Guardo il fiume, che scorre lento, fino al mare, e il riflesso del sole bagnato dall'acqua. Il mormorio silenzioso nel suo quieto cammino, la roccia che resiste, imperterrita, per secoli e millenni - chissà se al tempo di Gesù era già lì?
Il silenzio costante in cui sono avvolto, trascurando il quieto sciabordio dell'acqua corrente, l'ombra di un pioppo, la schiuma di detersivi sprecati nei flutti,
il cielo azzurro costantemente sopra (e intorno) a me, la brezza (o un lieto venticello) che mi rinfresca in questa afosa giornata di fine estate.
Tutto questo (oltre al fatto di essermi svegliato alle 2 di mattina) contribuisce a rendere il mio animo inquieto e stanco (fisicamente e mentalmente).
Una farfalla - bianca - ce ne saranno milioni, una formica - nera - ce ne saranno miliardi e un traliccio dell'alta tensione sopra la testa. Birra - radler - no, neanche quella serve. Vorrei solo respirare un po d'aria pulita in questi polmoni ormai marci - passano dei ciclisti - e sdraiarmi in quest'ombra e dormire un sonno eterno, risvegliandomi puro spirito e senza più un corpo , ormai decomposto e divorato da innumerevoli inutili vermi.
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