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giovedì 23 dicembre 2021

E allora, tu cosa vuoi?

E allora, tu cosa vuoi?

So che, di primo impatto, potrà sembrare una frase infelice, perché se fraintesa, porta a quello che hai fatto: andartene. Ma quello che volevo dire, finendo la frase, è questo: E allora, tu cosa vuoi? Vuoi che stiamo insieme? Perché a me interessava soprattutto quello che tu volevi, anteponendo la tua felicità a quello che volevo io. Ma te ne sei andata prima che io potessi finire quella stupida frase, ed ecco il risultato: dopo anni sono ancora qui a pensare a quel momento, e alle parole che non sono mai riuscito a pronunciare. Che stupido! Ti amo, vuoi che stiamo insieme? Qualunque cosa sarebbe andata bene, ma niente da fare, stupido ero e stupido rimango. Dopo tanto tempo, ora, vorrei finalmente pronunciarle, ma non ne ho ormai più l'occasiine. Quelle parole, anche solo pensarle, , mi costavano fatica, perché, dopo che mi abbracciasti, non riuscivo più a comprendere me stesso. Io ti amo? O voglio stare sempre solo? Erano questi i dubbi che mi assalivano , perché, per la prima volta, qualcuno mi aveva dimostrato affetto, e non menefreghismo o indifferenza, come era sempre stato fino ad allora. Ma tutto ciò ormai non conta più, perché, essendo sposata, hai trovato la tua felicità. Ed è giusto che sia così. Ciononostante, sono ancora qui, dopo l'ennesimo sogno su di te, a scrivere di getto su un telefonino, alle 5 di mattina , quello che il mio cuore ancora grida, ma nessuno ascolta: Amo Te. Ma so anche che non leggerai mai queste parole, ed anche se tu le leggessi, non potresti dirmi mai niente.

Il fuoco nel camino è stato riattizzato da un sogno.  Dopo tanto tempo il mio cuore palpita ancora. Per te.

lunedì 20 dicembre 2021

Come una roccia in riva al mare

Come una roccia in riva al mare
Guardo il fuoco del tramonto
Spegnersi.

Come un albero su un dirupo
Guarda il cielo stellato
Mentre intorno tutto tace

Così io, incontrandoti,
Non provo altro che
Questo misero senso di
Tristezza

Le braci nel camino
Sono ormai spente
E non riesco a riattizzare
Il fuoco di un tempo.

Senza Titolo

Anche se manchi alle prove
Il mio cuore è solo per te che non lo sai
Nonostante la differenza di età
Che ci sarà sempre tra noi
Sia incolmabile come un abisso
Dove da sempre piove a dirotto

C'è un momento per tutto
Un momento per aspettare
E un momento per agire.
A quanto pare questo è il momento di attendere.
L'importante è il non attendere per sempre.
E per niente

Cosa vuol dire tutto ciò?
Fai ciò che è giusto per te,
non ha importanza ciò che dicono gli altri,
Che sia io stesso o chiunque altro, compresi i tuoi genitori.

In questo momento io sto facendo la stessa cosa.

È questo diventare adulti.

Mi viene in mente che manco ti conosco.

Bisogna forse conoscersi per potersi amare?

Anima in sintonia: è questo quello che provo.

Attendo, attendo, e aspetto che cresca
questo germoglio d' amore tra noi.

Affiderò alla rete questo mio messaggio?
Ma se è una rete qualcuno la tirerà a riva, e troverà questa missiva guizzante d' amore

Anche se nascosta tra le pagine vuote.

Sogno di una tela riempita di colore:
son forse queste le pene d amore?
Si dice che la follia abbia accecato amore
e lo tenga per mano,
ma in questo caso non è solo follia,
è proprio essere fuori di testa. Completamente.

Ma io non rinnego me stesso,
e ciò che dicono o pensano gli altri
Vale meno di un salto nel buio

Mi hai salutato, ed ho provato ciò che va oltre il pensiero.

Il pensiero è effimero, ma l'agire è d'oro

Ma io non riesco ad esprimermi se non sulla carta.

