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giovedì 20 luglio 2023

Se non fossi stanco non mi sarei fermato. A riposare su una panchina scomoda.

Se non fossi stanco non mi sarei fermato. A riposare su una panchina scomoda. Ed a guardare le auto in corsa che passano. E non mi sarei fermato, di certo, a riflettere su bah, non so nemmeno io cosa. So solamente che il pensiero vaga, come un monopattino elettrico senza conducente. O come una bimba che mi ripassa davanti a tutta velocità. E non sa nemmeno lei dove sta andando a parare. Ripensavo, inoltre, che se avessi acquistato casa, e non, come ho fatto, che sono andato ad abitare in affitto, la casa che avrei ipoteticamente acquistato ora varrebbe il doppio, ed io, rivendendola eventualmente, avrei molti più soldi di adesso. Ma quello che mi viene in mente adesso è che chiunque pensa ai soldi che non ha, ma non vede le opportunità che gli stanno attorno, come dei fagiolini nani che non riesci a vedere a meno che tu non ti avvicini e di molto.
E non appena ti avvicini ne scorgi degli altri, e degli altri ancora, fino a che tu non ti sia riempito le mani, e non ce ne stanno più, e devi posarli per poterne raccogliere altri. Che sia così anche per le occasioni, gli affari e le ragazze? Cioè non ne vedi , di occasioni, a meno che tu non compia un picciolo sforzo, e poi dopo la prima occasione te ne capitano altre, finché non ne hai piene le tasche?

Mò rileggo... Che ho tempo da perdere...

Già. Come una minimoto che fa un fracasso infernale, e come due ragazze intente a parlare mentre sono immerse negli smartphone, con il viso, di notte, illuminato solo dal bagliore dello smartphone suddetto. Inoltre mi veniva in mente che, da grasso, è molto dura essere notato, che la gente, vecchi, giovani, adulti, bambini ( i bambini un po' meno, che hanno meno pregiudizi) non ti nota, semplicemente. Lo sguardo passa attraverso di te, e si posa su altro, ignorandoti, semplicemente. Che sia dovuto al fatto che in questa società eternamente giovane, bella di una bellezza artificiale e artificiosa e volutamente artefatta, il grasso non sia né ammesso, né considerato? Eppure c'è stato un tempo in cui volevo essere considerato l'uomo invisibile - ma l'avrò già detto? ( In un altro post, forse...) Non ricordo...

La memoria gioca brutti scherzi, o screzi, che dir si voglia... ( A volte)

Non so se fermarmi ( lo sono già, fermo...) a scrivere, intendevo, pirla, d'un pirla...

Domani lavoro. Ultimo giorno della sudata ( e devo dire tanto, a causa del clima) settimana. Ora, però, mi godo la panchina... Scomoda. E il fresco della serata. Riflettendo, devo dire che io non sembro molto dissimile dalle due ragazze di prima, che anche il mio viso è illuminato a giorno dalla luce dello smartphone su cui sto scrivendo... Attendo. In ozio. Qualcosa, un evento qualsiasi, che accada. Che sia una vespa che passa ( scooter) o un cane che mi annusa. Ma non è ciò che voglio, ciò che bramo. Mi veniva bremo, ma è un' altra cosa ....

Ma quell'evento tanto atteso, semplicemente, non accade. Qualcosa che sappia stupirmi. Un qualcosa che mi colga impreparato. Ma niente, è ora di tornare a casa che mi sta venendo sonno... Che sono le 22 ora.

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