fa stare male...

Meglio soli che male accompagnati, diceva un proverbio, ma Charlie diceva anche:
Non è sempre meglio soli che male accompagnati. Aveva ragione? Chi lo sa....

So solo che io, stando da solo sto bene ( si , lo so che qualche dottorone non sarà d'accordo, ma io sono io, e so quando sto male e quando no. Anche se un tempo non era così. O meglio, mi accorgo che quando sto male arriva la malinconia, e con essa la voglia di stare solo, ma capita solamente quando sono in mezzo alla gente.) Sto benone, dicevo, prima della parentesi, non ho problemi a stare solo. Ma è forse perché non ho problemi a stare solo che ne ho quando sono in mezzo alla gente?

Prospettiva interessante.

Non potevo ragionare in quel momento ( ho ragionato, invece....) Solo perché non avevo con me il telefono. E forse è stato un bene, perché quando sono in quel contesto divento indifferente ( e questo credo si noti) e la mia lingua diventa velenosa ( e questo non si nota a meno che io non parli).

Comunque sono sopravvissuto anche a questo, e , a quanto pare, non ne ho avuto strascichi. Del sentimento negativo, intendo.

Basta, mi sto stufando di scrivere. E non ho voglia, adesso, di rileggere. Pubblico e rileggerò più tardi, se mi andrà dì farlo. Bye bye

Invece riprendo. ( Dopo aver riletto)

Perché se dovessi tenere conto di ciò che pensa la gente prima di scrivere non butterei giù nemmeno una parola, che probabilmente ferirei qualcuno/a ( lo schwa ( ma si scrive così?) mi sembra una porcata nella lingua italiana, l'asterisco una doppia porcata ( solo che io sono un barbogio, come mi ricordava il buon Rinaldo in un commento). e perciò scrivo o/a x identificare i due sessi.) Meglio che non scrivere affatto.

È proprio come dicevo in un vecchio post. ( Ho appena visto le fotografie della suonata messe da qualcuno sul gruppo della banda).

Forse sono proprio le fotografie, immortalare qualcuno in un momento ti lega a quel momento ( da spettatore esterno) e ti fa pensare che il "bello" sia sempre, perché vedi la foto di un dato momento. Ma quello che vedi è solo l'esteriorità di un momento, e non sai cosa quella persona stesse pensando in quel momento. ( Avrò usato la parola momento una decina di volte in questa frase). Comunque il concerto è quello.
E non sai cosa penserà o agirà in un momento successivo non immortalato da un obiettivo.

E lo spettatore esterno rosica, dicendo: quanto sono felici! (non sa quanto si sta sbagliando...)

mercoledì 7 dicembre 2022

La chiave del cuore

La chiave del cuore

Finalmente ho capito perché è giusto che sia così.

Cerco di spiegarmi:
I rapporti tra persone di sesso diverso sono abbastanza complicati. Perché, mi chiedevo, non ci si esprime chiaramente? Perché devono esserci tanti malintesi?

Ma ora ho capito. Perché, se tu dai il cuore in mano ad un'altra persona, quella può decidere se accarezzarlo, baciarlo o stritolarlo.

E non fa piacere a nessuno che il proprio cuore venga stritolato. O che i propri sentimenti vengano calpestati.

Proprio per questo i più sono restii a donare il proprio cuore.

Per la paura di esserne feriti.

( Questo potrà sembrare banale a chi legge, ma io l'ho capito solo ora.)

Perciò è giusto mettere il proprio cuore nelle mani di un'altra persona?

No, se quella persona non accetta che anche tu abbia in mano il suo cuore. Perché solo così ci sarà reciprocità. E, nel caso in cui l' altra persona voglia ferirti, non dico potrai ricambiare, che non è mai bello ferite gli altri, ma potrai comunque dire: no, così non va, restituiamoci i cuori.

Ed in questo modo potrai decidere se donarlo a qualcun altro o tenetelo per te. Oppure donarlo a tutti, ( so che abbiamo solo un cuore, è una metafora, ovviamente) in modo che tu possa dire: non mi importa se mi ferisci. Comunque ho altri che accudiscono il mio cuore, ridammi la parte di cuore che ti ho donato. Perché l'hai trattato male. È mio, lo rivoglio indietro.

In questo modo potrai avere il massimo beneficio ( più persone che si prendono cura di te) e il minimo danno ( io mantengo la "proprietà" del mio cuore).

E se ad un altra persona tutto ciò non sta bene, perché vuole " averti" in maniera esclusiva?

Ovviamente non accettare ( o Almeno io non accetterei) perché sta cercando di derubarti del tuo cuore. Cioè non accetta il fatto che tu possa stare bene anche con altri. E vuole essere il guardiano unico del tuo cuore. E questo non è un bene. Bensì un male. Anche se la maggior parte delle persone agisce in questo modo.

Perché accettano che il proprio cuore sia in mano ad una sola persona, ed in questo modo sprecano tutte le altre occasioni che gli capitano. Perché hanno paura di esserne feriti. Ma se accetti di essere ferito da qualcuno, non hai consapevolezza del fatto che, se quella persona ti ha ferita, non merita di avere diritti su di te. Sei tu che tieni le chiavi del tuo cuore, non altri.

O meglio, è come per la crittografia a chiave pubblica: tutti possono mandarti messaggi ma solo tu puoi aprirli e leggerli. Perché solo tu possiedi la chiave privata.

Ci vorrebbe il gpg dei cuori.
E con gpg intendo GNU Privacy Guard

https://it.m.wikipedia.org/wiki/GNU_Privacy_Guard

Il paradiso è l'inferno

Il paradiso è l'inferno

C'era una volta una donna che aveva patito molte pene nella sua vita, e parimenti molti delitti.

Un gran giorno andò in paradiso. Prima di entrare, Gesù Cristo le disse: poiché hai molto patito, hai molto amato. Puoi scegliere il paradiso come più ti piace. Ne creerò uno apposta per te.

Ma quello non era Gesù, era il diavolo sotto mentite spoglie, e la stava mandando all'inferno.

La donna, allora, rispose al finto Gesù:
Grazie, signore, sei troppo buono. Innanzitutto voglio un paradiso dove non esistano prigioni, e nemmeno sedia elettrica. La cosa più brutta era l' attesa prima della scossa. Inoltre voglio che vi siano molte donne, tutte vergini, diecimila, e che non abbiano conosciuto uomo, e nessun uomo, ma proprio nessuno, perché l'uomo è quello che mi ha condannata alla sedia elettrica. E poi voglio che ci siano gli angeli, moltissimi angeli, poiché non ne ho conosciuto nessuno nella mia vita.

Voglio inoltre dimenticare tutte le brutte cose che ho vissuto, poiché la mia vita è stata una vita di tortura.

Il finto Gesù le disse: otterrai ciò che hai chiesto.

E come lei aveva richiesto le fu esaudito:
Nel finto paradiso non c'erano prigioni, ma una moltitudine infinita di spazi sconfinati che si perdevano a vista d'occhio.
Non c'erano sedie elettriche, ma delle vergini che si uccidevano le une le altre, per disperazione, poiché a loro mancavano gli uomini.