Forse un inutile spreco di tempo e di risorse , se non lo leggerai mai.

domenica 19 settembre 2021

lo scettrovirus

Ieri ho fatto la prima dose del vaccino, e oggi mi è saltato agli occhi una vecchia e-mail di fine agosto di Dantebus, sito a cui avevo inviato un racconto ( lo scettrovirus). Copio incollo la email, in questo modo vi mostro la mia incoerenza ( e potrò vedere se avevo previsto o sbagliato in pieno in un prossimo futuro). Grazie, presidente del consiglio Draghi!



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Lo scettrovirus
Fino ad adesso i vaccini erano vaccini. Ora non più. Sono diventati strumenti delle case farmaceutiche per tenerci legati a loro. E chi non fa il vaccino muore di scettrovirus. Non perché lo scettrovirus sia letale, anzi, è un banale raffreddore. Ma perché, se non fai il richiamo del vaccino, ti indebolisci a tal punto che muori anche se prendi un banale raffreddore. E questo lo chiamano progresso! È solamente un giocare con la vita umana. O meglio: un giocare sulla salute delle persone per potersi accaparrare il maggior numero possibile di denaro. È questa l' essenza più marcia del capitalismo. E noi ne stiamo pagando le conseguenze. Pur essendo, chi ha fatto il vaccino, tutti in buona fede. E pensare che sarebbe bastato non fare il vaccino dello scettrovirus! Ma ci hanno preso col terrore e con la paura. E con la convinzione, da parte dei più, che andasse fatto per il bene nostro e di chi ci sta accanto. Per proteggerci tutti, dicevano. E invece... Siamo tutti legati alle grandi case farmaceutiche, che hanno il monopolio sui vaccini. Non sapevamo quali fossero gli effetti collaterali di questi fantomatici vaccini! Per nove mesi stavi bene, poi ti calavano le difese immunitarie e dovevi fare un richiamo. Poi, dopo nove mesi un altro. E un altro ancora. Poi sono andate esaurendosi le dosi, e solo i ricchi hanno potuto farsi la loro dose. E ormai era tardi. Tutti eravamo a rischio di morire, non per lo scettrovirus, ma per non avere fatto il richiamo del vaccino. E così la popolazione mondiale si è dimezzata. Per l' avidità di pochi ci abbiamo rimesso tutti. E non poco. Del resto, la medicina, non dico ai tempi di Gesu, ma 300 anni fa era una tortura. Ti facevano, i rinomati medici, i salassi con le sanguisughe. E ti dicevano: vedrai che starai meglio. Nulla è cambiato. Anzi, è cambiato, si, ma in peggio. Almeno un tempo avevano la scusa dell' ignoranza, i medici, ma oggi... Sono ancora più ignoranti. Perché credono alle case farmaceutiche, che impongono il vaccino ai sani per tutelare i deboli. Ma non sanno che, ( o non vogliono ricordare) dai tempi più remoti, l' essere umano è sempre sopravvissuto. A tutti i tipi di virus. È vero, molti morivano, ma la specie sopravviveva. E siamo andati avanti fino ad oggi. Ma se guardi nel microscopio non puoi vedere il sole, la luna e neanche le stelle, ed è proprio quello che è successo. Siamo stati ciechi a noi stessi. Abbiamo considerato la vita del singolo più importante della sopravvivenza della specie. E questo è il risultato. 
Ricapitoliamo
All'inizio c' è stata una epidemia di un nuovo tipo di raffreddore. Lo scettrovirus, appunto. Non si capisce se creato in laboratorio o passato dall'animale all'uomo. Beh, ormai non ha più molta importanza. Nessuno sa se sia stato creato in laboratorio con queste caratteristiche per poter vendere i vaccini ( e quindi sottomettere alle case farmaceutiche l'intera popolazione mondiale). Fiutando il business, comunque, le case farmaceutiche hanno iniziato a produrre vaccini e, dopo circa due anni, i primi vaccini sono stati dati alla popolazione. Intanto il virus mutava, e si sono generate delle varianti. Dalla variante a ( il virus originale) alla variante d, quella più virulenta. Fino a cento volte più contagiosa, dicevano. Ma non cento volte più letale. Ed io dico, se ti eri beccato il virus originale, i tuoi anticorpi si erano già formati. Ed in Lombardia, durante la prima ondata, si diceva che i contagiati fossero addirittura 5 volte il numero stimato. Poi c'era il fatto che fino ai quaranta anni di età la percentuale di morti era uguale a quella di una banale influenza. Ma i luminari della scienza iniziarono a consigliare a partire dai dodici anni di farsi le due dosi di un vaccino ancora sperimentale. E lì è stato il primo disastro. I genitori, preoccupati della salute loro e dei loro figli, li portavano al centro vaccinale per farsi fare la famosa punturina.
Non sapendo ancora che, al posto di aiutarli, li stavano portando al macello con le loro mani.
Comunque le mutazioni più virulente si fermarono alla variante d. Poi, per il fatto di aver usato sempre antibiotici per curare gli anziani ammalati di scettrovirus ( le complicazioni comportavano una polmonite che, se non curata, ti portava alla morte in pochi giorni) il virus, mutando, iniziò ad essere resistente anche agli stessi antibiotici. E lì fu il delirio. Masse di persone che si affollavano ai centri di vaccinazione. E col vaccino sembrò che le cose andassero meglio. Fino a che, come dicevo all' inizio, si ebbe un calo di vaccini prodotti e solo i ricchi poterono curarsi. E lì si scoprì che, se non facevi il richiamo del vaccino, eri morto. Nel vero senso della parola. E tre miliardi di persone morirono così, in un paio di mesi, come fossero state tre miliardi di dollari volatilizzatosi in borsa (considerando ogni singolo essere umano avere il valore di un fottuto dollaro). Ma la colpa delle morti venne data allo scettrovirus, che fungeva bene come capro espiatorio. E non al non aver fatto il richiamo. Si disse che lo scettrovirus aveva causato i 3 miliardi di morti, e la popolazione restante ci credette. E venne detto che la causa era una mutazione dovuta a chi non si era vaccinato, che aveva messo in crisi il sistema sanitario mondiale. E le masse, cieche, iniziarono a dare la caccia a chi non avesse effettuato il vaccino. Così i governi pubblicarono le liste di persone che si erano vaccinate, divise per stato e regioni e città. In questo modo sorsero spontaneamente delle pattuglie punitive che braccarono i pochi non vaccinati rimasti.
Fortunatamente io sono uno di quelli non vaccinati. Ma stanno venendo a prendermi. Perché i non vaccinati fanno paura. Poiché sono liberi. Sono pericolosi per il sistema perché non devono sottostare ai ricatti delle case farmaceutiche. Scrivo questa lettera sperando che, in un futuro prossimo, venga ritrovata da qualcuno che testimonii ciò che è successo. Io credo fermamente che il ricordo di ciò che è accaduto debba essere tramandato, perché non si verifichi mai più una cosa così terrificante voluta dall'uomo sull' uomo. Sono alla porta, ormai è tardi. Addio, e se riuscirete a creare un futuro, fatelo migliore di questo presente. Un abbraccio. Peli Cristian.

