Mi è parso, lo ammetto, uno sguardo stupito, sorpreso. Completamente spiazzata dall'avermi visto entrare. Poi ti sei ricomposta, e lo sguardo, da sorpreso, è diventato ( ma potrei sbagliarmi) piacevolmente sorpreso.
Poi, va bè, parlare di calendari non è mai il massimo, ma è quello che c'era di non detto, il mio e tuo stato d'animo, quello che contava.
E mi torna alla mente, tempo fa , uno scambio di sguardi. Vuol forse dire che non è stato per un caso, solo un paio di volte, di sfuggita, ma che erano, invece, sguardi di intesa?
Al futuro la risposta.
O, semplicemente, mi sto ancora illudendo con il pensiero che vaga?
Sempre con la testa tra le nuvole.
È che non riesco a sbloccare il mio vecchio me stesso.
Ed in questo modo perdo le occasioni.
Che, nello stesso modo, non torneranno più, ma in un altro modo, con uno spunto diverso, si. Anche se non saprò coglierle, poiché ogni volta è una cosa nuova. Non ho il dono di cogliere l' attimo, purtroppo, e proprio per questo resto sempre solo. Maledetta timidezza!
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