È un onore che tu mi reputi amico.
Ma ciò che desidero sarebbe che noi fossimo più che amici ma non stessimo assieme. Per non soffocarci a vicenda. Perché lo stare assieme, sarebbe una cosa scontata, ed interverrebbe la gelosia. Tu sei mia io sono tuo. No, questo non mi va. Voglio mantenere la mia individualità, e non essere schiavo di una costrizione mentale. Questo è quello che adesso sto pensando: che sono innamorato di te. No, non che sto pensando, bensì che sto vivendo. Vorrei conoscerti più profondamente, frequentandoci più spesso, per capire la tua mente e corpo, anima e carne. Solo che non so fare quel passo in avanti verso di te, che mi permetterebbe di conoscerti. E sto qui a scrivere. Almeno scrivessi a te! No, non voglio che il mio messaggio sia per una sola persona. Bensì, come la pioggia o il sole, o la grandine, o la neve o la tempesta raggiunga tutti. A chi non interessa passerà oltre, mentre a chi interessa resterà e leggerà. Perché, che sia tempesta o sole, colpisce tutti, e chi non vuole subirne gli effetti si rintana in casa dove è al sicuro. Ed io, sono al sicuro? Non sarebbe meglio abbandonarla, questa sicurezza? La certezza di essere sempre uguali è snervante. Che l'insicurezza prenda il posto della certezza! ( E con snervante intendo che mi logora di dentro, e i nervi sono una buona metafora di tutto quello che mi succede...). Abbandona il tuo vecchio io per poter finalmente rinascere, e sarai una persona nuova, finalmente.
Nessun commento:
Posta un commento