Non capisco perché, ma non riesco mai a rivolgere per primo la parola ad una ragazza. Come lei, che ho visto arrivare da dietro, non so nemmeno perché mi sia girato, ma l' ho scorta, per caso o forse per necessità. E del resto mi sono girato non una, ma due volte. Per guardarla meglio. Ma è stata solo l' illusione di un momento, una fugace veduta, poi basta. Non ho colto l' attimo, aspettando che fosse lei a rivolgermi la parola. Per quale motivo, se non per orgoglio? Non mi viene in mente altro. Aspettavo che mi sorpassasse, a piedi, che io cammino lentamente. E lei, incurante di me, mi ha superato. E poi è proseguita sulla sua strada. Ne più ne meno. Ed io sono restato fisso come un baccalà, o uno stoccafisso, che è più appropriato. Somigliava a Raffaella, che ho ancora in mente, dopo più di dieci anni.
Povero sciocco, che non sei altro... Bastava una sola parola, quella che non riesco mai a dire, per , non conquistarla, ma solo un ciao, per poterle rivolgere la parola. Non capisco il motivo, ma resto sempre uguale a me stesso. Mi è perfino passato di mente il max , che è morto da più di vent'anni... E che sono passato poco prima di incontrarla nel punto in cui è morto. Forse era il tuo ultimo regalo, che ho scartato ( e con scartato non intendo che go tolto la carta che lo ricopriva, ma che l' ho eliminato, buttato, ignorato)?
Pazienza. Io sono come sono. Ma la mia stupidità supera di gran lunga ogni immaginazione.
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