martedì 7 settembre 2021

Credo nella scrittura

Credo nella scrittura capace di veicolare pensieri, non nelle immagini capaci di veicolare emozioni. Eppure le immagini sono più potenti della scrittura.

lunedì 6 settembre 2021

Il lavoro e la consapevolezza

Non è, come credevo, il lavoro la causa dello stare male: "io sto male perché il lavoro che svolgo non mi piace" Bensì l'inconsapevolezza: io sono inconsapevole, quindi non riesco a cambiare lavoro, quindi sto male. Se fossi consapevole mi darei da fare, cercherei un modo per trovare un lavoro che mi dia soddisfazione, invece provo fastidio nel lavorare e non riesco a cambiare le cose. Era così che la pensavo quindici anni fa. Davo la colpa al lavoro, ma se dai la colpa a qualcos'altro o a qualcun' altro vuol dire che non stai guardando dentro te stesso. E perciò non riuscirai a cambiare le cose. Devi prenderti la responsabilità ( responso-abilità, cioè l' essere in grado (abilità) di darti una risposta( responso) ) di cambiare la tua vita in meglio. Anche se costa fatica. Insomma devi riuscire a cambiare atteggiamento di fronte alle cose. Anche se questo significa andare contro te stesso, le tue convinzioni. Avevo la convinzione che il lavoro in sé, in generale mi facesse stare male. Ma non era così. Era la mia inconsapevolezza a farmi stare male. E la prova è che cambiando lavoro non ho più provato quello che provavo prima.
Che sia così anche per il covid?

mercoledì 1 settembre 2021

acrostici 2

acrostici 2

Elevo
Lodi
Essendo
Nato
Amore

Cadendo
Rotolo
Indistintamente
Sopra
Trifoglio
Ibisco
Angurie
Nostrani

Potrò
Essere
Libero
Io?

