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sabato 20 luglio 2024

una vaga idea

Non so ancora cosa scriverò. Ne ho solo una vaga idea. Ho perso uno scritto e mi stanno girando da mezz'ora. Sul tesoro sotterrato, sulla perla e sui pesci. Non lo trovo più! Adesso provo a cercarlo di nuovo. Ma prima devo scrivere che, quando inizio a camminare, c' è sempre svogliatezza, pessimismo, come le campane che mi suonano ora nelle orecchie.

Ma, dopo un po' che inizio a camminare,
se non mi fermo a bambanare,
come sto facendo adesso,
vi dirò cos' è successo.

È successo proprio questo:
Devo dirlo, sono onesto,
Che da quando sono solo
Proprio come un usignolo

Io non so spiccare il volo
Nelle braccia d' un' amante
Perché sono si distante
Nel mio nido, e vedo il suolo.

E chi mi doveva stare
Si vicino e incoraggiare
A spiccare il dolce volo
Mi ci ha buttato al suolo!

E da questa mia esperienza
Devo dir, non resto senza
Patimenti a non finire
E mi sento di morire

Di morire o dimorare
Soio, io, non so restare
Senza scrivere qualcosa
Senza te, mia dolce rosa.

Per il fatto che son vivo
Vi dirò, non sono un divo,
Ma trovare una ragazza
Manco una che sua pazza
Di me, intendo, che si offende
Se non scucio le prebende.

Era questo ciò che dico,
Sotto la pianta di fico
Dico ancora, ed a ragione
Che io sono un bel coglione

Perché al posto di parlarti
Resto solo, e senza arti.
Solo il segno della croce
Come un pollo che non cuoce

Sono io che sto scrivendo,
Forse ancora non sapendo
Che oramai il danno è fatto
E chi disse il dado è tratto

Non sapeva cosa dire
Solo io, sull' imbrunire
So che sono senza amore
Ma c' è solo il batticuore

Per chi non mi ha conosciuto
Ma io resto ancora muto,
E sul fare della sera
Resta questa mia galera.

Cercherò ( senza trovarlo) il file che ho perso. Buonanotte!

Il sentimento negativo è ormai sparito. Solo la non scelta rimane. Perché se la notte ormai è giunta, non so cosa farmene. Perché resto sempre da solo. I bambini che giocano a calcio all' oratorio. Il chiacchierare pigro di una sera di estate, che giunge appena alle mie orecchie. Le oche che starnazzano vicino al cimitero. Ed io , eterno ignorante, che non sa nemmeno da che parte è girato. Bah, ora mi incammino sulla strada, la direzione non importa. Perché le campane battono pigre la mezz'ora. È ora che parta, ma per andare dove? Il telefono mi dice a dormire. Lo seguirò? Non ne ho idea. Ora basta, sono solo stufo. Il sentimento di noia è già tornato. Forse ho scritto troppo? Bo, non riesco a vedere con chiarezza. Solo un pullman si staglia nitido a coprire il campanile. La notte non mi aiuta.

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