Sui miei scritti
Continuo a scrivere perché
1 è l'unica cosa che so fare
2 quando sono di pessimo umore mi tiro un po' ( ma solo un' po') su ( come in questo caso)
3 non ho il minimo interesse a rileggere ciò che ho scritto perché altrimenti mi deprimerei ancora di più
Erano anni che non mi sentivo così, dai tempi dei concerti e delle cene prima del coviddi
(Non so perché vi partecipo ancora... Sarà perché così ho la conferma di avere ragione quando sto da solo. E quando sto in un gruppo, anche)
Solo perché in quel periodo si stava a casa.
Non capisco il perché ma quando sono in mezzo alla gente mi sento isolato, mentre quando sono solo mi sento libero.
Strano modo di sentirsi, per la maggioranza, a quanto pare, perché gli altri, all'infuori di me, erano a loro agio.
Mentre per me appare naturale il contrario.
Essere solo è essere liberi, essere in una folla è essere costretti, nel mio caso. E proprio per questo non voglio stare in una folla. Mi sento come se perdessi la mia identità, e per questo preferisco stare solo. Ed isolarmi all'interno della folla. Follia, la chiamano.... Ma per me è solamente naturalezza
So che qualche dottore ( o professorone) non sarà d' accordo, ma forse leggendo tutto ciò che ho appena scritto se ne renderà conto, spero)
Ciao, Conte....
Comunque non capisco perché stare in un gruppo se questo mi fa stare male...
Meglio soli che male accompagnati, diceva un proverbio, ma Charlie diceva anche:
Non è sempre meglio soli che male accompagnati. Aveva ragione? Chi lo sa....
So solo che io, stando da solo sto bene ( si , lo so che qualche dottorone non sarà d'accordo, ma io sono io, e so quando sto male e quando no. Anche se un tempo non era così. O meglio, mi accorgo che quando sto male arriva la malinconia, e con essa la voglia di stare solo, ma capita solamente quando sono in mezzo alla gente.) Sto benone, dicevo, prima della parentesi, non ho problemi a stare solo. Ma è forse perché non ho problemi a stare solo che ne ho quando sono in mezzo alla gente?
Prospettiva interessante.
Non potevo ragionare in quel momento ( ho ragionato, invece....) Solo perché non avevo con me il telefono. E forse è stato un bene, perché quando sono in quel contesto divento indifferente ( e questo credo si noti) e la mia lingua diventa velenosa ( e questo non si nota a meno che io non parli).
Comunque sono sopravvissuto anche a questo, e , a quanto pare, non ne ho avuto strascichi. Del sentimento negativo, intendo.
Basta, mi sto stufando di scrivere. E non ho voglia, adesso, di rileggere. Pubblico e rileggerò più tardi, se mi andrà dì farlo. Bye bye
Invece riprendo. ( Dopo aver riletto)
Perché se dovessi tenere conto di ciò che pensa la gente prima di scrivere non butterei giù nemmeno una parola, che probabilmente ferirei qualcuno/a ( lo schwa ( ma si scrive così?) mi sembra una porcata nella lingua italiana, l'asterisco una doppia porcata ( solo che io sono un barbogio, come mi ricordava il buon Rinaldo in un commento). e perciò scrivo o/a x identificare i due sessi.) Meglio che non scrivere affatto.
È proprio come dicevo in un vecchio post. ( Ho appena visto le fotografie della suonata messe da qualcuno sul gruppo della banda).
Forse sono proprio le fotografie, immortalare qualcuno in un momento ti lega a quel momento ( da spettatore esterno) e ti fa pensare che il "bello" sia sempre, perché vedi la foto di un dato momento. Ma quello che vedi è solo l'esteriorità di un momento, e non sai cosa quella persona stesse pensando in quel momento. ( Avrò usato la parola momento una decina di volte in questa frase). Comunque il concerto è quello.
E non sai cosa penserà o agirà in un momento successivo non immortalato da un obiettivo.
E lo spettatore esterno rosica, dicendo: quanto sono felici! (non sa quanto si sta sbagliando...)
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