Nel frattempo il soldatino rimpiangeva il tempo trascorso felicemente e ripensava sempre ai suoi compagni e agli indiani e a come erano felici giocando a quei tempi. Ridotto in mille pezzi il soldatino, (che non era più un soldatino ma solo dei residui di plastica) finì nel cestino della plastica e fu lì che si mise a ripensare a ciò che gli era accaduto.
Che vita misera, pensò il soldatino, vivere felice per poi finire in miseria per colpa di altri scriteriati di cui non conosco neppure il nome! Non mi resta che rassegnarmi e vivere infelice per il resto dei miei giorni!
Finché venne riciclato e trasformato in una camicia di pail. Finì in un negozio e venne venduto a prezzo stracciato ad un povero magazziniere che aveva bisogno di coprirsi dal freddo. Il pover' uomo non aveva di che riscaldarsi, lavorando in un magazzino dove c'era molto freddo, ed aveva pensato che un bel pail fosse quello che ci voleva per scaldarsi di inverno. Poveraccio, non aveva calcolato che la camicia si, teneva caldo ma il magazzino era all'aria aperta e gli spifferi lo trapassavano da parte a parte. Perfino il soldatino si sentiva gelare, ed in cuore suo si disse: pover'uomo, quello che io ho passato non è niente in confronto al suo dramma. E si ripromise di aiutare il pover' uomo appena ne avesse avuto l'occasione. Non passò molto tempo che il pover'uomo trovò un' occasione e andò in un ufficio al caldo a lavorare, poiché la sua passione era il computer. Fu così che il povero soldatino, non potendo più essere indossato dal pover'uomo ( che ora era diventato un ricco uomo) venne ancora rivenduto al miglior offerente. Questa volta il soldatino trasformato in pail finì nelle mani di un manovale in un Cantiere edile dove faceva ancora più freddo che in magazzino, anche se a volte il sole coi suoi raggi riscaldava il muratore. Il muratore aveva un figlio, che giocava coi soldatini e gli indiani, e questo ricordava al pail la sua giovinezza e lo riscaldava un po'. Poi il Pail si strappò e venne usato per fare accoccolare il gatto di famiglia, che disse al soldatino trasformato in pail, mentre si strofinava le unghie su di lui: vedi, io sono solo un gatto randagio, ma il padrone ( era cosi che il gatto chiamava il muratore) ha avuto buon cuore e mi dà da mangiare e così io gli scaldo in piedi e siamo contenti tutti e due... E così fai tu, che mi scaldi i piedi e siamo contenti tutti e due. Ma che ché ne dicesse il gatto lui non era contento di essere lo zerbino di un randagio, quando era stato il capo dei soldatini! ( O forse aveva solamente ingrandito un po' il ricordo di quei giorni felici)
Fu così che il suo cattivo auspicio di vivere infelice si era avverato per sua stessa causa.
E nessuna delle cose che gli capitarono riuscì a scaldare il cuore del soldatino di plastica.
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