Per anni non ho messo volontariamente on line i miei scritti.
Quale motivo mi spinge a dire al modo i fatti miei?
Quale motivo mi spinge a scrivere ciò che penso?
(Innanzitutto grazie Daniele Penna perché mi hai dato lo spunto per questa domanda.
Follow the flow 216)
Ma soprattutto sono domande banali?
Potrei pensarlo solamente, ed allora sarebbe
1 tempo sprecato perché non mi resterebbe niente
2 quello che ho fatto nei primi 25 anni cioè non ricordo quello che dico se non scrivo
( Ed infatti ho solo pochi sprazzi di memoria del primo quarto di secolo) ho più memoria delle sensazioni provate. Ma questo è un altro discorso
perché se scrivo un pensiero è più chiaro,
poiché rileggendo non perdo il bandolo della matassa - interessante, perdere il filo o il bandolo - va bè
Riesco a focalizzare meglio i pensieri. Mi concentro solo su un singolo aspetto e poi passo ad un altro aspetto. E poi posso ritornarci per approfondirlo meglio. Non è perso.
Ma perché pubblicare on-line?
Per farmi conoscere per quello che sono? Per ambizione? Per rimorchiare? Per passatempo? Per dare voce alla mia anima? Per avere un " riscontro" nel futuro? Per poter rileggere senza sforzo? ( Basta cercare su internet)
Per tutte queste cosa insieme?
O per niente di tutto questo?
Non so rispondere a queste domande. Domande su domande ma nessuna risposta.
E tu, perché leggi ( se stai leggendo?) Non trovo una reale motivazione a tutto ciò.
Per vanagloria? Per accrescere il mio ego? O per farlo sparire?
So che comunque io non sono i miei pensieri. Quelli sono solamente una piccola parte di me. Semplicemente la mia testa è troppo piccola per contenerli. Ed allora li riverso qua.
È un po' come quando mi guardi. Vedi solo l'esterno del contenitore ma ciò che è dentro resta ignoto ai più. Lo stesso vale per i pensieri. Sono come nuvole che passano e non tornano uguali. Ma resta qua quello che ho pensato in un dato momento. E va bene così.
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