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martedì 20 maggio 2025

Vittoria da sogno - monologo ( IA)

Titolo: "Vittoria da sogno"

(Un uomo solo in scena. Luci basse. È seduto sul bordo di un letto, in pigiama. Tiene un taccuino o parla verso il vuoto, come a una presenza invisibile. Sospira. Guarda l'orologio.)

MONOLOGO

Mi sono appena svegliato.
Sono le quattro e mezza.
E ho sognato te… Vittoria.

Era un bel sogno. Sai quando senti che è tutto perfetto e poi—puf—svanisce?
Già. Peccato fosse solo un sogno.

Avrei voluto parlarti, non puoi immaginare quanto.
Ma... c’erano due problemi.
Anzi, no, due scuse.
Uno: la mia stupida paura.
Due: avevo un impegno. Alle cinque e mezza. Dovevo incontrare Silvano. Agosti.

(Si alza, cammina lentamente)

Ho messo sul piatto della bilancia la priorità sbagliata.
Dopo questo sogno… me ne sono accorto.
Ma ormai è andata.
Andata così.

Quella—quella era l’occasione.
E io l’ho buttata.
Con le mie stesse mani.

(Sorride amaramente)

Probabilmente eri arrivata in anticipo proprio per parlarmi.
E io… io non c’ero.

Sai che ti amo?
Sì, lo so, sembra folle.
Non ti conosco.
Non ci siamo quasi mai parlati.
C’è pure una differenza d’età.
Eppure…

(Fa una pausa, guarda verso l'alto o in un punto lontano)

È difficile da spiegare.
O forse è solo difficile da ammettere.
Che ho paura.
Di quel passo.
Verso di te.

È strano. Ho affrontato cose ben più dure.
Ma questo...
Questo è diverso.
Questo...
manca.

(Si siede di nuovo, più lentamente)

Ma ne vale la pena.
Sicuramente.
Anche solo per un sogno.

Ora smetto di pensarti.
O almeno ci provo.
Anche se è la sola cosa che so fare, adesso.

(Si gira leggermente verso la platea. Voce più dolce, quasi un sussurro)

Ci vediamo. Forse.
Nella realtà.
Quando non lo so.
Ma...
ti sognerò ancora.

(Luce che si abbassa lentamente, lasciando la scena in penombra.)

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