I vicini fanno l' amore.
Io, solo, osservo
Con attenzione il lampadario.
Un piccione plana e poi atterra,
Per lui cosa normale.
Nella strada briciole di pane,
Per me briciole d' amore.
Un ventilatore gira facendo aria.
Nella stanza un po' di refrigerio,
Nel mio cuore freddo gelido.
Nessuna bussa alla mia porta.
Un cancello cigola vicino,
Un ladro entra furtivo.
Vorrà forse rubare il mio cuore,
Rubare un po' di solitudine.
I libri ammassati prendono polvere.
Nessuno li spolvera, nessuno li legge.
La libreria si lamenta per il peso.
Io li guardo sconsolato.
Una macchinetta riposa da 7 anni.
Ferma su un' altura,
Placida, non si scompone.
Sembro io sdraiato sul mio letto.
Una tapparella a mezz'aria,
Non sale né scende.
La luce penetra dalla finestra
Ferendomi gli occhi assonnati.
Un bastone abbandonato
lungo il sentiero.
Non cerca né funghi,
Né sostiene il cercatore.
Non scrivi poesie,
La gente mormora.
Non è che non scriva,
Sei tu che non leggi.
Una bottiglia calda
Mi bagna il gargarozzo.
In mancanza del divino,
Io bevo acqua.
Il caldo mi secca
La gola riarsa.
Puntando il dito al cielo,
Incolpo me stesso.
La violenza passa,
Pesante, negli anni.
Osservo il mio corpo
Senza più cicatrici.
I calzoni lisi
Coprono le pudenda.
Dentro me esclamo:
Come sono comodi!
Il telefono riluce
Nella mia mano.
Serve soltanto a fermare
Ciò che è senza tempo.
La tenda ricopre una finestra
Con le tapparelle abbassate.
Orpello inutile,
Al pari dei miei pensieri.
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