Cantavi
Ridendo:
Io
Sono
Tanto
Innamorato.
Anche
No.

Però
Esiste
L'
Infinito

Camminando
Rubo
Il
Soprabito
Tenendo
Ilaria
Ancora
Nuda

Piadina
E
Liquori
Insieme

chi si sbaglia

E se il mondo fosse davvero come diceva quel mio "amico"? Lui diceva questo: il mondo si divide tra maschio-femmina attivo-passivo dominante-dominato violentante-violentato. E se avesse ragione? Io gli risposi che ovviamente non poteva essere così, che quella era una scusa per non ammettere a se stesso che, essendo lui dalla parte dei "sadici", sottometteva le altre che erano nella parte delle "masochiste". Ma se la scusa fosse mia? Se io, non volendo vedere che il mondo fosse realmente così, mi prendevo la scusa che lui avesse usato tutti ciò come scusa, ma in realtà fosse davvero così?
Io pongo domande, non trovo risposte. Anche se la risposta è insita nella domanda (vedi j Krishnamurti). Comunque preferisco un mondo dove chi si sbaglia sia lui, non io. Di gran lunga.

specchio, muro, vetro

Uno specchio riflette tutto ciò che gli si avvicina, che sia bello o brutto. Un muro non riflette niente, anzi, assorbe l'immagine e non la rimanda indietro. Mentre un vetro non assorbe ma lascia passare l'immagine e se tu sei dall'altra parte del vetro puoi vedere tutto. Tu cosa sei? Un vetro, che lasci vedere tutto di te, ma non permetti a nessuno di passare, di arrivare alla tua vera essenza? Oppure un muro, che non lascia vedere niente e perciò l' altra persona non sa mai chi ha di fronte? O uno specchio, che rimanda all'altro la sua stessa figura, e perciò chi hai di fronte non avrà mai spunti oltre a quelli che ti da lui stesso? O non sei nessuno di questi? O li sei a seconda di chi hai davanti? Perché, secondo me, esistono solamente queste 5 possibilità. L' essere umano muro, vetro, specchio , trasformista o nessuno di questi.

Lo specchio è il primo, non ti dirà mai cosa pensa di te.
Il muro è il secondo, che non lascia trapelare niente di se, perciò con questi due è inutile avere un dialogo perché non potrai confrontarti, perché uno ti rimanderà quello che tu pensi, il secondo non ti darà appigli, troncherà il discorso per non scoprire le sue carte.
Il terzo è il vetro, che ti permette di vedere tutto di lui, ma è fragile, e perciò cercherà di tenerti a sé per non dover vedere l' immensità dietro di te quando non ci sei, perché ha paura della solitudine.

Tutti e tre, questi, sono incompleti, poiché hanno solo un aspetto da utilizzare, una sola modalità di approccio.

Il quarto è multidimensionale, dipende da chi ha di fronte il modo in cui si pone, poiché conosce l'animo di tutti e tre i tipi e li usa a suo vantaggio.

Ma il quinto conosce l' immensità dell'animo umano e perciò non usa i vari tipi diversi, ma , essendo libero, non si pone in modo fisso con nessuno, è come aria, che non la vedi ma senza moriresti. È semplicemente se stesso, senza schemi fissi davanti o da interpretare. È un vero essere umano.e in quanto tale completamente libero.

