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lunedì 20 marzo 2023

sarò un minchione

Sarò un minchione...
È lì a due passi e non riesco nemmeno a parlarle.
Che carattere incomprensibile perfino a me stesso!
È già tanto se riesco a stare a non più di tre metri da lei... Senza pensare. E senza parlarle.

Che vuoi farci, quando uno è scemo come me... Niente potrà cambiarlo. Nemmeno lo stare qui a scrivere alle 11 di sera, riuscirà a cambiarmi.
Quello che potrebbe cambiarmi, potrebbe essere solo il parlare con te. Ma niente da fare, più cocciuto di un mulo, sono.

Rimando?
No, evito. Di parlarti. Sono impaurito? E da cosa? Non da te. Ma da me. Paura di cambiare, anche se il cambiamento sarebbe in meglio.

Quanto sono scemo! Eppure provo timore, anche solo a starti vicino. E, nel caso tu leggessi queste parole, sarei ancora di più impaurito. Resterei impietrito, di sapere che tu abbia letto ciò che provo.

E allora perché scrivo? Solo per non perdere ciò che è l'attimo presente. E allora perché non le parlo? Per paura di vivere l'attimo presente.

Continuo sulla mia strada solitaria.

Che è l'unica cosa che so fare.

È inutile aspettarsi qualcosa dagli altri, se non sei capace nemmeno di prenderti ciò che più ti piace.

Ma la realtà è che non voglio farlo.

Se non sai nemmeno allungare una mano non meriti niente. Nemmeno una briciola di pane, che starai a pascolare i porci per l'eternità. Solo quando ti muovi dallo stato mentale in cui sei, puoi cambiare. Non prima. Te lo insegna Gesù a metà del figliol prodigo. Ed io sono ancora nella situazione del figlio che aspetta le carrube, ma nessuno gliene dà. Allunga la mano e prenditela, no, non voglio nemmeno fare quel piccolo gesto.

(Bisognoso. Non riesco ad uscire dal ruolo del figlio per diventare adulti? È questo che vuol dire essere adulti, prendersi ( anche con la forza) ciò che vuoi? No, non è questo esserlo. Non può essere questo. bensì avere la forza di superare i tuoi limiti. Che ti sei o ti hanno imposto No, che ti sei imposto. Perché non esiste niente che possa esserti imposto che tu non voglia accettare. La servitù è sempre volontaria , il contr' un. Etienne della boetie.

Parole. Soltanto parole.)

Ma la realtà è che non voglio. Quale è il motivo?

Ma ci vuole sempre un motivo?

Non so che fare.

Non voglio stare solo, ma non voglio nemmeno, non dire dichiararmi o altro, ma parlarle. Per quale motivo? Non lo so nemmeno io. So solamente che è così. E fino ad adesso è stato sempre così.

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