E c' erano gli angeli, che come la videro le ordinarono di uccidere tutto ciò che si muoveva, finché nessuno sarebbe rimasto in vita all'infuori di lei, così come avevano ordinato alle altre diecimila vergini.

Solo che nel momento in cui qualcuna non faceva ciò che gli veniva ordinato veniva uccisa, a grandi colpi d'ascia dai diavoli (sotto forma di angelo) che vi si trovavano.

E poi, che fosse sopravvissuta alle diecimila vergini o morta per mano di una di esse, la donna ritornava come quando era arrivata, senza nessuna memoria delle atrocità che aveva commesso nei paradisi precedenti, e tutto ricominciava da capo.

Questo era il paradiso che si era scelta.

Scricciolo

Il tuo sguardo, scricciolo,
Mi ha inchiodato al me stesso di un tempo,
E poiché non sono riuscito a parlarti,
Mi rendo conto, adesso,
Di non essere cambiato affatto.

Il tuo sguardo mi è sembrato
Come un secchio d' acqua ghiacciata
O come una doccia fredda.

Semplicemente, il momento ormai trascorso
Non potrà più tornare, ma
Il momento futuro e presente
sono ancora Aperti
ad ogni possibilità.

Per questo motivo
Attenderò con trepidazione
Il momento opportuno
Sempre Ammesso che io sappia coglierlo,
Invece di restare fermo ad aspettare
Come ho sempre fatto
Compresa questa volta.

martedì 6 dicembre 2022

Le ruote di una macchina

Le ruote di una macchina

le ruote e i cerchioni di una automobile sono così:
Splendenti e lucidi all'esterno
Sporchi e neri, perciò mai puliti, all'interno.

E te ne accorgi solo quando devi cambiare una gomma. Perché ti restano le mani nere. Ed il nero non va più via.

Lo stesso vale per l' essere umano sui social:
All'apparenza vite meravigliose
Nella realtà vite grigie, piatte, sterili.

E te ne accorgi solo quando fai parte del sistema, perché ne resti invischiato. Ma al contrario del nero tutto ciò non mi tocca.

Così come i cerchioni sono tutti lucidi all'esterno,

Così le vite delle persone sui social. Tutta apparenza.

Così come le gomme sono nere perché strisciano sull' asfalto

Così le meschinità si nascondono nel piattume della vita quotidiana.

E questo lo dico non perché ho scoperto l'acqua calda ma per chi se lo fosse dimenticato.
O per chi non l'avesse mai saputo. E lo scopre in questo momento.

Perché si immortalano i momenti più belli
Ma si dimenticano e sotterrano i momenti più brutti.

Perciò da fuori sembra un mondo meraviglioso.

Ma vissuto in prima persona è di uno squallore desolante.

Sarà così per tutti?

Questo non lo so.

So solo che a me appare in questo modo.

lunedì 5 dicembre 2022

che parti Devo darti?

Il maestro della banda
Ha fatto una domanda:

Che parti Devo darti?

Ed insieme i suonatori
Hanno risposto da fuori:

La parte del Rigoletto
L'ha lasciata sotto al letto

La parte dell'Aida
L'ha scordata alla corrida

La parte del Nabucco
L'ha prestata al vecchio Cucco

Lo spartito del Trovatore
L'ha nascosto nel vano motore

I vespri Siciliani
Glieli han mangiati i cani

Il Simon Boccanegra
Gliel' ha presa gente allegra

La partitura di Aroldo
L'ha venduta per un soldo

E la parte dell'Otello
L'ha perduta sul castello.

Il direttore, alquanto seccato
Mi ha Infine domandato:

È così, Cristian, che perdi
Gli spartiti di Giuseppe Verdi?

Ed io, deluso e amareggiato
Alla fine ho pure gridato:

Se vuoi che suono il cimbasso
Dammi la parte, satanasso!!!

E lui sai cosa ha risposto?
Imparali a memoria, sottoposto.

mi sono spesso domandato

Mi sono spesso domandato
Il perché prima tu avessi un certo peso
Poi sei dimagrita fino a quasi sparire
Mentre ora hai riacquistato i chili che avevi perso
E stai comunque bene.

So anche che è inopportuno
Il non parlarti a quattr'occhi
E scrivere, invece, qui su Internet
Tutto quello che mi passa per la testa

Ma quello che penso
È che puoi essere in sovrappeso
Oppure essere un grissino
Ma sei sempre tu.

E sei tu quella che amo.

So che non riesco a parlarti
Perché guardandoti mi perderei nei tuoi occhi
E per poter parlare con te
Dovrei guardare da un' altra parte
Perché altrimenti le parole mi morirebbero in gola
Ma tutto questo è sicuramente assurdo!!!!

Quello che dovrei
Non è quello che faccio
E questo mi pesa molto
Perché non faccio ciò che dovrei.

Anche ora mi domando: starò facendo la cosa giusta?
Postando tutto ciò al mondo, intendo

E sai una cosa?

In parte non mi interessa
Perché ho superato tempo fa questo scoglio.

Vorrei che tu mi aiutassi a superarne altri,
Poiché penso
Che senza l'aiuto delle altre persone
Non si va da nessuna parte.

Ma ora sto divagando
E smetto di scrivere
Perché ho già detto troppo di me.
E di te.

ripensando

Stavo ripensando al fatto che potrei
esserti sembrato un po' scortese
Perché mi sono voltato mentre mi parlavi
Ma il motivo per cui l'ho fatto
È perché, tra me e me, ho pensato:
Quanto sei carina...
E non sono riuscito a sostenere il tuo sguardo.

Infatti non riesco a spiegartelo a voce
Ma lo scrivere è l'unico modo che conosca
Per esprimere ciò che provo
E questo è il solo motivo
Che mi spinge a fare ciò che faccio.

Questo è solamente un modo per esprimermi
Senza curarmi di ciò che pensano le persone
E nemmeno di ciò che tu penserai
Quando leggerai tutto ciò
Anche se in fondo in fondo
Almeno un po' mi interessa
Altrimenti non starei scrivendo.

So che questo ragionamento
È un po' contorto, perché
Prima dico una cosa e poi il suo contrario
ma fa lo stesso, perché, qualunque cosa dica...
... Sono fatto così.
Incoerente.

E ripensandoti mi si presenta davanti
La tua immagine splendida
E mi immergo nei miei pensieri
Ancora più di prima.

E mi dico: se solo non avessi distolto lo sguardo...
E ti avessi rivolto la parola
Così, tranquillamente, senza curarmi,
come in questo momento,
Della tua eventuale reazione...
Ma so anche che per me è impossibile
Almeno per il momento.

E nonostante il mio carattere
Incomprensibile perfino a me stesso
Volevo almeno chiarire il motivo del mio gesto
Che a te potrà essere sembrato strano
Oppure sei rimasta indifferente
Nei miei confronti
E non ci hai nemmeno badato
Ma non io.

domenica 4 dicembre 2022

Una nota sul diario

Una nota sul diario

Risponderei in questo modo ad una nota sul diario di un mio ipotetico figlio ( o vorrei avessero risposto così i miei genitori ai tempi delle medie...)
Ma i tempi credo siano già cambiati ( forse...)
Dai, non credo che un insegnante dia ancora note sul diario. Almeno spero...

