Da bambini dicevamo : " i grandi".
A quelli che erano di una sezione in più di noi.
Perché eravamo abituati all' asilo che ci dicevano: "anche tu diventerai un grande"
E a noi, i grandi dell'asilo, ci facevano i dispetti. Quelli, i grandi, era meglio evitarli.
Perciò, alle elementari, chiamavamo " grandi" i veri grandi. Quelli che non capivano niente. Cioè chi è come me adesso.
Chissà se anche i bambini di adesso sono svegli come lo eravamo noi un tempo. Forse che si, forse che no. O forse solo qualcuno di loro.
Non posso verificare perché non ci parlo . Non ho riscontri. Perciò è meglio tacere. Su di loro.
Parlerò di me. Come ho sempre fatto.
È meglio guardare , anche se solo per un attimo, una bella ragazza che sta passando. E poi tornare a scrivere. Anche se cammina con le cuffie. È distratta e non mi nota. Peccato. Ha perso un occasione. Di conoscermi. Anche se io non sono poi ste gran che.
Sempre uguale a me stesso.
Lo ripeto spesso,
Ultimamente.
Continuo a cambiare sguardo, passando dalla messa a fuoco di un cespuglio qui vicino alla siepe appena dietro. Non riesco a guardarli nel particolare entrambi nello stesso momento.
Questo mi irrita? No, mi lascia indifferente. Come la tipa di prima con me.
Sulla strada in mezzo c' è il vuoto.
Non che mi dispiaccia, un po' di quiete.
Niente auto, niente bici. Solo qualcuno che passa e se ne va. Una coppia di anziani si siede sulla panchina accanto alla mia. Una risata. Un colpo di tosse. E poi via a parlare di cose futili, come i bambini di poco fa al parco.
Chissà se mi vedono come noi grandi vediamo i bambini quando usano lo smartphone. Ma bisogna vedere come lo usi, il telefono. Che è solo uno strumento. Puoi farci tantissime cose, ma bisogna vedere quali.
Ad esempio messaggiare. O postare foto su internet. O scrivere pubblicando sempre su Internet. Ci sarà davvero una differenza tra il postare foto e lo scrivere? Bisogna vedere che foto. E che scritti. Intanto, per non saper né leggere né scrivere, non mi sono fatto mancare nulla. Che ho sia postato foto, che scritto.
Cavolate? Come questa?
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