Prendermi qualcosa che mi viene messo a disposizione.
Resto sempre uguale a me stesso.
Forse perché questo mi ricorda
Qualcosa di molto doloroso
Che è accaduto in un lontano passato
E che è ancora capace
di influenzare il presente.
E quindi resto in balia delle onde
Che fanno traballare la nave
Ma non riesco a governare
Il timone impazzito.
Voglio dire questo:
Se, per un qualsiasi motivo
Anche se mi sembra impossibile
Tu mi dicessi che vuoi
O stare con me, o baciarmi
o qualunque altra cosa di positivo
Io ti allontanerei, probabilmente dicendo
qualcosa del tipo
Lasciami stare, cercati qualcun altro
che ti vada bene, chiunque egli sia
Non perché io non ti voglia,
Ma semplicemente perché
Non riesco a sopportare
Questa situazione
In cui mi basterebbe allungare la mano
Per prendermi ciò di cui ho voglia.
Penso che si chiami doppio legame,
E da solo non riesco a superarlo.
E poi penso ti direi:
Cosa vuoi, per quale motivo agisci
In questa determinata maniera.
Del resto manco più riesco a piangere,
Riesco solo a lacrimare,
Ed il peso sul cuore continua a restare lì, semplicemente, e continua ad ingrossarsi,
Proprio perché non riesco
a sfogare ciò che ho dentro
Ormai da 30 anni.
Un tempo troppo lungo per chiunque
Per piangersi addosso.
Vatti a cercare qualcun altro.
Non voglio buttarti addosso
il peso di questi 30 anni
tutti insieme.
Semplicemente non lo sopporteresti.
Ed allora addio, fatti la tua vita
Che io continuerò su questa strada solitaria.
Che non porta a niente.
Solo chi è simile a me può comprendere queste parole.
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