"Caro insegnante, se mio figlio non è stato attento alla lezione e si è distratto è semplicemente perché non sei stato in grado di appassionarlo, non spostare l' attenzione su di lui, se tu non riesci a fare il tuo lavoro bene, ma pensa ad un modo per rendere la lezione interessante, non obbligando mio figlio ad assistere ad una lezione noiosa.

Lavora su te stesso, invece di scaricare la responsabilità su un minorenne, che in quanto tale non è ancora consapevole dell'importanza dell'apprendere. Del resto sei tu l' adulto. Insegnagli ad imparare divertendosi, e vedrai che questo lo spronerà ad impegnarsi anche nella tua materia.

E questo è solo un tuo compito, non quello dell'alunno. Ti fai chiamare professore ma se quello che professi è noioso allora, in un mondo meritocratico, perderesti tutti i tuoi alunni.

Sei fortunato ad insegnare in una scuola pubblica, dove non devi rendere conto a chi ti paga del tuo modo di insegnare, e se in una tua lezione gli alunni si annoiano, beh, allora il problema sei tu e non loro. Spero che questo ti faccia riflettere sul tuo modo di insegnare, anche se penso che così non sarà, poiché non ti sei mai posto il problema fino a che non te lo ho fatto notare.

Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.

Ma non venirmi a dire che è uno scandalo, che ai tuoi tempi nessun genitore si sarebbe permesso di contraddire un insegnante. Infatti i tuoi tempi sono finiti da un pezzo, ed ora ce ne sono di nuovi. Altra generazione di alunni e di genitori. Come è giusto che sia.

I tempi cambiano e la mentalità si evolve, perciò non restare arroccato su ciò che credi fosse giusto ai tuoi tempi. Invece adattati ai tempi di oggi. E ne ricaverai un vantaggio. Per te e per i tuoi alunni."

sabato 3 dicembre 2022

Amo te

Amo te

Non so niente di te,
Non se sei in coppia
Non se sei felice
Non se provi qualcosa per me
E non se ti infastidisce il mio guardarti.

Ma non posso farne a meno,
Perché anche se non so niente
Una singola cosa la so:
Che sono innamorato di te.
E questo mi basta.

Purtroppo faccio sempre lo stesso errore
Cioè non riesco a parlare
con le persone di cui sono innamorato.

E questo non è un bene.

Sarà perché è troppo il sentimento
Sarà perché non sono abituato
Sarà perché non voglio sbagliare
Sarà perché sono incapace
E saranno tutte queste cose messe assieme

Ma resta il fatto che ti amo.

Non chiedermi perché:
Non ti saprei rispondere.

So solo che il mio animo è in subbuglio
Quando ti incontro
E che, nonostante non riesca a comunicartelo
Amo te.

Non ti nomino perché
È troppo il sentimento
Che mi si agita nel cuore
E perché non voglio sbilanciarmi
Oltre al fatto che
Voglio essere me stesso
E non voglio che tu sia influenzata
Da ciò che scrivo
Mentre ti penso.

Ora ti saluto, torno alle mie occupazioni
Che, per il solo fatto di averti pensata
Saranno più liete.
Ciao, a presto.

il flusso di pensieri

Il flusso di pensieri

Devo solo scrivere ciò che arriva
Come in questo caso.
Ma se non arrivasse niente?
Allora ci penseremo.
Ma per il momento non ragioniamo
E godiamoci il momento
Con il flusso continuo
Di parole che scorrono
Sul foglio.

Ora si interrompe,
Ora riprende.

Il flusso è inarrestabile,
ma solo per il momento.

Ora devo rileggere.
E correggere.

Ecco, dopo avere riletto l' ultima parola
Mi si rallenta il pensiero
E so che senza questo vagabondo
Sarei perso in me stesso.

Rileggo un'altra volta

Non arriva più niente
E mi godo il silenzio
E la mia mente muta.

Rileggo ancora

Niente, il nulla affiora
come un petalo di ciliegio
Che si trova per caso
Sul bordo di un marciapiede
Ormai caduto in disuso.

E ancora rileggo e scrivo.

È come una droga,
ma una droga benefica.
Se dovesse esserci una droga
senza effetti collaterali
sarebbe lo scrivere.

Ti dà una sensazione piacevole
E l' unico effetto spiacevole
Sarebbe la mancanza di sonno
Se domani dovessi andare a lavoro
Ma così non è...
Perciò dovrai sorbirmi
ancora per un po'.

Dopo aver riletto
Per l'ennesima volta
So che mi sta venendo sonno
E quindi concludo qui
Ma con questo pensiero
Che ancora ignoro io stesso:

Il silenzio, lo scrivere
ed il respirare
Sono le sole cose
Che percepisco
In questo momento.

Prova anche tu questa droga,
Vedrai, non te ne pentirai.

Perché questa droga
Si impadronisce di te
E non ti costa niente:
Solo in po' di tempo.

C' è chi dice che il tempo sia denaro
Ma non ha mai provato
A stare seduto su una panchina
Nel silenzio di un parco
Ed ammirare il panorama.

Tutto va sempre più veloce
E non si ha nemmeno il tempo
Di sedersi ed ascoltare il respiro
che ad ogni istante emettiamo.

L'aria che fuoriesce da noi stessi
E che rientra in noi
Ogni secondo tutto questo si ripete
E non ne siamo consapevoli
Solo quando qualcuno, come adesso,
Ce lo fa notare,

( O solo quando per obbligo
Indossiamo la mascherina
per difenderci dal contagio)

Ce ne rendiamo conto, altrimenti,
Continueremmo la nostra vita
In modo frenetico
E ripetitivo fino al suo termine naturale.

mercoledì 30 novembre 2022

i miei scritti

I miei scritti

Per anni non ho messo volontariamente on line i miei scritti.

Quale motivo mi spinge a dire al modo i fatti miei?

Quale motivo mi spinge a scrivere ciò che penso?

(Innanzitutto grazie Daniele Penna perché mi hai dato lo spunto per questa domanda.
Follow the flow 216)

Ma soprattutto sono domande banali?

Potrei pensarlo solamente, ed allora sarebbe
1 tempo sprecato perché non mi resterebbe niente
2 quello che ho fatto nei primi 25 anni cioè non ricordo quello che dico se non scrivo
( Ed infatti ho solo pochi sprazzi di memoria del primo quarto di secolo) ho più memoria delle sensazioni provate. Ma questo è un altro discorso

perché se scrivo un pensiero è più chiaro,
poiché rileggendo non perdo il bandolo della matassa - interessante, perdere il filo o il bandolo - va bè

Riesco a focalizzare meglio i pensieri. Mi concentro solo su un singolo aspetto e poi passo ad un altro aspetto. E poi posso ritornarci per approfondirlo meglio. Non è perso.

Ma perché pubblicare on-line?

Per farmi conoscere per quello che sono? Per ambizione? Per rimorchiare? Per passatempo? Per dare voce alla mia anima? Per avere un " riscontro" nel futuro? Per poter rileggere senza sforzo? ( Basta cercare su internet)
Per tutte queste cosa insieme?
O per niente di tutto questo?

