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venerdì 3 febbraio 2023

Sono stato completamente annichilito

Sono stato completamente annichilito da una ragazza della metà dei miei anni.

Nemmeno parlare con me, ha voluto... Ed io non ho saputo rispondere niente. Ed è proprio per questo motivo che mi piace. Perché, quando mi piace una persona, non riesco a rivolgerle la parola. Ed allora eccomi qui, nuovamente sul web, a scrivere i miei pensieri di un istante che se ne andrà tra poco, nello stesso lo modo in cui è arrivato.

E lo stato d' animo è quello di chi ha appena perso qualcosa di prezioso, e sa che non lo troverà mai più. Lo stato d'animo di chi ha gettato in mare un'anello e si tuffa per riprenderselo, ma non lo trova sul fondale marino. Chissà, se se lo è mangiato un pesce, quel prezioso anello, o se, semplicemente, non sono riuscito a trovarlo perché trasportato lontano dalle correnti marine...
Una cosa, però, è certa. Non lo troverò mai più, a meno di un colpo di fortuna colossale.

Ma io non credo nella fortuna.

E non posso nemmeno cercarla, perché se ti dice di lasciarla in pace è ovvio che la ho infastidita.

Ma io niente. Più cocciuto di un mulo, penso ancora a lei. È facile dire: ogni lasciata è persa, ma smettere di pensarla è cosa ardua.

Perché continua a piacermi, e per questo mi viene in mente.

Forse è proprio perché mi ha rifiutato, che la ferita brucia così. Se non mi avesse risposto, al primo messaggio, pace, mi sarei rassegnato. E già lo ero, rassegnato, perché non mi ha risposto fino alle 14 ( circa). Ma poi, eccola, la risposta, come una stella cadente che ormai non speravo più di poter vedere.

Già, ma cosa vuoi che sia... Un rifiuto come un altro. Ma non è così nemmeno per scherzo.

Perché mi lego a chi mi rifiuta? Per quale dannato motivo sono sempre uguale a me stesso?

Per quanto possa cercare non trovo la risposta nemmeno lontanamente.

È raro trovare qualcuna che mi colpisca così nel profondo. Ma so anche che lo stupido sono sempre io, che non sa avvicinarsi a piccoli passi.

Come un ladro che entra furtivo in un appartamento. No, io sono come un elefante che entra e sconquassa tutto. So che non devo entrare nella vita degli altri se non invitato, lo so bene, ma cosa ne ho ottenuto agendo così nei quaranta anni passati? Solitudine. E quindi? Che fare? Siamo sempre alle solite domande. Che non troveranno mai risposta.

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