Sono stato completamente annichilito da una ragazza della metà dei miei anni.
Nemmeno parlare con me, ha voluto... Ed io non ho saputo rispondere niente. Ed è proprio per questo motivo che mi piace. Perché, quando mi piace una persona, non riesco a rivolgerle la parola. Ed allora eccomi qui, nuovamente sul web, a scrivere i miei pensieri di un istante che se ne andrà tra poco, nello stesso lo modo in cui è arrivato.
E lo stato d' animo è quello di chi ha appena perso qualcosa di prezioso, e sa che non lo troverà mai più. Lo stato d'animo di chi ha gettato in mare un'anello e si tuffa per riprenderselo, ma non lo trova sul fondale marino. Chissà, se se lo è mangiato un pesce, quel prezioso anello, o se, semplicemente, non sono riuscito a trovarlo perché trasportato lontano dalle correnti marine...
Una cosa, però, è certa. Non lo troverò mai più, a meno di un colpo di fortuna colossale.
Ma io non credo nella fortuna.
E non posso nemmeno cercarla, perché se ti dice di lasciarla in pace è ovvio che la ho infastidita.
Ma io niente. Più cocciuto di un mulo, penso ancora a lei. È facile dire: ogni lasciata è persa, ma smettere di pensarla è cosa ardua.
Perché continua a piacermi, e per questo mi viene in mente.
Forse è proprio perché mi ha rifiutato, che la ferita brucia così. Se non mi avesse risposto, al primo messaggio, pace, mi sarei rassegnato. E già lo ero, rassegnato, perché non mi ha risposto fino alle 14 ( circa). Ma poi, eccola, la risposta, come una stella cadente che ormai non speravo più di poter vedere.
Già, ma cosa vuoi che sia... Un rifiuto come un altro. Ma non è così nemmeno per scherzo.
Perché mi lego a chi mi rifiuta? Per quale dannato motivo sono sempre uguale a me stesso?
Per quanto possa cercare non trovo la risposta nemmeno lontanamente.
È raro trovare qualcuna che mi colpisca così nel profondo. Ma so anche che lo stupido sono sempre io, che non sa avvicinarsi a piccoli passi.
Come un ladro che entra furtivo in un appartamento. No, io sono come un elefante che entra e sconquassa tutto. So che non devo entrare nella vita degli altri se non invitato, lo so bene, ma cosa ne ho ottenuto agendo così nei quaranta anni passati? Solitudine. E quindi? Che fare? Siamo sempre alle solite domande. Che non troveranno mai risposta.
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