Non so rispondere a queste domande. Domande su domande ma nessuna risposta.

E tu, perché leggi ( se stai leggendo?) Non trovo una reale motivazione a tutto ciò.

Per vanagloria? Per accrescere il mio ego? O per farlo sparire?

So che comunque io non sono i miei pensieri. Quelli sono solamente una piccola parte di me. Semplicemente la mia testa è troppo piccola per contenerli. Ed allora li riverso qua.

È un po' come quando mi guardi. Vedi solo l'esterno del contenitore ma ciò che è dentro resta ignoto ai più. Lo stesso vale per i pensieri. Sono come nuvole che passano e non tornano uguali. Ma resta qua quello che ho pensato in un dato momento. E va bene così.

lunedì 28 novembre 2022

Il tuo sguardo stupendo mi ha incantato

Il tuo sguardo stupendo mi ha incantato.
Sono innamorato di te
è un bel po' che sono innamorato.

Il tuo profilo, in controluce,
Era armonioso come solo tu puoi essere
E nel mentre che io ti ammiravo
Ti sei voltata, di sorpresa,
e sono rimasto impietrito.

Non riuscivo più a muovere un muscolo,
sono rimasto senza fiato,
la voce mi si è smorzata in gola
Deglutendo a malapena
Per il fatto che mi osservavi.

Il tuo sguardo stupendo mi ha incantato.
Sono innamorato di te
è un bel po' che sono innamorato

Ma ad un certo punto, non so come,
non so perché, sei ritornata a guardare avanti
Ed il tempo ha ripreso a scorrere
Ma lasciando dietro se una scia
Di dolce malinconia.

Non ti sei più girata, o se lo hai fatto
non è stato per guardarmi
Ma serbo nel cuore quel poco di tepore
Che mi riscalda
Come questa giacca.

Il tuo sguardo stupendo mi ha incantato.
Sono innamorato di te
è un bel po' che sono innamorato

È proprio da stupidi non riuscire a parlarti
Nemmeno il guardarti sfacciatamente
Diritta negli occhi
Ma se per un istante il respiro si è fermato
È perché provo ciò che non si può esprimere
Soltanto a parole

È stato un momento di beatitudine estrema
Che mi manda in estasi perfino adesso,
Anche se so
che cercare di capirlo è impossibile,
Perché non capisco nemmeno me stesso.

Il tuo sguardo stupendo mi ha incantato.
Sono innamorato di te
è un bel po' che sono innamorato

Il tuo sguardo stupendo mi ha incantato.
Sono innamorato di te
è un bel po' che sono innamorato

E lo sarò ancora, ancora e ancora
Almeno finché non riuscirò ad esprimere
ciò che ho in fondo al cuore

Aiutami dandomi una mano
E saprò che anche tu...

...Provi lo stesso.

venerdì 25 novembre 2022

Sul non creare nuovi "movimenti"

Sul non creare nuovi "movimenti"

Perché se arrivo ad un nuovo modo di pensare, e lo comunico ad altri, di vedere le cose qualcuno ci si aggrapperà, mi prenderà a modello per creare un nuovo movimento basato sul mio modo di interpretare la realtà.
E questo, secondo me, non va bene. Perché Il modo di interpretare la realtà è mio, ed un altro, non può, ma deve, trovarne un altro, uno suo, personale. Perciò l'imitazione distrugge la spontaneità, come la ripetizione distrugge la creatività. Anche se con dei distinguo. Perché se incomincio ad imitare non so dove andrò a finire, perché tutta la mia vita diverrà una imitazione di qualcun altro. E lo stesso vale se seguo qualcuno, le parole di qualcuno.

Ma la ripetizione distrugge veramente la creatività? Se io non avessi imparato a suonicchiare la batteria allora non potrei creare dei riff, anche modificando ciò che è stato creato da altri.
Perciò, la ripetizione all'inizio è positiva, perché ti permette di apprendere dei concetti a te sconosciuti, ma poi è deleteria, perché non ti permette di proseguire, a meno che tu non ci metti della creatività.

Ma riprendendo l' inizio, ( lo comunico ad altri) , se io non comunicassi mi " moncherei " di una mano, perché mi impedirei di essere spontaneo, e perciò di comunicare il mio me ad altri. Perciò arriviamo ad un paradosso, cioè se io comunico rischio di creare degli emuli, ma se non comunico mi tarpo le ali cioè mi impedisco la creatività. Perciò che fare?

Le relazioni e il sesso

Le relazioni e il sesso
Possino essere in due modi differenti:

Come una stufa
Come un bosco.

Non conosco altri modi

Inizio dal bosco: in un bosco, quando è in fiamme, l'incendio si propaga velocemente, e travolge tutto, e poi, alla fine, non resta più niente. Solo fredda cenere.

Mentre una stufa la alimenti piano piano, prima con della legna fine e della carta, poi con della legna un po' più grossa ed infine con un singolo ceppo, e quando si esaurisce , e senti che il caldo sta'diminuendo nella stanza, ne metti un altro.

Il bosco è una relazione mordi e fuggi, ti brucia dentro e ti toglie il respiro, ma quando hai finito non ti resta il calore di quell'abbraccio, e devi correre a cercarne un altro per poterti scaldare.
E via così per l' eternità, o perlomeno finché non cambierai modo di vedere le cose.
È come l'orgasmo maschile.

Mentre la stufa è una relazione stabile, in cui ci si conosce piano piano e piano piano ci si scopre a vicenda, si capisce come si è fatti e non c'è mai fine al conoscersi. E se nascono delle incomprensioni si appianano con il dialogo e non con il " dominare" l'altro o l'altra, che in questo caso non funzionerebbe perché ci sono due persone che si confrontano. È molto più appagante perché ci si sente vulnerabili e crei la forza sulle vulnerabilità.
Non posso dire che è come l'orgasmo femminile perché non lo conosco.

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Forse è giusto sia così.
Quando sei giovane hai solo la giovinezza, e quella ti aiuta nel relazionarti, sei bella o bello e non ti serve altro. Sei inibito o inibita perché non hai mai provato quello che darai come scontato una volta conosciuto.

Ma quando la bellezza inizia a sfiorire ti rimane l'esperienza e proprio per questo sei più disinibito o disinibita e non hai più vincoli.

Qualcuno dice che bisognerebbe avere l'esperienza che si ha da vecchi quando si è giovani ma io non sono d'accordo. Perché ogni età è bella proprio perché ha le sue diverse sfumature.

domenica 6 novembre 2022

L'amore è come nuotare

L'amore è come nuotare.
Se non sai nuotare e sei nell'oceano allora ti aggrapperai alla prima cosa che avrai a portata di mano, e se ti andrà bene sarà un salvagente. Ma se incontrerai qualcuno che a sua volta non sa nuotare vi aggrapperete l'un l'altra e andrete inesorabilmente a fondo.
Ma potresti anche trovare qualcuno che sa già nuotare, ti porterà a riva e ti insegnerà a nuotare mostrandoti che non c'è da avere paura a gettarsi in acqua per salvare qualcuno, quando si sa nuotare.

