Alla fine non mi serviva una panchina. All' ombra. Mi bastava un muretto su cui sedermi. Però l' ombra ci voleva sempre.
Sono in essere infinito, per cui le possibilità sono infinite. Almeno fino a che sarò vivo.
Cerco di spiegarmi.
Io cercavo una panchina. All' ombra. Ma nel momento in cui ho visto questo muretto, per potermi sedere a scrivere, intendo, mi ci sono seduto ed ho iniziato a scrivere un flusso di pensieri. Cioè ciò che stai leggendo.
All' inizio, quando ero ancora seduto in casa, pensavo: non uscirò mai con questo caldo. Poi, cambiando idea, mi sono detto: perché limitarmi a stare in casa, chiuso tra quattro mura? ( Cinque col soffitto, che il pavimento c'è dappertutto, altrimenti non staresti in piedi... Ma andiamo oltre).
Perché non uscire, proprio con questo caldo, per provare a rompere la catena che mi imprigiona? Voglio dire, la mattina c' è troppo freddo. Il pomeriggio c' è troppo caldo. A mezzogiorno scotta il sole. La notte ho sonno. C'è sempre una scusa pronta! Ed allora esco. Basta scuse, che questa leggera brezza, in casa al fresco, non ci sarebbe stata. E poi al caldo ci si abitua, che l' essere umano è l' essere che si è abituato di più nella storia ( dell' uomo, intendo). E quindi sono uscito. E nel cominciare a passeggiare, mi sono detto, ora cerco una panchina per sedermi al fresco. Quale contraddizione! Esco al caldo per sedermi al fresco! O bella, stai dove eri che stavi bene! Ma non avrei capito e pensato quello che sto scrivendo. E perciò mi sarei perso qualcosa. Poi ho pensato: posso andare dove voglio, non sono limitato dalla panchina! È una autolimitazione bella e buona, quella della panchina all' ombra! E poi, nel camminare, ho intravisto questo muretto. Dove mi sono seduto, poiché ciò che avevo da dire straripava da me. Altro che trovare il fresco sulla ciclabile all' ombra! Altro che arrivare alla casa del clone! No, mi fermo qui al cimitero, ( intendo fuori dal cimitero, non dentro, che fermarsi al cimitero è sconveniente - per tutta la vita, poi...) a riposare un po', che un posto all' ombra l' ho trovato... Ora che mi sono abituato al calore, e che ho sentito nelle orecchie il continuo starnazzare delle oche e il passare delle auto sull' asfalto rovente, che faccio? Intanto smetto di scrivere, che non ne ho più la voglia. No, non la voglia il desiderio. Perché ho finito qui il pensiero. Forse tornerò tra poco a scrivere, o forse non più. Sta di fatto che ora, qui ed ora, non mi va più di scrivere. Ed allora smetto qui. Ciao ed alla prossima!
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