Era da marzo che io t'osservavo
seduta dietro il banco in biblioteca
con quei tuoi nitidi occhi azzurri
e quel tuo viso dolce da bambina.
Ieri il mio cuore ha fatto un balzo
al di là dello steccato dell'amore:
sono corso in bilioteca
proprio all'ora di chiusura
ed eri li, svogliata
che chiudevi le persiane.
Ti ho rivista in cima a quelle scale
non mi guardavi (sai che novità)
passandomi davanti come un petalo di rosa
trasportato debolmente da un alito di vento.
Allora ti ho rivolto la parola
dicendo: “Sai, vorrei parlarti”
Poi ti sei voltata verso me
rispondendo: “Si, dimmi, cosa c'è?”
Il mio cuore batteva all'impazzata
e avevo come un nodo in fondo al ventre
guardavo quei tuoi limpidi occhi chiari
pensando: “Non lo farò mai...”
In quel momento, nella testa vuota,
di mille e mille frasi meditate
non rimaneva in gola che l' arsura
e il cuore che batteva all'impazzata.
Distolsi allor lo sguardo e poi sentii
quelle benedette tue parole:
“Se sei venuto qui è per un motivo
e quindi non sprecare l'occasione.
Allora mi voltai, hai detto bene
se io sono qui ora è sol per dirti
(e adesso ritornaron le parole)
“Voglio che tu sappia ciò che provo
per te, per il tuo viso e quei tuoi occhi
sai, mi piaci , vorrei uscir con te”
e con la voce rotta d'emozione
“Ti vorrei conoscer meglio
no, anzi, ancor non ti conosco...”
E poi io mi fermai su quel tuo sguardo:
“Sai, purtroppo ho già il ragazzo
e quindi possiam esser solo amici
comunque vieni ancora qua in futuro”.
Al che io allora esplosi un ah, deciso;
deluso sospirai: “è la prima volta
che dico a una ragazza queste cose”
e ancora a lungo poi noi ci fissammo
restai a bocca aperta e naso in aria
o forse è solo scherzo di memoria...
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