Ma la cosa più bella è quando tu sai nuotare e nuoti libero nell'oceano, ed incontri un'altra persona che a sua volta sa nuotare. E lì non serve sorreggersi a vicenda, affondando, ma nuoterete insieme, nello stesso oceano ma l'uno accanto all'altra, senza per questo rubarsi lo spazio vitale.
Liberi ma insieme. E se uno dei due vorrà nuotare lontano dall' altro per un periodo potrà farlo, poiché sapete entrambi nuotare nel mare sconfinato della vita.

giovedì 20 ottobre 2022

il cane che si morde la coda

C'era una volta un cane che si mordeva la coda. Lui continuava ad inseguirla, ma essa scappava appena sembrava averla raggiunta. E il tempo passava, e il cane non si rendeva minimamente conto che la coda non poteva essere raggiunta, poiché era una parte di lui. Ma un bel giorno il cane si stancò di inseguire la sua coda, si mise seduto e non si curò più della coda che si muoveva. Ed iniziò a pensare fra sé: basta, sono stufo. Tanto sforzo e come vengo ripagato? Senza riuscire a mettere niente sotto i denti ( perché il suo scopo era riuscire a mangiarsi quella cosa pelosa che gli stava sempre tra i piedi, o meglio, tra le zampe).
So io che farò: la ignorerò platealmente e mi cercherò qualcosa da mangiare!
Ma non appena si mise a fare quattro passi in direzione del cibo si accorse, con gran stupore, di essere legato alla catena.
Me misero, me tapino! Che sciocco che sono! E gli venne un pensiero in mente: ecco perché inseguivo quella strana cosa! Perché mi annoiavo! Ed ecco perché mi annoiavo! Perché sono tutto il giorno qui, legato alla catena! E quello che mi sembrava un gesto di ribellione, il mangiarmi la coda, era solamente un gesto di noia, indotta dal mio essere schiavo del padrone! Il mio vero nemico è chi mi nutre, non la mia povera coda, che mai male ha fatto a nessuno! Ed ora che ne ho coscienza, dovrò lottare strenuamente contro il mio nemico, chi mi dà da mangiare! 
E proseguì nei suoi pensieri:
Ma se mi ribellerò, sarò destinato a morire, poiché non avrò più di che nutrirmi, ed inoltre il padrone mi picchierà con tanta forza che non riuscirò nemmeno ad alzarmi. So io che farò: continuerò a fingere di mangiarmi la coda, ed intanto studierò un piano per fuggire dal padrone. Fu così che lo stupido cane ricominciò a cercare di mordersi la coda, ma col tempo e la foga del gesto si dimenticò del tutto il suo proposito e continuò tutta la vita a tentare inutilmente di mordersi la coda. Ed il padrone, che aveva escogitato tutto, rideva sotto i baffi quando gli portava quel poco di cibo che gli serviva per sostentamento. Ed il cane, quando si accorgeva che c'era qualcuno oltre il cancello, si metteva ad abbaiare forsennatamente, continuando così a fare la guardia, cioè il lavoro per cui era stato comprato.

il soldatino di plastica

C'era una volta un soldatino di plastica che era felice con gli altri soldatini, si scontrava con gli indiani e il suo gruppo a volte vinceva e a volte perdeva. Così passavano le giornate, giocando e facendo. Ma un brutto giorno il soldatino venne lasciato in disparte, perché il bambino che giocava con i soldatini si era stufato di quel gioco. Fu così che passò un po' di tempo in cui il bambino non giocava più ed allora i genitori decisero di vendere i soldatini al mercato dell'usato. E vendettero i pezzi singolarmente pensando di guadagnare di più, in questo modo. Così il soldatino venne acquistato da un gruppo di ragazzi birbanti che gli fecero di tutto: lo legarono e lo gettarono nell'acqua corrente di un fiume, lo bruciarono con un 'accendino, infine lo fecero saltare per aria con dei petardi.
Nel frattempo il soldatino rimpiangeva il tempo trascorso felicemente e ripensava sempre ai suoi compagni e agli indiani e a come erano felici giocando a quei tempi. Ridotto in mille pezzi il soldatino, (che non era più un soldatino ma solo dei residui di plastica) finì nel cestino della plastica e fu lì che si mise a ripensare a ciò che gli era accaduto.

Che vita misera, pensò il soldatino, vivere felice per poi finire in miseria per colpa di altri scriteriati di cui non conosco neppure il nome! Non mi resta che rassegnarmi e vivere infelice per il resto dei miei giorni!

Finché venne riciclato e trasformato in una camicia di pail. Finì in un negozio e venne venduto a prezzo stracciato ad un povero magazziniere che aveva bisogno di coprirsi dal freddo. Il pover' uomo non aveva di che riscaldarsi, lavorando in un magazzino dove c'era molto freddo, ed aveva pensato che un bel pail fosse quello che ci voleva per scaldarsi di inverno. Poveraccio, non aveva calcolato che la camicia si, teneva caldo ma il magazzino era all'aria aperta e gli spifferi lo trapassavano da parte a parte. Perfino il soldatino si sentiva gelare, ed in cuore suo si disse: pover'uomo, quello che io ho passato non è niente in confronto al suo dramma. E si ripromise di aiutare il pover' uomo appena ne avesse avuto l'occasione. Non passò molto tempo che il pover'uomo trovò un' occasione e andò in un ufficio al caldo a lavorare, poiché la sua passione era il computer. Fu così che il povero soldatino, non potendo più essere indossato dal pover'uomo ( che ora era diventato un ricco uomo) venne ancora rivenduto al miglior offerente. Questa volta il soldatino trasformato in pail finì nelle mani di un manovale in un Cantiere edile dove faceva ancora più freddo che in magazzino, anche se a volte il sole coi suoi raggi riscaldava il muratore. Il muratore aveva un figlio, che giocava coi soldatini e gli indiani, e questo ricordava al pail la sua giovinezza e lo riscaldava un po'. Poi il Pail si strappò e venne usato per fare accoccolare il gatto di famiglia, che disse al soldatino trasformato in pail, mentre si strofinava le unghie su di lui: vedi, io sono solo un gatto randagio, ma il padrone ( era cosi che il gatto chiamava il muratore) ha avuto buon cuore e mi dà da mangiare e così io gli scaldo in piedi e siamo contenti tutti e due... E così fai tu, che mi scaldi i piedi e siamo contenti tutti e due. Ma che ché ne dicesse il gatto lui non era contento di essere lo zerbino di un randagio, quando era stato il capo dei soldatini! ( O forse aveva solamente ingrandito un po' il ricordo di quei giorni felici)

Fu così che il suo cattivo auspicio di vivere infelice si era avverato per sua stessa causa.

E nessuna delle cose che gli capitarono riuscì a scaldare il cuore del soldatino di plastica.

domenica 31 luglio 2022

Canto di un bardo in una taverna

Il più ignorante avventuriero
Fa' tremare il mondo intero
L'avventuriero più ignorante
Mostra al mondo la sua arte

( O era il più importante?)