Amore senza libertà

Amore senza libertà non può esserci, semplicemente. Non puoi dire: sei libero fino a qui, ma da qui in poi non lo sei più. Non è possibile. Se sei libero sei libero sempre. Non un po' si è un po' no. E non può esistere amore senza libertà. Perché l'amore si basa sulla libertà. Se non sono libero di amare chi voglio, allora chi devo amare, chi vuoi tu? Non esiste! Ma il bello è che neanche io amo chi voglio, ma amo chi sento di amare. E perciò, se sento di amare una sola persona , la amerò, ma non tutti sono uguali. Perché io ne amo 100, 1000 di persone. Non 1. E allora che si fa? Ha ragione chi è monogamo, o chi non vuole sposarsi per restare libero? E ogni persona che amo la amo ognuna in modo diverso, perché non esistono due persone uguali. È vero che se voglio uscire con qualcuna non devo per forza amarla, ma è anche vero che se mi viene da amare, se nasce l' amore, allora devo essere libero di poter esprimere me stesso, e non dire tra me: no, amo già pinca pallina, non è giusto amare qualcun'altra. Che cazzo ti dici! Se sboccia, l' amore va assecondato ( se anche l'altra persona è sulla tua stessa lunghezza d'onda) e non represso. E qui mi direte: no, perché se ami veramente una persona allora non puoi amare qualcun'altra. E qui mi incazzo. Perché non è la mia esperienza. Posso amare, come ho già detto prima, non 100 ma 1000 persone diverse, poiché quello che sento è quello che sento. E non posso ingannarmi su questo. Ma capisco anche che io la vedo in un modo, ma c' è anche chi la vede in un altro modo. Che io rispetto. Ma prova a chiedere se lui ( o lei) rispetta me! No, sei un puttaniere, vai con tutte. E allora che dire? Solo che tu, che ti dichiari monogamo, fai, molto probabilmente e se ti capita l'occasione, una trasgressione che chiami tradimento con un'amante. Che squallore! Ma fai le cose alla luce del sole! Che senso ha, se incontri qualcuna che ti colpisce e sei in coppia, provarci con lei e dire a te stesso: beh, se ci sta perché no? Togliti la maschera! Stai tradendo la fiducia che l'altra persona ripone in te, sarebbe meglio dirglielo, alla tua dolce metà, per usare una frase fatta, che poi se glielo dici chissà che non diventa la tua amara metà! Perché se tu ti vuoi innalzare, ci sarà sempre l'altra che ti tirerà giù, sulla terra, che ti dirà: eh, ma tu stai con me, non puoi lasciarmi per un altra! Ma chi ti vuole lasciare? Io voglio solamente essere libero, e non con una zavorra che mi tira giù appena cerco di librarmi nel cielo dell'amore!

Esempio di dialogo:
F: Noi stiamo insieme.
M: da quando?
F: da adesso!
M: decidi tutto te da sola?
F: perché, non ti piaccio?
M: mi piaci, ma non voglio essere il tuo amore esclusivo. Come penso che tu non lo sei per me.
F: ah, allora è così!
M: così cosa?
F: tu non mi ami!
M: non farti viaggi mentali, se ti dico che ti amo cosa vuol dire, secondo te, il contrario?
F: sei uno stronzo!
M: grazie, ma ho già fatto il pieno di rompiballe. Ti saluto.

E anche stavolta è andata.

Se ci pensi, di solito non si è mai stati solamente con una persona, si hanno delle "ex" , o delle " amanti" per cui ti puoi innamorare di più persone. Solo che non è accettabile socialmente lo stare con più persone contemporaneamente. Il che, viste le premesse, mi sembra una assurda ipocrisia.

mal mes

T' o encuntrada amò, e ta disarò
Che sta olta, però, sie mia dre a na a copam.
Quindes agn fa, dopo che l'è mort El Max,
l'ia stat en caso, e ades, ac.
Ta siet le, de nach dei me öcc,
co la to fiöla per ma, a na a spas.
Prope come l' otra olta,
ma ta ghiet mia 'na fiöla,
ta siet sula, alura, e me che sie re
a na al camposant a troà el Max.

E ta me vardat coi to öcc,
e me sie nat a ca, come en ca en ca
cola cua tra le sanfe quan chel piöf
e ghè 'n bröt temporal.

E isè so amò che, ma to dit negot,
che chel che gares de dit
l'è amò che, serat sö 'n del me cör,
come dele galine che le va a dormer
en d'en poler mal mes, come me 'na olta.

domenica 29 agosto 2021

acrostici vari

Acrostico 1

Componendo Rime In Settenari
Tradisco Imbarazzo A Nominarti

Perché Elena Lavori Indefessa?

