Translate

lunedì 16 gennaio 2023

anche in gattino spaventato

Anche un gattino spaventato da un cane che gli abbaia ( anche se è al sicuro in cima ad un albero) graffia chi lo soccorre, poiché ha ancora addosso la paura del cane che lo stava, fino a poco tempo prima, minacciando ( e che ho scacciato). Questo vuol dire che non dovrò soccorrere quel gattino?

(A proposito di gattino, sei diventata una leonessa, oppure una pantera, altro che gattina! Ma, in questo modo, hai perso il candore che ti distingueva per guadagnare una falsa immagine da mostrare ai più, ma in fondo so che la gattina di un tempo vive sempre dentro te - oppure sto sbagliando tutto non capendo niente?)

Torniamo al gattino.

Dovrò soccorrerlo, il gattino spaventato, oppure lasciarlo al suo destino? Io ho deciso di soccorrerlo, poiché ho scelto di non fare ciò che altri hanno fatto a me, cioè essere lasciato a se stesso. E lasciarlo a leccarsi le ferite da solo.

E perciò sono stato ferito ( fisicamente) dalle unghie di quel gattino, ma poi, accarezzandolo, si è calmato ed ha iniziato a tremare.

Perché, se vieni lasciato a te stesso non saprai mai cosa voglia dire ricevere ( e soprattutto donare) un po' d' affetto. Resterai sempre solo, come quella gatta randagia che ha vissuto vent'anni e poi è morta di vecchiaia, mangiando ciò che trovava e stando sempre lontana dalle persone che la avvicinavano, soffiando come solo i gatti sanno fare quando vedono un pericolo.

Mentre il gattino di cui stavo parlando, beh, quello, semplicemente, un giorno si è dileguato. Chissà se ho fatto male a soccorrerlo, quella volta, e, poiché si è fidato una volta , lo ha fatto anche una seconda, non con me, sbagliando?

Perché oltre che fidarsi bisogna anche sapere distinguere chi da chi, e non fidarsi del primo che passa.

Invece tu, che stai leggendo, che scelta farai?
Sarai come il gattino che si è fidato, e non ha saputo riconoscere le diverse persone, o farai come quella gatta, che non ha mai conosciuto il calore umano, poiché si è scottata una volta?

Ed io? A che punto sono io?

Di certo il tempo di stare solo è finito, il tempo del gatto randagio è terminato.

Ma so riconoscere le persone che mi stanno attorno? So lasciarmi accarezzare? Permetto agli altri di avvicinarsi a me?

Posso solo dire di averle vissute entrambe, quelle vite, ma c'è una terza vita che ancora ignoro?
C'è qualcosa che ancora non conosco? Si, c'è, ed è lo stare in coppia. Quello è ciò che mi manca.

Non mi interessa che io abbia fatto una figura barbina ( me tapino) ed è per questo che ho cancellato tutto e smesso di scrivere per un poco.
Ma l'impulso a scrivere è più forte della mia stupidità. E solo a quella non c'è rimedio.

Nessun commento:

Posta un commento