Eh ehmm
Comunque

Pure dentro un labirinto
O sia un freddo pozzo estinto
Da ogni parte il nome suona
Di colui che mai abbandona

I compagni al vil nemico
E sapete che vi dico?
Che se aspetto un poco ancora
La mia zuppa va in malora!
Cameriere, porta il piatto
Che l' assaggio di soppiatto.

giovedì 21 luglio 2022

osho, con te e senza di te. introduzione alla parte terza. la libertà

Osho ha perfettamente ragione

Ma io non ho mai ridotto nessuna una schiava. Semplicemente, ho evitato che questo accadesse. E come, in che modo?
Stando sempre solo.

Anch'io odio la schiavitù, e proprio per questo mi ci sono opposto. Perché sapevo come sarebbe andata a finire. Io e lei ingabbiati l'un l'altra.

"Basta una piccola scusa e il litigio si scatena."

Perché non esistono due persone uguali. E io non ho voglia di smussare gli angoli, gli spigoli del mio carattere.

"...questo è il modo in cui le persone vivono da sempre, e lo hanno accettato. La loro libertà è stata distrutta"

Non bisogna accettarlo, poiché accettarlo significa perdere ogni libertà.

È proprio così. Ma cosa fare per poter mantenere la propria libertà, amando?

Semplicemente amando. Non una persona in particolare, ma amando, perfino il letto su cui sono sdraiato, perché mi permette di riposare, perfino il telefono si cui sto scrivendo, perché mi permette di esprimere me stesso, perfino i server di Google, che mi permettono di mostrare al mondo ciò che sto pensando in questo momento, oltre che a fare conoscere una minima parte del pensiero di Osho.

Che questo è come un sasso gettato in uno stagno. Forse il cerchio si spanderà fino a raggiungere qualcosa che nemmeno io conosco.

Ma nel finale come sempre è illuminante.

Io possiedo l'ala della libertà. Ma nonostante questo non riesco a spiccare il volo. Manca l'ala dell'amore. O forse è perché amo, che sto solo? Non posso riversare l'amore che ho su una sola persona, perché per me sarebbe troppo poco. Devo riversare l'amore sul mondo intero, poiché solo così sono appagato. Anche se nessuno accoglie il mio amore pazienza , perché il sole splende sul malvagio come sul buono, sul santo come sul peccatore. E il peccatore ne trae maggior beneficio perché dice: non son degno. E questo lo rende degno.

Ma veramente il peccatore dice non son degno? O se ne frega, semplicemente, e si gode il sole quando c'è e la pioggia quando arriva? O dice, invece, che palle, oggi c' è il sole, e che palle, oggi piove. Non gli va mai bene niente? 

martedì 19 luglio 2022

l'esodo è spettacolare

L'esodo è spettacolare.
Perché è una lettura esoterica. Se non hai la chiave leggi solo un raccontino fantastico. Ma se hai la chiave, rappresenta il cammino dell'essere umano. A che punto sei ? Sei Mosè, che ha preso consapevolezza di sé, e sta seguendo un progetto che in apparenza sembra impossibile? O sei il faraone, dal cuore duro, che fa di tutto per mantenere schiavo il popolo? O sei Aronne, che dopo che il popolo viene liberato dal giogo del faraone, lascia costruire il vitello d'oro? L'idolatria, che non è, come molti pensano, ok, ha messo il denaro al primo posto. No, è ancora peggio! Tu pensi che sia giusto quello che fai, e non ti rendi conto di essere fuori strada! Perché è dovuto scendere Mosè per fare capire al popolo che quello non era il dio che li ha fatti uscire dall'Egitto. Capisci, per loro era il vitello ( simbolo di crescita e di fecondità) d' oro ( simbolo della ricchezza più spropositata) il dio che li ha fatti uscire dall'Egitto, non un dio che non si vede. Che diamine, un dio che manco si vede! No, costruiamoci un dio a nostra immagine e somiglianza. E lo stesso hanno fatto i cristiani, siccome avevano già il precedente del vitello d'oro allora si sono inventati un dio come un vecchio con la barba che ti guarda dall'alto dei cieli e dice: no, questo è peccato! Cazzate, se Dio non voleva che mi masturbassi doveva farmi le braccia più corte, che se me le fai lunghe che arrivano al pipino , beh , allora viene naturale masturbarsi. Ma sto andando fuori tema.

Anzi, adesso mi sono rotto le scatole. Pubblici così e vado a nanna che è tardi, vmche poi domani altrimenti non rendo sul lavoro. Bye

io sono single

Sono single. Perciò posso fare ciò che più mi aggrada. Non ho qualcuno cui rendere conto. Non devo giustificarmi se vado con un'altra. Poiché io sono single. O forse è meglio dire scapolo? Perché, come ho trovato in internet, scapolo vuol dire sfuggito al cappio. Al cappio matrimoniale. Ma anche al cappio della convivenza, come della coppia. Letteralmente s-capolo. Ma questa è un' altra storia. Ma è poi vero che sono sfuggito al matrimonio? Si, in un certo senso. Poiché non ho voluto sposarmi con la donna che amo. O meglio, ho lasciato che si sposasse con chi voleva lei, ma senza farmi conoscere da lei. Perché se mi avesse conosciuto, forse, sarebbe stata tentata ( e dico forse, perché non ne sono sicuro) di lasciare il suo ragazzo e mettersi con me. E a lungo andare sarei finito davvero con un cappio al collo. E questa era l'ultima cosa che volevo. Io che tengo il cappio, guinzaglio, ad un altra e lei che fa lo stesso con me. Assurdo. Ma ciò che più non mi andava era di essere dipendente da lei. Ed ora non lo sono. Perché per lungo tempo sono stato ad elemosinare un suo sguardo, un cenno del capo, ma lei ha occhi solo per suo marito. Come è giusto che sia.
Ed era lì che avevo un cappio al collo. Invisibile, che conoscevo solo io, ma c'era. Ed ora è sparito. Come ha fatto a sparire, mi sto chiedendo. Non lo riesco neanche ad immaginare o a ricordare, ma è sparito. Piano piano il guinzaglio si è allentato e si è infine rotto. (E non parlo dell' amore, quello continua ad esserci, che l' amore per lei è come un fuoco che non si spegne. Solo che è la dipendenza che è sparita.) Non dipendo più da lei. Ed ora sono libero. Libero da lei perciò libero di essere me stesso. Ma ero me stesso anche prima, solo che ero un me stesso con un guinzaglio. E dove tirava il padrone io andavo. Solo che il padrone non lo sapeva, non se lo immaginava nemmeno di avere questo potere. Per fortuna. 

ritorno di Elia

MT 17, 10-12 Cei 2008

10 Allora i discepoli gli domandarono: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». 11 Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. 12 Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, l'hanno trattato come hanno voluto. Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro».

Per me, al contrario dei discepoli, non sta parlando di Giovanni Battista ma di Elia e di se stesso.

Vv11
verrà e ristabilirà ogni cosa.

Sta parlando di un futuro lontano nel tempo.

Vv12
Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l'hanno riconosciuto.

sta parlando al passato. Sta parlando di Elia che è stato.

Vv12
Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro»

Sta parlando di un futuro prossimo se stesso e del futuro lontano altro da sé

venerdì 15 luglio 2022

"beati i poveri in spirito"

"Beati i poveri in spirito" potrebbe essere tradotto anche così:

Beati coloro che si rendono conto di avere bisogno dello spirito
Di essi è il regno dei cieli.