Acrostico 2

Cristian, Risulta Inutile Scrivere Tanto:
"Io Amo Noris".

Perché Esprimersi Lascia Indifferenti?

Acrostico 3

Cantando Ripetutamente I Salmi
Trascorro Interi Anni Nascondendomi

Pregando Elia Lodo Iddio

sabato 28 agosto 2021

Elena

Elena

Goffo e maldestro
ti schiaccerei,
che tu sei delicata
come una rosa
appena sbocciata

Non sono schiavo

Non sono schiavo

Si, io sono schiavo però a me va bene così, perciò non sono schiavo. Ma io mi dico: ma che senso ha questa frase? Ti stai illudendo di non essere schiavo quando invece lo sei al 100%. È in più ti illudi di non esserlo. È assurdo! Guarda in faccia la realtà: non sei libero, e se continui su questa strada non lo sarai mai.

Ricapitoliamo:
Il mio punto di vista è che sposarsi è deleterio. Lo stesso vale per lo stare in coppia. O sono io che non riesco a vedere il senso di state in coppia o, semplicemente, non ha senso. Solamente nel mio caso. Non capisco perché stare con una sola donna tutta la vita. Eh, lei è il meglio che potessi trovare... Ma che cazzo dici? Il meglio che puoi trovare è stare solo, e frequentare chi ti pare quando vuoi! Non essere obbligato, convivendo, a frequentare la stessa persona per tutta la vita! Che se i due pensieri si cristallizzano, non ne vieni più fuori! Lo stesso vale per il lavoro. Che non è meglio dello stare in coppia. E proprio perché il lavoro ti piace, come nel mio caso, è ancora più deleterio ( come nella coppia). Perché è ancora più difficile uscirne. Come dice, nel discorso tipico dello schiavo, Silvano Agosti: "non mettete i fiorellini alla finestra della cella della quale siete prigionieri, perché se un giorno la porta sarà aperta non ne vorrete più uscire".
E questo vale sia per il lavoro che per la coppia. Almeno secondo me.

Vanità delle vanità

Vanità delle vanità, tutto è vanità.
Cosa significa questa frase? Che è tutto inutile. Che non vale la pena vivere, in definitiva. Ma è veramente così? Al primo stadio No, perché sei gioioso perché sei venuto al mondo. E questo stadio potrà durare anche tutta la vita. Ma al secondo stadio, quando la vita ti fa vedere che c'è anche il male e non sono il bello, allora si. E anche questo stadio potrà durare tutta la vita, e non tornerai più a vedere con gli occhi di prima.Sembra che la vita non valga la pena di essere vissuta. Ma in realtà non è così, perché c'è un terzo stadio, In cui hai la consapevolezza che c' è sia il brutto che il bello, nella vita, e, non, li accetti, ma li vivi entrambi. Allo stesso modo. Con la stessa intensità. Se ti capita qualcosa di brutto dici: passerà, non ha molta importanza. Lo stesso per il bello. Passerà, adesso sto bene ma arriveranno anche tempi bui. Perché nella vita c' è sia il bello che il brutto. Distribuiti in egual misura. Ma qui manca l'amore. Perciò, anche questo, come gli altri due, è uno stato fasullo. Nel primo sei incosciente ( il mondo è bello perché non sai del brutto) , nel secondo egoista ( io sto male nel mondo) , nel terzo menefreghista ( succeda quel che succeda, io sono me stesso). Tutto questo se segui la legge ( non la legge dei giudici, dello stato, ma la legge morale). Ma c'è qualcosa che supera la legge, ed è l' amore. Che è ciò che è venuto non a portare, ma ad illuminare, a svelare, cioè togliere il velo, Gesù. Perché l'amore c' era già da sempre, solo che si teneva in conto la legge e non l' amore. Si diceva: se rispetto la legge sono un buon ebreo. Che è quello che fanno oggi i " Buoni cristiani" Rispettano la legge di Gesù, perché non capiscono che Gesù non è venuto a portare una nuova legge, ma a portarla a compimento con l'amore. Perché se ami, non dovrai seguire la legge, ma la seguirai ad ogni secondo, non perché la segui, ma perché la vivi.