La mia mano è il cane, la mia mente è un gregge di pecore. E la scintilla divina è il pastore.
Cosa intendo dire?
Semplice, quando scrivo sono guidato da qualcosa più alto di me, che chiamerò scintilla divina, che mi fa venire in mente determinate cose. E la scintilla divina indica alla mia mente la strada da seguire, e la mente, docile come un gregge di pecore, la segue. Così inizio a scrivere, ed il flusso di pensieri è inarrestabile. Ma poi arriva un momento in cui una pecora esce dal gregge, una parola è stonata.
Lì interviene il cane che fa rientrare nei ranghi la pecora che si stava smarrendo, cioè interviene la mia mano, che cancella la parola stonata e, rileggendo, faccio ripartire il flusso di pensieri e ricomincio a scrivere.
È così che nasce tutto quello che state leggendo.
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