Perché i poveri si rendono conto di avere bisogno materiali, ma i poveri in spirito si rendono conto di avere bisogni spirituali.

Perciò il regno dei cieli e di chi è in ricerca spirituale costante

Ma cosa è il regno dei cieli?

Il regno è un insieme di persone, innanzitutto, poiché un regno senza persone ( solo territori) verrà conquistato da un altro regno in men che non si dica. E perciò non esisterà più.
E sono persone che vogliono stare nel regno, poiché pensano sia giusto chi ne è a capo ( il re)
Perciò il regno è la comunità di persone che hanno a capo chi credono sia giusto, perché altrimenti si ribellerebbero e non si lascerebbero governare dal loro re.

Perciò di essi è la comunità ( chiesa)

Dei cieli per distinguerlo dai regni terreni dove il re fa il bello e il cattivo tempo in base ai suoi capricci, poiché è solo un uomo.

Perciò ricapitolando:
Beati chi si rende conto di avere bisogni spirituali, chi è in costante ricerca, poiché essi formano la chiesa.

Questa è solamente la mia interpretazione, non ho la verità in tasca ( come non la possiede nessun altro).

venerdì 8 luglio 2022

il piacere nell'uomo e nella donna

Ragionandoci a mente fredda ho capito che il piacere per l'uomo è una cosa mentre per la donna vuol dire un'altra cosa. ( Che poi potrei sbagliarmi clamorosamente, che non ho sentito il parere di una donna, ma questi sono dettagli...)
Perché dico che sono diversi? Analizziamo il piacere dell'uomo ( che è quello che io conosco).
All'inizio sei portato a pensare che il piacere consista nell'orgasmo, che è il picco più elevato del piacere, e quindi sei portato a cercare di raggiungerlo sempre e prima possibile, ma non è solo quello il piacere. Col tempo capisci che il piacere è anche quello che viene prima dell'orgasmo, cioè, nel caso in cui stia con una partner, il restare uniti, anche senza fare niente è piacevole di per sé. E se il piacere consistesse nel raggiungere l' orgasmo, comunque dopo averlo raggiunto ci sarebbe inevitabilmente il periodo refrattario, in cui non puoi avere erezioni ( che duri poco o tanto). Perciò, per l'uomo, sono giunto alla conclusione che il piacere consista nel non raggiungere l'orgasmo, cioè si parte da una convinzione ( il piacere consiste nel raggiungere l'orgasmo) per arrivarne ad un altra opposta ( l'orgasmo ti limita nel piacere perché poi non ci sarà più piacere per un periodo definito).

Se per l' uomo è così, analizziamo la donna. Per la donna è " difficile" ( anche se non per tutte è così, suppongo) raggiungere l'orgasmo, perciò all'inizio si pensa che il piacere sia stare col proprio partner. Ma la donna è capace di raggiungere orgasmi multipli, e proprio per questo l' orgasmo è il punto di massimo piacere femminile. Il contrario dell'uomo. Si parte dal considerare piacere lo stare con l'altro per arrivare a considerare il piacere l'orgasmo (gli orgasmi) nella sua interezza.

Per questo ho capito che il piacere per l'uomo parte da un punto per arrivare ad un altro e così nella donna , solo che in maniera opposta.

Perché l'uomo e la donna hanno visioni opposte ma complementari, che si completano a vicenda.

mercoledì 6 luglio 2022

una camminata

Se guardo a un anno fa la camminata che ho fatto oggi mi sembrava una camminata lunga ( o mi illudevo fosse tale) mentre ora mi sembra di non avere neanche camminato. La prospettiva è cambiata. Si è ribaltata facendo nuove esperienze ( di camminate più lunghe). Perciò ciò che mi sembrava tanto ora è poco, ciò che mi sembrava lungo ora è corto. È così, di certo, anche con le esperienze con le ragazze. Facendo nuove esperienze gli orizzonti si ampliano. Perciò consiglio a tutti ( tranne a me stesso) di fare molte esperienze. Perché non a me stesso? Perché chi è incapace di fare nuove esperienze, se non riesce a cambiare, avrà solo vedute limitate. Ed io non riesco a cambiare me stesso. Perciò la mia vista vacilla. Anche se riesco a riflettere su questo, manca l' azione. Perché il pensiero senza l'azione è come un bastone senza legno. Non serve a sorreggere nessuno. E se cerchi di appoggiarti, cadrai. Un bastone immaginato non serve. È solo una cosa che mai potrai afferrare. Come le parole di stasera.

Gesù, la legge e l'amore

Gesù segue l' amore e la legge segue l'amore.
Cosa intendo dire? Che Gesù è amore, e perciò non può sbagliare a fare, perché l'amore è la cosa più alta che l'essere umano possa seguire. Perciò se tu segui l' amore sei Gesù, e non puoi sbagliare. Perché l'amore è anche consapevolezza. E la legge viene dopo l'amore, perché la legge è statica, mentre l'amore è sovrano. Con l'amore puoi andare nel particolare, mentre con la legge, se un particolare caso non c'è nella legge , allora non sai più cosa fare, come agire. Ma l'amore, che segue la consapevolezza sa sempre come agire, basta seguire l' amore.
È come con uno che ha ammazzato qualcuno, la legge lo condanna, l'amore lo redime. Perciò servono entrambi, il rigore della legge che deve essere corretto caso per caso dall'amore

La legge è la traccia, e l'amore è la vita. La traccia perché senza traccia potresti andare facilmente fuori strada, e poi, dopo che hai seguito la traccia serve la flessibilità dell'amore per mettere in pratica la legge che altrimenti la legge senza amore diventerebbe un peso insopportabile. Per questo Gesù dice che fate portare pesi enormi alla gente e voi non li toccare neanche con un dito. Perché seguono la legge alla lettera e non la interpretano secondo l' amore.
Perché ogni peso diventa una piuma se applichi l'amore.

lunedì 4 luglio 2022

Quando perdi qualcosa che ti è caro

Quando perdi qualcosa che ti è caro ( ad esempio una donna) hai solo tre possibilità:
1 accettare il fatto e perciò rassegnarsi all'evento
2 farsi il sangue amaro e rimpiangere ciò che è stato
3 cercare di riconquistare ciò che hai perduto

Il 2 è lo stato peggiore. Continui a rivivere il momento in cui hai perso la cosa che per te è importante e continua ad esserlo ( vivi nel passato) es perché è dovuta andare in questo modo

Nell'1 puoi fare pace con te stesso e ricominciare una nuova vita. ( Vivi nel presente)

Nel 3 sei ancora legato a ciò che è stato e lo rivuoi indietro desiderandolo ( vivi nel futuro) es lo riavrò, lo riconquisterò ecc

Perciò io non sono contrario al risposarsi ( anche se per come la penso adesso credo non lo farei mai) ma se uno vuole rifarsi una vita perché no? Non è forse meglio vivere nel presente che nel passato o nel futuro?

Ed inoltre, gli altri due stati sono stati deleteri. perché vivi male sia ripensando al passato che vivendo in un futuro ipotetico. Per come la vedo io l'unica cosa da fare è cambiare il presente senza né rimpiangere il passato né volendosi costruire un futuro con la cosa che hai perso. Perciò vivere il presente e vedere cosa ci saprà donare, accettandolo con gioia.

KOMI CAN'T COMMUNICATE

Guarda se devo venire a sapere che tipo di ansia che ho da un cartone animato. Mi dicevi che avevo l'ansia ma non capivo, l'ansia di solito viene quando devi o dare un esame o esibirti davanti ad un pubblico ed in tutti e due i casi non ho mai avuto nemmeno un briciolo di ansia in quei due casi. Ma, essendo ansia sociale, allora è diverso. perché mai in 15 anni di cura non mi avete mai detto il tipo di ansia? E poi mi si dice: vai da solo al karaoke che conosci gente. Si, è come se dico a te: ti piacerebbe imparare a volare? È semplice, apri le braccia, le scuoti e poi spicchi il volo. E a te, che piacerebbe volare, dici, come mai non c'è la faccio? Eppure sarebbe così semplice, a quanto mi dicono!
Fanculo, va, che sto qui pure a perder tempo a scrivere per te che stai leggendo. comunque devo fare una recensione su KOMI CAN'T COMMUNICATE ( appena mi arrivano i volumi ordinati in fumetteria). Anche se prima devo fare quella di saramago che ho finito di leggere, il racconto dell'isola sconosciuta, che mi è piaciuto molto. Ma mai come komi, che mi ha toccato nel profondo.

venerdì 1 luglio 2022

il denaro e il tempo

Il denaro e il tempo sono sostanzialmente identici. Devi dedicarne una parte cospicua per te stesso. Il resto puoi usarlo come meglio credi , ma prima devi riservatene una parte. Poi, con la restante potrai farne ciò che vuoi, come ad esempio lavorare, avere passioni, hobby o quant' altro, ma prima devi venire tu. Solo così non ti sentirai in colpa con te stesso per esserti trascurato.

giovedì 30 giugno 2022

abitudine 2

Già, ma se non metti in pratica ciò che hai scritto non arriverai da nessuna parte. Perché cambiare è la cosa più difficile. E iniziare a scrivere di cambiamento è una buona cosa. Ma metterlo in pratica è molto più difficile, come cambiare abitudine. L'abitudine vecchia resta lì e non se ne va, e trovo molto complicato sostituirla con una abitudine positiva. Almeno in questo momento è così.

abitudine

Così era un'abitudine e non un mio modo di essere. Perciò, se è solo un abitudine, posso cambiarla e modificarla in meglio. posso abbandonarla. E posso instaurare una nuova abitudine migliore. Ed è proprio quello che farò. Anzi, è proprio quello che faccio da adesso in poi. Capire cosa c'è che non va , comprendere dove puoi modificare una cosa e quando puoi eliminarla, e poi agire.
E non avrai rimpianti. Perché quello che fai è quello che vuoi. E cambiando le abitudini in abitudini migliori migliori anche la tua vita. O meglio la qualità della tua vita. Semplicemente da ora in avanti e così. E quando decidi allora scopri un mondo che prima non ti apparteneva. Un mondo 100 volte migliore. Un Grazie a mandino per avermi illuminato su questa cosa.

aborto

Siccome è saltato di nuovo fuori il discorso aborto esprimo (nuovamente) il mio pensiero in merito.

Innanzitutto dovrebbe essere tolta la figura del medico obiettore. Perché se una neomamma decide di andare ad abortire non può trovarsi sempre lo stesso medico che la fa abortire, Ma deve esserci un avvicendarsi di medici diversi perché altrimenti ci sarà solo un medico o due in una provincia (che non ci sono più tra l'altro con Renzi).
E per questo eliminare tutte le figure di medici obiettori. L'obiezione di coscienza non dovrebbe esserci più insomma. Poi lasciare l'aborto libero e gratuito negli ospedali, perché se una neo mamma è una zuccona si prende su di sé la responsabilità dall'aborto. Proprio per questo potenziare la figura dei consultori che disincentivano l'aborto anche con politiche economiche ad esempio al mio paese i cattolici davano un contributo economico a chi era in difficoltà e voleva tenere il figlio e non abortirlo. Perciò aborto gratuito si ma solo se la neomamma non cambi idea e perciò prende su di sé la responsabilità del gesto. Poi l' ultima decisione deve aspettare sempre alla madre, intendo dire che se il padre vuole che (la compagna la fidanzata la moglie quello che è ) abortisca perché non vuole un figlio tra i piedi allora la decisione deve essere della madre comunque in ogni caso perché se lo porta lei in grembo il figlio. Anche se una donna che abortisce mio figlio come ho già detto non la guarderò più in faccia perché come lei è libera di andare ad abortire Io sono libero di non guardarla più in faccia per tutta la vita, la mia vita.

Comunque continuo a non capire perché una neomamma debba abortire al posto di lasciare il proprio figlio in ospedale in modo che vada in affido a una famiglia che gli vorrà bene se lei non vuole tenerlo.

In ogni caso penso che se una donna viene violentata il figlio non ne ha colpa alcuna e perciò debba poter vivere.

E se la madre non vuole tenere il figlio allora lo lasci in ospedale terminando la gravidanza e questo discorso vale anche per un figlio che è malato o con disabilità anche grave. Perché nessuno deve decidere dalla vita degli altri e proprio per questo dico di lasciarlo in ospedale.

mercoledì 29 giugno 2022

canto notturno di un pastore errante dell'Asia

Ci son quattro protagonisti del canto notturno di un  pastore errante dell'Asia di Leopardi

A la greggia
B il pastore
C il poeta
D la luna.
( In questo ordine)

La luna è l'essere umano illuminato, che ormai ha compreso (e perciò non ha nessun interesse nel guidare altri) . È luce a se stesso. E proprio per questo guida gli altri. Anche se non vuole.

Il pastore è l'essere umano che vuole guidare gli altri, ma in realtà non ha compreso la vita. E perciò non sa dove andare, ma vuole guidare le pecore, che sono più in basso di lui.

Il poeta, che è quello più vicino alla luna, che si domanda il perché di tanta sofferenza nella vita ( e perciò neanche lui, come il pastore ha compreso la vita) ma ha fatto un passo più in là, ha abbandonato l'ambizione di guidare le pecore e si è rivolto all' interno di se stesso a cercare un senso

e la greggia, che non si pone manco il problema, lei pascola beatamente e quando verrà l'ora morirà, senza nemmeno mai avere avuto una briciola di consapevolezza.

La greggia e la luna sono collegate, perché entrambe sono realizzate ed in pace con se stesse, ma la greggia è inconsapevole mentre la luna lo è.

Un'altra interpretazione potrebbe essere questa:

1 chi lavora e ha la pancia piena
2 chi lavora e ha la pancia vuota
3 chi non lavora e ha la pancia piena
4 chi non lavora e ha la pancia vuota

1 è la luna
2 è il pastore
3 è il poeta
4 è la greggia

O un'altra questa:

1 Lavora ed è contento di sé
4 Non lavora ed è contento di sé
2Lavora e non è contento di sé
3 Non Lavora e non è contento di sé.

Questo sono solo spunti che mi sono venuti in mente, vi metto un link alla poesia su internet.

canto leopardi